Craig Breen e la Targa: un sapore dolce-amaro e il ricordo di Jaffa

Ci sono rally che per un motivo o per un altro, per un pilota o per un navigatore, non sono come tutti gli altri. Una delle gare che sta più a cuore a Craig Breen, per i motivi che noi tutti conosciamo, è certamente la Targa Florio. Craig Breen vuol vincere per dedicare il successo a Garreth Roberts, il copilota deceduto al suo fianco nel 2012. Perché la vittoria di quella gara la stava inseguendo insieme a Gareth quando capitò il “maledetto fattaccio”.

Quel “maledetto” Targa Florio corso nel giugno 2012, valeva per l’International Rally Challenge, una validità importantissima per la gara siciliana che i tifosi locali avevano desiderato a lungo e infine accolto con gioia, affollando come non mai la partenza dal centro storico di Palermo e rendendo l’incitamento nelle speciali simile ad una gara del WRC.

Tra i piloti stranieri al via di quella tragica edizione della Targa Florio, spiccavano anche due giovanissimi piloti provenienti da Irlanda e Gran Bretagna: Craig Breen e Gareth Roberts. I due vennero letteralmente adottati dal pubblico siciliano, un po’ per il loro volto da bimbi e un po’ perché i loro nomi iniziavano a circolare già tra addetti ai lavori, team manager e appassionati, che vedevano in quei due ragazzi del talento, tanto talento.

Talento che Craig mette in mostra lo stesso anno con al suo fianco Paul Nagle, che inizialmente ha il doppio compito di navigare Craig e di fargli da “fratello maggiore”, aiutandolo mentalmente e psicologicamente. I due, anzi i tre perché Gareth è in macchina e lo sarà sempre con Craig, conquistano il titolo S-WRC. Da lì in poi si sviluppa una carriera fatta di salite e discese, senza mai una parola fuori posto, oppure una critica verso chi non crede nel suo talento, sempre a testa bassa, a capofitto sul lavoro per ricostruirsi la carriera partendo quasi da zero.

Finalmente le cose sembrano essere cambiate, la tenacia, il lavoro e l’umiltà di questo ragazzone venuto dall’Irlanda finalmente sembrano aver dato i loro frutti, Hyundai Motorsport sta puntando forte su Craig, WRC e CIR, “carte” importantissime che Craig si sta giocando benissimo. Dopo il Croazia, sarà tempo di Targa Florio, gara dai mille significati per Craig e ne siamo certi anche per tutti gli appassionati che vogliono bene a questo sport. E’ lo stesso Craig con un post bellissimo ad annunciare la sua presenza in Sicilia

Sicilia… Il fatto che provi un sentimento così dolce-amaro per questa bellissima isola mi rattrista. Sento che un pezzetto del mio cuore mi è stato portato via dall’Italia, ma ho anche ricevuto tanto da un Paese che ora potrei quasi chiamare casa. È incredibile pensare che sono passati quasi 9 anni da quel terribile giorno. Penso tutti i giorni a Jaffa, lui fa parte di me ed è sempre con me. E ora il mio viaggio mi riporta lì, al Rally Targa Florio che si svolgerà la prossima settimana. Questa è la mia decisione, la mia idea. Voglio tornare indietro e fare ricordi più belli. Voglio provare a rilasciare i cattivi pensieri che ho sull’isola e sul rally lì. Sono ovviamente nervoso e un po’ansioso di essere di nuovo lì, ma il mio piano è quello di godermi il rally e cercare di sentirmi a mio agio ad esserci di nuovo, so che è assolutamente quello che Jaffa avrebbe voluto. Grazie a tutti per aver reso possibile tutto questo. Ci vediamo in Sicilia“.

Il pilota irlandese, ormai italiano d’adozione, dopo aver sfiorato la partecipazione alla gara nel 2019, disputerà finalmente il rally siciliano con la Hyundai I20 Rally2 del team Friulmotor. Una partecipazione che scatenerà nel suo animo, ma anche in quello degli appassionati, mille e più emozioni per i motivi sopra citati. E un po’ tutti gli italiani tiferanno per Craig, perché il suo successo sarebbe bellissimo e la sua dedica sarebbe la definitiva liberazione (psicologica).