Morto Uberto Bonucci, protagonista assoluto delle cronoscalate

Morto Uberto Bonucci, protagonista assoluto delle cronoscalate

Il mondo dell’automobilismo piange Uberto Bonucci, vincitore di oltre centocinquanta gare, tra cui sette titoli nel Campionato Europeo della Montagna Autostoriche e dieci titoli assoluti nel Campionato Italiano della Montagna. Al volante della sua Osella Pa 9/90 Bmw ha scritto pagine stupende dell’automobilismo in Italia e all’estero. È stato stroncato dal male incurabile che lo aveva colpito negli ultimi tempi e che non gli ha dato scampo.

Ha trionfato in più circostanze, fra le storiche, anche al trofeo Luigi Fagioli di Gubbio (ben 10 volte), alla Camucia-Cortona (5 volte) e allo Spino, dove nel 2011 ha vinto la categoria e nel 2016 ha realizzato l’assoluto, non dimenticando il secondo posto del 2019 alle spalle di Stefano Peroni. A proposito del rapporto di particolare amicizia che lo legava a Pieve Santo Stefano (vi aveva esordito nel 1976 alla guida di una A112), la Pro Spino Team lo aveva nominato suo socio onorario: più volte era venuto alle iniziative organizzate dal team e chiamava affettuosamente “Spinotti” i suoi componenti.

Bonucci, nato a Castelnuovo Berardenga ma residente a Colle Val d’Elsa, aveva 68 anni, compiuti lo scorso 13 maggio. È deceduto a causa di un male incurabile. Tra i vari successi figurano ben quattro trionfi alla cronoscalata Lago – Montefiascone. Successi ottenuti nel 2011, 2012, 2013 e 2017. A ricordare Uberto Bonucci è l’Automobile club Viterbo in un post su Facebook.

“Ci ha lasciati un grande amico – si legge nel post –, un grande protagonista della Lago Montefiascone, un grande pilota, un grande uomo. Ciao Uberto continua a vincere trofei nel cielo. Rip”.Il post dell’Automobile Club Viterbo ripercorre i grandi successi del pilota senese.

“Uberto Bandino Antonio Bonucci Ugurgeri della Berardenga – continua il post – tanto importante il suo nome, tanto importanti i titoli vinti nella sua carriera di pilota. 153 vittorie assolute nelle gare disputate in Italia e all’estero, sette titoli nel Fia campionato europeo della montagna, dieci titoli assoluti nel campionato italiano salita autostoriche”.

“Non lo vedremo più al volante della sua la sua Osella – conclude il post dell’Automobile club di Viterbo – con la quale aveva raggiunto il perfetto equilibrio tra auto e pilota e quando il semaforo segnava cinque secondi alla partenza chiudeva la visiera del casco pronto ad affrontare la strada e poi il via. Ci mancheranno i sui modi spicci con quel suo carattere che poteva sembrare brusco e forte ma allo stesso tempo aperto e buono, una persona di poche parole ma quando uscivano erano consigli e insegnamenti, dati dalla sua grande esperienza. Addio amico”.

“Uberto è stato un appassionato, un campione e un uomo per bene che mancherà alla Commissione Autostoriche e al mondo delle gare in salita. Per me è stato di grande amicizia ed aiuto nell’inserirmi così tardi nella mia vita nell’affascinante mondo delle gare in salita di autostoriche. Un abbraccio a sua moglie Marta e a suo fratello Andrea. Paolo Cantarella”, ha detto Paolo Cantarella presidente della Commissione Autostoriche dell’Aci.