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CIRT, Rally Adriatico: doppietta di Gryazin-Movisport

gryazin, adriatico 2023

Anche stavolta è stato un successo sudato, considerate le temperature proibitive che hanno accompagnato le sfide cronometrate, tutte concentrate nella domenica. Cinque in tutto le prove vinte da Gryazin nel triplo passaggio sui tratti San Fiorano, Molleone e Colondello.

Il Rally Adriatico ha confermato la candidatura di Nikolay Gryazin per la corsa al titolo nel Campionato Italiano Rally Terra. Nel 30° anniversario della gara organizzata da PRS Group, andata in scena lungo 9 prove speciali attorno ad Urbino, il pilota del Mondiale ha centrato la sua seconda vittoria consecutiva nel terzo round tricolore, dopo quella a San Marino, sempre in coppia con Konstantin Aleksandrov sulla Skoda Fabia Rally2, preparata da Delta Rally e gommata Pirelli. Anche stavolta è stato un successo sudato, considerate le temperature proibitive che hanno accompagnato le sfide cronometrate, tutte concentrate nella domenica.

Cinque in tutto le prove vinte da Gryazin nel triplo passaggio sui tratti “San Fiorano”, “Molleone” e “Colondello”, che hanno offerto uno scontro tra campioni con protagonisti anche i francesi Florent Todeschini e Sabrina De Castelli su Hyundai i20 di GB Motors, gommata Michelin, quindi ancora Paolo Andreucci e Rudy Briani sulla Skoda Fabia di H-Sport, calzata MRF Tyres. Uno scontro di stile, generazionale, reso ancor più stimolante dalla presenza dei tre costruttori di penumatici a supporto. L’ha spuntata di nuovo Gryazin con una rimonta sul transalpino Todeschini, trasparente per il CIRT e avvantaggiato dall’ordine di partenza nel primo giro di prove, mentre Andreucci era costretto a spazzare le strade con il n°1 davanti al gruppo delle 83 vetture al via del Rally Adriatico, valido anche per la Coppa Rally di 5^ Zona ACI Sport e per il terzo atto del Campionato Italiano Rally Terra Storico.

Al primo rientro in assistenza infatti Todeschini, pilota marsigliese e vicecampione nell’omologa serie francese Terra, era riuscito a mettersi dietro tutti i polverosi tricolori con due scratch impressionanti nelle prime tre prove, avvantaggiato anche dall’ordine di partenza. Colto di sorpresa, distante 2.3’’ dal vertice al primo intervallo, Gryazin è tornato in macchina per un secondo giro tutto all’attacco, e dopo aver firmato la “San Fiorano” per appena 7 decimi ha affondato la stoccata vincente nella “Molleone”, rifilando 6.1” al francese e balzando in testa alla classifica, dominata poi fino alla fine. I campioni in carica Andreucci-Briani stavolta sono andati più in difficoltà del previsto nella fase iniziale, e hanno accumulato un margine di 15’’ dopo la prima frazione che ha reso impossibile l’ipotesi di rimonta, anche guardando il ritmo degli avversari. Il terzo posto assoluto a 25.9’’ dal vertice, con Todeschini trasparente, vale comunque i punti del secondo per il CIRT, che permettono al garfagnino di mantenere il primo posto nella classifica generale della serie sterrata.

Ai piedi del podio si è goduto l’arrivo ad Urbino anche il vicentino Edoardo Bresolin, con Rudy Pollet alle note su altra Skoda, che si è portato a casa il titolo nel Challenge Raceday, arrivato all’Adriatico per l’ultimo round in concomitanza con il CIR Terra. Alle sue spalle si è piazzato in quinta posizione dopo una rimonta nel finale il bergamasco Enrico Oldrati, cresciuto anche stavolta alla distanza con Elia De Guio a dettare le note dal sedile di destra, sulla Skoda preparata da MS Munaretto.

Per appena 2.8’’ infatti il duello per la quinta posizione ha visto sconfitto Emanuele Dati, in sofferenza come tutti i piloti non prioritari nella prima prova a causa della polvere, rientrato sui suoi ritmi nella fase finale, sempre in coppia con Giacomo Ciucci sul altra vettura boema. Sono tutte Skoda anche le altre Rally2 che hanno completato le prime dieci posizioni dell’assoluta, a partire da quella del pilota corso Jean Philippe Quilichini con Matthieu Belhacene. L’ottavo posto non rende merito alla prestazione di Tommaso Ciuffi e Pietro Cigni, condizionati da una foratura nella fase calda, a 4km dalla fine della PS4 “San Fiorano”, che li ha indotti subito dopo a subire una penalità di 10’’ per partenza anticipata. Ennesimo rally di sostanza anche per Angelo Pucci Grossi, che insieme a Francesco Cardinali si conferma il miglior Under 25 del CIRT, con il nono posto che vale la terza vittoria consecutiva nel Trofeo Pucci Grossi, dedicato alla memoria del papà, leggenda degli sterrati italiani. A completare i migliori dieci la Skoda del veronese Luca Hoelbling e Stefano Righetti.

La quattordicesima posizione consegna invece la vittoria di classe N5 ad Aronne Travaglia e Simone Brachi, i migliori per la Coppa 4WD del tricolore, su Ford Fiesta. A seguire, il quindicesimo posto assoluto rende l’idea della prova messa in strada da Matteo Fontana ed Alessandro Arnaboldi. Appena 20 anni d’età per il pilota lariano che ha dimostrato anche stavolta il suo talento, dopo le esperienze in campo internazionale, e ha guadagnato la vittoria di classe Rally4 e tra le Due Ruote Motrici del tricolore, sempre su Peugeot 208. Risultato che permette a Fontana di appaiare in testa alla classifica di Coppa ACI Sport Due Ruote Motrici il piacentino Giorgio Cogni, secondo classificato all’Adriatico con Andrea Colapietro su altra vettura del leone.

Challenge Raceday

Il veneto Edoardo Bresolin, navigato dall’esperto Rudy Pollet, su Skoda Fabia R5 Evo, è sempre rimasto nelle prime posizioni di classifica ai piedi del podio, dietro agli scatenati Gryazin (Skoda Fabia R5 Evo), il coso Todeschini (Hyundai i20) e il pluri-campione italiano Paolo Andreucci (Skoda Fabia R5 Evo). Una bella vittoria che corona una stagione perfetta dopo la vittoria Raceday anche al Rally Città di Foligno,  e superando anche il veloce sloveno Bostjan Abvelj che aveva vinto le prime due gare ed era arrivato terzo a Foligno, ma non presentandosi a questa gara il risultato accumulato non gli è bastato.

Una gara serrata nella quale il veneto ha dovuto stare attento agli attacchi dell’agguerrito corso Jean-Philippe Quilichini (Skoda Fabia R5 Evo) navigato da Belhacene, che in una occasione gli è stato davanti in prova e in un’altra occasione ha fatto lo stesso tempo. In buona posizione sino alla PS 6 il sammarinese Jader Vagnini (Skoda Fabia), navigato da Martina Musiari, che purtroppo in una curva ha preso una radice e l’auto ha capottato più volte e di conseguenza si è ritirato, concludendo comunque quarto nella classifica assoluta Raceday.

Tra le due ruote motrici vince il veneto Nicolò Marchioro, in coppia con Marchetti su Peugeot 208, nonostante il ritiro nella seconda PS a causa della rottura dell’idroguida, ma nelle gare precedenti aveva fatto molto bene e accumulato punti sufficienti per assicurarsi la vittoria finale. Quindi una gara decisamente tirata che si è giocata sino all’ultima polverosa prova speciale sulle belle strade bianche intorno ad Urbino. Tutti  i piloti hanno apprezzato questo rally.