Fabrizia Pons, donna dei record mondiali

Come cambiano i rally: ieri e oggi, domani chissà

Se avete la sensazione che i rally si siano accorciati, non preoccupatevi. Non è un’impressione se vanno quasi stretti. Ma come sono cambiati negli ultimi quarant’anni i rally del WRC? E quelli del Campionato Italiano? Se in meglio o in peggio non sta a noi deciderlo. Sicuramente i rally hanno avuto bisogno di cambiare, di rinnovarsi, di adeguarsi ai tempi, con sempre minori spazi e maggiori complicazioni, spesso solo di tipo burocratico.

L’intasamento normativo ha un po’ intaccato la bellezza e la semplicità di questo sport, che resta in ogni caso il più affascinante del mondo. Esistono, però, alcuni parametri che consentono di valutare il cambiamento anche di filosofia e di approccio, da sport regolaristico, massacrante, che deve mettere a dura prova equipaggi e mezzi meccanici, a sport velocistico, sempre più corto, con percorsi sempre più a margherita (fino a restare senza petali) e veloce. Tremendamente veloce.

Con medie, nel Mondiale Rally, che superano i 160 chilometri orari. In Italia le medie sono nettamente più basse e limitate a 100 all’ora. Uno di questi parametri che citavamo è la lunghezza dei tratti cronometrati di ciascuna gara che compone il calendario rally di un’intera stagione. Un altro è la qualità dei partecipanti e soprattutto dei vincitori di ogni manifestazione.

Poi, ma in questo caso caso solo per quel che riguarda il Campionato del Mondo, ve ne sono altri che abbiamo individuato nel numero e nella qualità dei piloti al primo successo iridato, di quelli che hanno centrato i primi punti iridati e di quelli che hanno vinto per la prima volta una PS in una gara di Mondiale Rally.

Più questi indicatori hanno numeri alti e più la gara e, di conseguenza, la stagione risultano combattute e avvincenti. Imprevedibili. Abbiamo intrapreso un viaggio a ritroso nel tempo, saltando di decennio in decennio fino ad arrivare al 1981 (2021, 2011, 2001, 1991…), così da avere una visione nitida del cambiamento qualitativo e tecnico avvenuto nel rallysmo mondiale e di riflesso in quello italiano che, negli anni, hanno viaggiato a velocità differenti. Non tanto per capire come mai non ci siano più rally con 1.300 chilometri di prove speciali. Ma piuttosto per capire come si sia potuti arrivare a 220 chilometri di PS nel WRC e ai 66,5 del Rally Targa Florio 2020, sapendo che questo potrebbe essere un parametro per il futuro.

WRC 1981

Vatanen il privato

Per la prima e unica volta nella storia è un pilota di un team privato a vincere il Campionato del Mondo Rally. Ari Vatanen ha dovuto vedersela quasi esclusivamente contro Guy Frequelin che, con la Talbot, ha guidato in modo più regolare e ha segnato punti più spesso rispetto allo spericolato e spettacolare finlandese.

Alla fine, le tre vittorie di Vatanen e l’incidente del francese nel RAC Rally hanno deciso la stagione. Oltre al campione privato, nel 1981 si è registrata anche la prima vittoria di una vettura a quattro ruote motrici. Inoltre, il 1981 è l’anno della prima vittoria di una donna pilota: Michèle Mouton conquista il Sanremo. Oltre alla Mouton, anche Jean Ragnotti e Guy Frequelin centrato i primi successi in carriera.

Nel WRC, quell’anno, è stato introdotto un altro nuovo rally, quello del Brasile, entrato a spese di quello della Nuova Zelanda. Il Brasile, corso solo poche settimane dopo il rally nella vicina Argentina, è stato teatro di una crisi di carburante su piccola scala. Le norme internazionali consentivano solo alle auto che utilizzano benzina o diesel di partecipare alla competizione.

Ciò significa, che le vetture locali che utilizzavano combustibili alternativi non sono stati inserite nella classifica generale. Per questo motivo, solo venti partecipanti hanno ufficialmente preso il via e solo nove sono arrivati alla fine. In realtà, oltre a queste auto a benzina, altre trentatré vetture alimentate ad alcol si sono allineate alla partenza e dieci di queste hanno terminato il rally.

La grande novità della stagione è stata l’apparizione dell’Audi quattro. Gli scettici la consideravano troppo grande, troppo pesante e troppo complessa per avere il giusto appeal. E quando la quattro della Mouton non è riuscita a completare la tappa di concentrazione verso Monaco, sembravano quasi aver ragione. Ma una volta che la quattro ha raggiunto le prove speciali della gara, tutto è cambiato.

Dopo appena sei PS, l’Audi di Mikkola era già sei minuti avanti rispetto al rivale più vicino. Un’altra delle nuove auto introdotte nella serie iridata è stata la Renault 5 Turbo, che ha vinto a MonteCarlo, dopo che la quattro di Mikkola è uscita di strada. E poi c’era la Lancer 2000 turbo della Mitsubishi. Ma non ha avuto il successo dell’Audi o della Renault.

LA STAGIONE IN PILLOLE

GaraTipologiaDataVincitoriLunghezza
MonteCarloasfalto/ghiaccio24-30 gennaioJean Ragnotti752 km
Sveziaghiaccio13-15 febbraioHannu Mikkola359 km
Portogalloasfalto/terra4-7 marzoAlen Markku678 km
Safariterra16-20 aprileShekhar Mehta4.750 km
Corsicaasfalto30 aprile-2 maggioBernard Darniche469 km
Acropoliterra1-4 giugnoAri Vatanen958,60 km
Argentinaterra18-23 luglioGuy Frequelin1.332,60 km
Brasileterra6-8 agostoAri Vatanen704 km
1000 Laghiterra28-30 agostoAri Vatanen439,89 km
Sanremoasfalto/terra5-10 ottobreMichèle Mouton750 km
Costa d’Avorioterra26-31 ottobreTimo Salonen5.087 km
RACterra22-25 novembreHannu Mikkola746,74 km

Primo successo

  • J. Ragnotti (MonteCarlo)
  • G. Frequelin (Argentina)
  • M. Mouton (Sanremo) punto

Primi punti iridati

  • S. Nilsson (Svezia)
  • K. Shinozuka (Portogallo)
  • J. Moutinho (Portogallo)
  • R. Cid (Portogallo)
  • P. Queiroz Pereira (Portogallo)
  • J. Shah (Safari)
  • R. Hall (Safari)
  • M. Smith (Safari)
  • J. Ballet (Corsica)
  • G. Swaton (Corsica)
  • T. Kaby (Corsica)
  • J. Tichadou (Corsica)
  • C . Bartoli (Corsica)
  • P. Moshoutis (Acropoli)
  • “Carlo” (Acropoli)
  • E. Soto (Argentina)
  • R. Albertengo (Argentina)
  • L. Romero (Argentina)
  • M. Tubal (Argentina)
  • H. Maglione (Argentina)
  • L. Etchegoyen (Argentina)
  • G. Trelles (Brasile)
  • J. Berges (Brasile)
  • M. Zacarias (Brasile)
  • A. Laine (Finlandia)
  • M. Biasion (Sanremo)
  • F. Ormezzano (Sanremo)
  • L. Battistoli (Sanremo)
  • J. Durieu (Costa d’Avorio)
  • R. Clark (Gran Bretagna)

Prima PS vinta

  • O. Stromberg (Svezia)
  • M. Mouton (Portogallo)
  • J. Recalde (Argentina)
  • D. de Vitta (Brasile)
  • M . Cinotto (Sanremo)
  • M. Biasion (Sanremo)
  • L. Battistoli (Sanremo)
  • S. Nilsson (Gran Bretagna)
  • T. Kaby (Gran Bretagna)
  • J. Raymond (Gran Bretagna)

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