Lele Pinto: ritratto di uno della ''vecchia guardia''

Lele Pinto: ritratto di uno della ”vecchia guardia”

Nonostante i suoi 75 anni, dopo essere stato un mese in coma farmacologico, Lele Pinto mostrava segni di ripresa. Invece, l’8 dicembre, poco dopo l’alba, ha deciso di seguire la notte che andava via e di lasciarci un enorme carico emozionale. Lele il campione.

Lele che con la sua foga quasi incontenibile aveva vinto una gara di Mondiale Rally nei primi anni Settanta. Lele, un altro grande interprete dei rally degli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, che se ne va. All’anagrafe di Casnate con Bernate, un comune del Comasco, è Raffaele Pinto e nasce il 13 aprile 1945. Correndo con vetture Fiat e Lancia, Lele diventa uno dei principali portacolori nazionali.

Ha una guida particolare: usa poco e niente la frizione a causa di un problema alla gamba sinistra, provocato da un incidente. Partecipa con successo anche a qualche cronoscalata, come ad esempio alla Iglesias-Sant’Angelo del 1970, dove vince con la Lancia FM Special, un prototipo su base Fulvia. Vincitore in carriera di una gara del Mondiale Rally, il Portogallo 1974, Pinto è uno dei primi piloti italiani professionisti.

Segue le orme del fratello

Inizia a correre negli anni Sessanta seguendo le orme del fratello, Enrico, vincitore del Campionato Italiano Velocità Circuito 1966 al volante della Fiat Abarth 595. La sua seconda gara con la Lancia Fulvia HF ufficiale avviene alla fine di quell’anno, sul circuito di Zandvoort.

È l’ultima e decisiva prova che assegna l’Europeo. Cesare Fiorio vuole che Pinto dia una mano a Claudio Maglioli, in lotta per il titolo. Nelle qualifiche, l’auto con cui corre Maglioli accusa dei problemi meccanici e si qualifica decima. L’avversario di Maglioli, con la Mini Cooper è primo.

Giuliano Facetti, con un’altra Fulvia HF, è secondo e Lele Pinto è quarto. Prima di partire per la gara dice a Claudio: “Attento, alla prima staccata, faccio casino, metto la macchina di traverso, gli altri si spaventano, tu infilati nel varco giusto”. Per fortuna Claudio è un buon pilota e sa prevedere: in un colpo solo infila quattro vetture, poi riesce a superarne altre tre e, alla fine, vince il Campionato Europeo. E lui entra nelle grazie di Cesare Fiorio.

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