La FIA avvia un’indagine sulla sicurezza in Giappone

La FIA ha aperto un’indagine dopo che una vettura civile è entrata sul percorso di gara del WRC Giappone durante la prova speciale Shitara Town.

Non bastavano le due prove cancellate, una accorciata per motivi di sicurezza e i ritardi nell’intervento dei mezzi antincendio nel caso dell’incendio della vettura di Dani Sordo, sul Rally del Giappone incombe anche un’inchiesta da parte della FIA in relazione ai fatti accaduti durante la speciale numero 4 del rally, la Shitara Town.

Ma andiamo con ordine, i problemi iniziano già dalla prima speciale del rally (PS2 Isegami Tunnel) con la Hyundai i20 Rally1 di Dani Sordo che prende fuoco a metà speciale, questo comporta la bandiera rossa (con conseguenti tempi imposti per gli equipaggi da Greensmith in poi) e la cancellazione della speciale successiva per ricucire il ritardo che intanto si stava accumulando.

Il culmine dei problemi avviene sulla speciale quattro, l’ultima del giro mattutino, la Shitara Town (Km 22.44) dove Craig Breen esce di strada, danneggiando le barriere di sicurezza e di conseguenza costringe gli organizzatori ad esporre la seconda bandiera rossa del rally. Ma prima dell’esposizione della bandiera rossa è successo il fattaccio, con una vettura guidata da un civile che è entrata non si sa come in controprova, tanto che ben tre equipaggi se la sono ritrovati davanti.

Inizialmente la FIA, a detta dei piloti, ha consigliato loro di tacere sull’accaduto, ma Emil Lindholm, Sami Pajari e Teemu Suninen hanno voluto comunque segnalare l’accaduto. Il primo a dire la sua è Emil Lindholm: “Abbiamo visto Breen fermo a bordo strada e ci siamo fermati per verificare se l’equipaggio stesse bene, una volta accertato che stavano bene abbiamo proseguito la speciale e dopo pochi chilometri abbiamo visto una vettura di un civile che veniva verso di noi. Fortunatamente questa ha svoltato in un incrocio e si evitato per poco un grosso incidente. Stavamo guidando veloci, non c’era nessuna bandiera rossa e nessuno dei commissari ci ha avvisati del pericolo. E’ stata una fortuna che la vettura abbia svoltato, in più pochi metri dopo c’era Sami parcheggiato e mi sono fermato per chiederli cosa stesse accadendo. A quel punto abbiamo deciso di non proseguire per motivi di sicurezza.

Su questo sono intervenuti anche gli altri due equipaggi coinvolti, Sami Pajari e Teemu Suninen. Entrambi hanno sottolineato i problemi e il forte rischio vissuto in questa giornata e che certi argomenti vanno affrontati face to face con la FIA e non davanti alle telecamere.

Su quanto accaduto, dopo le polemiche che si sono scatenate, vuole fare chiarezza anche la FIA che ha aperto un’inchiesta su quanto accaduto nella mattinata nipponica. In una nota si legge questo: “A seguito di un incidente che ha coinvolto l’equipaggio numero 42 (Craig Breen – James Fulton), la speciale è stata interrotta con l’esposizione della bandiera rossa. Subito dopo la bandiera rossa, è stata individuata una vettura civile sul percorso di gara. Non ci sono stati incidenti o feriti, ma sul fatto è stata aperta un’inchiesta. I rappresentanti della task force FIA WRC che sono presenti al Rally del Giappone, hanno presenziato alle speciali del giro pomeridiano, mentre altri rappresentati hanno supportato gli organizzatori con le vetture di sicurezza”.

Una versione, quella della FIA che smentirebbe quanto da detto nel post gara da Emil Lindholm, che affermava che il fatto fosse accaduto in regime di gara, ovvero senza l’esposizione della bandiera rossa.

Inoltre, la FIA ha voluto rispondere anche alle polemiche sulla lentezza dell’intervento sulla vettura di Dani Sordo: “Alle ore 07,33 (le 23.33 italiane) l’equipaggio ha attivato il sistema di allarme, i primi ad arrivare sul posto sono stati gli uomini del TIV (Technical Intervention Vehicle) arrivati sul posto alle ore 07,45 (le 23.45 italiane), avvero 12 minuti dopo l’allarme. Gli organizzatori sono stati in grado di offrire assistenza e estintori aggiuntivi per contenere l’incendio. Allo stesso tempo, il delegato per la sicurezza FIA che si trovava ad inizio prova è arrivato sul posto alle 07.52 (ore 23.52 italiane). Inoltre sono stati inviati sul posto i vigili del fuoco e un’ulteriore unità specializzata in questo tipo di interventi. Il sistema di sicurezza è intervenuto seguendo le procedure pianificate”.

Però, a noi, 12 minuti non sembrano pochi. Quando c’è il fuoco diventano un’eternità.

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