Ciocchetto: la fuga di Scandola si conclude col successo

Ciocchetto: la fuga di Scandola si conclude col successo

“E’ stato davvero bello vincere il Ciocchetto Event 2020, è bello vincere al Ciocco, che è un luogo a cui sono affezionato per tanti ricordi sportivi e soprattutto è stato bello vincere perché chiudiamo con una affermazione una stagione, per me, povera di risultati, in un Ciocchetto che, per il podio finale, sembra una gara di Campionato Italiano Rally di tre o quattro anni fa”.

Sono le prime parole di Umberto Scandola, accanto alla Hyundai i20 R5 del team Hyundai Rally Team Italia, sul palco di arrivo di un Ciocchetto Event di gran lusso – visto il plateau di partenti – oltre venti vetture “errecinque” e campioni di primo piano – conclusosi con un vero e proprio dominio del pilota veronese, nelle due tappe della gara natalizia all’interno della Tenuta Il Ciocco.

Il suo navigatore Daniele Pasi, “ereditato” pochissimi giorni prima della gara da Riccardo Scandola, impossibilitato ad essere al via, raddoppia l’emozione. “Vincere qui è stato davvero una grande soddisfazione – dichiarava alla fine Pasi – ma soprattutto, per me, ricevere lo splendido Trofeo intitolato ad un grande copilota come “Icio” Perissinot è una emozione ed un onore immenso”.

Tornando alla gara, la fuga di Scandola verso la vittoria è iniziata già dalla prima prova speciale, con una vettura perfetta e gomme Michelin che hanno aiutato la sua impresa. Il pluricampione italiano Paolo Andreucci, che ritrovava alle note l’esperto David Castiglioni, nelle prime battute di gara, su strade che conosce molto bene, ha dovuto cercare di riadattare l’assetto da asciutto secco della sua Citroen C3 R5 PRT alle condizioni di pioggia e fango del “Ciocchetto”.

A tratti il suo passo è stato competitivo, ma Scandola è comunque risultato imprendibile. Il bergamasco Alessandro Perico, altro “big” in gara, è incappato, nelle prime due prove speciali della prima tappa, in tre testacoda. Rimboccatosi le maniche, con il navigatore Mauro Turati e la Skoda Fabia R5 “non Evo” della sua struttura PA Racing, Perico ha iniziato una bella rimonta fino al terzo posto, che ha rischiato di perdere nel finale, per un altro errore.

Ma quello commesso dal frusinate Carmine Tribuzio, con Fabiano Cipriani e la Skoda Fabia Evo R5 della Erreffe, a tre prove della fine, è stato decisivo, in termini di secondi persi, con un testacoda con spegnimento del motore che lo ha tirato giù da un sudatissimo terzo gradino del podio, e lo ha ricacciato in quinta posizione finale. Tra Perico e Tribuzio è andato così ad inserirsi, in quarta posizione assoluta, il reggiano Gianluca Tosi, con Del Barba alle note, con la Skoda Fabia R5 della Gima Autosport, che ha sfiorato per poco più di quattro secondi un “bis” del terzo posto 2019.

Qualche imperfezione di guida di troppo ha impedito all’elbano Andrea Volpi, con “Freddyna” a fianco, di piazzare la sua Skoda Fabia gemella di quella di Tosi più su del sesto posto finale, precedendo il campione nazionale rally sloveno Rok Turk, con Blanka Kacin alle note, a bordo della Hyundai i20 R5 del team Hyndai Slovenja, che ha pagato lo scotto della sua prima volta al “Ciocchetto”.

Un assetto troppo “duro” ha invece impedito a Claudio De Cecco, con Anna Paola Serena a fianco, con una “iventi” simile a quella di Turk, di provare a duplicare la vittoria ottenuta al lontano Ciocchetto 1998. Dietro a Stefano Peletto, con Bodda, nono assoluto con la Volkswagen Polo GTI R5, e dopo il ritiro per uscita di strada di papà Andrea Marcucci, con Gonnella (Skoda Fabia R5), l’”onore” della famiglia da rally è stato ben difeso dal figlio Luigi, con Vellini alle note ed una vettura identica, con cui debuttava, che ha concluso decimo assoluto e dall’altro figlio Francesco, al primo rally della vita, quarto di classe R2B con una Peugeot 208.

Ennesima, bella e concreta prestazione del modenese Pier Verbilli, un vero “aficionado” del Ciocchetto, con Albertini alle note, che con la sua Renault Clio RS gruppo N ha conquistato un ottimo dodicesimo posto assoluto e primo tra le Due Ruote Motrici. Tra le vetture Storiche in gara, prima sul traguardo finale la Fiat 127 Sport di Tiziano Zadra, con Francesca Mattei.

Soddisfazione, alla fine, per Valerio Barsella, dal ponte di comando del “Ciocchetto”: “Grazie ad uno staff di alto livello, abbiamo messo in scena un Ciocchetto Event di grande spessore, nonostante le tante complicazioni legate al periodo che stiamo vivendo. E’ andato tutto come doveva e la presenza di una cosi alta qualità di piloti e vetture ha fatto il resto, con una gara avvincente e divertente. Credo che “Icio” Perissinot, al cui ricordo siamo fortemente affezionati, sarebbe stato orgoglioso di noi”.

Scandola in testa al Ciocchetto dall’inizio

Umberto Scandola, in coppia con Daniele Pasi, a bordo della Hyundai i20 R5 di Hyundai Rally Team Italia gommata Michelin hanno chiuso in testa la prima tappa di un bagnato e viscido Il Ciocchetto Event. Il pilota veronese ha preso da subito il comando delle operazioni, vincendo cinque delle sette prove speciali in programma e accumulando un vantaggio di oltre 11 secondi su Paolo Andreucci, primo degli inseguitori.

Il campione garfagnino, in coppia con David Castiglioni, a bordo della Citroen C3 R5 PRT gestita da BB Competition, ha impiegato le prime prove per cucirsi addosso la vettura francese, che usava per la prima volta sul fondo asfaltato, riuscendo a vincere, di misura, anche due prove speciali. A chiudere un podio dal sapore di Campionato Italiano Rally ai massimi livelli, il bergamasco Alessandro Perico, con Mauro Turati, a bordo di una Skoda Fabia R5 non evoluta.

Un tris di testacoda nelle fasi iniziali ha rallentato il passo di Perico che però, con un aggressivo rush finale, è riuscito a risalire in classifica. A farne le spese, nella super prova speciale che ha chiuso la tappa, il pilota di Frosinone Carmine Tribuzio, con Fabiano Cipriani a leggere le note, a bordo di una Skoda Fabia Evo della Erreffe. Pur non frequentando queste speciali da sei anni, Tribuzio, campione in carica della Coppa Rally di Zona Sette, si è inserito da subito nella lotta per le posizioni nobili della classifica.

Bello il duello ravvicinato, e con qualche errore di guida da entrambe le parti, tra il parmense Gianluca Tosi, con Del Barba e l’elbano Andrea Volpi, con “Freddyna”, compagni di squadra sulle Skoda Fabia R5 della Gima Autosport, che si sono spartiti il quinto e sesto posto assoluto.

Al settimo posto assoluto il campione nazionale sloveno di rally Rok Turk, con Blanka Kacin, un po’ in difficoltà sulle impegnative speciali del “Ciocchetto” con la Hyundai i20 R5 del team Hyundai Slovenja. Turk precede il responsabile del suo team Claudio De Cecco, con Anna Paola Serena, che è voluto tornare sulle prove speciali che lo hanno visto vincitore nel 1998. Sulle strade di casa, Andrea Marcucci, con Gonnella alle note, ha piazzato la Skoda Fabia R5 MM Motorsport al nono posto assoluto.

La vettura natalizia più votata sul web

E’ una tradizione del Il Ciocchetto Rally Event quella di premiare la vettura più “natalizia”, con addobbi o decorazioni che celebrino le feste in arrivo. A vincere, con un largo margine di “like” sulla pagina Facebook Cioccorally, è stata la Peugeot 106 di Stefano Facchin e Lisa De Cecco, che si aggiudicano l’iscrizione gratuita a Il Ciocchetto Event 2021.

Università del Tornante: Bartarelli-Barsotti

Terza edizione per l’“Università del tornante”, simpatica iniziativa riservata alle macchine più piccole, a cura del Rally Club Amici del Filato. Con una diretta Facebook sulla pagina del Club, il passaggio più spettacolare (escluse le vetture R5) sul tornante della Garitta, nel fine prova della speciale n.9 è stato giudicato, e premiato, quello dell’equipaggio Bartarelli-Barsotti su Fiat 600 Sporting.