Suzuki Grand Vitara fa bene anche all’estero

La tecnologia 4×4 AllGrip di Suzuki Grand Vitara fa bene anche all’estero, nel FIA Central European Zone. Dopo le vittorie nel Campionato Italiano Cross Country dell’ultimo decennio, il dream team della filiazione italiana della Casa di Hamamatsu ha deciso di partecipare all’ultimo round del FIA Central European Zone. Estemporanea trasferta nella serie continentale, per festeggiare il decimo titolo Tricolore di specialità firmato da Suzuki e da Lorenzo Codecà nel luglio 2019, ma anche per dar dimensione “internazionale” all’affermazione della tecnologia 4×4 AllGrip di Grand Vitara.

Il team italiano si è messo in evidenza grazie alla nota affidabilità Suzuki ed alla trazione integrale di Grand Vitara 3.6 V6 T1, superando agevolmente le insidie di un percorso medio veloce, morbido e disseminato di “dossi pieni”. L’equipaggio si è confrontato con avversari competitivi facenti parte di team polacchi, cechi, ungheresi e sloveni, in gara con vetture dalle potenze di 500 cavalli e oltre.

Autore di una progressione costante, l’equipaggio Suzuki è cresciuto nelle prestazioni scalando dalla quarta alla terza posizione iniziale, per poi tagliare il traguardo di Nyirád al secondo posto, al termine dei trecento e venti chilometri cronometrati dei settori selettivi disegnati nella provincia centroccidentale di Veszprém.

“Codecà e Toffoli sono stati straordinari” afferma Massimo Nicoletti, titolare della Emmetre Racing, al rientro dalla lunga trasferta ungherese: “Hanno interpretato alla perfezione la gara, sfruttando come meglio non si potrebbe le caratteristiche di Grand Vitara su un percorso impegnativo, battuto in modo costante dalla pioggia e ben presto trasformatosi in pantano fangoso. Tutto il team, compreso i tecnici, ha supportato perfettamente la tattica vincente, professionale come sempre, anche quando al termine della seconda tappa ha dovuto sostituire il differenziale anteriore di Grand Vitara, sollecitato dall’elevato ritmo impresso da Codecà per sorpassare gli avversari.”

“Ero sicuro che il Grand Vitara fosse all’altezza, anche in una gara così impegnativa!” Lorenzo Codecà è soddisfatto del risultato ottenuto assieme al suo navigatore Mauro Toffoli:”Sin dai primi chilometri ho avuto la certezza che avremmo fatto bene. Così è stato. Terminare secondi dietro ad autentici prototipi ritengo sia un gran risultato, in una gara nella quale era facile sbagliare e piantarsi nel fango o nell’infinita sequenza di dossi in piena velocità, ma non sempre dritti ed oltretutto affrontati sommersi dal fango scagliato dal concorrente che frequentemente dovevamo superare.”

Stefano Marrini torna alla Dakar 2020 insieme con Nicolas Garcia

Sabbia, dune, competizione. Spettatori interessati, Stefano Marrini e Nicolas Garcia approfittano dell’ambientazione ad-hoc del Rallye du Maroc per ufficializzare la loro partecipazione alla Dakar 2020. Il duo italo spagnolo ha ufficializzato la sua presenza all’evento sud americano, nella quale parteciperanno con il quad Yamaha YXZ 1000.

“Il ritorno del nostro equipaggio era nell’aria da tempo – racconta Marrini – Parliamoci chiaro: per la Dakar 2020 io puntavo su Nicolas da mesi, fin da quella nostra reunion cercata e alla fine molto positiva (secondi in gr.N) al Qatar Rally. Poi siamo anche riusciti a debuttare assieme in off-road al Baja 500 Romania. Non siamo riusciti a vedere il traguardo, ma abbiamo potuto constatare come l’equipaggio funzioni bene anche al di fuori delle prove speciali tradizionali.”

“Però uno dei ‘dubbi’ per correre assieme la prossima Dakar, uno degli ostacoli più grandi era rappresentato proprio dalla professionalità di Nicolas, dalla sua fittissima agenda da copilota. In Sud America si alterna nel Campeonato Rally Argentino a fianco di Geronimo Padilla e nel RallyMobil (il Campionato Rally Nazionale Cileno) a fianco di Samuel Israel. Assieme ad Israel, Campione Cileno R3 2018, Nicolas ha disputato con profitto anche la new entry nel calendario del Mondiale Rally 2019: il Copec Chile Rally concluso al 5° posto in WRC2.”

“In questi giorni passati assieme per seguire il Rallye du Maroc abbiamo avuto anche modo di coprire non pochi chilometri di sabbia e deserto a bordo dello stesso Yamaha YXZ che schiereremo alla Dakar 2020. In scioltezza, ieri ed oggi abbiamo affrontato e sgrossato per bene gli argomenti “dune”, navigazione pura e tutto quanto Nicolas non aveva avuto modo di assaggiare nella fangosissima Baja 500 Romania. Prima di salutarci, domani abbiamo in programma anche un vero e proprio test lungo. Ma la cosa importante è ripartire da qui con la certezza di questo accordo, idee chiare e motivazione a mille per l’appuntamento del 5 Gennaio.”

Stefano Marrini riparte dalla prossima Dakar Rally

Stefano Marrini in questa stagione 2019 si è divertito, ma adesso è ora di pensare alla stagione automobilistica sportiva 2020, praticamente dietro l’angolo, visto che inizierà già a gennaio.

Ci eravamo lasciati con due belle vittorie: gruppo N in Moldovia e SSV a San Marino…

“Sì, questa stagione mi sta e ci sta regalando grandi soddisfazioni. Però mi piace pensare di aver dato io in qualche modo una grossa mano alla fortuna con il reset/restart che mi sono imposto ad inizio 2018 già al rientro dal Sud America, dalla mia ultima Dakar”.

E proprio di questo vogliamo parlare: Dakar 2020, ci sarai?

“Certo che sì: ci sarò, ci saremo! A dire il vero ho convalidato la mia partecipazione già qualche mese fa, proprio nei giorni del San Marino. Ma ora è tempo di ufficializzare la cosa. Col fido Beppino (ndr: Giuseppe Fanetti) e con Marco Blanc stiamo mettendo a punto gli ultimi dettagli per questa nuova avventura. Nuova in tutti i sensi e nuova per tutti, dato che il 2020 segnerà il ritorno da questa parte del globo della Dakar e il suo debutto negli Emirati Arabi”.

Pagina bianca, paginetta nuova quindi per la tua Dakar 2020…

“Sì e no. Anche se Gennaio rappresenterà un debutto per tutti e tutti ripartiremo da zero, in fin dei conti questa per me sarà la 6ª partecipazione alla madre di tutte le marathon. La sabbia è sempre sabbia, il deserto è comunque deserto e su quelle dune a dire il vero io ho già avuto modo di macinare non pochi chilometri, sia in gara qualche anno fa al Sealine sia in puro training con Nasser Al-Attiyah”.

Comunque nuovi territori, un nuovo format, Dakar – Chapter 3 recita la comunicazione ufficiale. E tu come hai preparato e come ti stai preparando per la tua Dakar-Chapter 6?

“Dopo un anno di stop, anche qua mi piace pensare che la preparazione per questo ritorno in realtà sia iniziata da tempo, appena rientrati in Italia dopo la sfortunata Dakar 2018. In questi anni ho letto di tutto e di più, anzi … di meno sul nostro conto. Cose che nemmeno io sapevo. La realtà è che con il mio piccolo team di amici, con tutti i miei più fidati collaboratori e sostenitori ci siamo sempre preparati al meglio per tutte le 5 Dakar cui abbiamo preso parte finora”.

Le Havre, Novembre 2017: pronti all’imbarco per il Sud America, per la Dakar 2018

“Dopo la prima partecipazione 2012 con Ralliart Italy siamo tornati nel 2015 in forma totalmente privata, tutto fatto in casa. Nei due anni successivi abbiamo stretto accordi e abbiamo potuto contare sulla proficua collaborazione di strutture e team locali. Nel 2018 ci siamo portati da casa un nostro truck assistenza tutto per noi, allestito per l’occasione e con tutti i ricambi necessari a ricostruire da zero la nostra Land Cruiser se ce ne fosse stato bisogno. Ma la componente avventura della Dakar ci ha sempre presentato un conto salatissimo o la sfortuna (per chi ci crede) ci ha sempre voltato le spalle, stoppando i nostri sogni di gloria di volta in volta con una fantasia perversa, con anomalie e guasti sempre (quasi sempre) da due lire, ma sempre micidiali. Così, a Febbraio 2018 ho deciso di anticipare le cose e di voltare pagina io, provando a cambiare approccio. Non solo nei confronti della Dakar, ma di tutta la mia visione globale della “sfida”, sia sportiva che professionale”.

Stefano Marrini spettatore…

“Prima di tutto ho lavorato a fondo su me stesso, sulla mia preparazione fisico/mentale. Poi ho cominciato a passare in rassegna ogni singolo dettaglio tecnico, umano della struttura che nel tempo abbiamo costruito assieme, soppesando e rivalutando alla bisogna ogni singolo elemento”.

Un bel erase & rewind insomma, con quali risultati?

“Più che un erase direi un remix. Cancellare quanto di buono creato con fatica in tutti questi anni sarebbe stato controproducente. Mi sono semplicemente impegnato in una rivalutazione globale delle mie attività sportive e professionali per cercare di valorizzarle il più possibile e coordinarle al meglio delle mie possibilità. In quest’ottica, come ebbi modo di raccontare al tempo, la decisione 12 mesi fa di non riprovarci non fu per nulla tragica o dolorosa, anzi. Il nostro e il mio obiettivo per la Dakar rimane sempre quello di puntare al traguardo finale. Ma semplicemente, serenamente sentivo che ancora non eravamo pronti e non mi andava di partire quasi per forza, quasi come fosse una tradizione, un obbligo, un’abitudine. Così ci siamo presi tutti un anno di pausa”.

Ma solamente dalla Dakar?

“Al di là di successi ed insuccessi, il risultato personale più grande ed immediato è stato quello di una maggiore serenità generale. Liberarsi di pesi inutili, superflui o controproducenti mi ha consentito di affrontare ogni obiettivo con una nuova leggerezza, ma sempre con la determinazione necessaria per raggiungerlo. Non ti so dire se le recenti vittorie e le coppe portate a casa siano un risultato tangibile di questo cambio di mentalità. Sono cose che fanno ovviamente piacere, come potrei dire di no? Ma l’obiettivo finale rimane sempre e comunque la meta, la vetta, il traguardo, la conclusione della gara. Ovviamente anche per questa prossima Dakar”

Qualche dettaglio in più? E come mai questa gita al Rallye du Maroc?

“Al 5 Gennaio ormai manca poco, manca tanto, stiamo ancora definendo gli ultimi dettagli per la prossima Dakar. Oltre all’iscrizione confermata, di sicuro al momento abbiamo solamente il mezzo: lo stesso Yamaha YXZ 1000R che ho assaggiato positivamente a San Marino e che Marco Blanc mi metterà a disposizione anche per la Dakar 2020. La mia partecipazione al Rallye du Maroc avrebbe dovuto essere un’altra opportunità, un ultimo test pre-Dakar già in programma da inizio stagione, ma sfumato nell’ultimo mese per motivi di lavoro. Situazione risolta, impossibile però organizzare in tempi stretti una proficua partecipazione al rally. Per la Dakar mi farò bastare i chilometri di test coperti al San Marino. Ad ogni modo ho deciso comunque di esserci in Marocco, occasione ghiotta per completare il quadro della nostra Dakar 2020. Saranno presenti tutti i protagonisti del FIA Cross Country World Cup, di cui il Marouc rappresenta l’ultima prova 2019. Ci saranno il rookie di lusso Fernando Alonso, la chioccia Carlos Sainz, mi devo vedere con Nasser e Mattheu sia per la Dakar che per altre trattative Atakama Bike. Per me una gita quindi sì, ma senza mai perdere di vista il lavoro. Ho altri appuntamenti in agenda in questi giorni e dall’Argentina mi raggiungerà anche il mio storico copilota Nicolas Garcia. Dopo la nostra reunion positiva al Manateq Qatar Rally di Marzo (7° assoluti, 2° di gruppo N) e il suo debutto in off-road al Baja 500 Romania dovremo fare il punto e verificare la possibilità di affrontare assieme anche la prossima Dakar. In Marocco poi mi aspetta anche il buon Marco Blanc, con cui abbiamo organizzato uno/due giorni di test e dune”.

Un bel programmino quindi, per la settimana entrante e per la tua prossima Dakar…

“Sono molto fiducioso. Il passaggio dal nostro poderoso ma ancora tremendamente acerbo Land Cruiser al Yamaha SSV non lo vedo affatto come un downgrade, ma come una scelta che mi affascina e che credo porterà bene. La nostra parola d’ordine per la Dakar 2020 è “leggerezza”, anche se in realtà abbiamo messo non poca carne al fuoco. Come ogni altra nostra partecipazione precedente abbiamo i mezzi per fare bene e a Gennaio affronteremo questa nuova avventura side by side, fianco a fianco ad un altro rookie di lusso alla Dakar, l’amico Elvis Borsoi. Elvis è fresco di debutto, ottimo 3° SSV al recente Panafrica Rally di fine Settembre, sempre in Marocco e in coppia con Stefano Pelloni che lo navigherà anche alla Dakar”.

CI Cross Country, annullato il Baja Terre di Gallura

Annullato il Baja Terre di Gallura. La speranza era di non arrivare a questa decisione. Purtroppo, negli ultimi giorni si è dimostrata una scelta inevitabile nonostante la programmazione dell’evento fosse in corso già dallo scorso luglio; pur dimostrando apprezzamento per il lavoro svolto, infatti, gran parte dei numerosi piloti contattati ha fatto sapere della decisione di non partecipare al campionato italiano.

Così, la disponibilità a far parte della tappa sarda è risultata essere troppo esigua. Per questo, dunque, la Rassinabyracing ha dovuto prenderne atto e decidere per l’annullamento della manifestazione che si sarebbe dovuta svolgere nel week-end dal 15 al 17 novembre, nella ben nota cornice naturalistica del nord-Sardegna, coinvolgendo comuni come Berchidda, Alà dei Sardi, Monti e Loiri Porto San Paolo.

Dopo i passi indietro di altre organizzazioni, il Baja Terre di Gallura era diventato l’ultima tappa del campionato italiano Cross Country 2019. Poche settimane fa, inoltre, alcuni componenti dell’associazione si sono occupati della mappatura del percorso. Il risultato parlava di un totale di quasi 200 km, con tratti e sentieri con caratteristiche diverse e apprezzati proprio per la loro eterogeneità.

Un Baja che, secondo le aspettative, avrebbe divertito in primis i partecipanti. Detto ciò, non si ferma l’impegno dell’associazione berchiddese, che ci tiene comunque a ringraziare di cuore gli equipaggi che hanno dimostrato partecipazione e interesse in vista dell’evento.

Club Nautico Versilia partner di R Team per la Dakar

Il Club Nautico Versilia ha recentemente spento sessanta candeline e con l’attuale nuovo consiglio direttivo ha puntato per dare nuova vita e maggiore slancio mediatico allo storico circolo nautico, riaffermando il proprio ruolo di organizzatore di grandi eventi sportivi e culturali con obiettivo la promozione della passione per il mare e il territorio versiliese.

Tra i grandi successi del Club ricordiamo la storica Viareggio-Bastia-Viareggio, una delle gare di offshore più importanti al mondo, che dal 1962 al 1995 ha rappresentato una delle vetrine più ambite in cui motori e mare sono stati indiscussi protagonisti.

R Team, fondata a Massarosa nel 1989 da Renato Rickler, è oggi la più importante struttura italiana specializzata nella gestione e nel noleggio di vetture da competizione per rally-raid in tutto il mondo. Oltre ad essere specializzata nella preparazione e riparazione di qualsiasi tipo di fuoristrada, nella formazione di guida e nella realizzazione di eventi sportivi, il team ha alle spalle 10 partecipazioni alla storica Dakar e si appresta ad affrontarla per l’undicesima volta, con la voglia di replicare se non addirittura migliorare lo strepitoso risultato dell’ultima edizione.

Il club nautico ospiterà, sabato 21 settembre, la presentazione della partecipazione di R TEAM alla Dakar 2020, la gara più estrema e celebre al mondo. Una vera e propria avventura riservata ai migliori equipaggi del pianeta: solo i più preparati, sia tecnicamente che fisicamente, riusciranno a completare le 12 tappe e gli oltre 9000 km di corsa in programma a metà gennaio 2020 in Arabia Saudita.

Nel 2019 il team guidato da Renato e Ricky Rickler (rispettivamente padre e figlio) ha conquistato la 54° posizione assoluta e la prestigiosa 1° posizione nella classifica T2/1 (veicoli benzina derivati dalla serie) con il Pilota Schiumarini Andrea che proverà a replicarsi nel 2020.

Il Club Nautico Versilia sarà partner mediatico di R Team con l’obiettivo di portare il prestigio del circolo e le realtà della Versilia in tutto il mondo, puntando a creare importanti opportunità di business negli Emirati Arabi e non solo. La serata inaugurale di questa collaborazione sarà entusiasmante, adrenalinica, divertente, ricca di emozioni, con il coinvolgimento dei partecipanti in simpatici momenti conviviali.

Fernando Alonso testa la Toyota Hilux in vista della Dakar 2020

Dopo i successi nel World Endurance Championship 2018-2019, Fernando Alonso e Toyota Gazoo Racing uniranno nuovamente le forze per una serie di test con la Toyota Hilux, in vista della prossima Dakar Rally. Nei prossimi cinque mesi, Fernando, che cerca di ampliare la sua già straordinaria carriera nel motorsport in più discipline, lavorerà a stretto contatto con Toyota Gazoo Racing e con il suo team Dakar Rally, sottoponendosi a un intenso programma di allenamento con la Toyota Hilux in Europa, Africa e Medio Oriente per familiarizzare con le difficili sfide del raid rally.

Il due volte vincitore della 24 Ore di Le Mans, titolare del titolo World Endurance Championship, due volte campione del mondo di Formula 1 e vincitore della 24 Ore di Daytona, spingerà i suoi limiti per sviluppare le abilità di guida fuoristrada necessarie per affrontare alcuni degli eventi più impegnativi del motorsport, come appunto la Dakart. Dai risultati dei test si avrà la certezza della sua partecipazione con la Toyota Hylux alla Dakar 2020.

Fernando Alonso, 38 anni, continuerà a testare nei deserti dell’Africa meridionale a partire da oggi 20 agosto e fino al 23 agosto, seguito da una prima uscita non competitiva all’Harrismith 400 del 2019 in Sudafrica, quinta prova della South African Cross Country Series, il 13 e 14 settembre. Le auto Toyota sono tra le preferite alla Dakar Rally tra i team privati. La Toyota Hilux, per mano di Nasser Al-Attiyah, ex atleta olimpico del Qatar e leggenda dei rally e dei raid, ha regalato a Toyota Gazoo Racing la sua prima vittoria assoluta alla Dakar Rally all’inizio di quest’anno.

L’edizione 2020 segna anche un nuovo capitolo per il Dakar Rally con l’evento che si trasferisce in Arabia Saudita per la prima volta dall’inizio dell’evento nel 1978 e dopo un decennio di successo in America Latina. “Sono davvero entusiasta di continuare la mia avventura con Toyota Gazoo Racing. Insieme abbiamo ottenuto così tanti risultati dal novembre 2017, con le nostre due vittorie consecutive a Le Mans, il Mondiale Endurance squadre e piloti, titolo vinto con i miei compagni di squadra Sébastien e Kazuki”, racconta Fernando Alonso.

Poi Fernando Alonso aggiunge: “Ho avuto un assaggio del raid fuoristrada all’inizio di quest’anno e mi ha lasciato una bellissima sensazione che voglio riprovare. Sapevo che sarebbe stata un’esperienza completamente diversa con una curva di apprendimento ripida , ma la Hilux è fantastica, mi ha dato così tanta fiducia così rapidamente, che sto migliorando step dopo step. Non vedo davvero di riprendere l’allenamento, conoscere meglio la Hilux e lavorare con la squadra. Voglio perseguire nuove sfide in diverse discipline e sono in una grande squadra per farlo”.

La crisi colpisce il cross country italiano tra annullamenti e rinvii

A dare una segnale positivo, sono gli organizzatori della Baja Terre di Gallura che, non solo confermano l’effettuazione della loro gara, ma si sentono onorati di diventare la prova decisiva per l’assegnazione dei titoli tricolori del Cross Country e del Suzuki Challenge.

La seconda edizione dell’evento organizzato dagli appassionati della Rassinaby Racing sulla Terra di Sardegna, è quindi spostata nei giorni dal 15 al 17 novembre e chiamata a chiudere la stagione 2019. La gara sta prendendo forma con un tracciato immerso nei paesaggi naturalistici del Nord-Sardegna.

I due snodi principali della gara saranno Berchidda, incastonata tra le immense vigne di Vermentino e le colline, alle pendici del monte Limbara e Loiri Porto San Paolo, località a metà tra Olbia e San Teodoro, con cui condivide quaranta chilometri di costa dell’Area marina protetta di Tavolara- Punta Coda Cavallo. Due zone tra le più conosciute del percorso del Baja, che mostrano forse il lato più vero dell’isola: quello più verde, selvaggio e incontaminato.

Bicchiere mezzo pieno per Stefano Marrini al Baja 500 Romania

Un buon rodaggio per l’equipaggio Italo-Argentino di vecchia data, dopo dieci anni, dopo l’epoca dello JWRC ricostituito con profitto al recente Qatar International Rally e debuttante nell’off-road questo weekend. Abituale ed assiduo frequentatore delle prove speciali sud americane, Nicolas Garcia ha dimostrato un veloce adattamento alle strategie del rally-country.
Subito a suo agio anche Stefano Marrini al volante della Mitsubishi Pajero 3.2 DI-D del team Adrenaline Motorsports.

“Siamo partiti tranquilli per testare auto ed equipaggio. Non c’è stato il tempo materiale di fare nessun test prima del via, ma avevo ‘le misure’ del Pajero T2, in tutto e per tutto uguale al mio. Ero fiducioso e la macchina si è comportata molto bene. Anche il debutto off-road di Nico Garcia è stato positivo: prova breve ma già con un road book da interpretare un po’ e direi che ne siamo venuti fuori bene, per oggi!”

Queste le parole di Stefano Marrini venerdì sera dopo il prologo di apertura, chiuso in 2’34″0, ventiquattresimi assoluti ma 2° in T2.2, a soli due decimi di secondo dai Bulgari Tsintsov/Tonev (Pajero), con 17″6 di vantaggio sugli Israeliani Shprontz/Ran (Pajero) e 21″3 sui Rumeni Guran/Zaharia (Isuzu D-Max). Vantaggi consistenti considerando il solo responso cronometrico, vantaggi irrisori considerando la lunghezza della tappa di Sabato, ma comunque di buon auspicio per il nostro equipaggio: 534.16 i chilometri di prova speciale ancora da percorrere, 721 i Waypoints da superare.

Evidenziando ottima improvvisazione e capacità decisionali, Nicolas Garcia si rivela un aiuto prezioso per Srefano Marrini, alle prese con un percorso molto vario e fitto di trabocchetti. Problemi comunque di poco conto, soprattutto se raffrontati con l’altra faccia della loro baja, se raffrontati col bicchiere mezzo vuoto.

Sempre più a suo agio nel ruolo di tutor occasionale, alle 6 locali di Sabato mattina Stefano Marrini parte con un passo determinato ma regolare, forte della sua esperienza off-road, della conoscenza del percorso e della vettura. Dopo una cinquantina di chilometri però cominciano a fare capolino altre situazioni purtroppo ben note al driver toscano. A differenza di quanto successo nel 2017, Marrini e Garcia superano indenni i vari guadi e le numerose trappole di fango.

Ma è il quattro cilindri giapponese della loro vettura ad accusare cali di potenza sempre più frequenti e marcati, fino a costringere l’equipaggio ad una sosta forzata per cercare di individuare la causa del problema. Dopo una ventina di minuti i due riprendono la loro stage e la situazione sembra tornata alla normalità. Al giro di boa la situazione precipita di nuovo in maniera repentina, con tagli improvvisi di potenza fino allo stop totale.

Il tempo passa invano, come gli ulteriori tentativi di riparazione e riavvio. Dopo una pausa lunghissima, interminabile, il motore della Mitsubishi di Marrini e Garcia riprende finalmente vita. Il regolamento della Baja 500 Romania prevede una penalità forfettaria (tempo limite) fino ad un massimo di 10 ore, ma Stefano Marrini opta per lo stop definitivo.

“Dopo l’uscita dal percorso della prova speciale siamo riusciti a rientrare al service area, alla base, senza grossi problemi. A parte le temperature motore un po’ elevate, cosa che col senno di poi mi ha fatto pensare di aver fatto la scelta giusta.
Va bene così, la nostra partecipazione è stata deliberata all’ultimo minuto, non siamo in lotta per nessun campionato, l’auto non è la mia e non volevo rischiare ulteriori danni. Oltretutto, noi eravamo qua solo per oliare l’equipaggio anche nell’off-road, in vista di progetti futuri assieme. Questo è un ritiro che però non considero una sconfitta: doveva essere una semplice gara test e test, molto positivo, è comunque stato”.

L’Italian Baja è un affaire di Terranova e Codecà

Una gara dura, con molta acqua nei guadi da superare, atipica in un contesto iridato e tricolore che ha raccolto i commenti più disparati ed equidistanti da quanti l’hanno corsa per tre giorni sulle grave dei fiumi friulani Tagliamento e Cosa. L’argentino Orlando Terranova non era tra i pronostici per la vittoria. Altri erano i nomi che venivano indicati alla vigilia della gara pordenonese, a cominciare da Jakub Przygonski che sulla Baja friulana la firma l’aveva già posta nelle edizioni precedenti.

Puntava a realizzare il tris il polacco, partiva forte con la Mini John Cooper Works ad imporre un ritmo forsennato, ma la ruota anteriore destra aperta a seguito di un contatto l’ha costretto ben presto a fermarsi. L’Italian Baja non fa sconti a nessuno. Vasiliev, su Toyota Hilux, ed il Sudeamericano con la seconda Mini, si mettevano a caccia del primato. Veloce ed efficace in sporadiche occasioni sulle lunghe prove della gara, il russo veniva rallentato da qualche rottura di troppo e Terranova si instaurava al comando, andando a vincere.

Obiettivo raggiunto anche per il lombardo Lorenzo Codecà. Affiancato alle note dal pordenonese Mauro Toffoli, il brianzolo della Suzuki ha potuto contare su di un Grand Vitara perfetto. Competitivo al punto di lanciarlo in posizioni a ridosso della top five assoluta, assicurandogli la leadership tra le auto del Campionato Italiano Cross Country. Vincere era il suo obiettivo dichiarato sin dall’inizio della stagione.

“Puntavamo su questa gara dai coefficienti maggiorati per la lunghezza e la durezza. Sapevamo che l’affidabilità del Grand Vitara sarebbe stata vincente ed unita alle accresciute prestazioni, derivanti dallo sviluppo degli assetti in funzione della nuova gommatura Toyo Tires, ci ha permesso una serie di risultati importanti. Abbiamo superato guadi profondi e pietraie infinite, vincendo grazie ad un gran lavoro di squadra.” Guarda avanti Codecà, la sua stella brilla anche di luce iridata e non solo di quel tricolore che ora lo vede confermarsi sempre più leader.

Per buona parte della gara, l’iniziale, Codecà s’è spartito la scena con un Amerigo Ventura in formato mondiale. Il giovane torinese s’è esaltato sulle grave friulane, ha spremuto a fondo il Yamaha Quaddy ed ha dettato legge tra i Side by Side. Davanti a tutti e gran quinto della graduatoria generale FIA, Ventura non è riuscito concretizzare il risultato ritirandosi nell’ultima notte, tra la seconda e terza tappa, per irrisolti problemi al motore. Il piemontese può così consolarsi dei soli punteggi acquisiti alla fine della seconda tappa, che per le classifiche dell’Italiano assegna punti maggiorati del coefficiente tre, mantenendosi al comando nel Campionato Italiano Side by Side.

Graduatorie tricolori che vedono inserirsi Michele Cinotto, il torinese leader della Coppa del Mondo di categoria, che tra diverse rotture della cinghia e di altrettanti semiassi del Polaris Razor 1000 Turbo è riuscito a conquistare la prima posizione dei Gruppo T3 tricolore e la terza della gara mondiale. In una prova difficile da interpretare, i mantovani Alessandro e Marco Trivini Bellini sono usciti alla distanza arrivando ad occupare la seconda piazza tra le auto e, soprattutto, vincendo il Gruppo T2 nonché la classifica del Suzuki Challenge.

Terza piazza dell’Italiano e seconda del Gruppo T1 per il pordenonese Federico Crozzolo, assieme a Paolo Pasian all’esordio con la Suzuki Grand Vitara ufficiale, riuscendo a migliorare le personali prestazioni nei tre giorni di gara, precedendo con ampio margine il siciliano Chinti Marino Gambazza, affiancato da Sandra Castellani nell’abitacolo del Grand Vitara 1.9 DDiS di Gruppo T2, rallentato oltre misura da rotture della trasmissione. Il catanese della Cram ha preceduto il compagno di squadra Alfio Bordonaro, quindi Andrea Castagnera su Nissan Patrol , ma anche Luchini che non è riuscito a dare concretezza al miglior tempo di T2, quarto assoluto tra gli italiani, con un Grand Vitara 1.9 DDiS a cui i tecnici della Poillucci non hanno potuto porre rimedio al mal funzionamento della centralina elettronica.

Italian Baja: annunciato ‘Kuba’ con la Mini

Un’ottima notizia per l’Italian Baja e tutti gli appassionati di fuoristrada: l’Orlen X-Raid team ha iscritto Jakub Przygonski e Timo Gottschalk con la Mini John Cooper Works. Il driver polacco, che ha vinto le ultime due edizioni con il navigatore belga Tom Colsoul, si prepara per tornare a Pordenone a caccia del terzo sigillo, assieme al tedesco Gottschalk che vinse qui nel 2014 in coppia con il saudita Yazeed Al-Rajhi.

“Kuba” a febbraio non ha preso parte alla Baja di Russia, ma in marzo si è presentato al via della Dubai International Baja e ha ottenuto un successo perentorio davanti al padrone di casa Khalid Al Qassimi su Peugeot 3008 e il ceco Martin Prokop su Ford Raptor. Quarto posto negli Emirati Arabi per Vladimir Vasilyev, che guida la classifica della Coppa del Mondo Fia Cross Country Bajas grazie al successo nella Northern Forest, ma non ha ancora sciolto le riserve per il terzo appuntamento della serie iridata.

Invece Prokop sta pianificando il suo straordinario doppio impegno nello Stivale, dato che ha confermato la partecipazione al Rally Italia Sardegna (13/16 giugno) su Ford Fiesta Rs Wrc per poi affrontare l’Italian Baja alla guida del suo Raptor con il connazionale Jan Tomanek alle note. Al momento il terzo incomodo sul podio virtuale in Fiera a Pordenone potrebbe essere Andrey Novikok con un G-Force Bars, ma le iscrizioni si chiuderanno giovedì 6 giugno e c’è tempo per rimescolare le carte.

Il dato statistico per ora più rilevante riguarda la già massiccia adesione di Side by Side, i veicoli T3 (quadricicli leggeri) di nuova generazione, temibili rivali per i prototipi T1 quando le condizioni di tracciato esaltano doti di agilità e maneggevolezza dei mezzi, come si è verificato all’Italian Baja di Primavera sul greto del Piave. Invece nei più ampi alvei di Meduna, Cosa e Tagliamento, con tante piste aperte e fondi compatti, il divario di potenza può ancora avvantaggiare i muscolosi pick-up che, per quanto profondi, non temono i guadi.