Luca Rossetti ed Eleonora Mori con la Citroen C3 R5

Luca Rossetti, il CIR, la C3, l’altalena e la carbonara

Gli organi federali di Aci Sport hanno emesso la loro sentenza confermando la vittoria del Campionato Italiano Rally 2019 a Giandomenico Basso e Lorenzo Granai e consegnando il titolo Costruttori a Citroen Italia per mano di Luca Rossetti ed Eleonora Mori. Tutto ciò a due mesi di distanza dall’ultimo round stagionale, il tanto discusso quanto affascinante Tuscan Rewind.

Così, mentre il WRC ha già piazzato le tende nell’entroterra francese per il MonteCarlo, in Italia si tracciano i primi bilanci di una stagione, quella 2019, che ha vissuto di una bellissima lotta tra Basso, Rossetti, Crugnola e Campedelli. La sentenza di metà gennaio però, che sarà comunque destinata a far nascere altre discussioni, è comunque un boccone dolce-amaro per l’unica Casa ufficiale impegnata, Citroen Italia, che con lo scudetto “Marche” addolcisce una pillola altrimenti assai… bruciante.

Il pacchetto comprendente la nuova C3 R5, le gomme Pirelli ed il plurititolato Luca Rossetti pareva sufficientemente elevato qualitativamente per portare il tricolore agli stessi uomini che avevano gioito con quelli bianco blu di Peugeot e l’intramontabile Paolo Andreucci. Così non è stato ed il “Rox” non si nasconde certo analizzando luci ed ombre del suo 2019.

“È stata una stagione vissuta … in altalena, fatta di alti e bassi – esordisce il driver pordenonese ormai trapiantato in Valtellina –nella quale abbiamo alternato ottime prestazioni ad altre decisamente meno buone. Personalmente mancavo dal CIR dal lontano 2011 ed ero al debutto con la nuova Citroen C3 – e lei con me- in un contesto in cui non sempre le cose sono andate per il verso giusto. Ancora non mi spiego i tempi non competitivi del 2Valli o la prestazione non all’altezza del Sanremo…”.

Quindi come giudicheresti la stagione tua e di Eleonora Mori, la tua navigatrice?

“Il titolo Costruttori è importante per Citroen Italia perché dà prestigio al Marchio. A livello personale non posso dire di essere contento giacché non ho vinto ma è pur vero che al via dell’ultima prova ero io in testa al campionato quindi non si può nemmeno dire che sia andata proprio male. Quando io ed Eleonora siamo partiti per lo stage finale abbiamo capito dopo un pio di chilometri che il titolo piloti era perso: “Giando” aveva percorso circa tre quarti di speciale asciutta mentre noi ci siamo imbattuti in una pioggia costante fina dai primi metri. All’intermedio eravamo sotto di 2” ed eravamo consapevoli che non saremmo mai riusciti a colmare il distacco in quelle condizioni ma semmai ad incrementarlo. Però, sebbene spiaccia, il clima fa parte delle variabili di una corsa”.

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