L’Adria International Raceway chiude i battenti

Pare non esserci futuro per l’Adria International Raceway. Nelle ultime settimane le voci di una possibile chiusura si erano fatte sempre più insistenti ed alla fine quello che tutti temevano si è verificato. Una dura mazzata per il mondo del motorsport, ma anche per l’intero indotto della ristorazione e della ricettività che ruotavano intorno all’autodromo, vero traino dell’economia di questo territorio alle porte del Parco del Delta del Po in provincia di Rovigo.

Al momento l’unica cosa certa è l’asta per la vendita dei beni mobiliari, prevista per il 31 marzo, anche se la modalità prescelta in fase d’asta non prevede un ritorno sulla pista delle competizioni motoristiche. L’ipotesi di trovare un acquirente in grado di investire milioni di euro per permettere all’autodromo di ritornare alle attività sportive sembra alquanto improbabile.

Per far capire quanto il circuito fosse legato a doppio filo con l’economia del territorio in suo aiuto era scesa in campo anche la politica grazie all’ex sindaco Sandro Gino Spinello. Quest’ultimo il 6 marzo scorso aveva affermato che: “il blocco delle attività dell’autodromo Adria raceway è motivo di forte e giustificata preoccupazione dell’opinione pubblica e che tale chiusura è causata dalla esecutività di una sentenza della sezione fallimentare del Tribunale di Rovigo di una società che in epoche trascorse ha gestito la struttura. Inoltre l’inattività dell’autodromo stesso sta creando la pesante apprensione di molti operatori economici, in particolare, di quelli dei settori della ristorazione e della ricettività che hanno visto azzerati il loro introiti come è emerso in maniera chiara nell’assemblea pubblica tenuta il 22 febbraio scorso all’hotel Stella d’Italia. L’indotto collegato ad Adria raceway è sempre stato uno dei principali fattori di interesse economico del territorio”.

Purtroppo anche gli appelli dell’ex primo cittadino di Adria non hanno sortito gli effetti desiderati, ed è per questo che ha invocato un interessamento anche da parte degli enti governativi. “Le istituzioni di livello superiore a quello locale, ossia governo nazionale e regionale, dovrebbero farsi concretamente carico di questa problematica che tanto decisiva è per le sorti dell’economia adriese e polesana e propone alla curatela fallimentare ed agli organi competenti di verificare la possibilità per arrivare in tempi brevi all’attivazione di una gestione commissariale provvisoria che consenta la ripresa delle attività di questo nostro parco motoristico, almeno nei settori economicamente più produttivi”.

Insomma, una fine davvero ingloriosa per un autodromo che negli anni ha ospitato diverse manifestazioni motoristiche di alto livello come il FIA GT, il DTM e la Formula 3 Euroseries. Ovviamente senza dimenticare in ambito rallystico l’Adria Rally Show.