Simone Campedelli e Armando Donazzan, presidente di Orange1 Racing

CIR, Orange 1 Racing: Donazzan annuncia l’addio

Se si corre dietro ai leoni da tastiera di Facebook o Twitter, Orange 1 Racing cercava una scusa per ritirarsi. Ma si tratta della classica fake news da social. Una nuova forma di bullismo digitale. Quello che è certo sta nei fatti: Orange 1 Racing puntava al titolo. Lo ha sfiorato e nel team c’è la consapevolezza che il tricolore era alla loro portata.

Spesso, Campedelli-Canton sono rimasti inchiodati in questa stagione del CIR appena conclusa. Peccato, forse non sarebbe cambiato nulla nel risultato, ma certamente Armando Donazzan non avrebbe avuto l’amaro in bocca lasciato dai boicottaggi subiti da Simone Campedelli e Tania Canton. Preso atto di ciò, la squadra ha annunciato il ritiro dal Campionato Italiano Rally.

Orange 1 Racing non voleva ritirarsi dal CIR. Aveva un programma ben definito. Il 18 febbraio 2019, Armando Donazzan, riferendosi alla stagione precedente, spiegava “Partiamo facendo un passo indietro. Perché come tutti sanno l’anno scorso non sono rimasto affatto contento di come siano andate certe cose. Potevo essere convinto a fare un’altra stagione nel CIR soltanto con la garanzia di avere una squadra di massimo livello, sia sotto l’aspetto di partner tecnici che di guida. Ed io credo che Simone Campedelli sia in assoluto il migliore: lo ha dimostrato sino ad ora, e da lì sono cominciate le trattative interne”.

La squadra c’era, la vettura pure, il pilota e la copilota hanno dato tutto, coraggio e passione, inseguendo il sogno tricolore. Arrivare all’ultima gara di campionato con la possibilità di giocarsela ancora, fino all’ultima prova, significa che sulla Orange 1, sulla sua stagione e sul suo equipaggio c’è davvero poco da dire. E loro hanno poco da recriminare.

Si è parlato di “fallosità” di Simone Campedelli. Bisognerebbe anche contare quante forature lo hanno spesso inchiodato ad un risultato non in linea con le sue capacità, ancor meno con le sue potenzialità. Un conto è scegliere di sbagliare, un conto è se qualcuno sceglie di metterti i bastoni tra le ruote. Pardon, i chiodi nelle ruote. Diventa come combattere contro i mulini a vento.

“Anche qui in Toscana nulla di diverso dal solito e gara nuovamente falsata da forature dovute a chiodi messi da mitomani che in modo molto preciso, scientifico hanno falsato deliberatamente il risultato. E’ questo non solo nei nostri confronti ma anche per il team Citroen ( Rossetti ) che questa volta ha ufficialmente postato la prova ma nulla di diverso rispetto a Roma, Friuli, Verona”, spiega Donazzan.

Poi l’annuncio: “Ufficialmente Orange 1 non parteciperà mai più a manifestazioni di rally in Italia perché chi deve far rispettare le regole mai agisce per tutelare questo fantastico sport. Abbiamo già più volte fatto report con prove chiare sulla situazione e ci è stato chiesto di non alzare i toni e che una soluzione forte sarebbe stata trovata ma nulla di nulla”. Peccato, il CIR perde una squadra seria e si poteva evitare. Questi sono i danni di cui i rally italiani farebbero a meno.