Civm, Domenico Cubeda alla Luzzi-Sambucina

Domenico Cubeda su Osella FA 30 Zytek ha vinto il Trofeo Silvio Molinaro. Il catanese capitano dell’omonima scuderia ha impresso il suo sigillo ad entrambe le gare della 24^ Luzzi Sambucina, competizione organizzata da Cosenza Corse e Tebe Racing, round inaugurale del Campionato Italiano Velocità Montagna e Trofeo Italiano Velocità Montagna sud. Il Campione in carica del Gruppo E2SS ha ottenuto il miglior tempo in gara 1, con fondo asciutto ed a tratti umido, in 3’15”14 sui 6,150 Km della SP 248 tra Luzzi e l’Abbazia Cistercense di Sambucina.

Hanno attaccato con tenacia ed hanno completato il podio il sardo Omar Magliona e il catanese Luca Caruso entrambi sulle Osella PA 2000 Honda dei Gruppo E2SC. Il sassarese della CST Sport si è attestato in 2^ posizione per la prima volta al volante della Osella PA 2000 Honda, con cui il campione in carica del Gruppo E2SC ha iniziato la difesa del titolo. Caruso, neo portacolori Ateneo, ha chiesto ed ottenuto il massimo dalla sua Osella PA 2000, al ritorno al volante dopo un anno di stop. Una gara che ha visto mutare più volte le posizioni in classifica e le condizioni meteo e passare da bagnato ad asciutto più volte.

Anche un brillante 2° tempo in gara 2 non ha completamente appagato col 4° posto posto e la vittoria di classe E2SC 1600 il giovane padron di casa Danny Molinaro su Osella PA 21 con motore Honda. Il 21enne è stato rallentato da qualche noia elettrica, ma ha mostrato grinta e carattere nuovamente anche in salita dopo aver convinto in pista. Quinta piazza un pò stretta all’idolo di casa Domenico Scola che non ha potuto chiedere il massimo del potenziale alla Lola F.3000 Zytek soprattutto nelle condizioni di bagnato di gara 2, dopo il buon 3° tempo in gara 1.

In rimonta fino al 6° posto assoluto l’esperto ragusano Franco Caruso che sulla Radical SR4 in condizioni difficili ha saputo trarre profitto dalla ritrovata esperienza al volante. Settimo posto assoluto con successo in gruppo CN per Rosario Iaquinta, il driver di Castrovillari e neo portacolori Project Team, ha iniziato con la vittoria la difesa del titolo 2018.

Sfortuna per il salernitano Cosimo Rea su Ligier JS51, fermato da una noia tecnica alla biposto in gara 1. Ottavo tempo e buona prestazione del siciliano Luigi Fazzino su Osella PA 21 da 1.6 cc, davanti al lucano di Vimotorsport Achille Lombardi che solo in gara 1 sull’asciutto ha concretizzato in fretta gli sviluppi dell’agile Osella PA 21 Jrb spinta dall’energico BMW da 1000 cc di derivazione motociclistica.

Ha chiuso la top ten con la vittoria in gruppo GT il foggiano Lucio Peruggini sull’esordiente Lamborghini Huracan GT3. L’alfiere AB Motorsport campione in carica 2018 ha subito chiarito il potenziale della nuova super car che ha il supporto della squadra ufficiale, nonostante un leggero contatto al posteriore sotto la pioggia di gara 2. Seconda posizione tra le super car per Luca Gaetani in completa fase d’adattamento alla Ferrari 458 GT3, che ha ridotto il gap in gara 2. Podio di gruppo completato dal siciliano abitante a Bergamo Rosario Parrino su Lamborghini Huracan super Cup, davanti al campano della Scuderia Vesuvio Gabriele Mauro su Porsche 997, primo di classe GT Cup.

Uno a uno tra le silhouette di gruppo E2SH per il teramano Marco Gramenzi che sta sempre più concretizzando lo sviluppo dell’Alfa 4C 001 MG Furore spinta dal potente motore Zytek da 3000 cc., che ha duellato col calabrese Antonio Paone che ha aumentato la sua familiarità con la Fiat X1/9 a guida centrale. Nella gara di casa Giuseppe Eldino su Peugeot 106 ha vinto il gruppo E1 davanti all’umbro Daniele Pelorosso in fase di adeguamento sulla estrema Renault Clio Proto.

Non ha preso il via nella seconda salita Giuseppe Aragona su Peugeot 106, vincitore di gara 1. In gruppo A successo per il messinese Marco Calderone su Peugeot 106, che in gara 2 ha sopravanzato il salernitano Francesco Urti, vincitore della prima salita con l’Afa 147. Apertura con pieno di punti per il lucano Rocco Errichetti che ha ha firmato il primo successo in gruppo N sulla Citroen Saxo, con cui ha vinto la Coppa di classe 2018, ha preceduto il padron di casa Antonio De Luca su Peugeot.

Bella partenza in gruppo Racing Start Pus dove il pugliese Vito Tagliente è balzato immediatamente in testa a gara 1 con la Mini John Cooper Works, nonostante un problema allo sterzo che ha poi costretto il pugliese di SCS Motosport allo stop in gara 2.

Via libera così per i pronti inseguitori, ha vinto al fotofinish il pugliese di SCS Motorsport Antonio Cardone tornato al volante della Honda Civic Type-R, con cui ha sopravanzato di soli 74 centesimi di secondo l’esperto abruzzese Serafino Ghizzoni che appena rientrato alla guida della Mini ha subito fatto pieno di punti, vincendo il duello tra le vetture turbo con il tenace catanese Salvatore D’Amico, portacolori Scuderia Etna ed anche lui su Mini. Secondo tra le aspirate e sotto il podio di gruppo l’alfiere Apulia Corse Francesco Perillo, subito pungente.

Prima molto frizzante anche per il gruppo Racing Start dove Giovanni Loffredo ha portato al debutto vincente la nuova Mini SD JCW, vettura diesel dall’alto potenziale, con cui il poliziotto salernitano in forza alla Scuderia Vesuvio ha respinto gli attacchi della concorrenza, in particolare quelli del bravo pugliese della Fasano Corse Oronzo Montanaro, vincitore di gara 2 e soddisfatto dal rendimento della Mini John Cooper Works, anch’essa di preparazione AC Racing, consapevole di alcuni accorgimenti necessari. Tra i due solo 36 centesimi di secondo di distacco alla fine. Podio di RS turbo completato da un altro fasanese Giovanni Angelini lui anche sulla Mini JCW. In RS per motori aspirati successo per l’esperto salernitano Francesco Paolo Cicalese appena passato al volante della Honda Civic Type-R, davanti al vincitore della classe 1.6 Francesco Di Tommaso su Citroen Saxo.

Bella sfida tra Fiat 500 nelle “Bicilindriche” dove ha vinto il campione in carica Domenico Morabito, grazie alla miglior somma di tempi nonostante l’1 a 1 tra i catanzaresi Antonio Ferragina e il campione 2017 Angelo Mercuri, alla fine nell’ordine sul podio.

Civm, Omar Magliona sale sull’Osella Pa2000

Omar Magliona ha riacceso i motori in vista di una stagione 2019 con tante novità. Il pilota sardo otto volte campione italiano sui prototipi CN ed E2SC è pronto per una sfida tutta nuova nelle corse in salita, che quest’anno affronterà per la prima volta al volante dell‘Osella Pa2000 motorizzata Honda e gommata Avon. Lasciata la classe 3000, Magliona parteciperà al Campionato Italiano Velocità Montagna 2019 restando nel gruppo E2SC ma tornando in classe 2000 e ritrovando un prototipo Osella, marchio con il quale ha vinto sei scudetti consecutivi dal 2010 al 2015.

Per il 2019 il driver sassarese ha rinnovato gli intenti con la scuderia siciliana CST Sport e si è accordato con la SaMo Competition, team campano preparatore della Pa2000. In ottica dell’esordio in gara nel primo round della massima serie delle cronoscalate promossa da AciSport, previsto in Calabria nel fine settimana del 14 aprile alla 24^ Luzzi Sambucina – Trofeo Silvio Molinaro, Magliona ha collaudato in un paio di test la nuova sportscar in pista sul circuito di Battipaglia e a Sarno, ricavandone sensazioni positive. Da venerdì il nuovo pacchetto sarà a Luzzi per le verifiche di venerdì pomeriggio, quindi sabato le due prove ufficiali sui 6150 metri del tracciato che sorge in provincia di Cosenza e domenica 14 aprile lo start di gara 1 dalle ore 9.00 e gara 2 a seguire.

Per confermare l’inedito progetto, il lavoro di programmazione invernale è stato quantomai impegnativo e ha permesso al pluricampione italiano, impegnato anche nella promozione della onlus Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica, di consolidare partnership fondamentali come quelle instaurate con General Ray apparecchiature elettromedicali, AZ ricambi, Vanguard Motoroil, Società ecologica R2, Autodromo di Mores, Costruzioni Magliona, Character grafica e stampa e Mir Raceline, fornitore dell’abbigliamento tecnico, Baracca Costruzioni e promoter finanziario Widiba Pasquale Barone.

Magliona dichiara in vista della nuova stagione: “Con il team avevamo svolto un veloce shakedown qualche settimana fa sempre a Battipaglia per valutare quali basi garantisse la vettura e di conseguenza le direzioni da intraprendere per prepararla al meglio. Ci siamo rimboccati le maniche e poi siamo tornati a collaudarla. Le prime sensazioni sono favorevoli e consapevoli di un buon potenziale. Ora verificheremo quali riscontri avremo in gara nel CIVM, dove naturalmente è tutto diverso rispetto alla pista. E tutto sarà nuovo: perfino io sono curioso per questo esordio a Luzzi! Spero che le esperienze precedenti con i prototipi Osella da 2000cc, anche se diversi dall’attuale, possano dare una mano sia a me sia alla squadra, con la quale abbiamo già trovato la necessaria sintonia. E’ una nuova avventura, un programma impegnativo, ma non vedo l’ora di abbassare la visiera e ripartire con la solita passione anche al fianco della scuderia CST Sport e a tutte le realtà e agli appassionati che mi sostengono”.

Civm, Alpe del Nevegal: le novità della gara bellunese

La macchina organizzativa della cronoscalata Alpe del Nevegàl si è ufficialmente messa da qualche giorno. Nella sede dell’Asd Tre Cime Promotor, in via Nevegàl 6, a Castion, il presidente Achille Selvestrel ha incontrato componenti e principali collaboratori del comitato organizzatore per assegnare a ciascuno gli incarichi di competenza. Già da tempo, comunque, il gruppo di appassionati bellunesi era all’opera per curare l’allestimento della corsa, confermata anche quest’anno nel calendario del Civm, Campionato italiano velocità montagna, e in quello del Tivm nord, Trofeo italiano della montagna nord.

La classica cronoscalata bellunese, la più ricca di tradizione sportiva della provincia di Belluno, considerato che la sua prima edizione si disputò nel 1954, si svolgerà lungo il collaudato tracciato di 5.500 metri, caratterizzato da un lungo rettilineo iniziale, che dalla piana di Caleipo, nel Castionese, si inerpica fino all’Alpe in Fiore, superando un dislivello fra partenza ed arrivo di 926 metri, con una pendenza media del 9,56 per cento. Il record del tracciato è stato stabilito lo scorso anno, in Gara 1, dal trentino Christian Merli, campione italiano 2018, che, con la sua Osella FA 30 Zytek, volò in 2.26.84 (1.52 sotto il suo precedente record del 2015), alla strepitosa media di 134,8 km/h. Solo la sfortuna gli impedì di partire in Gara 2 privandolo di quella che sarebbe stata la sua quinta vittoria assoluta all’Alpe del Nevegàl. 

Anche la 45^ Alpe del Nevegal ricorderà con appositi Trofei dedicati due grandi personaggi dell’automobilismo bellunese, purtroppo scomparsi, molto legati a questa corsa. La competizione riservata alle auto storiche, per il dodicesimo anno, assegnerà il “Trofeo Mario Facca”, destinato al pilota che per somma di tempi nelle due salite di gara sarà risultato il più veloce della categoria. Mario Facca è un autentico “mito” dell’automobilismo bellunese e dell’Alpe del Nevegàl è stato anche uno dei più grandi sostenitori e promotori.

Grazie alla sensibilità della famiglia, l’Alpe del Nevegàl riserverà un particolare tributo anche a Lino De Salvador, per lunghi lustri coordinatore dell’allestimento del tracciato. Lino era un grande personaggio all’interno della Tre Cime Promotor e fin quasi in punto di morte ha dato molto a questa gara che più di tutte amava. Grazie alla sua attività, puntuale, competente e rigorosa, De Salvador è stato il primo Ufficiale di gara d’Italia ad ottenere la licenza di DAP, Delegato Allestimento Percorso. Una grande soddisfazione personale che lo ripagò dell’impegno profuso in tanti anni di caparbia dedizione allo sport dell’automobile e alla “sua” Alpe del Nevegàl. 

Sarà pubblicata a breve la Race Guide, un agile manualetto di supporto, che raccoglie al suo interno tutte le informazioni logistiche e di servizio sulla gara. L’utile documento, alla cui stesura hanno lavorato la segretaria di manifestazione Ambra Dal Farra e il giovanissimo webmaster Francesco Bona, non si limita soltanto ad illustrare nei dettagli l’aspetto sportivo della 45^ Alpe del Nevegal, ma si spinge anche oltre, fornendo una serie di indicazioni di carattere storico, culturale e turistico sulla città di Belluno, sul Nevegàl e la Val Belluna, che potranno essere apprezzati in particolare da coloro che sulla “montagna dei bellunesi” arriveranno in occasione dell’appuntamento tricolore del 17, 18 e 19 maggio prossimi.

Simone Faggioli vince la Salita del Costo con la Norma M20

Due giornate condizionate dal meteo, ma la Salita del Costo 2019 è stata una volta di più un successo e una volta di più ha riproposto un avvincente duello tra i vincitori delle ultime edizioni che ha visto Simone Faggioli alla guida della Norma M20 andare ad inscrivere per la seconda volta il proprio nome nell’albo d’oro della gara. Decisiva è stata l’intuizione di montare le gomme slick all’ultimo momento nonostante una fastidiosa pioviggine che ha disturbato la parte iniziale della gara e questo gli ha permesso di stampare un tempo di 4’06”55,  non molto lontano dal record siglato nel 2017.

Al contrario di Faggioli, Cristian Merli ha preferito affidarsi alle copertura intermedie per la sua Osella Fa30 Zytek ed ha accusato un distacco di 1”96 che non gli ha permesso di andare oltre la seconda posizione. Al terzo posto chiude un soddisfatto Cristoph Lampert anch’egli con l’Osella Fa 30, staccato però di 13”57. Diego Degasperi, dopo il problema patito nelle prove, causatogli da una noia al cambio, è riuscito a ripristinare la sua Osella Fa 30 Zytek e a salire realizzando la quarta prestazione assoluta. Al quinto posto un ottimo Federico Liber che già si era messo in evidenza nelle prove con la “piccola” Gloria C8P Evo e alle sue spalle, sesto, ha chiuso Gino Pedrotti con la Formula Renault e in settima posizione troviamo l’elvetico Fabian Bouduban anch’egli su Norma.

Ottima anche la gara di Mauro Soretti con la performante Subaru Impreza che porta in ottava posizione  precedendo Denis Mezzacasa nono su Formmula Renault; chiude la top ten la Lamborghini Huracan del sempre veloce Denny Zardo che si aggiudica anche la classifica della categoria GT. Tra le vetture più ammirate, la Lancia Delta S4 di Simone Romagna, diciassettesimo al traguardo. In posizione 29 la prima delle dame Deborah Broccolini su Mini Cooper; di rilievo anche la prestazione di Ivano Cenedese, primo tra le RS con la Renault Clio RS che ha piazzato al ventiquattresimo posto. Hanno concluso la gara 102 dei 115 partiti.

Spettacolo hanno regalato anche le 42 vetture storiche ammesse al via; pronostico rispettato con la vittoria di Adolfo Bottura alla guida di un’Osella Pa 9/90 risultando così l’unico pilota ad aver vinto sia la versione moderna, nel 2016, quanto la storica della Salita del Costo. Alle sue spalle la performante Porsche 930 Turbo di Massimo Ronconi e terza posizione per la monoposto Sala F3 di Mario Sala. A Marino Fochesato su Fiat Abarth 1000 Tc la vittoria di 1° Raggruppamento; all’esordiente Umberto Pizzato su Porsche 911 RSR quella nel 2°; al già citato Ronconi il successo nel 3° mentre nel 4° l’ha spuntata Bottura; Sala, fa sua anche la vittoria nel 5° Raggruppamento.

Trentacinque i piloti classificati al termine della gara, che ha visto Silvia Fochesato aggiudicarsi la classifica femminile con la Fiat Abarth 1000 Tc. Trentacinque i classificati. Al termine della salita, le premiazioni che si sono svolte presso la Baita Azzurra di Treschè Conca a lato del parco chiuso, hanno abbreviato i tempi dell’evento permettendo di agevolare il rientro dei piloti e di riaprire con anticipo sul previsto la strada teatro della gara.

La Camucia-Cortona spegne i motori in segno di lutto per Fabrizio Bonacchi

La Camucia-Cortona, in segno di lutto, ha spento i motori e non li ha riaccesi. Gli organizzatori del Circolo Autostoriche Paolo Piantini hanno preso la decisione di non fare svolgere la trentatreesima edizione della gara in programma domenica 7 aprile e valida per il Campionato Italiano Velocità Salita Auto Storiche dopo l’incidente in cui è stata coinvolta la vettura numero 53 condotta da Fabrizio Bonacchi. Durante la seconda manche di ricognizioni, la monoposto Gloria Kit, iscritta tra le vetture moderne ammesse al via, ha urtato un albero a bordo tracciato, circa 700 metri dopo la partenza.

La partenza a razzo, la prima curva, lo schianto contro un albero dopo poche centinaia di metri dal via. Frattura della base cranica: questo il referto sulla morte di Fabrizio Bonacchi, 54 anni, esperto pilota di Pistoia con all’attivo tante vittorie in competizioni di auto e moto. Ad assistere alla gara c’era anche la famiglia del pilota, distrutta dal dolore per quanto accaduto al congiunto nel corso delle prove della cronoscalata Camucia-Cortona, riservata sia alle auto storiche che alle auto moderne.

L’incidente è avvenuto alle 18,12 dopo una semicurva, quasi in abbrivio di percorso: è lì che l’esperto pilota ha sbandato, poi l’auto è diventata ingovernabile e Bonacchi è andato schiantarsi contro un albero. Vani i soccorsi, per il pistoiese non c’era ormai più nulla da fare. Oggi si sarebbe dovuta disputare la gara vera e propria ma la corsa è stata annullata in segno di lutto. L’organizzazione della cronoscalata ha in serata allestito una conferenza stampa per spiegare l’accaduto, mentre i rilievi dei carabinieri sul posto continuavano.

La direzione di gara ha informato che ‘l’intervento dei soccorritori: team estricazione, decarcerazione e ambulanza, sono stati operativi in 3 minuti tra le 18.12 e le 18.15′. La redazione di RS e oltre si unisce al dolore della famiglia Bonacchi per questa incomprensibile e prematura scomparsa.