Il presidente dell'Aci Angelo Sticchi Damiani

Come e quando ai rally? I pareri di Aci Sport

Adesso che si è aperta la Fase 2, il dopo lockdown, è indispensabile pensare a come si potrà mettere in pratica la ripresa dei rally. Il fatto che a fine aprile ACI Sport sia stata costretta per due volte a smentire ufficialmente nel giro di 48 ore notizie su questa materia (prima la smentita sulla sua paternità del questionario relativo al progetto rally show e poi quella sui reali contenuti del protocollo medico-sportivo sulle modalità di ripartenza di tutte le discipline dell’automobilismo) la dice lunga sull’ansia del settore che, giova ricordarlo, investe pesantemente anche la sopravvivenza economica di molte aziende: fra gli sport l’automobilismo in Italia è secondo solo al calcio per giro d’affari!

Ovviamente c’è chi ha visto immobilismo nell’ACI, ma stavolta è sembrato esattamente il contrario. Semmai doverosa cautela nelle dichiarazioni. Anzi c’è da dire che in ACI Sport hanno sicuramente avuto una buona idea nel creare una sezione del sito federale dedicata al Covid-19, in cui sono stati utilmente pubblicati tutti i provvedimenti governativi che interessavano le misure di sostegno economico che potenzialmente coinvolgevano gli operatori del settore.

“Aci Sport ha lavorato e sta lavorando con determinazione e con intensità – ci ha sottolineato Marco Rogano – anzi il forzato ricorso alle videoconferenze si è rivelato molto positivo e proficuo anche rispetto alle tradizionali riunioni di persona a Roma: un insegnamento di cui faremo tesoro anche per il futuro. Ma chiaramente non possiamo che partire dallo scenario generale che indica il Governo e per ora lo sport in generale resta fra ciò che è in sospeso. Senza contare che le problematiche dell’attività in circuito sono diverse, e decisamente con problematiche più contenute, rispetto ai rally”.

“Comunque la Giunta Sportiva ha chiesto alla Commissione Medico Sportiva di preparare un protocollo adeguato alle necessità e alle prescrizioni che abbiamo sottoposto al CONI. Quando si ricomincerà, poter contare su un protocollo univoco e validato sarà sicuramente di grande aiuto per ottenere le autorizzazioni alla disputa dei rally. Che partono con un vantaggio, essere uno sport non di contatto, ma anche con tutte le problematiche di un evento distribuito sul territorio e che coinvolge per la sua effettuazione tante persone oltre gli equipaggi: ad iniziare da personale medico e ambulanze, commissari ecc.”

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