Mads Ostberg, Citroen C3 Rally2

La rivoluzione 2022 di WRC2 e WRC3

Puntuale come un orologio svizzero arriva la rivoluzione (o involuzione) dei regolamenti WRC, con significativi cambiamenti per quel che riguarda le support series. Un primo cambiamento riguarda le WRC, che ha partire da gennaio 2022 si chiameranno Rally1 e di cui abbiamo parlato diffusamente in questo articolo. Anche nel 2022 i Costruttori iscritti al Campionato assoluto saranno solamente due e mezzo: M-Sport Ford, Hyundai e Toyota.

Un risultato che certifica il fallimento gestionale del duo Todt-Matton, anni in cui i costi delle vetture sono schizzati alle stelle facendo fuggire Volkswagen prima (per il caso Diesel-Gate) e successivamente Citroen. I francesi guidati all’epoca anche da Matton, dapprima hanno spinto sull’introduzione dell’ibrido, minacciando il ritiro ogni qualvolta si parlava di altre soluzioni (vetture R5 come regine della serie), per poi mollare la serie dalla sera alla mattina nell’autunno 2019.

Come cambia il WRC 2

Grandi cambiamenti nel WRC2. La support series si rifà il look per l’ennesima volta da quando è stata creata nel 2013, ma anche stavolta in FIA le idee appaiono abbastanza confuse. Proviamo a spiegare al meglio come sarà strutturata la serie rivolta alle Rally2. Il Campionato si divide in tre con l’assegnazione dei trofei Master, Junior e Open. Insomma, si è riusciti a complicare ulteriormente le cose e a far peggio degli anni precedenti in cui le Rally2/R5 erano divise in due campionati, WRC2 Pro e WRC2 nel 2019 e WRC2-WRC3 nel 2020-2021.

Il campionato madre sarà il WRC2 Open, in questo campionato confluiranno tutti gli iscritti alla serie e, inevitabilmente, sarà il Campionato a cui tutti faranno riferimento in termini di classifiche e prestazioni. All’interno di questo troviamo i due sotto serie, create dalla FIA. Il primo: il WRC Master è dedicato agli over50, ovvero ai piloti prima del 1° gennaio 1972. Un’idea simpatica, creata per premiare i “vecchietti” che amano mettersi in gioco nelle gare iridate. Tutto bello quindi? Sì, se non fosse per l’ulteriore balzello di iscrizione alla serie di 3.000 euro, che si va ad aggiungere agli altri 3.000 di iscrizione al Campionato. Insomma, per un pugno di euro in FIA si è fatto l’ennesimo autogol. Tra i primi iscritti alla serie il nostro Mauro Miele, il francese Jean-Michel Raoux e l’irlandese Eamonn Boland.

Altro sotto campionato è il WRC2 Junior. Il campionato è dedicato agli under 30 (nati dopo il 1° gennaio1992), ad esclusione di quei piloti che abbiano già vinto un campionato WRC2 o WRC3 come, ad esempio, Rossel e Huttunen e di quei piloti che nella loro carriera sono stati nominati nel prendere punti nel WRC Costruttori da un Team ufficiale, come per esempio Teemu Suninen. Tra i primi iscritti troviamo il russo Nikolay Gryazin, il belga-lussemburghese Gregoire Munster e il ceco Erik Cais.

Il nuovo corso del WRC3

Capitolo a sé, merita il WRC3. Rivoluzione anche in questo Campionato che vedrà ammesse solo le vetture Rally3, in pratica sarà un monomarca M-Sport anche se tutti sperano che Toyota faccia la Yaris Rally3, prima o poi. Il WRC3 Open sarà aperto a tutti, senza limiti d’età e con tutte le gare calendarizzate. Tra i piloti che hanno annunciato la presenza alla serie, spicca il nostro Enrico Brazzoli con Manuel Fenoli con la Fiesta preparato dalla JME. Mentre, WRC3 Junior andrà a sostituire il Mondiale Junior WRC. In questo caso il calendario gare è blindato, con cinque gare obbligatorie. Il campionato prenderà il via in Svezia per proseguire in Croazia, Portogallo, Estonia e Spagna ed è riservato agli under 29.