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IRCup: ecco tutti i dettagli del Rally del Taro

Tosi, Rally del Taro

Percorriamo in anteprima le frazioni cronometrate che caratterizzeranno la manifestazione in programma a fine maggio insieme al pilota Marco Leonardi, profondo conoscitore delle strade valtaresi. Iscrizioni aperte sino a mercoledì 17 maggio. 

Volete disputare un rally in grado di esaltare equamente le qualità degli equipaggi e delle vetture? Desiderate assistere ad un evento sportivo completo, perfetto mix di tutti gl’ingredienti necessari per accontentare anche i palati più fini? Allora, il Rally del Taro 2023 è quello che fa per voi. Perché, come ci spiega Marco Leonardi (foto Mario Leonelli), la competizione che andrà in scena nell’ultimo weekend di maggio annovera appunto queste caratteristiche.  

Valutazioni da tenere in debita considerazione, quelle del pilota valtarese, considerando che Leonardi non solo conosce benissimo le strade di casa, ma vanta anche una vastissima esperienza a livello nazionale, avendo all’attivo oltre trent’ anni di attività (e tanti risultati di spessore) alle spalle. Ecco, quindi, il verbo del pilota di Gotra di Albareto, il cui incipit è dedicato ad un giudizio generale della corsa organizzata dalla Scuderia San Michele: “Il percorso del Taro – attacca Leonardi – è molto vario e propone un po’ tutte le caratteristiche che si potrebbero incontrare in un rally su asfalto. In più, sebbene si corra a fine maggio, i concorrenti devono spesso e volentieri fare i conti con un meteo tutt’altro che stabile: pioggia e persino nebbia sono all’ordine del giorno e rappresentano le grandi variabile del rally che si corre sulle strade dell’Alta Val di Taro”.  

PS Montevacà [lunghezza: 14,10 km – partenza prova ore 8.07, 12.30 e 16.53 di domenica 28 maggio; strade chiuse dalle 6.30 alle 20]: “La prova parte a ridosso del centro abitato di Bedonia. Il primo tratto, sino al passo di Montevacà, è molto guidato e si sviluppa su una strada ampia ed in salita; si scende poi sino al bivio di Ponte Ceno, una sezione molto veloce nella quale è importante raccordare le varie curve con le traiettorie più idonee. Dopo l’inversione a sinistra, la strada si restringe e torna a salire per gli ultimi tre chilometri, tutti da percorrere con marce basse; rispetto alle prime due parti della prova, qua il ritmo è completamento diverso. Caratteristica di questa speciale è l’asfalto molto liscio, quasi da pista; la ritengo una frazione molto bella, nella quale si può fare la differenza. I punti migliori per seguire la gara, per il pubblico, sono la primissima parte e la zona del ristorante prima del passo di Montevacà, dove si accede facilmente; buona pure l’inversione di Ponte Ceno ma, per arrivarvi, occorre fare diversi chilometri”. 

PS Tornolo [lunghezza: 4,29 km – partenza prova ore 9.08, 13.31 e 17.54 di domenica 28 maggio; strade chiuse dalle 7.30 alle 20.30]: “Anche quest’anno si percorrere in salita. Si parte con un tratto di prova stretto, su fondo liscio poi, dopo l’inversione nell’abitato di Tornolo, si percorre la seconda parte su una strada più larga, guidata, da ‘traiettoria’. La prova di Tornolo è molto breve e proprio questo aspetto la rende difficile sul piano mentale: devi essere concentratissimo per riuscire a dare il massimo in poco tempo. Una sfida molto particolare e stuzzicante. Consiglierei al pubblico di seguire questa prova nelle zone della partenza e dell’arrivo, oppure all’inversione di Tornolo, tutti posti facilmente raggiungibili”. 

PS Folta [lunghezza: 20,33 km – partenza prova ore 9.25 e 13.48 di domenica 28 maggio; strade chiuse dalle 8.00 alle 18]: “Quello di Folta è il tratto cronometrato più lungo dei tre. Iniziamo con un tratto su strada larga, in discesa, sino all’inversione di Codogno, per poi entrare nella parte che ritengo più significativa della speciale: è quella che porta all’inversione di Boschetto, un tratto molto guidato, caratterizzato da continui cambi di pendenza e da una strada non molto ampia (ed appena riasfaltata). A Boschetto, si accede su una strada larga, molto veloce, in leggera salita, caratterizzata da molto grip (forte aderenza, ndr) che porta a Montegroppo; prima dell’ingresso nel paese, si affrontano le chicane per rallentare il ritmo della auto. Montegroppo introduce nella parte finale della prova: un tratto stretto e veloce dove, in caso di maltempo, non è raro incontrare nubi basse che ti costringono a correre in condizioni di ridotta visibilità, proprio come se vi fosse la nebbia. Folta è la prova-regina del Taro e pure decisiva per via della sua lunghezza e completezza. Il pubblico trova un facile accesso alla prova nelle inversioni di Boschetto e Codogno ed a Folta”.