Chiara Lombardi e Lorenzo Grani

Chiara Lombardi denuncia minacce a Salsomaggiore

Al Rally di Salsomaggiore Terme 2021 c’è stata una clamorosa esclusione dalla classifica assoluta, da quella di Gruppo A e dalla classe A6, che ha coinvolto i dominatori incontrastati di classe. Lorenzo Grani e Chiara Lombardi, loro i protagonisti di questa storia, si presentano al via della corsa a bordo della Peugeot 106 S16, dopo avere corso in precedenza tre rally con la Skoda Fabia Rally2 Evo. Il loro numero di gara è il 125.

Lorenzo vola sulle PS del Salsomaggiore, ma ha un rivale agguerrito ed espertissimo di “Peugeottine”: Nicola Angilletta, con alle note Michael Adam Berni sulla sempre spettacolare Peugeot 106 Maxi. Sulla prima prova speciale il distacco è di 0″7. Il più veloce è Grani. E così succede sulla PS2 dove Grani è più veloce di Christian Gherardi e Luigi Ragnacci (Peugeot 206 Kit Car) di 8″ (11″5 è il vantaggio nella classifica post prova). Sulla PS3 Gherardi si becca 8″3 (Grani leader per 20″5 su Angilletta). Sulla PS4 Angiletta è secondo a 4″5 da Grani (Grani leader per 25″ su Angilletta). Su tratto successivo altri 4″5 su Angilletta portano Lorenzo a 29″5 di vantaggio. Sul sesto tratto cronometrato la Peugeot numero 124 incassa altri 8″2 (Grani leader con 37″7). Infine arrivano altri 7″3 sull’ultima PS.

A questo punto Grani e Lombardi avrebbero vinto per 46″ su Angilletta e Berni. Si va in verifica. Vengono contestate alcune anomalie e l’equipaggio col numero 125 si ritrova escluso dalla classifica (per alcuni particolari di sicurezza che non sarebbero conformi). Chiara, la copilota di Lorenzo sbotta, e scrive. Affida al suo diario di Facebook la sua versione. Definisce la vicenda “Caso Grani 2”, riferendosi al quello che era stato uno spiacevole episodio di cui il suo pilota era rimasto vittima un po’ di tempo fa (potete leggere qui la fine della vicenda e qui alcune fasi dello sviluppo).

“Qualcuno sa e qualcuno magari no – scrive Chiara Lombardi su Facebook -. Scriviamo queste righe per escludere eventuali voci che siamo stati squalificati per irregolarità al motore o quant’altro inerenti ai tempi che abbiamo fatto. Partiamo dal raccontare la gara: emozioni, sensazioni, tempi e confronti che ci mancavano da tempo. Siamo stracontenti della gara che abbiamo fatto e del passo che abbiamo ritrovato. Nessun rischio, solo il saper andare forte. Felici del risultato, felici di far parlare ancora una volta di noi. 24esimi assoluti con il numero 125″.

La versione di Chiara Lombardi

“Finita la gara al nostro arrivo in parco chiuso ci hanno nell’immediato scortato in verifica post gara dicendo che ci avrebbero pesato, senza presentarci il foglio del “mandato” in verifica. Seguiamo l’auto che ci ha accompagnato fino all’officina. Vengono controllati i pesi del caso, con e senza equipaggio e risulta completamente in regola. Al che i commissari tecnici procedono la verifica (dicesi d’ufficio) in maniera maniacale, sostenendo di fare una verifica come le vecchie “ante gara”, io onestamente con 90 gare passate all’attivo non ho mai visto una verifica così tanto accurata ma va bene, andiamo avanti. Cinture, sedili, brandeggiabile, posizione del sedile, estinzione, foto di qui foto di la ecc…”

“Dopo quasi un’ora di verifica (credo di non sbagliarmi di troppo) arrivano da noi ad elencare le cose che secondo loro non andrebbero bene. Di seguito solo alcune, le peggio che ricordo:

  • Serratura portellone, certo non si può.
  • Sono presenti i cavi del cameracar attaccati al roll bar. E quindi? Non si può. Quindi bella mia gente d’ora in poi ce li attacchiamo ad un braccio i fili.
  • Gli adesivi dell’estinzione posti sul parafango anteriore sono “”troppo”” piccoli. Sono anche scoloriti pensate voi quante verifiche hanno passato anche pre-covid.
  • Il mio sedile (Lato naviga, per altro sempre nella stessa posizione dal 2017) risulta essere troppo indietro.
  • Un’anomalia pure sull’estinzione.

“Facciamo presente che la macchina è stata interamente verificata meno di 1 anno fa per rinnovo passaporto proprio da un verificatore tecnico, purtroppo non presente – prosegue la Lombardi -. Al che ci permettiamo di confrontarci con i verificatori su quanto da loro detto in base alle nostre considerazioni dicendo loro che per quanto riguarda il sedile se mi metto più avanti rischio di avere le gambe talmente ravvicinate che in caso d’urto me le spezzo, a loro non importa”.

“Per l’estinzione proponiamo il fatto appunto della verifica in occasione del rinnovo passaporto ma niente, quel verificatore viene fatto passare per incompetente.
Per gli adesivi che sinceramente mi scappa un po’ da ridere io personalmente alludo a una presa in giro perchè mi pareva talmente banale come cosa da prendere in considerazione che ci sembrava di sognare”.

“Idem per i fili sul roll bar e invito i commissari a recarci al parco chiuso per verificare queste (secondo noi) sciocchezze su tutte le macchine presenti per vedere quante ne sarebbero risultate conformi a detta loro, ma purtroppo senza risposta. Anzi veniamo avvisati o minacciati (decidete voi) di stare attenti a cosa dicevamo perché sarebbe stato usato contro di noi in sede di decisione, manco avessimo ammazzato un essere umano e nascosto il cadavere”.

“Le nostre considerazione infatti, magari anche un po’ accese senza dubbio, (sfiderei chiunque a rimanere calmo davanti a queste cose), sono state prese come segno di maleducazione. Ci accompagnano di nuovo al parco chiuso e ci invitano al collegio in direzione gara. Io rinviata fuori dalla stanza come rinvierebbe il pallone un giocatore di serie A, ovviamente con gentilezza, perché noi navigatori contiamo sempre meno”.

“Morale della favola, siamo stati squalificati per non conformità di alcuni particolari di sicurezza (elencati sopra). Lasciando a voi immaginare la nostra delusione e il rammarico ci rechiamo in direzione gara dove Lorenzo entra a prendere la decisione stampata. Gli viene detto che quella decisione se la ricorderà per un bel po’. Nella decisione è presente la dicitura: “…il report dei commissari tecnici allegato alla presente…”. Entro accompagnata da Lorenzo chiedendo in maniera fin troppo gentile se posso avere l’allegato che ci cita ma che non è presente”.

A questo punto la Lombardi denuncia: “Vengo attaccata da uno dei tanti presenti, il quale mi urla di uscire, che non avevo nessun diritto di stare lì, che se volevo qualcos’altro me ne dovevo andare a Roma a prenderlo, che le cose le aveva spiegate al mio pilota (solo a voce per altro) e che con un’altra parola ci saremmo dimenticati di correre di nuovo. Il tutto davanti gli occhi spalancati e increduli di due suoi colleghi. Sentito ciò, presi da una sorta di paura dettata dall’arroganza e dall’ignoranza di tali parole ci siamo recati fuori, sono montata in macchina e inviata verso casa con tanto di pianto liberatorio”.

Se dovesse essere confermata in questi termini e supportata da testimonianze, la storia assumerebbe i contorni del reato di minacce. Codice penale. Articolo 612. “Chiunque minaccia (1) ad altri un ingiusto danno (2) è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a 1.032 euro. Se la minaccia (3) è grave o è fatta in uno dei modi indicati nell’articolo 339, la pena è della reclusione fino a un anno (4)”.

Sperando che la federazione, gli organizzatori, il direttore di gara o i diretti interessati vogliano fare chiarezza sull’accaduto (non sul motivo dell’esclusione, ma sulle denunciate minacce e sui presunti allegati mancanti), restiamo fiduciosi in attesa di eventuali e auspicabili repliche.

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