Federico Gasperetti: il primo passo perfetto

Federico Gasperetti: il primo passo perfetto

“La nuova Rally5 di casa Renault? Il primo passo per molti giovani ma non certo una R1”. Federico Gasperetti è deciso, nella risposta alla domanda più ovvia. Lui, da sempre uomo Renault, non poteva certo sottrarsi alla richiesta di RS su un parere in merito alla neonata delle Regie. “Con quella, chi si avvicina al mondo dei rally avrà la possibilità di prendere fin da subito confidenza con meccanismi che, fino ad oggi, erano esclusiva di vetture di caratura superiore”. Il momento, per il pilota della Montagna Pistoiese, è di quelli più inflazionati.

“Lavorando in ambito sanitario, nella vendita di attrezzature per ospedali e dispositivi di protezione individuale, non è che adesso abbia molto tempo per progettare il rientro. Con la Clio Rally 5? Chissà, magari potrebbe essere l’occasione giusto per pianificare qualcosa di importante a cui ho dovuto rinunciare quest’anno…”. Il pensiero, senza aver bisogno di chiedere conferma, va a quel Rallye Montecarlo che, ad inizio anno, gli avrebbe concesso la rivincita dopo essere stato costretto ad alzare bandiera bianca l’anno prima, sui chilometri della Agnierès-en-Dévoluy. Un’esperienza agognata da tempo, imbastita – naturalmente – al volante di una vettura Renault.

Con questo marchio ti sei guadagnato il titolo di indiscusso re dei vecchi Rallysprint. Un format che potrebbe tornare in auge per risollevare le sorti di un automobilismo legato più che mai alle sorti del Paese…

“Questo potrebbe portare benefici nell’ottica di contenere i costi ma il problema principale, legato all’emergenza attuale, è legato all’aggregazione di persone. Credo sia doveroso fare una distinzione, perché dal punto di vista sanitario partecipare ad una gara più lunga o ad una più concentrata, non comporta differenze. Dal punto di vista economico, è vero che una gara più corta comporta meno spese ma andrebbe fatta un’analisi che tenga in considerazione anche dei costi sostenuti dagli organizzatori. Forse, in questo senso, sarebbe il caso che la federazione venisse loro incontro per quanto concerne gli oneri da corrispondere, con una riduzione delle spese a loro carico. Sarebbe un buon incentivo, in grado di favorire la ripartenza”.

Una ripartenza che, pare, possa avvenire sull’asfalto degli autodromi…

“Il Rally è vicino alla gente, non vincolato ad uno spazio chiuso. Senza contare che si corre su pista e non su strada. Certo, può essere una soluzione per fare qualcosa ma i rally che amo non sono in circuito, se poi li organizzi a porte chiuse… Logico che questa soluzione garantirebbe un po’ di respiro ai noleggiatori, che vivono del loro lavoro e che attualmente si trovano in difficoltà. Sinceramente credo che serva pazienza, adesso è impensabile tirare in ballo il mantenimento delle distanze in un meccanismo complesso come una gara di rally. Non sarà un processo rapido, dovremo costruirci una cultura in merito, un codice comportamentale e convivere con questo problema. Dovranno essere effettuati controlli al personale più attivo come i commissari e gli addetti ai lavori, verifiche effettuate scaglionando le procedure, tutte situazioni che diventeranno gestibili con il tempo. Tutto questo, considerando che l’utilizzo delle mascherine diventerà abituale”.

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