Nasser Al Attiyah

Multe e squalifiche alla Dakar: Al-Attiyah nel mirino

A 24 ore di distanza dal forte vociare su eventuali preferenze (che si tradurrebbero in agevolazioni) nei confronti di Nasser Al-Attiyah, voci per nulla sommerse che hanno portato alla smentita ufficiale da parte di ASO, sembra partire una vera e propria rappresaglia contro Toyota. Il leader della Dakar, Nasser Al-Attiyah, è stato colpito da una squalifica – momentaneamente sospesa – e il team Toyota ha beccato una multa di 5000 per violazione dei regolamenti sportivi.

La Toyota Hilux T1+ di Al-Attiyah è stata trovata con il registratore dati non collegato all’alimentazione dopo il completamento della seconda prova di lunedì, qualcosa che il team manager, Jean-Marc Fontin, ha bollato come “semplice errore”. Ma gli steward sembrano non pensarla così. È stato accertato che la Toyota ha violato l’Articolo 13.1.2 del Regolamento Sportivo FIA Cross-Country Rally ed è stata inflitta la conseguente sanzione. La squadra ha, ovviamente, il diritto di impugnare la decisione, entro i termini applicabili. Lo farà?

Al-Attiyah e la spada di Damocle

La decisione degli steward ha affermato che, oltre alla multa di 5000 euro che deve essere pagata entro 48 ore, Al-Attiyah resta in gara con squalifica sospesa “fino alla fine del rally, salvo ulteriore violazione di natura simile commessa dal concorrente con la vettura 201 durante questo periodo”.

Toyota ha affermato che i registratori di dati vengono disconnessi dalla batteria dopo ogni prova durante la notte per motivi di sicurezza e che è stato commesso un semplice errore non ricollegandola per la seconda speciale. L’auto di Al-Attiyah aveva già lasciato il bivacco quando la squadra è stata informata dagli steward che il datalogger non era stato collegato.

Il regolamento sportivo stabilisce che è responsabilità dei concorrenti assicurarsi che lo strumento in questione (che è di fondamentale importanza per questa tipologia di evento) sia collegato all’alimentazione prima di ogni tappa e che una violazione di questo regolamento comporterebbe una multa e la squalifica come da giurisprudenza passata.

Secondo i commissari, circostanze eccezionali impediscono una squalifica diretta, in quanto il rally è solo nelle sue fasi iniziali e la squadra ha il tempo di correggere l’infrazione. La squalifica sospesa è una pratica comune al Rally Dakar, con il pilota cinese Wei Han penalizzato di 10 ore e squalificato con sospensione per la sua vettura sottopeso di 40 kg.

L’equipaggio del prototipo leggero T3 Geoffrey Moreau e Pascal Chassant ha ricevuto una multa di 500 e un divieto sospeso per il prossimo round della stagione del campionato FIA Rally Raid per aver presentato l’auto modificata alle verifiche tecniche, uno dei tanti equipaggi a farlo.

Al-Attiyah mantiene il suo vantaggio di 9 minuti sulla Dakar e probabilmente aumenterà il suo margine su Sébastien Loeb del Bahrain Raid Xtreme dopo che il pilota della Prodrive aveva forato all’inizio della tappa ad anello di Al Qaisumah.

5 minuti di penalità per Devilliers

In tutto questo trambusto, invece, a Giniel De Villiers vengono applicati appena 5 minuti di penalità in classifica per aver investito un motociclista in pieno deserto e, dopo essersene accorto, aver proseguito la sua gara tranquillamente, come se nulla fosse successo. Quindi, omettendo anche di soccorrere il malcapitato. Il tutto documentato da un video.

De Villiers ha investito in pieno (senza ucciderlo, per fortuna) un motociclista sconosciuto mentre affrontavano una sezione stretta e rocciosa del test del circuito Ha’il – Ha’il. Il motociclista è rimasto illeso, ma inizialmente è caduto a terra tenendosi una gamba prima di salutare con la mano De Villiers e il navigatore Dennis Murphy.

Ma De Villiers ha violato, comunque, l’articolo 48.5 del regolamento sportivo FIA Cross Country Rally (CCRSR) per non essersi fermato sul luogo dell’incidente per controllare il motociclista colpito. E ha violato anche ogni norma di buon senso, oltre a quelle sportive. La prova video è stata portata davanti agli steward dai rappresentanti della Fédération Internationale de Moto (FIM), e l’organizzatore della Dakar ha indagato.

La decisione degli steward ha dichiarato che De Villiers ha colpito la moto da dietro. “Il pilota è caduto dalla moto e dopo una breve sosta, De Villiers ha proseguito senza aver offerto alcun aiuto al pilota”, così si legge. De Villiers ha sostenuto in sua difesa che la sabbia soffice nel tratto in cui si è verificato l’incidente ha reso troppo difficile per lui fermarsi completamente.