Chiusdino

Il Rally di Chiusdino premierà la spazzolata più bella

Una notizia che manda in visibilio gli amanti delle spazzolate. Gli organizzatori del Rally di Chiusdino del 20-21 novembre prossimi, oltre a riportare la gara davanti alla mitica terrazza degli anni ruggenti, hanno comunicato nella diretta della trasmissione Qui Motori condotta da Gabriele Michi e Alessandro Bugelli che premieranno la spazzolata più bella nel tornantino della terrazza, quello che è stato immortalato in milioni di foto uniche che ancora oggi sono in grado di strappare emozioni.

La prova speciale di Chiusdino resta nell’immaginario collettivo per essere stata utilizzata dal mitico Rally di Sanremo da metà anni Ottanta (nel 1988 era la PS37 della gara matuziana) misto terra-asfalto che si estendeva tra Liguria e Toscana, offrendo uno dei tracciati più completi e difficili che il Mondiale Rally abbia mai avuto. Si trova in provincia di Siena, a poco più di trenta chilometri a sud-ovest della città, sulla direttrice viaria per Massa Marittima, su uno dei cocuzzoli delle Colline Metallifere, lontano da importanti vie di comunicazione, il territorio chiusdinese risulta interessato da un processo di antropizzazione precoce, che si fece costante e si incrementò soprattutto a partire dall’Alto medioevo.

L’origine del capoluogo, Chiusdino, è remota e forse va collocata durante la dominazione longobarda in Toscana: i Longobardi penetrarono in Italia, fra il 568 ed il 569, riuscendo in poco tempo a strappare all’Impero romano d’Oriente tutte le province a nord del Po; a partire dal 572 essi occuparono i territori occidentali della Toscana compresi tra i fiumi Cecina ed Ombrone, più o meno la zona delle Colline Metallifere. L’installazione dei Longobardi nel territorio di Chiusdino e la fondazione del paese risale presumibilmente ad un periodo di poco successivo, nell’ambito della nuova definizione amministrativa che essi diedero ai territori conquistati, in particolare della costituzione di unità militari dette Arimannie, e della fondazione di fortificazioni chiamate clusae o clausurae, per il controllo dei passi e la riscossione dei dazi.

A testimonianza della sua origine longobarda, rimangono a Chiusdino il suo stesso nome, in latino Cluslinum, che deriva da clusa, ed il titolo della chiesa matrice: san Michele Arcangelo, frequente negli insediamenti longobardi. Con la conquista del Regnum Langobardorum compiuta da Carlo Magno nel 773 ed il nuovo assetto da lui conferito alla Toscana con la creazione dei comitati, più o meno corrispondenti alle circoscrizioni ecclesiastiche, e dei conti, il castello di Chiusdino, situato all’interno dell’ampia diocesi di Volterra, venne a trovarsi nel comitatus istituito in quella città.

Fino all’XI secolo, l’insediamento di Chiusdino poteva ricondursi al suo nucleo centrale, sulla sommità della collina, chiuso da una cinta muraria dal perimetro piuttosto breve, sulla quale si apriva una porta ancor oggi conservata. In tale spazio si possono ancora osservare resti di murature non sempre regolari, a grandi bozze sommariamente squadrate. All’interno di tale cinta, la chiesa di San Michele Arcangelo e presso la porta del castello la chiesa di San Martino. Il castello era talmente esiguo da essere considerato strategicamente ininfluente, ma fra la fine dell’XI secolo e l’inizio del XII secolo, forse a seguito dello sviluppo dell’agricoltura impresso a quelle terre dalla presenza dell’abbazia di Serena o forse in relazione alla coltivazione delle miniere d’argento dei vicini castelli di Miranduolo e di Montieri, si ingrandì tanto da diventare motivo di contesa fra il vescovo di Volterra ed i conti della Gherardesca. Fin qui ciò che racconta Wikipedia.

I rally tornano a Chiusdino
I rally tornano a Chiusdino

Ma Chiusdino è molto di più. E’ una piccola ma accogliente terrazza magica sul rallysmo. Un tornante capace di fare rivivere la storia. Una panchina sulla quale siedono ricordi ed emozioni di un tempo che fu e che, a volte, torna alla ribalta col meglio che può offrire nell’era delle Gruppo R.