La Porsche di Ken Block e Alex Gelsomino

Ken Block e Alex Gelsomino al Safari Classic Rally su Porsche

Di Vitangelo Conteduca

Dopo l’esclusione dal Campionato del Mondo Rally nel 2003, il Safari è continuato come evento regionale, sia nel KNRC che nell’ARC. Contemporaneamente alla decisione del WRC, si è verificato un altro evento importante: la reinvenzione del Safari Rally per auto storiche, riportando l’Africa orientale sulla scena degli sport motoristici internazionali e ricreando lo spirito dei rally nel suo periodo di massimo splendore. La nascita questa gara ha una motivazione e una dedica speciale e gli amici di McKlein, non a caso, ci hanno realizzato un libro stupendo.

Con la prima edizione nel 2003, il leggendario East Africa Safari Classic Rally è un rally di nove giorni che copre fino a 5.000 km in tutta la regione e riaccende lo spirito del Safari Rally originale, che ha portato l’Africa orientale sulla mappa degli sport motoristici e si è guadagnato una reputazione inattaccabile come il rally più duro del mondo.

Fra gli equipaggi iscritti all’edizione 2022, che si correrà dal 10 al 18 febbraio, troviamo anche Ken Block a bordo di una Porsche 911 e con alle note il fedele Alex Gelsomino, quest’ultimo reduce dal Artic Lapland Rally sulle innevate strade della Finlandia, a fianco di Kyle Tilley. Insomma, un notevole salto climatico, al gelo dell’Artico al caldo torrido della Savana, per il copilota italiano ormai da decenni sulla scena mondiale. Gli abbiamo chiesto come mai, assieme a Ken Block, abbiano deciso di avventurarsi in un’impresa come il Rally Safari.

“Il Rally dl Safari che per me è sempre stata un obiettivo nella lista di gare da fare assolutamente durante mia carriera – ci spiega Gelsomino -. La cosa che rende il Safari Classico ancora più bello e vero, è il fatto che sia un rally vecchio stampo, con ben 9 giorni di gara e con molte prove singole che supereranno i 100 km di lunghezza, per un totale di 2500 km di gara e 4500 km totali”.

“La vettura sarà una delle Porsche 911 allestite e gestite da Tuthill, una squadra che conta molte vittorie in questa gara classica – prosegue Alex -. La 911 è una macchina con cui ho sempre voluto fare almeno una gara, ma che fino ad adesso non c’era stata occasione. Nella versione Safari la macchina avrà dei dettagli che sono simbolo di questa gara unica e che, purtroppo, non fanno più parte delle auto da rally moderne, ma più che altro di vetture nell’antologia di questo rally, ad esempio i bullbar anteriori e posteriori, i fanaletti di segnalazione all’altezza degli specchietti ed un look unico che si presta alle condizioni di questa gara. Ken ha di recente fatto un test con la macchina in Arabia Saudita ed abbiamo due ulteriori giorni di test programmati in Kenya prima del Rally”.

“Un paio di dettagli dell’East African Safari Classic sono il fatto che le strade sono aperte al pubblico (caratteristica unica nel mondo dei rally di oggi) e la mancanza di ricognizioni. Quindi la navigazione sarà fatta solo tramite road book, con il percorso segreto. Cosa che fa parte di rally antichi come il RAC, Costa D’Avorio e appunto il Safari. La gara richiederà un passo attento e non sempre al massimo, visto la lunghezza totale del rally ed il fatto che la macchina sia praticamente una storica. Una cosa che penso aiuterà sia Ken sia me – conclude il copilota italo-americano – sarà il fatto di aver partecipato alla Baja 1000 lo scorso anno. La Baja è una gara che secondo me ha molti dettagli simili al Safari, come le strade aperte, il dover gestire il mezzo visto le distanze enormi da coprire e l’endurance come strategia. In un mondo dei rally, dove viaggiamo al 100% delle nostre capacità e delle prestazioni del mezzo, questo tipo di gara sarà una cosa molto differente”.