Intervista, Michel Della Maddalena e il salto in alto

Intervista, Michel Della Maddalena e il salto in alto

A volte le coincidenze sono buffe. Michel Della Maddalena è nato il giorno di San Valentino del 1997 ma nessun cupido ha mai scagliato la fatidica freccia dei rally sulla sua sagoma. Fino a tre anni fa, il mondo delle corse era un ambito assai distante dalla sua realtà se non addirittura impensato. Nessun famigliare rallysta, nessun poster di McRae, Loeb o chicchessia in camera, nessuna di quelle cose da “pane e rally” che spesso si sentono dire da appassionati in erba. Niente di tutto questo. Ora è uno dei pretendenti allo scettro junior nazionale.

“Ho sempre giocato a calcio in gioventù; da ragazzo mi è capitato di andare con gli amici a vedere il rally di casa, il Coppa Valtellina, ma era la classica scusa per fare una scampagnata e fare bisboccia; non mi interessava nulla della gara né mai ho pensato che avrei potuto fare io quelle cose, in futuro.”

Poi cosa è successo allora?

“Una volta fatta la patente mi sono reso conto di quanto fosse bello guidare e di come fosse altrettanto divertente farlo in maniera… come dire… sportiva. La via più simile per provare a mettermi in gioco erano i rally. Così alla vigilia dei vent’anni ho deciso che avrei gareggiato e ho fatto la licenza; mi sono iscritto dapprima allo Special Rally Circuit di Vedovati nel 2016 e poi, nella primavera successiva, al Rally delle Prealpi Orobiche; da allora ho corso poco meno di trenta gare.”

Spesso è difficile far “digerire” ai propri genitori l’idea di fare un rally se nessuno in famiglia ci è mai passato. Anche per te è stato così?

Assolutamente si. I miei erano contrari e mi hanno osteggiato tant’è che, il primo rally, me lo sono autofinanziato al 100%; probabilmente mia mamma si aspettava che facessi danni o che mi sarei fatto male; sta di fatto che una volta constatato che avevo terminato la prima gara senza problema alcuno, è diventata la mia principale sostenitrice sia morale che, non mi vergogno a dirlo, anche finanziaria. È stata lei a spronarmi nel fare altri rally.

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