Italia a 13.000 giri: piloti e copiloti vogliono correre

Italia a 13.000 giri: piloti e copiloti vogliono correre

La voglia, da parte di piloti e copiloti, di riprendere c’è. Quella non se n’è mai andata. Per molti di sicuro andrebbe bene anche una gara organizzata nel cortile di casa. Ma insieme all’irrefrenabile voglia di rimettere tuta e casco e sfogare l’adrenalina repressa c’è anche un grande senso di responsabilità. E soprattutto la consapevolezza che per ripartire e per non fermarsi appena dopo il via, occorre avere una macchina affidabile. E in questo caso la macchina più performante si chiama “regola”.

Un decalogo strutturato, condiviso e uguale per tutti che permetta una ripartenza senza rischi. Perchè fermarsi dopo, sarebbe imperdonabile. Dopo aver ascoltato e riportato le idee e le necessità di quasi cento tra preparatori, noleggiatori e organizzatori, ci siamo rivolti a piloti e copiloti. A loro abbiamo chiesto: siete pronti? Ve la sentite di disputare almeno una gara, quest’anno, nonostante tutto? Avete la possibilità di correre o ci sono problemi di sponsor?

Avete un’idea di cosa si potrebbe fare per dare una spinta alla ripartenza per aiutare tutti, organizzatori, preparatori, piloti e copiloti? Le risposte ricevute ci dicono, come immaginavamo, che guardare avanti è un imperativo imprescindibile. Perchè l’emisfero dei rally non è costituito soltanto da appassionati e da chi in senso squisitamente ludico veste alla domenica tuta e casco. Il mondo dei rally è soprattutto una miriade di aziende.

Di titolari e dipendenti che con quello che ai più appare come un mondo semplicemente colorato e rombante, devono camparci. Ed è per questo che dobbiamo fare uno sforzo mentale, raccogliere idee e suggerimenti. Ma qualcosa adesso deve pur muoversi. Perchè per far ripartire le macchine adesso occorrerà anche il booster. E quando la macchina riparte speriamo di poterla tenere accelerata e non fermarla più.

NORD

FRIULI

FEDERICO LAURENCICH, PILOTA

“La voglia di ripartire c’è, come credo ci sia in tutti i piloti. Avrei la possibilità di partecipare ad una, due, gare ma è chiaro che la situazione economica è cambiata. Credo che ci vorrà un bel po’ di tempo prima che si riprenda. Idee per la ripartenza? Per ripartire credo che sia fondamentale che si normalizzi la situazione generale del nostro paese. Solo disputando le gare in maniera normale si potrà tornare a parlare di rally, a mio parere. Credo sia impraticabile la scelta di tenere il pubblico lontano dalle prove speciali o dai parchi assistenza. Non avrebbe nessun senso organizzare delle gare di questo tipo ed onestamente non so in quanti andrebbero a correrci”.

ENRICO ZILLE, PILOTA

“Sono pronto e, ad essere sincero, non vedo l’ora, sempre stando attenti nel capire come verranno gestite tutte le situazioni regolamentari. Avendo già chiuso contratti ho la possibilità di iniziare ma non nego che questa situazione, con aziende che hanno chiuso o che sono in forte difficoltà, ha portato al blocco momentaneo di vari accordi. Altre non hanno mai chiuso, nonostante la pandemia. Credo si sia esasperato un po’ tutto, per quanto riguarda l’argomento Coronavirus. È giusto stare attenti e tutelarsi ma trovo anche assurdo bloccare tutto oppure creare una marea di regole che non permettono alcun tipo di movimento. Bisogna ripartire, punto e basta. Inutile stare a compiangersi, con le mani in mano. Dobbiamo renderci conto che conviveremo con questo virus, per un po’ di tempo, e facciamocene una ragione. Con tutti i dispositivi di protezione individuale possiamo iniziare a rimetterci in moto. Basta mettere vincoli esagerati.

TRENTINO ALTO ADIGE

EZIO SOPPA, PILOTA

“A ripartire sono prontissimo e spero di poter fare più di una gara. Ovviamente dovrò confrontarmi con gli sponsor e gestire al meglio gli spazi pubblicitari. I contratti fatti ad inizio anno saranno da riconfermare, in base alle gare che effettivamente si riusciranno a fare, e soprattutto in base alle risorse di ogni azienda. Non saprei che consiglio dare perchè è già tanto se riusciremo a ripartire. Essendo presidente di una scuderia con una settantina di piloti che si occupano di varie specialità è difficile trovare la giusta soluzione per ogni ambito. Seguiamo rally, velocità in salita, slalom e pista ma anche kart e motocross. Sarebbe già una bella cosa se ACI Sport riconoscesse le licenze staccate ad inizio 2020 anche per la stagione 2021”.

ROBERTO DAPRÀ, PILOTA

“Sono prontissimo a ripartire, non vedo l’ora. Mi manca davvero tanto il correre e mi auguro di poter disputare più di una gara nel 2020 anche se la vedo dura. Fin dall’inizio il principale sponsor è stato mio papà, il quale mi ha sempre supportato e sopportato. Quest’anno avevamo trovato qualche nuovo sostenitore, seppur non di grosso calibro, per alleviare le spese di famiglia. La situazione però non aiuta, molte aziende sono in difficoltà ed essendo il nostro mondo già poco appetibile sarà ancora più difficile, da qui in avanti, trovare nuovi investitori. Sembrerebbe che la causa di tutti i mali sarebbe la presenza del pubblico quindi la soluzione naturale sarebbe quella di correre a porte chiuse. Un’idea che vedo poco praticabile nella concretezza. Non ho mai visto e penso, spero, che non vedrò mai un rally senza pubblico. La speranza è sempre l’ultima a morire.

MANUEL ORLER, PILOTA

La voglia di correre non cala mail ma il problema vero sono le proposte della nostra federazione per il nuovo format, lette tra le righe, che non mi trovano d’accordo, seppur sia consapevole che si stia facendo di tutto per ripartire. Si parla del pubblico, che è il DNA dei rally, e della sua assenza dalle gare. Se devo spendere soldi per correre senza pubblico in speciale, arrivare in assistenze deserte e salire su pedane di partenza o arrivo da solo allora preferisco stare in divano a giocare con i simulatori, mi divertirei di più. Prima dell’emergenza gli sponsor erano già difficili da trovare, per la poca copertura mediatica che il nostro sport vanta. Figuriamoci ora, con l’idea di correre senza pubblico, se un’azienda decide di investire in visibilità in un evento che non ne ha per nulla. Fare le cose tanto per fare non lo trovo un modo corretto di agire. Nel concreto, piuttosto di chiudere tutto, mi immagino delle aree destinate al pubblico, con posti da prenotare anticipatamente come si fa in Formula 1. Non ci sarà il pubblico delle grandi occasioni ma almeno ci sarà e questo fotograferà, filmerà e pubblicherà in internet. In questo modo un minimo di visibilità sarà garantita. Sono, ovviamente, d’accordo anche con tutti quelli che chiedono un aiuto concreto, un incentivo, sul fattore licenze, iscrizioni e sulla digitalizzazione di alcune procedure, come le verifiche sportive.

RICCARDO RIGO, PILOTA

“Sono pronto a ripartire, non tanto perchè la voglia di correre sia al primo posto quanto perchè vorrei dare un mio piccolo contributo a sostegno di tutti quelli che dei rally ne hanno fatto una professione, con impegni ed esposizioni economiche non indifferenti. Ho la possibilità di correre, come ho sempre fatto, cercando di limitarmi sia nella tipologia di gare che di vetture. Il rally rimane una grande passione, grande ma pur sempre una passione e non un impegno lavorativo. I miei pochi sponsor sono aziende consolidate e che non subiranno una grossa flessione a causa di questa crisi economica. Credo che si potrà studiare qualcosa solo quando saranno più chiare le disposizioni sugli assembramenti. Secondo me bisognerebbe concentrarsi su competizioni a basso costo, cercando di ottimizzare la logistica di ogni evento, in modo da ridurre gli spostamenti, le permanenze e di conseguenza anche i costi. Non ho esperienza da organizzatore ma spesso mi sono trovato a perdere tempo, inutilmente, dovendomi allontanare un giorno prima dal lavoro per una cerimonia di partenza o per provare una sola prova diversa. Riducendo i costi credo che, in futuro, si potrà rilanciare anche il nostro settore.

Questo è un contenuto premium. Continua la tua lettura sul giornale. Scarica l’app o accedi da PC, abbonati e immergiti nella tua più grande passione

Quanto costa abbonarsi ad RS e oltre

  • Registrarsi per attivare un account è del tutto gratuito
  • Le nostre app sono gratuite
  • Dopo aver effettuato la registrazione (clicca qui), ci si potrà abbonare

Si avranno tre opzioni di acquisto, che riportiamo di seguito:

  • La singola copia di RS a 2 euro
  • L’abbonamento digitale di 12 numeri (12 mesi) a 25 euro*
  • L’abbonamento Plus digitale rivista cartacea + rivista elettronica di 12 numeri (12 mesi) a 60 euro*

Si può scegliere se leggere il giornale sul PC o su smartphone e tablet (tramite l’apposita app di Android e IOS) o se farsi leggere gli articoli, ascoltandone i contenuti. Si può accedere all’archivio storico di RS gratuitamente per tutta la durata dell’abbonamento.