Matteo Luise con la Fiat Ritmo 130 Gruppo A

Matteo Luise: storia di chi a volte ritorna

Nato da quella stessa terra, il Polesine, che diede i natali ad un totem del rallysmo, quale Arnaldo Cavallari, Matteo Luise si fa notare sin dalla tenera età di 11 anni per i primi successi in kart. Nel 1989 l’esordio ufficiale, dopo aver vinto il corso piloti e navigatori della scuderia locale, nel suo Rally di Adria e del Polesine, chiuso ai piedi del podio in una classe N3 da 37 partenti. Arrivano i primi successi con la Fiat Ritmo prima di lanciarsi nell’orbita del Trofeo Fiat 500, anno 1993.

Viste le buone prospettive e deciso nel continuare a progredire, Matteo Luise prende parte, sempre nel 1993, al corso di pilotaggio presso la Scuola Federale Csai di Roma. Premiato come miglior allievo del corso, riceve l’opportunità di affrontare il Memorial Bettega, nella mitica Area 48 del Motor Show di Bologna, alla guida di una Ford Escort RS Cosworth gruppo N.

Nel 1994 è già protagonista tra le piccole della casa torinese. Domina a Sanremo, valido per il mondiale, prima di vedersi costretto a regalare la vittoria all’ultimo controllo orario al compagno di squadra, ed alla finale di Melfi, vanificando il successo con un’uscita di strada a tre curve dal termine della seconda tappa.

La riscossa arriva nel 1995 dove l’adriese firma il successo nel Trofeo Fiat 500 con quattro vittorie, tre secondi e due terzi posti, prima di accasarsi alla corte di Tabaton, alias Toyota Grifone Esso. L’anno del debutto, il 1996, lo vede chiudere terzo assoluto, dietro a Gianfranco Cunico ed al compagno di squadra Andrea Dallavilla.

Ancora protagonista nel tricolore assoluto con la Celica, l’anno successivo, prima di far parlare di sé, nel 2 Litri del 1998, per la sfida impossibile con la sua Ford Escort, curata dal mago Repetto, contro lo squadrone Peugeot ufficiale composto da Travaglia e Deila. Il 1999, anno dell’arrivo delle kit car, si rivela un sfortunato, opaco sulla versione maxi della Escort e più incisivo sulla Mégane Maxi di Munaretto, secondo assoluto al Molise e quarto al San Martino di Castrozza, prima di appendere temporaneamente il casco al chiodo. Ma oggi è tornato. E ce ne siamo accorti tutti.

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