Umberto Scandola, Rally di San Marino 2021

CIRT: il San Marino Rally si prepara per il 50° atto

Non sono molti i rally che possono vantare una tradizione così lunga e costellata di storie importanti. Tagliare il traguardo delle cinquanta edizioni consegna il rally di San Marino alla ristretta cerchia delle gare “icona” del motorsport internazionale. L’8 e 9 luglio prossimo, sterrati carichi di storia sportiva ospiteranno dunque il 50° San Marino Rally che, per l’occasione, oltre a celebrare la prestigiosa ricorrenza, si presenterà con molte e importanti validità.

Prima fra tutte quella per il Campionato Italiano Rally Terra, di cui sarà la terza prova del 2022 e che quest’anno assume un maggiore spessore e significato, in considerazione del fatto che il Campionato Italiano Assoluto Rally è interamente su asfalto. Discorso analogo per le vetture storiche, che nel contemporaneo 7° San Marino Rally Historic saranno impegnate nel quarto appuntamento stagionale del Campionato Italiano Rally Terra Storico. Gli sterrati del San Marino Rally 2022, inoltre, sono stati scelti anche per mettere in scena le sfide tra i giovani talenti del Campionato Italiano Assoluto Junior, nella terza delle sei prove del calendario 2022.

Chiude la serie delle importanti validità quella per la Coppa Italia Rally 5a Zona, di cui sarà la seconda delle quattro tappe in calendario, fondamentale per il titolo “regionale” ma anche per l’accesso alla ambita Finale CRZ. Anche il nuovo Trofeo N5 Italia ha inserito il San Marino Rally nel calendario della sua serie più prestigiosa, oltreché nell’Open N5, così come la serie R Italian Trophy, organizzata da Sport Team Equipment, un format riservato ai partecipanti alla Coppa Rally di Zona.

La FAMS, Federazione Automotoristica Sammarinese, con la fattiva collaborazione di ACI Sport, è già al lavoro per offrire, come e più di sempre, un evento di alto livello, degno della tradizione sportiva del San Marino Rally.

Storia del San Marino Rally: che albo d’oro

Quando si parla del libro di storia dei rally, quello del “San Marino” è un capitolo obbligato. Scorrendo il suo Albo d’Oro, andando a rileggere le classifiche e gli elenchi iscritti, si ha la chiara visione di come, da queste parti, hanno gareggiato tanti grandi campioni, molti dei fuoriclasse che hanno scritto pagine importanti della specialità, non solo tra San Marino e Italia, tra il 1970 fino ai giorni nostri.

Per dovere di cavalleria, ma anche perché il fatto è più che una prestigiosa rarità, il racconto non può che iniziare, dall’indimenticabile 1988, anno in cui a vincere il “San Marino” fu un equipaggio femminile, quello composto dalla grintosa Paola De Martini e Umberta Gibellini, con la Audi 90 Quattro.

Due, invece, a pari merito, sono i recordman per numero di vittorie al rally San Marino, cinque a testa: Piero Longhi, primo nel 2000 con la Toyota Corolla WRC e poi con il poker Subaru Impreza dal 2005 al 2008, e Paolo Andreucci, vincitore nel 2001, 2009, 2010, 2014 e 2015, la prima su Focus WRC, le ultime quattro tutte Peugeot, e unico quest’anno, a meno di una presenza a sorpresa di Longhi, a poter migliorare la striscia record. Con quattro vittorie (1994, 1999, 2003, 2004, tutte con Subaru, ad eccezione del ’99 con la Escort Cosworth) è il cesenate Andrea Navarra a seguire i due in testa.

Non potevano che essere a pari numero di vittorie, tre a testa, due grandi campioni che, da queste parti, hanno dato un grande spettacolo sportivo e diviso le accanite tifoserie, per lungo tempo: il sammarinese Massimo Ercolani e il riminese “Pucci” Grossi, due indimenticabili fuoriclasse che non sono più tra noi, uniti da un destino beffardo anche nella data della scomparsa, un bruttissimo 20 agosto di anni diversi. Ercolani ha siglato il San Marino del 1985, con la Lancia 037 e il compianto Loris Roggia alle note, il 1991 con la Delta Integrale e il 1996 con la Subaru Impreza, Grossi ha vinto nel 1989 e nel 1993 con la Lancia Delta, nel 1995 con la Toyota Celica. Vanta tre vittorie nel curriculum anche Umberto Scandola, due con Skoda nel 2013 e 2017 e l’ultima, quella dello scorso anno, con la Hyundai.

Solo con questi pochi campioni, siamo quasi a metà delle vittorie totali dell’Albo d’Oro. Più folto il gruppetto dei piloti con due vittorie al San Marino: Giulio Bisulli, pilota ufficiale Fiat Abarth, scomparso prematuramente nel 1983, vinse nel 1972 e 1974 con la Fiat 124 Abarth, “Tony” Fassina, con la Lancia Stratos e la Opel Ascona 400, primeggiò nel 1979 e nel 1981, Adartico Vudafieri, davanti a tutti nel 1980 (Fiat 131 Abarth) e nel 1984 (Lancia 037), Andrea Aghini primo nel 1998 (Toyota Corolla WRC) e nel 2002 (Peugeot 206 WRC), Giandomenico Basso vincitore con Ford nel 2012 e 2016.

Sono quindici i piloti che hanno messo il sigillo almeno su una edizione del San Marino Rally: il primo vincitore nel 1970, il compianto Arnaldo Cavallari, scomparso nel 2016, a seguire Leo Pittoni, nel 1973 il grande Sandro Munari, con la mitica Fulvia HF, poi Antonillo Zordan, Tonino Tognana, che nel 1982 consegnò qui, alla nuova Lancia 037, la prima vittoria, il due volte campione del mondo Miki Biasion, primo a San Marino nel 1983, Fabrizio Tabaton, Patrick Snijers, Michele Gregis, Gibo Pianezzola, Franco Cunico, Andreas Mikkelsen, il sammarinese Daniele Ceccoli, che realizza il sogno di vincere la sua gara nel 2018, il francese Stephane Consani e il boliviano Marquito Bulacia. Come dicevamo all’inizio, un Albo d’Oro che racconta tanta storia dei rally. Una storia che prosegue …