Codriving experience

Co-driving Experience: cosa ci ha spiegato Aci Sport

L’iniziativa privata di Alessandro Gino, promossa nell’ambito della prossima prova di Campionato Italiano Assoluto Rally ad Alba, volta ad offrire a fronte di un pagamento di 3.660 euro un giro di 15 chilometri ad otto potenziali copiloti su otto PS e annunciato sul sito ufficiale della società Gino WRC, è un’iniziativa che non si era mai vista prima nei rally italiani. Questo ha provocato diverse reazioni, ma anche dure prese di posizione da parte di diversi organizzatori. Abbiamo raccolto i loro dubbi e le loro perplessità per tutta la giornata di ieri, a fronte dell’editoriale dedicato all’iniziativa denominata Co-driving Experience, e infine ci siamo interfacciati con i dirigenti federali.

“In collaborazione con il Rally di Alba stiamo promuovendo un’iniziativa davvero unica che vi permetterà di salire nel cockpit della C3 WRC. Alessandro Gino, sarà il tuo pilota d’eccezione. 8 Fortunati partecipanti su 8 Prove speciali di 15 Km. Prenota la tua “Co-driving Experience”, scrive il sito Gino WRC, dove si legge anche: “Data: 24 – 25 giugno 2022, grazie al contributo del Gruppo Gino il prezzo riservato per l’Experience: 3000€ + IVA. Solo 8 posti disponibili”.

Le domande che si sono posti gli organizzatori che ci hanno contattato, ma anche molti piloti e copiloti, sono nell’ordine le seguenti: l’evento Codriver Experience si svolgerà sul percorso di gara? C’è il permesso della federazione a questa iniziativa? Come è possibile fare partire prima delle vetture iscritte alla gara una vettura che non è iscritta, col rischio che un incidente costringa all’annullamento della PS? Ma quindi è possibile svolgere attività di marketing nelle gare di Aci Sport, in particolare in quelle Tricolore, senza accordarsi preventivamente con il Promoter Aci Sport Spa? Se uno dei passeggeri di Gino non ha la licenza può partecipare ugualmente?

Proviamo a rispondere, con le informazioni avute dalla federazione, a cui questa iniziativa risultava un evento per ospiti VIP da portare a spasso e non in gara, inteso come percorso. E soprattutto, avevano capito che fosse gratuito. Innanzitutto, secondo i dirigenti da noi contattati non si può pensare una manifestazione del genere sul percorso di gara, questi eventi andrebbero organizzati nei giorni e nel contesto di gara ma su un apposito spazio che non sia in condivisione con il percorso del rally e tantomeno nelle ore che lo interessano. Va anche detto che Gino parla di 8 PS generiche e nella sua presentazione non è specificato se saranno otto delle nove PS del Rally di Alba o una nelle vicinanze da effettuare otto volte per un 15 km a giro. Dalle informazioni da noi acquisite, nel progetto originale sarebbero le PS del rally.

Va, altresì, detto che c’è un nulla osta federale rilasciato a primavera per organizzare una experience per ospiti VIP. Però, dopo essere venuto fuori che l’iniziativa non è gratuita (3.660 euro IVA inclusa), come ad esempio era Hyundai Experience con Thierry Neuville e Ott Tanak, ma a pagamento e per finalità commerciali e di marketing di una società terza si è messo di mezzo il Promoter Aci Sport Spa, che non può regalare spazi a chi lavora commercialmente in ambito delle gare da promosse dalla società dell’Aci. In questo caso, si sarebbe dovuto fare un accordo preventivo con il Promoter, appunto Aci Sport Spa e non Aci Sport federazione, proprio come fanno tutte le attività che operano in ambito dei Campionati promossi dal service dell’Automobile Club d’Italia.

Non è possibile fare partire prima delle vetture iscritte alla gara una vettura che non è iscritta, proprio perché non può essere escluso il rischio di un incidente che costringa la direzione di gara all’annullamento della PS incriminata, causando un danno a chi ha pagato l’iscrizione per correre e per giocarsi un titolo. Altrettanto, non è possibile svolgere alcuna attività commerciale e di marketing nelle gare di Aci Sport, in particolare in quelle Tricolore, senza accordarsi preventivamente con il Promoter Aci Sport Spa.

Infine, chiunque salga in un’auto da corsa e transiti su un percorso chiuso al traffico con autorizzazioni a svolgere una competizione sportiva, deve essere munito di licenza sportiva (anche il passeggero-co-driving-experience), che prevede l’accesso alle coperture assicurative predisposte dall’organizzazione per i concorrenti. La licenza si ottiene con la visita medica obbligatoria. Non sono possibili deroghe, in quanto questo aspetto si lega al Codice della Strada e un regolamento federale non può derogare una legge dello Stato.

Ad un evento privato con ospiti VIP non si applicherebbero le norme federali e tantomeno le assicurazioni, solo se questo venisse svolto in un’area che non ha nulla a che vedere con il percorso del rally. Oppure, un’alternativa sarebbe quella di organizzare un test privato, chiudendo una strada e previa comunicazione alla federazione e rispetto delle norme federali sui test. Siamo certi che nelle prossime ore ci saranno ulteriori sviluppi o chiarimenti. La nostra redazione continua a monitorare la vicenda e resta disponibile a raccogliere eventuali puntualizzazioni o repliche delle parti interessate.