Chiodi di Montalcino: per favore silenzio

Chiodi di Montalcino: per favore silenzio

La notizia dell’esposto presentato da Simone Campedelli prima e da Luca Rossetti poi relativa ai chiodi di Montalcino, con la consegna dei pneumatici incriminati, ha inevitabilmente generato discussioni, anche con interpretazioni fuori luogo. Basso e Granai hanno vinto e lo hanno fatto nel modo più limpido e meritato (hanno fatto più punti e vinto più gare di tutti) e non esistono reclami contro il vincitore o contro il verdetto.

I team di Campedelli e Rossetti hanno scelto di far presente l’accaduto consegnando (era già successo con meno clamore al Due Valli) ai commissari tecnici quanto induce al sospetto di sabotaggio (alias foratura causata da chiodi intenzionalmente posizionati da ignoti).

Demandando così ad ACI Sport ogni valutazione sull’accaduto in sede di omologazione del risultato del Tuscan Rewind, un atto che avviene per tutti i rally per avvallarne la regolarità di svolgimento dopo l’esame dell’incartamento. Il precedente del San Martino di Castrozza 2012 è una rarità, addirittura forse un unicum, ma esiste.

Nessuno ha puntato il dito contro qualcuno in particolare, né esplicitamente né sottotraccia. Ma resta il dato oggettivo che questa storia dei sabotaggi ed in particolare dei chiodi (ma ci sono anche i tubi freno tagliati a Guglielmini) sta diventando una sorta di ossessionante ritornello che fa solo danni a tutto e a tutti, in primis alla stessa specialità.

Questo è il problema, non la fantastica vittoria di Basso in una stagione dove ha dovuto battere non solo gli avversari ma anche le difficoltà che gli si sono via via e di cui il cambio del team in corsa è stato solo un esempio.

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