Francesco Morittu: dal Rally 1000 Laghi al RIS

Francesco Morittu: dal Rally 1000 Laghi al RIS

Prosegue la rassegna di Storie di Foto di RS. In questo numero, il protagonista è Francesco Morittu, classe 1988, di Ozieri (Sardegna). Francesco, grandissimo appassionato di rally, è un architetto con incarichi nel settore della sicurezza sul lavoro, ma ha fatto della sua passione per la fotografia quasi una seconda professione. Appassionatosi di rally da 4 anni, quando per la prima volta vide passare davanti a casa sua le vetture del Rally Costa Smeralda ed in particolar modo la “Deltona”, con il passare degli anni ha coltivato l’amore per il motorsport, da prima seguendo le sporadiche trasmissioni che davano in TV sul WRC e dilettandosi con i videogiochi più famosi come il mitico Colin McRae Rally, successivamente con la ricerca di immagini di rally scattate dai più blasonati fotografi internazionali ed ovviamente seguendo il rally d’Italia giunto in Sardegna dal 2004.

Al termine del percorso di studi di architettura, nel 2012, la nonna Francesca, conoscendo la sua passione per la fotografia, gli regalò la sua prima reflex con la quale ha mosso i primi passi nel mondo della fotografia e soprattutto nel mondo della fotografia sportiva. Anno dopo anno, rally dopo rally, ha iniziato a farsi conoscere ed a collaborare con rinomati fotografi come Vittorio Sanguineti ed importanti agenzie italiane come la Pure WRC di Manrico Martella, Massimo Bettiol, la Report Media di Nikos Mitsouras e la Race Emotion Photography di Germano Gritti ed Anna Canata.

Oltre alle agenzie fotografiche, nel suo curriculum annovera collaborazioni con le principali testate di automobilismo nazionale, tra cui la nostra rivista. La fotografia, anche grazie agli insegnamenti trasmessi dai maestri sopracitati, per lui è relax ed espressione di emozioni attraverso un frame, emozioni che nei suoi reportage cerca di trasmettere a chi guarda le sue immagini, non solo con l’azione delle vetture da rally, ma anche con immagini significative del contesto di gara. L’obbiettivo in ogni rally è sempre quello di offrire un ricordo caratteristico ed inconfondibile dell’evento raccontato.

Francesco Morittu: dal Rally 1000 Laghi al RIS
Francesco Morittu: dal Rally 1000 Laghi al RIS

NEI BOSCHI FINLANDESI

“È stata la mia prima volta nell’Università del rallysmo mondiale, il Rally di Finlandia, ma sopratutto perchè in quel rally mi è stato insegnato a rompere gli schemi della fotografia sportiva in senso stresso – racconta Francesco Morittu -. Seguii quel rally assieme all’amico e maestro Manrico Martella. Arrivammo la domenica prima della gara e dedicammo i primi due giorni di permanenza alle ricognizioni del percorso di gara. Da subito Manrico mi disse: “Qui ti devi divertire e portare a casa quello che piace immortalare con i tuoi occhi, insomma devi essere soddisfatto dei tuoi scatti”.

La sera prima di fare questo scatto parlammo a lungo su quale punto fotografare al secondo passaggio e ricordo che Manrico non fosse convinto su alcuni punti del programma stilato anche per via del meteo che era ballerino, tipico in Finlandia. Decidemmo che nel giorno successivo avremmo tenuto come jolly alternativo un trasferimento in mezzo ai boschi dopo la prova di Pihlajakoski, magari un punto in cui incorniciare la vettura tra le betulle. Dopo il primo passaggio della mattina decidemmo di giocarci il “jolly”.

Vidi un capanno abbandonato e dissi “qui potremmo incorniciare la vettura attraverso il portale del capanno”, nello stesso istante che pronunciavo queste parole, quasi per telepatia, Manrico aveva già fermato la macchina con la stessa idea. A suon di pedate e a mani nude tagliammo tutta l’erba alta di fronte al capanno, con le zanzare che imperversavano attorno, studiammo le migliori inquadrature e decisi che alcune immagini le avrei scattate con il capanno come sfondo ed altre all’interno. La difficoltà di questo scatto stava proprio nell’incorniciare la macchina in un portale non tanto largo, così che, con le dritte di Manrico, fissai la messa a fuoco sul punto in cui volevo catturare la vettura servendomi delle safety cars che precedevano le vetture da gara e montai il flash per schiarire gli interni del capanno cercando di dare risalto alla tipica scena bucolica del carretto vecchio quasi sommerso dalla paglia”, racconta Francesco Morittu.

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