Modena Cento Ore nel segno di Kerne-Peyer e Janssens-De Geetere

Modena Cento Ore nel segno di Kerne-Peyer e Janssens-De Geetere

Conclusa con grande successo la ventesima edizione della Modena Cento Ore, gara dedicata ai rally auto storiche che ha avuto uno sviluppo di mille chilometri in un fitto percorso nel centro Italia. Sono state disputate 11 prove speciali in salita, 11 prove di media, e gare sui circuiti dell’Umbria a Magione, Enzo e Dino Ferrari di Imola e Mugello. Molto ricca la partecipazione di concorrenti stranieri con arrivi dall’Inghilterra, Hong Kong, Stati Uniti, Svizzera, Germania, Giappone, Sud Africa, Belgio, Irlanda, Austria e Canada

Il vincitore della classifica assoluta per la sezione velocità per vetture prodotte fino al 1965 è l’equipaggio svizzero T. Kerne e S. Peyer su Jaguar E-Type, gli inglesi J Kennedy e L. Kennedy su Lancia Aurelia B20 GT e gli svizzeri A. Meyer e M. Meyer su Ferrari 250 GT SWB SEFAC. Il vincitore della classifica assoluta per la sezione velocità dopo il 1965 è stato l’equipaggio belga G. Janssens e T. De Geetere su Porsche 911 SC, seguito dal team inglese A. Siddali e S. Perez su Ford Escort RS 1800 e dal team inglese P.L. Kadoorie e D. Wells su Porsche 911 3.0 RS

Nella Classifica Index of Performance vincono gli inglesi J. Kennedy e L. Kennedy su Lancia Aurelia B20GT seguiti dagli svizzeri T. Kern e S. Peyer su Jaguar E-Type e dagli svizzeri A. Meyer e M. Meyer su Ferrari 250 GT SWB SEFAC. Per la Regolarità al primo posto troviamo l’equipaggio tedesco del team Bad Boys Racing S. Rohleder e N. Hahn su Porsche 911 2.4T seguiti dall’equipaggio belga C. De Buck e W. De Buck Porsche 911 Carrera Coupé e dagli inglesi A. Martin e A. Martin su Ford Mustang GT

Il premio speciale Best Ferrari Restoration offerto dalla Carrozzeria Brandoli è andato alla Ferrari 250 SWB Berlinetta SEFAC. Caratterizzato come sempre dall’ovazione più grande, il premio che va all’assistenza che ha effettuato il “Technical Miracle” più incredibile. La sfida sta raggiungendo altissimi livelli e i miracoli si susseguono a ritmo serrato. Quest’anno la standing ovation della sala è andata al team inglese K. Jones e L. Jones al seguito della Ford Escort 1600 RS del 1976

In Memoria di Sir Stirling Moss il premio per l’equipaggio che più si è distinto nelle prove sulla strada tra Firenze e Bologna è stato assegnato all’equipaggio A. Martin e A. Martin. Il premio “Spirti of MCO” per l’equipaggio che si è distinto per la caparbietà mostrata nel volerci essere, gareggiare, arrivare a qualsiasi costo, è andato all’equipaggio R. Evans e J Faux su Iso Rivolta IR 300 GT

Vincitore di un estintore (in perfetta efficienza), simbolo perfetto del premio “Fireworks” l’equipaggio B. Gill e D. Didcock su Ford Escort RS 1600 e non crediamo serva spiegare il perché… Come tradizione della Modena Cento Ore, una parte del ricavato è stata donata in beneficenza all’associazione Panathlon Club di Modena per sostenere i progetti per lo sport dedicati ai ragazzi disabili.

Cento Ore è l’unico evento green di settore. Confermata l’attenzione all’ambiente da parte di Canossa Events che come sempre applica il protocollo CarbonZero per le proprie manifestazioni, e compenserà completamente le emissioni residue di CO2 della Modena Cento Ore 2020, mediante piantumazione di nuovi alberi nell’Appennino Tosco-Emiliano.

Il successo della Modena Cento Ore è stato reso possibile grazie al coinvolgimento di partner d’eccellenza come RM-Sotheby’s, casa d’asta, Blackfin che ha creato per gli equipaggi un modello di occhiali esclusivo, Amalgam, I Greppi, Brandoli, Noberasco e Cantina di Vicobarone.