CIR: il giovane Mattia Zanin convince a Verona

CIR: il giovane Mattia Zanin convince a Verona

Sebbene il Rally Due Valli 2020 in formato Covid abbia potuto offrire un tracciato limitato a soli 84,48 km cronometrati, dentro al 3×3 di “Cà del diaolo, “Santissima Trinità” e “Porcara” si è concentrato l’orrido menù con nebbia e fango che esalta i draghi del traverso. Asfalto viscido e insidie dietro l’angolo. Dura selezione dal primo all’ultimo chilometro. E il giovane Mattia Zanin, in coppia con Fabio Pizzol, è riuscito a piazzare la Suzuki Swift targata Vimotorsport al quinto posto di Classe R1, quarto nella Rally Cup del marchio giapponese, quarantaseiesimo assoluto in una gara che ha mescolato le sorti del tricolore assoluto a quelle del Campionato Italiano Wrc.

Veniva da due battute a vuoto (Ciocco e Targa Florio) il giovane driver trevigiano, complicate dall’annullamento del Sanremo e quindi dal forzato digiuno agonistico dopo il Bassano a fine settembre. “Perciò sono contento della prestazione complessiva – spiega Mattia – ottenuta in una sfida molto complicata, la più ostica per me finora. Tra nebbia e fango, viscido e sporco, pioggia e prove al buio, ci siamo cimentati con un repertorio di difficoltà crescenti senza perdere la bussola”.

Positivo il feeling con la giapponesina 1.6 preparata da Xmotors by Lorenzon e buona l’intesa nell’abitacolo. Eppure c’è sempre qualcosa che poteva andar meglio. “Non sono soddisfatto del tutto – puntualizza – in quanto potevamo giocarci meglio le nostre carte se non ci fosse stata la nebbia che variava costantemente. Infatti c’è stato chi ne ha presa di più, come per esempio noi e i tempi del secondo giro lo testimoniano, e chi meno, avendo strada libera per spingere. Peccato, penso che con il passo che avevamo il podio fosse alla nostra portata, è un anno un po’ sfortunato”.

Comunque, a voler vedere il bicchiere mezzo pieno, c’è da menare vanto del miglior tempo Suzuki nell’ultima prova (“Porcara”) alla luce dei fari supplementari. Proprio lì dove nel secondo passaggio sono saltati big del calibro di Crugnola, Rossetti e Miele. “Sono andato in fiducia nell’ultimo assalto – confessa Mattia – e ho colto quel graffio che mi serviva per l’autostima. Ringrazio tutti quelli che mi permettono di correre e provare le emozioni di uno sport bellissimo”. Ora appuntamento a Como (6/11) per l’ultimo atto della Suzuki Rally Cup.