Fabrizio La Rocca ricorda Fabio Danti uomo e pilota

Fabrizio La Rocca ricorda Fabio Danti uomo e pilota

Probabilmente non tutti lo ricordano, ma, a far parte dello “squadrone” predisposto da Skoda Motorsport Italia (a quei tempi sotto l’egida di Audi Sport Italia, “diramazione” dell’importatore nazionale Autogerma), per affrontare il Campionato Italiano Velocità Montagna 1998, in cui c’era il supersonico Fabio Danti, venne chiamato nel finale di stagione un velocissimo “gentleman driver”, siciliano di Caltanissetta, conosciuto ai più per andar forte su una moto da enduro e su una macchina da rally.

Per Fabrizio La Rocca, imprenditore nel settore delle macchine agricole, oggi 55 anni, sposato, padre di due figli, vincitore nel 2016 della Targa Florio Regionale con al fianco il nisseno Claudio Palermo, sulla Mitsubishi Lancer Evo X), l’occasione della vita.

Fu in questa maniera che, in tuta ufficiale Skoda, poté consolidarsi il rapporto d’amicizia e di vicendevole stima tra La Rocca e Fabio Danti, nato qualche tempo prima su alcuni campi di gara, quando il campione di San Marcello Pistoiese metteva tutti in fila nei rally di casa, su Renault 5 Gt Turbo.

Secondo i bene informati fu anzi lo stesso Fabio Danti, rimasto favorevolmente impressionato dai tempi ‘staccati’ da La Rocca in alcune cronoscalate precedenti, a fornire il proprio benestare per l’ingresso in squadra del pilota nisseno, che, al volante dell’inedita (per l’Italia) Skoda Felicia Fun pick-up, si ritrovò nel 1998, per due gare, (la Catania Etna e la Coppa Nissena, in Sicilia) ad affiancare lo stesso allora trentenne toscano, con la Octavia Berlina. Per proseguire in veste di pilota ufficiale Skoda pure nella prima parte del Civm 1999, con la Fun pick-up e con la Felicia già usata da Fabio Danti. Di quel ‘dream team’ facevano parte campioni del calibro del trevigiano Denny Zardo (nel 1998) e del fasanese Oronzo Pezzolla, con Octavia Wagon e Berlina.

Fu l’imprenditore e manager nel settore del Motorsport, nonché copilota nisseno Eros Di Prima a fare il nome di Fabrizio La Rocca (tra i pochi piloti siciliani a poter vantare un duplice contratto da “ufficiale”, dapprima con la Gilera tra le moto da enduro, poi con la Skoda) all’amico Emilio Radaelli, “gran capo”, a quei tempi, di Audi Sport Italia.

“Se ci penso ancora adesso non credo a quello che ho vissuto – è il ricordo del rallysta di Caltanissetta per RS, in esclusiva – la proposta di correre due tappe del Tricolore 1998 con la versione pick-up millesei della Felicia mi giunse inaspettata. Fabio Danti era un pilota dalle qualità velocistiche impressionanti, era preciso, metodico, concentrato, quasi maniacale nel pretendere il massimo dalla squadra e dalla vettura. Ma sapeva rimanere umile, sempre benvoluto da tutti. Gareggiare al suo fianco è stato un onore. In occasione della Catania Etna ricordo che, dopo le prove, staccò la cameracar dalla sua Octavia per andare a visionarne il contenuto nel motorhome Skoda. Rivide i vari passaggi dieci volte e forse più, visionò il tracciato metro per metro, cercando di capire come poter guadagnare dei decimi”.

“Gli chiesi tra il serio ed il faceto a cosa servisse – prosegue nel suo racconto Fabrizio La Rocca – dal momento che i punti più impegnativi erano tre curve, al massimo, nei 5 km del percorso di allora. Lui mi rispose con un sorriso, facendomi notare come proprio queste tre ‘staccate’ fossero importanti, in quanto era necessario dosare benissimo la frenata, in modo da uscire con la giusta trazione e velocità. Restai di stucco, Fabio mi fece capire il concetto di traiettoria, anche perché uscire con la velocità ideale avrebbe significato guadagnare anche secondi, non solo decimi. Solo lui ci aveva pensato”.