Alex Fiorio al Rally del Salento

Intervista di RS ad Alex Fiorio: ‘Mai dire mai’

Lo sport mantiene in forma. Alessandro “Alex” Fiorio ne è la testimonianza vivente. Sta lontano dai rally a lungo, per quanto comunque stia sempre a contatto con il motorsport, poi torna al volante di una vettura senza dubbio competitiva, ma in ritardo di circa un anno nel suo sviluppo, e ribadisce due concetti mai scontati: il piede fa sempre la differenza e la classe non è acqua. Non lo dice lui che, notoriamente, è persona molto riservata che, quando deve, dissente col sorriso. Lo dice il sesto posto assoluto davanti a vetture decisamente più competitive e al termine di una gara difficile e bagnata come era il rally leccese.

Alex iniziò a farsi notare con le Autobianchi A112 Abarth e con le Fiat Uno, nei rispettivi monomarca organizzati nei mitici e indimenticabili anni Ottanta, e arrivò a vincere il Campionato del Mondo Rally Gruppo N nel 1987, ad appena 22 anni. Nel 2019, il 10 marzo scorso per la precisione, il figlio dell’uomo che fu geniale direttore dei team Abarth, Lancia e Fiat nei rally, oltre che dei team Ferrari, Ligier e Forti in F1, ha compiuto 54 anni. Si è concesso, il Rally del Salento con quella dovrebbe essere il nuovo corso della Fiat 124 nei rally. I riflettori del Rally del Salento si sono da poco spenti, ma è inevitabile partire da lì.

Col senno di poi, non potevi immaginare un ritorno alle gare migliore. Raccontaci le tue sensazioni…

“Sicuramente è stata una bellissima gara. Io comunque, ci speravo già da prima, perché ho sempre detto che avrei voluto entrare nei primi dieci, e nei dieci poteva essere nono, ottavo, settimo o sesto. È stato sicuramente un bel risultato e poi vincere il 2RM… Le sensazioni: devo dire, pronti via, dopo 7 anni che non corri un attimo di tensione c’è, sicuramente. È vero che ho fatto lo sviluppo della macchina, ma comunque lo sviluppo è finito un anno fa. Quindi era un anno fa che non salivo in macchina, un attimo di tensione, soprattutto sulla prima prova, sulla PS Pista Salentina”.

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