Damiano De Tommaso corre verso il successo del Rally Appennino Reggiano 2019

IRCup, Damiano De Tommaso è la certezza del Rally Appennino Reggiano

Un sabato spettacolare come prologo ad una domenica tutta da gustare. Questo è quanto ha proposto il 40° Rally Appennino Reggiano nella sua prima giornata di gara. Il Rally Appennino Reggiano 2019 ha avuto come prologo il festoso pre-gara vissuto nel cuore di Reggio Emilia. La centralissima Piazza della Vittoria ha fatto da prestigioso teatro alle fasi antecedenti la partenza, consentendo ad un pubblico piuttosto numeroso nonostante un orario non certo da ‘movida’ di gustarsi un’apprezzata immersione nel mondo dei motori.

A scaldare gli animi, la carrellata sul palco partenza di alcuni degli equipaggi che hanno segnato la storia della corsa sul palco partenza, con i quali è stata celebrato il traguardo delle quaranta edizioni del Rally Appennino Reggiano. Le prime quattro prove speciali, disputatesi tra il pomeriggio e la sera hanno messo in evidenza l’equipaggio misto lombardo-friulano Porro-Cargnelutti (Ford Fiesta – WRC), vincitori delle prime due frazioni e a quel punto leader per 5”7, ed il varesino De Tommaso e la leccese Ascalone (Skoda Fabia – R5), impostisi nei gli altri tratti cronometrati e bravi a rosicchiare 4”9 al rivale. I due equipaggi sono così entrati nel riordino notturno di Ciano d’Enza separati da 0”8: un’inezia che lascia tutto in sospeso. La sensazione, tuttavia, è che Porro – avvantaggiato da una vettura di classe regina e poco a suo agio in condizioni di buio – abbia amministrato nelle prove serali. 

Più staccati gli altri: i locali Tosi-Del Barba (Skoda Fabia) hanno chiuso la giornata a 15”1 hanno corso con buona continuità ma senza mai inserirsi nella bagarre per il successo. Idem dicasi per gli altri reggiani Rusce-Farnocchia (Volkswager Polo – R5), a 19”2 dai battistrada, e per i comaschi Re-Turati (Fabia), addirittura a 27”4 dopo aver trascorso la giornata a lottare con l’assetto della vettura. Al sesto posto Di Benedetto-Longo (Fabia) si mangiano le mani: i siciliani hanno incassato buona parte dei 36” di distacco nell’ultima prova per una ruota ‘stallonata’, perdendo così il terzo posto ed il contatto con le due lepri di testa.

Leader fra le due ruote motrici Ferrarotti-Fenoli (Renault Clio – R3C), mentre Zorra-Carbognani (Peugeot 208) comandano la spettacolare R2B ed il trofeo Peugeot Rally Pro per 2” su Gubertini-Ialungo; in questa classe, si segnala il ritiro eccellente di Rovatti-Cavicchi (cinghia servizi ko durante la terza prova), quando il pisano ed il bolognese erano in testa. Possibile comunque un rientro in gara domani, con la formula del ‘super-rally’, cosa che accadrà per Riccardo Gatti e Marco Mori (Fabia), fermati dalle conseguenze di un’uscita sulla prima prova.

Il 40° Rally Appennino Reggiano ha riacceso i motori domenica 7 aprile alle 7.20: la prima prova della giornata (Buvolo) era previsita alle 8.48. E dopo una giornata lunga e infuocata, ad aggiudicarsi la prima prova dell’Internationa Rally Cup, che una volta era il campionato delle WRC, è Damiano De Tommaso, giovane e con la Skoda Fabia R5. Paolo Porro non ce la fa ad agguantare il varesotto in fuga, che gli rifila 10″5 e lo relega in seconda posizione assoluta. Autore di un’ottima prestazione, con la Ford Fiesta WRC Porro vince le PS5, PS6 e PS8 e anticipa Tosi, anche lui sulla Skoda Fabia R5.

Il podio del Rally Internazionale Appennino Reggiano nella foto Carpegiani
Il podio del Rally Internazionale Appennino Reggiano nella foto Carpegiani

Il successo dell’equipaggio a bordo di una Skoda Fabia (classe R5) di Munaretto è maturato proprio nella frazione conclusiva: staccato di 11”7 dai battistrada di Paolo Porro e Paolo Cargnelutti, De Tommaso ha strappato il successo all’incredulo rivale nei ventuno, viscidissimi chilometri della prova di Trinità, rifilando alla Ford Focus (WRC) 18”8. La condotta di De Tommaso ha messo in luce una volta di più tutto il talento di quello che è senz’ombra di dubbio uno dei migliori giovani rallysti italiani e rappresenta un inequivocabile segnale per tutti coloro che vorranno battersi per il titolo della International Rally Cup 2019.

“Un’emozione bellissima – il verbo del campione italiano 2018 Junior e Due Ruote Motrici -. Siamo sempre rimasti incollati a Porro e abbiamo iniziato a credere al successo dopo che sulla penultima prova ci siamo imposti nonostante una piccola uscita di strada. A quel punto, abbiamo attaccato e siamo stati premiati. Vittoria che dedico a tutta la squadra ed alla mia navigatrice. L’Appennino Reggiano? Strade bellissime, veloci e sconnesse, una gara davvero molto impegnativa per la quale posso solo complimentarmi con chi l’ha creata”.

Spumante decisamente amaro per Paolo Porro: in testa sin dalla prima prova speciale, l’esperto lariano ha corso con intelligenza e lucidità, sfruttando al meglio la superiorità tecnica della sua Ford Focus. Unico neo, la prova conclusiva: “Non mi riesco a spiegare questo tempo – rimugina il lombardo – Non abbiamo corso al risparmio e la macchina era perfettamente a posto. Dovremo riflettere per capire cos’è successo, perché questa gara dovevamo vincerla. Di buono, tengo il risultato, che potrà certamente tornare utile nel prosieguo del campionato, ed il piacere di essere tornato a disputare una corsa di alto livello”. Porro e Cargnelutti si consolano con la vittoria del ‘Memorial Fabrizio Tosi’ grazie al miglior tempo assoluto staccato nei due passaggi sulla prova di San Polo.

Il terzo posto è dei migliori locali: il carpinetano Gianluca Tosi ed il castelnovese Alessandro Del Barba (Skoda Fabia – R5) hanno confezionato una prestazione maiuscola, cogliendo un podio tutt’altro che scontato. “Abbiamo tenuto un buon passo, gestendo il risultato nel finale. Eravamo alla quinta gara su una vettura a trazione integrale e non sarebbe stato possibile fare di meglio. La gioia raddoppia considerando che abbiamo corso il rally di casa e questa è stata davvero l’edizione più bella ed impegnativa. Risultato importante anche in ottica campionato”. Il bronzo è valso ad Alessandro Del Barba la conquista del Trofeo Lombardini, prestigioso premio legato alla gara e destinato al miglior navigatore reggiano nella classifica assoluta.

C’era molta attesa per la prova di Alessandro Re (in gara con Mauro Turati), grande protagonista (ed unico reale antagonista di Rossetti) nella passata edizione dell’IRCup. Sulle strade reggiane, però, il bravo comasco ha sofferto, lottando per tutto il fine settimana con qualche noia di assetto della propria Skoda Fabia. Solo nel finale, Re ha sopravanzato il rubierese Antonio Rusce (con Sauro Fornacchia su Volkswagen Polo – R5): il reggiano non ha mai spinto realmente, utilizzando la gara di casa come probante test in vista dell’imminente prova del campionato italiano.

Il podio del Rally Nazionale Appennino Reggiano nella foto Carpegiani
Il podio del Rally Nazionale Appennino Reggiano nella foto Carpegiani

Concreta la gara dei lombardi Roncoroni-Brusadelli (Skoda Fabia) e dei liguri Giacobone-Cicognini (idem), di grandissimo spessore l’ottavo posto assoluto – con successo tra le auto a due ruote motrici – del pilota di Castelnovo Monti Ivan Ferrarotti, affiancato dal bresciano Manuel Fenoli su una Renault Clio R3T, addirittura terzi nella frazione maggiormente avversata dal maltemo. Subito dietro, gli eccellenti Nicoli-Romei, primi di classe R2B e del trofeo Peugeot Competition Rally Cup Pro – riservato alle Peugeot modello 208 – al termine di un’estenuante duello con Gubertini-Ialungo (undicesimi assoluti); in questa classe, da segnalare i problemi che hanno attardato Zorra-Carbognani e, soprattutto, Rovatti-Cavicchi. La top-10 si è completata con Marco Belli ed Andrea Albertini: il veterano di Castelnovo Monti, alla trentunesima partecipazione consecutiva alla gara, ha firmato un’ennesima prova da incorniciare.

Altri protagonisti di questo 40° Rally Appennino Reggiano condizionato dal maltempo (a metà gara ha fatto capolino persino la grandine) sono stati i modenesi Turrini-Bucciarelli (dodicesimi e terzi di classe con una meno competitiva Citroen C2), i veronesi Targon-Prizzon (sempre molto veloci con la loro Honda Civic – N3), ma meritano una nota di merito anche l’abruzzese Giuseppe Polisini ed il campano Fiorentino Iscaro, in grado di tenere sotto scacco Belli sino a quando un problema al cerchio della loro Mitsubishi (R4) li ha fatti precipitare nelle retrovie. Interessante l’esordio dell’ex pilota di motocross Matteo Bonini: attardato per un’uscita di strada sabato sera, il carpinetano (assecondato dalla parmenese Giancarla Guzzi su Renault Clio R3C) ha mostrato buone cose domenica, staccando in un paio di occasioni tempi decisamente buoni.

Appennino Reggiano senza sorrisi per Riccardo Gatti e Marco Mori (Skoda Fabia – R5), molto attesi dopo il secondo posto del 2018 ma fermati da problemi meccanici innescati da un’uscita di strada ad inizio gara; il girone dei delusi ha fagocitato anche i siciliani Di Benedetto-Longo (Skoda Fabia) – terzi sino a quando hanno ‘stallonato’ uno pneumatico nella prova finale di sabato e poi subito ko alla ripartenza di domenica per una piccola toccata – e Cresci-Ciabatti (Volkswagen Polo – R5), fermati da un’innocua uscita di strada.

Nella gara valida per il rally nazionale, vittoria come da pronostico per il matildico Roberto Vellani ed il pavullese Luca Amadori, in gara su Peugeot 208 (R5). L’equipaggio emiliano ha rimontato con veemenza dopo il testa-coda di sabato, che l’aveva fatto precipitare a 27” dai leader Beggi-Alicervi (Skoda Fabia – R5). Il duello tra i due, però, non c’è mai stato: mentre Vellani-Amadori hanno proseguito a ritmo deciso verso il traguardo (vincendo le quattro prove di giornata), Beggi-Alicervi perdevano tempo prezioso a causa di una foratura. Ad approfittarne sono stati così il rientrante Davide Gatti e Maurizio Barone, ottimi secondi al traguardo con la loro Mitsubishi Evo X (R4); Beggi-Alicervi si sono consolati con il terzo gradino del podio.

Ghirri-Cangini (Ford Fiesta – R5) hanno terminato quarti, davanti ai veloci Giovani-Aldini (Peugeot 106 – K10), ai bergamaschi Danilo ed Alberto Scanzi (Skoda Fabia – R5), ai sorprendenti modenesi Turrini-Aldini (Citroen Saxo – RS Plus 1.6) ed ai non meno competitivi reggiani Dodaro-Aldini (Renault Clio – N3). Gli alti locali Leoni-Marciani (Mitsubishi Evo X – N4) e Ravazzini-Sforacchi (Renault Clio – N3) hanno chiuso la classifica dei migliori dieci. Questi ultimi hanno fatto loro il 1° Memorial Roberto Costi per il miglior pilota Under 30 reggiano nella seconda prova speciale della gara.

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