Araldo-Boero, Rally Team 971 2022

Jacopo Araldo: la vita inizia a 40 anni

Il 31 dicembre dello scorso anno, non si sa se allo scoccare della mezzanotte, Jacopo Araldo ha compiuto quarant’anni. Un traguardo che può essere un punto di partenza, nella professione e, perché no, nell’attività rallystica. “Sicuramente per me i quarant’anni sono un punto di svolta” afferma il pilota di Canelli, che dietro il sorriso solare e i modi gentili nasconde determinazione e idee concrete; sia come pilota sia come imprenditore. “Fin dallo scorso anno ho impostato questa stagione 2022 in modo nuovo, acquistando una Hyundai i20 N Rally2 che mi cucirò addosso nel corso dell’annata”. L’obiettivo del portacolori di Meteco Corse è chiaro: impegnarsi nella Coppa Rally di Zona per puntare a qualificarsi per la finale di Cassino. “Mi piace organizzare e costruire passo passo la mia vita. Nei rally e nella mia azienda. Mi piace lavorare affinché tutto funzioni alla perfezione, crescendo costantemente giorno dopo giorno”. E la carriera rallystica di Jacopo Araldo lo dimostra. Pur disponendo di buone possibilità finanziare è arrivato al mondo dei rally piuttosto tardi.

“La mia prima gara è stata lo Sprint dell’Alto Canavese all’età di 22 anni. La mia è una famiglia di appassionati di auto sportive, ma non di competizioni. Mio padre Paolo ha fatto due volte il navigatore a Mauro Scanavino una cinquantina di anni fa e poi più nulla. Mio zio Beppe Raynero ha fatto qualche gara su terra molto tempo fa. Insomma a casa nostra si parlava poco di rally” precisa subito il pilota monferrino. Invece Jacopo sale in macchina e si appassiona immediatamente, anche se la prima gara si conclude con un ritiro; perciò prosegue la sua carriera rallystica che al giorno d’oggi ha raggiunto quota 128 gare (prima del recente Canelli) con sette vittorie e 21 successi di classe. Non male. Seguendo un percorso di crescita che lo porta tre anni dopo l’esordio a confrontarsi nel Trofeo Panda, che mette in campo le migliori giovani speranze del rallysmo nazionale, salendo sul podio dei trofeisti quattro volte nel corso della stagione. Ma non si ferma nemmeno per un attimo; è subito ora di voltare pagina, salire sulla muscolosa Clio S1600 per affrontare nel 2007 dodici gare in zona e in giro per l’Italia. Con un esordio al fulmicotone al Rally della Valle d’Aosta, gara valida per il Trofeo Rally Asfalto, chiudendo ottavo assoluto e secondo di categoria dietro all’esperto locale Marco Blanc. Precedendo gente che si sarebbe fatta un nome nel rallysmo nazionale come Michelini e Vescovi. “È senza dubbio una delle gare che ricordo con maggior soddisfazione” afferma Araldo. “Ero praticamente uno sconosciuto e fu una sorpresa per tutti. Il Colle San Carlo mi piace in modo particolare. È una prova veloce molto guidata, senza sporco né tagli, a differenza di quanto succede nelle gare delle nostre zone. Sembra quasi una prova in pista” precisa Jacopo, che rimarca. “Non ho mai corso in pista, ma ho effettuato numerosi test e in quel caso sono sempre andato forte”. Ci pensa su un attimo e previene la domanda ovvia.

“Non corro in pista perché non fa parte della mia filosofia di vita. Non mi interessa chiudermi fra le mura di un autodromo e ripetere cento volte lo stesso percorso. I rally sono tutt’altra cosa. Mi hanno dato la possibilità di vedere posti interessanti in cui non sarei mai andato. Inoltre devi lavorare moltissimo e crescere in continuazione. Occorre impegno e concentrazione fin dal momento delle ricognizioni, perché ogni metro è diverso dal precedente e dal successivo. Se fai tutto bene arrivano le soddisfazioni, anche al di là del risultato”. E di gare in cui ha lavorato al massimo ce ne sono molte. “Sceglierei due gare della mia carriera che mi hanno dato grande soddisfazione. Ovviamente l’Aosta del 2007 con Roberto Aresca e il Città di Torino dello scorso anno. Non solo per la vittoria, ottenuta dopo un grande duello con Elwis Chentre, pilota di cui tutti conoscono il valore, ma per il fatto che macchina, gomme, navigatrice e pilota hanno dato il meglio di loro stessi”.

Il 2022 di Jacopo Araldo sarà la sedicesima stagione con i colori Meteco Corse (ha festeggiato le cento gare con la scuderia torinese alla Ronde delle Valli Imperiesi dell’inverno scorso) con ancora Lorena Boero a fianco e la Hyundai i20 N Rally2 seguita da Balbosca. “Ho acquistato la vettura coreana perché mi piace che tutto sia della mia misura. Per questo motivo con Luigi Balbo abbiamo fatto e faremo dei test per cucirmela perfettamente addosso e non sarà noleggiata e nessuno. Al mio fianco ci sarà ancora Lorena Boero, sostituita in alcuni casi da Daniele Araspi, vista la stagione molto intensa. Come detto l’obiettivo è conquistare la finale di Cassino. Lo scorso anno non sono riuscito qualificarmi per Modena a causa di un risultato non soddisfacente nella nebbia del Rubinetto e per essermi fermato anzi tempo per un doloroso mal di schiena al Grappolo. Due risultati negativi che hanno senza dubbio compromesso la classifica”.

Concreto e determinato Jacopo Araldo si descrive così: “Sono riuscito sia nel mondo del lavoro sia nel mondo dei rally a crescere creandomi delle competenze, migliorando costantemente la mia professionalità. Di contro, nel mondo dei rally, in passato mi sono fidato troppo di consigli esterni invece di affidarmi alle mie capacità”. Concreto e privo di voli pindarici prosegue: “I miei sogni nel cassetto sono paralleli nel mondo del lavoro e nelle corse. Crescere, perfezionarmi, raggiungere gli obiettivi. Che nel mondo del lavoro significherebbe raggiungere una situazione che mi permetta di tornare a seguire un campionato nazionale come ho fatto nel 2008 e 2009; magari disputando il Campionato Rally Asfalto. Vorrei anche tornare al Sanremo, una gara che mi è rimasta nel cuore per le sue prove e il suo fascino”. Quindi niente sogni impossibili, ma piedi per terra e obiettivi raggiungibili.

JACOPO VISTO DA LORENA

Araldo va fortissimo

Sessantanove gare insieme e sette vittorie (tutte quelle conquistate dal pilota di Canelli) sono il palmares dell’equipaggio Jacopo Araldo-Lorena Boero. “Come pilota Jacopo è uguale all’imprenditore e alla persona di tutti i giorni. Gentile, sorridente, tranquillo. Ma determinatissimo. È un pilota che vuole vincere, come vuole far funzionare ai massimi livelli di perfezione la sua azienda. Rispetto al passato, la nostra prima gara insieme il Valli del Bormida del 2008, Jacopo è cresciuto molto proprio grazie alla costanza e alla determinazione che lo contraddistinguono. Certo, in macchina fra noi ci sono divergenze di idee come è naturale che ci siano, soprattutto perché entrambi puntiamo alla perfezione e al successo. Non ci interessa semplicemente partecipare. Jacopo è un pilota che va fortissimo se tutto funziona perfettamente, ma se non ha la possibilità di primeggiare non fa pazzie. Ed è per questo che nella sua carriera ha avuto pochi incidenti. È inutile rischiare quando non puoi essere il primo. La vittoria più bella? Il Torino 2021, dopo l’intensa bella sfida con Chentre. Ma soprattutto quel successo ci ha permesso di toglierci tanti sassolini dalla scarpa. Erano molti i rumor che dicevano Araldo è bollito, la macchina non va, non combinerà più nulla; vincere in quel modo e contro tali avversari ha zittito tutti. Ed è stato bellissimo”.