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Addio al Rally Monte Caio: non ci sarà un seguito

E poi ci sono quelle notizie che non vorremmo mai darvi. Quelle notizie che ci raccontano di una piccola ma luminosa stella nel firmamento dei rally italiani che si spegne. Tocca al Rally Monte Caio, competizione andata in scena sulle strade dell’Alta Val Parma dal 2010 al 2019 e che quest’anno avrebbe dovuto riproporsi in una veste rinnovata (da ‘ronde’ a ‘rally day’) nel fine settimana del 9 e 10 ottobre prossimi.

“Pur se a malincuore, la Scuderia Jolli Corse, l’ASD Monte Caio e la Scuderia San Michele – le tre entità che hanno creato e cresciuto la manifestazione – hanno infatti deciso di non dare seguito a quello che, da quest’anno, si sarebbe dovuto chiamare Rally Day Monte Caio. A portarli a questa sofferta decisione, le tante difficoltà ed incertezze innescate dalla pandemia che sta tenendo in scacco il mondo intero da oltre un anno: lo scenario attuale non consente infatti di porre le necessarie fondamenta sulle quali pianificare il futuro della manifestazione, troppo alti sarebbero i rischi di dar vita ad un evento che, al contrario di quanto avvenuto sinora, finirebbe per portare alcun beneficio al proprio territorio”. Così è scritto in un comunicato stampa.

Gli organizzatori della competizione si congedano tracciando un bilancio della loro esperienza decennale. Partiamo con Andrea Galeazzi: “E’ un momento molto particolare, contraddistinto da sentimenti tanto forti quanto contrapposti – spiega il portacolori di Jolli Corse -. Da un lato, ovviamente, c’è il dispiacere per questa scelta che, tuttavia, riteniamo essere la più corretta e razionale sotto ogni profilo. Per contro, ci sono la soddisfazione e la gioia per tutto quello che abbiamo vissuto sinora. La creazione della gara, nel 2010, fu un’autentica scommessa nella quale credettero con fermezza mio padre Franco, Loris Mercadanti e Michele Tedaldi; organizzare un rally sulle strade di casa nostra era un sogno ma anche un’impresa per via delle tante difficoltà logistiche, ma dopo la prima edizione, nella quale il mondo dei rally ci ‘prese le misure’, la manifestazione decollò alla grande, collezionando numeri importanti e divenendo in breve un appuntamento di riferimento nel programma stagionale di tanti concorrenti”.

“Chiudiamo questa bellissima parentesi con l’orgoglio di essere riusciti a portare sulle strade tizzanesi le più importanti auto da rally, ma anche di aver dato vita ad un evento molto apprezzato da tutti: piloti e navigatori venivano attratti da quel clima accogliente, caldo e familiare, che solo qui trovavano; la nostra comunità apprezzava la manifestazione, vivendola con spirito di condivisione e massima apertura nei confronti degli sportivi. Insomma, la Ronde Monte Caio è stata un’autentica festa sportiva che ha saputo unire la popolazione locale, i concorrenti e gli appassionati che venivano a seguirla. Vorrei poi ricordare che la Ronde Monte Caio, nel suo piccolo, ha permesso di raccogliere fondi destinati in beneficenza di anno in anno ad associazioni ed enti locali: anche questo aspetto ha contribuito a consolidare il forte legame tra la nostra cittadinanza e la manifestazione. Non finirò mai di ringraziare tutti coloro che, in questi anni, hanno contribuito alla riuscita della competizione: dai concorrenti ai residenti, dai volontari alle amministrazioni locali senza dimenticare i nostri preziosi sponsor”.

A Galeazzi fa eco Loris Mercadanti: “Dover arrestare la splendida avventura del ‘Rally Ronde del Monte Caio’ è per me un grande rammarico – sospira il presidente dell’ASD Monte Caio. E’ stata un’esperienza molto bella ed appagante per quanto, è ovvio, anche molto impegnativa; aver condiviso questo percorso con l’amico Franco Galeazzi e con suo figlio Andrea ha reso il tutto ancora più bello. Si chiude, anche per eventi al di sopra della nostra volontà, una parentesi significativa, della quale serberò ricordi indelebili, il più forte dei quali è la simbiosi che si era creata tra la manifestazione sportiva ed il nostro territorio: questo era il nostro scopo primario, quando nel 2010 decidemmo di dare vita alla gara. Sapere di aver pienamente centrato l’obiettivo è stato, ed è, motivo di grande orgoglio e soddisfazione; e se questo si è potuto ottenere, merito va dato a tutticoloro che ci hanno affiancato e supportata in questa esperienza decennale: la Provincia, la Prefettura di Parma, l’ACI Parma, i Comuni coinvolti, primo fra tutti, ovviamente, quello di Tizzano, che ci è sempre stato molto vicino: fondamentale la collaborazione delle forze dell’ordine, in particolare quella dei Carabinieri Tizzanesi, della Questura, dei Vigili Urbani, delle Guardie Forestali, della Protezione Civile, ma principalmente dei tanti amici volontari che ci hanno affiancato con passione, dedizione e competenza. Ancora più fondamentale è stato l’apporto dato dalla Scuderia San Michele di Bedonia, ed i partner commerciali che hanno creduto nella nostra iniziativa, sostenendola sempre con calorosa convinzione. A tutti loro va il mio più sentito ringraziamento”.

I numeri del Rally Monte Caio

La Ronde del Monte Caio ha vissuto 10 edizioni. In totale, gli iscritti sono stati 811, gli equipaggi che hanno preso effettivamente il via sono stati 804, mentre 629 sono state le vetture giunte al traguardo e 174 gli abbandoni. L’edizione con il maggior numero d’iscritti è stata quella del 2012, con 119 vetture. Due i piloti sempre presenti: sono i parmensi Andrea Galeazzi e Gabriele Frazzani. Lo stesso Andrea Galeazzi e l’altro locale Simome Rabaglia sono i conduttori con il maggior numero di arrivi (9).

Il record di successi assoluti è del varesino Mauro Miele e del suo navigatore alessandrino Luca Beltrame, con 4 sigilli. Invece, in testa alla graduatoria del maggior numero di successi di classe c’è ancora Andrea Galeazzi, con 8 vittorie. La gara del 2011 sarà ricordata per essere stata quella con il minor distacco tra i primi due equipaggi: 3″6, mentre il Monte Caio 2016 ha visto concretizzarsi il divario maggiore fra primo e secondo classificato (31″5).

RS e oltre di giugno 2021: condividiamo passione

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Rally della Carnia 2019: Lorenzo Luches meglio di Fantozzi

Due settimane al Rally Valli della Carnia 2021 e intanto riavvolgiamo il nastro a due anni fa per dare spazio alla piccola, intensa storia dell’ultimo arrivato, Lorenzo Luches in coppia con Alessio Colombo su Renault Clio RS di Classe N3. “Guarda, ad essere sincero – racconta il driver triestino – non avevo neanche idea di essere arrivato ultimo, so solo che l’importante era portare a termine un rally così speciale da meritare ogni sforzo per arrivare al traguardo, conquistato al termine di mille peripezie”.

Partito il sabato sera, l’equipaggio Mrc Sport si è ritrovato sulla prova di Feltrone decisamente sporca, finendo per picchiare contro un sasso e rompere la coppa dell’olio. “Facendo un giro enorme di chiamate siamo riusciti a trovare un artigiano gentilissimo che abita vicino a Villa Santina, il quale in men che non si dica ci ha saldato e riparato la coppa dell’olio”.

Di nuovo in gara la domenica, grazie al super rally. Obiettivo fare km ed esperienza, ma con la nuvola di Fantozzi stabile sopra l’abitacolo. “Nella speciale di Invillino, appena poco dopo la partenza, ci siamo ritrovati l’auto che partiva davanti a noi incidentata. Risultato, prova abortita. Nella successiva di Fusea-Lauco, un capriolo ci ha attraversato la strada, mentre durante il trasferimento verso quella del Passo Pura abbiamo bucato”.

Tutto qui? Macché: “Ci siamo fermati lungo la strada per sostituire la ruota, ma alzando la macchina ha ceduto il cric, quindi siamo andati in cerca di un altro, che gentilmente un signore ci ha prestato direttamente dal suo garage”. Luches riesce persino a ricordare che “le prove che siamo riusciti a fare senza intoppi sono andate molto bene, per esempio la seconda di Fusea-Lauco dove abbiamo firmato un 22. assoluto niente male, considerata la nostra macchina”.

E può così concludere: “Esperienza comunque super positiva. Io e Alessio ci siamo divertiti, abbiamo vissuto un’avventura unica e imparato un sacco di cose. È chiaro che tutti ci mettiamo in testa di vincere, ma tante volte bisogna saper affrontare i problemi e risolverli, usando la testa e mantenendo la calma in modo tale da portar a casa un importante bagaglio d’informazioni per le gare future”.

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Piccoli tifosi crescono: i bimbi di Telti incontrano Marcelo Der Ohannesian

I rally in Sardegna e in particolar modo nella fascia nord dell’Isola sono una religione, fin dai tempi del Rally Costa Smeralda e dell’Asinara. Tanti bambini sono cresciuti col mito di Alén, Biasion, Toivonen, Mouton, Verini e Bettega solo per citarne alcuni e crescendo hanno trasmesso questa sana passione ai loro figli e nipoti, che col passare degli anni hanno cambiato idoli, mantenendo però immutata la passione per questo magnifico sport.

Girovagando per test e per i social in questi giorni caldissimi in Sardegna, ci siamo imbattuti in un bellissimo video dove Marcelo Der Ohannesian, co-equiper di Marquito Bulacia nel WRC2 si intrattiene a chiacchierare con alcuni bimbi di Telti che attratti da queste “macchine colorate” si sono avvicinati al piccolo service park installato dal team Toksport alla periferia del piccolo borgo gallurese, situato ad appena 10′ di strada da Olbia.

Marcelo ha risposto a tutte le curiosità dei giovani appassionati con dolcezza e sensibilità dimostrando ancora una volta, se mai c’è né fosse bisogno che il rally è uno sport del popolo e che avvicinarsi alla gente, soprattutto alle nuove leve può solo che portare buoni e positivi frutti.

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WRC, RIS 2018: Ogier vs Neuville, il peso di 7 decimi di secondo

Il RIS 2018 sarà ricordato, tra le tante cose, per la battaglia all’ultimo respiro tra Sébastien Ogier Thierry Neuville. Il francese, all’epoca prima guida del WRC del team M-Sport, arriva sull’ultima prova del Rally Italia Sardegna, che si disputa sull’incantevole scenario dell’Argentiera, con un vantaggio di appena 0”8 sull’alfiere di casa Hyundai Motorsport e i due si giocano la gara negli ultimi chilometri in riva al mare tra due ali di folla e con milioni di persone incollate agli schermi di TV, PC e Tablet per sapere come terminerà il duello rusticano tra i due.

Ma prima di scoprire come è andata l’ultima prova esaminiamo la gara dei due nostri protagonisti. Il primo duello va in scena sulla PS1 Ittiri Arena Show, dove i due piloti si affrontano in un’emozionante duello 1 a 1 sotto la pioggia, ha spuntarla è il francese per soli sette decimi sul belga.

Il Day 2 vede 8 prove speciali (quattro da ripetersi per due volte) che si disputano sotto un meteo estremamente variabile con pioggia e sole che si alternano per l’intera giornata. Questo fattore è tecnicamente un vantaggio per i due, visto che sono loro ad aprire le strade. Sulla speciale di Tula-Erula sembra di essere in Galles, con nebbia e pioggia che si abbattono sui 22 km di prova. Ed è proprio sul secondo passaggio su questa speciale che Ogier piazza una zampata pazzesca al gruppo, staccando il belga di ben 18” e balzando in testa alla gara. Vantaggio che aumenta nel corso delle altre prove, corse con condizioni meteo variabili, e alla fine della giornata Sébastien Ogier comanda le operazioni con 18”9 su Thierry Neuville e con quasi 40” sul finnico Jari-Matti Latvala terzo assoluto.

Il Day 3 che si disputa sulle classiche prove del Monte Lerno vede un sostanziale equilibrio tra i due nostri protagonisti nelle prime due speciali, mentre sulla lunga Monte Lerno di quasi 30 km, il belga Neuville tira fuori il classico coniglio dal cilindro e fa segnare un tempo monstre che gli permette in un solo colpo di rosicchiare 15” sul rivale e porta il suo svantaggio a soli 4”9. Si torna ad Alghero per il service di mezza giornata e si riparte per il secondo giro di prove sulle speciali del Monte Acuto e del Lerno, alle quali si aggiunge un passaggio sulla Ittiri Arena. Ed è proprio sulla prova “spettacolo” che Neuville rosicchia altri 2” al francese. Adesso il distacco tra i due è di soli 2”9.

Sulla Coiluna-Loelle 2 prova di forza del campione del mondo che vince la prova e guadagna 3”9 sul belga, riportando il vantaggio a 6”8. Sui 29 km della Monti di Ala’ Neuville restituisce il favore al francese, vincendo la prova e recuperando 2”5 al pilota M-Sport. Si arriva quindi sui quasi 30 km della Monte Lerno 2 con i due separati da soli 4”3. Entrambi sanno che su questa prova ci si gioca tanto ed entrambi affrontano la Monte Lerno in modalità full-attack, 30 km vissuti col cuore in gola, il tempo a fine prova è praticamente uguale. Thierry riesce a rosicchiare appena 4” decimi di secondo al francese.

La tensione in quel di Alghero si taglia a fette, tutti sanno che quello che sta andando in scena è un duello stupendo tra due grandi Campioni e due grandissimi team. Gli occhi di tutti gli appassionati e media di tutto il mondo, sono su questi due ragazzi che si stanno apprestando a scrivere una bellissima pagina di storia del RIS e non solo.

Il Day 4 prevede solamente quattro prove “corte”, diverse tra loro, ma ugualmente impegnative. La Cala Flumini prova di media velocità tra muretti a secco, mentre l’Argentiera è una prova sabbiosa e un po’ “bastarda” (tecnicamente parlando), incastonata in uno scenario unico al mondo. Parte fortissimo Thierry Neuville che vince le prime tre prove di giornata è riduce il suo gap dal transalpino a soli cinque decimi di secondo. La tensione alle stelle. Sarà la prova Argentiera a decretare il vincitore di questo Sardegna 2018. La prova è affollatissima, i fans club delle due squadre aspettano all’arrivo i due contendenti, mentre ad Alghero nei service park dei due team non vola una mosca, si trattiene il respiro.

Ore 12.18 del 10 giugno 2018, parte la power-stage. Scende in prova Jan Kopecky che porta a casa la vittoria nel WRC2 con la Skoda Fabia R5. Via via percorrono i 6,96 chilometri di prova tutti i piloti con le WRC+. Prima che i due contendenti scendano sull’arena, il più veloce è Ott Tanak con la Toyota Yaris WRC+. Ore 13.12 parte Thierry Neuville. Il belga vola sulle “dune” dell’Argentiera appoggiandosi su ogni terrapieno possibile e segnando un crono di 4’52”9. La tensione ora è tutta sulla testa di Sèbastien Ogier, che parte alle ore 13.06. Il francese spinge come un matto, ma commette una piccola sbavatura sul tratto centrale della prova, che gli farà perdere la gara per soli sette decimi di secondo.

Una gara pazzesca conclusa nella maniera più clamorosa. Una vittoria, quella di Thierry Neuville, importantissima in ottica campionato, replicata subito dopo da quella in Finlandia. In quel momento il Mondiale era nelle mani di Thierry e Nicolas, ma la pressione di portare a casa il titolo unita alla tensione mandano in tilt il belga, che viene beffato da Ogier che porta a casa l’ennessimo titolo mondiale.

Rivediamo il video della strepitosa battaglia finale.

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Storie, Edoardo Bertella: dal nuoto pinnato ai rally

Dalle piscine olimpioniche di tutto il mondo ai tornati del RallyLana con un quaderno in mano. No non stiamo impazzendo, ma stiamo per raccontarvi una bellissima storia quella di Edoardo Bertela, giovane navigatore piemontese, che prima di avvicinarsi al mondo dei rally (di cui è sempre stato appassionato fin da giovane), macinava vittorie e record nelle piscine di mezzo mondo portando in alto il tricolore Italiano nella specialità del nuoto pinnato. Una specialità che ha regalato tante soddisfazioni a Edoardo, una su tutte il titolo Italiano conquistato nel 2012 e la partecipazione a gare di coppa del Mondo in Ungheria, Francia e Germania.

Dalle piscine di tutto il mondo al volante da rally. Come è nata la tua passione per i rally?

“La mia passione per i rally è cominciata in tenera età ed è sempre stata condivisa con mio fratello. Mio padre ha corso nei rally per circa 15 anni, disputando il suo ultimo rally nel 2001. Quindi non poteva che nascere anche in noi l’amore per questo fantastico sport”.

Prima di approdare nei rally, hai rappresentato l’Italia in diverse gare di nuoto pinnato, vincendo anche un titolo nazionale. Ci spieghi in breve di che disciplina si tratta?

“Il mio debutto nei rally è avvenuto la scorsa stagione, in precedenza praticavo nuoto pinnato, specialità che ho praticato per circa dieci anni. In queste stagioni ho avuto l’onore di rappresentare l’Italia in diverse gare della Coppa del Mondo tra Germania, Ungheria e Francia. Inoltre ho vinto un titolo Italiano nella stagione 2012. Il Nuoto Pinnato è una disciplina sportive che prevede l’utilizzo di attrezzature specifiche come ad esempio le Pinne, la Monopinna e boccaglio per la respirazione frontale. Questo sport viene definito come la “Formula Uno” delle discipline natatorie per via delle alte velocità non raggiungibili in altri sport acquatici”.

La preparazione fisica è fondamentale in qualunque sport. A livello fisico e mentale quali sono le principali differenze tra i due sport?

“La preparazione fisica è fondamentale per questo tipo di sport, la propulsione è maggiore a confronto del nuoto “Classico”. Naturalmente è fondamentale avere anche un’ottima preparazione mentale, essere ludici mentalmente aiuta in qualsiasi genere di sport. Nei rally la preparazione mentale è fondamentale, forse più di quella fisica, ma entrambe non devono venire meno, sia che tu sia un pilota oppure un navigatore”.

Edoardo Bertella, Rally del Rubinetto 2020
Edoardo Bertella, Rally del Rubinetto 2020

Debutti nei rally lo scorso anno dettando le note a Andrea Bertoli al RallyLana. Ci racconti del tuo debutto?

“Come ti dicevo sopra, ho debuttato lo scorso anno al Rally della Lana, che tra l’altro è la mia gara di casa, leggendo le note ad Andrea Bertoli. Abbiamo corso una Renault Clio RS nella categoria riservata alle vetture N3. Come tutti i debutti non è stato semplice, già dalla prima prova la “Rosazza” a circa 3 chilometri dallo start si rompe il semiasse. Il giorno seguenti, se pur scoraggiati ripartiamo con la formula del Super-rally, ma sulla prima prova di giornata si rompe il leveraggio del cambio che ci lascia a disposizione solamente la terza e la quarta marcia. Nonostante tutto completiamo il giro di prove e riusciamo a tornare in assistenza, dove i nostri meccanici riescono a risolvere e a sistemare anche questo problema. Alla fine concludiamo la gara in 85° posizione assoluta (su 89° arrivati) e in sesta posizione di classe. Con Andrea, però vogliamo riscattarci è quindi decidiamo di presentarci al via del Rally di Rubinetto, questa volta con una Fiat Seicento Kit Car, una vettura stupenda che consiglio di provare a tutti almeno una volta nella vita. La nostra gara è perfetta, concludiamo il rally senza problemi e ci portiamo a casa la classe e un’onorevole 75° assoluto su 100 arrivati”.

Cosa ti porterà questo 2021 (emergenza Covid-19 permettendo) e che sogni hai nel cassetto?

“Programmare la stagione 2021 non è cosa facile, la nostra idea era quella di partecipare al CIR oppure al CI-WRC, ma in tempi di emergenza sanitaria programmare e progettare dei programmi non è cosa facile, quindi abbiamo desistito. Proveremmo a partecipare a qualche evento della Coppa Rally di Zona. Il mio sogno, ma anche quello di Andrea è quello di partecipare una volta nella vita al Rally di Monte-Carlo oppure al nostro Rally Italia Sardegna, ci siamo fatti una promessa reciproca, ovvero quella di calcare prima o poi le magnifiche strade sarde o monegasche”.

Addio al ”patron” del rallye Elba: Elio Niccolai

Se n’è andato un pilastro fondante dell’Automobile Club Livorno: Elio Niccolai, 85 anni, storico delegato Aci dell’ufficio di Portoferraio, ma soprattutto padre – ideatore e promotore sin dagli anni Sessanta del mitico Rallye Elba – è morto a seguito di un malore improvviso che non gli ha lasciato tregua, nella tarda serata di venerdì 14 maggio.

“Non è morto soltanto un fratello dalle mille battaglie o un padre come lo era per me ma una persona che si svegliava all’alba per essere in ufficio già alle prime ore del mattino o che non dormiva la notte pensando nuove soluzioni per l’amato Rally e che telefonava in qualsiasi momento per un confronto dal quale nasceva ogni volta una lezione di vita – ricorda Francesco Calafurri nel gruppo Facebook dedicato alla creatura di Nicolai, il Rallye Elba -. Lo stesso che non ti lasciava mai solo se doveva esserci lui c’era sempre…Ora da quei tornanti celesti che ci hanno fatto conoscere e trascorrere i momenti più belli spalla a spalla ed insieme ai troppi amici e campioni che già ti stavano aspettando abbassa la tua bandiera a scacchi guardaci e proteggici tutti”.

“Niccolai è stato una vera e propria istituzione per l’Ac provinciale e punto di riferimento instancabile e fidato per tutti gli automobilisti elbani, siano essi associati al Club che semplici utenti – ricordano gli amici del direttivo dell’Ac Livorno -. Il suo impegno in ACI risale addirittura al 1960, anno in cui venne inaugurata la motonave Aethalia che consentiva il servizio di collegamento tra l’Elba e la Penisola. Allora ventiquattrenne, il giovane delegato si mise al lavoro con quell’impegno e professionalità che tutti, nel corso degli anni spesi dietro il bancone della delegazione (originariamente sita in un locale vicino a piazza del Popolo, oggi dislocato in viale Elba 52, sempre a Portoferraio), gli hanno riconosciuto”.

Il grande cuore di Craig e l’abbraccio dell’Italia

Il fine settimana appena trascorso resta sicuramente uno dei più duri che Craig Breen abbia mai affrontato in carriera. Tornava in quella Sicilia, terra stupenda e per lui amara dopo nove anni di assenza. Era giugno, un caldo e soleggiato giugno di nove anni fa, quando il tragico destino si mise sulla strada di questo ragazzone portandoli via per sempre Gareth Roberts, che per Craig era più di un “semplice” navigatore, Jaffa era il fratello e l’amico.

A distanza di nove anni, il destino fa tornare Craig in Sicilia. E’ sempre il destino anche stavolta sembra metterci lo zampino, quando il suo co-driver abituale Paul Nagle è costretto a rimanere in Irlanda a causa delle restrizioni sanitarie Covid-19. Al fianco di Craig è chiamato Louis Louka, co-equiper belga, classe 1993 che nelle ultime stagioni ha navigato il lussemburghese Grégoire Munster. Va in scena una gara bellissima, una sfida di altissimo livello e tiratissima tra l’irlandese e Giando Basso, risolta a favore del pilota veneto per soli 2”3. Al termine dell’ultima prova, la Scillato-Polizzi 3, Craig si lascia ad andare ad pianto liberatorio, poco importava in quel momento del risultato sportivo, il cerchio con il passato forse si era chiuso.

“Ci ho provato… Ci ho provato e purtroppo per motivi indipendenti alla mia volontà la vittoria mi è sfuggita di mano all’ultimo momento. – esordisce così Breen in un lungo e commovente post su FB che è diventato virale –. Abbiamo avuto un problema tecnico sulla prima speciale che ci ha fatto perdere 3”, siamo riusciti successivamente a riparare la vettura, ma non è bastato. Fa male, fa male davvero, ma allo stesso con cui il destino nove anni fa ha preso la sua strada, lo ha fatto anche ieri (sabato per chi legge)”.

“Dal punto di vista sportivo, devo dire grazie al mio Team e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo week-end di gara. Ringrazio il mio co-pilota Louis per aver lavorato in condizioni molto difficili, grazie anche a tutti i fan che mi hanno scritto centinaia e centinaia di messaggi. Forse il destino ha preferito che non dovessi vincere questo rally, forse succederà quando si potrà festeggiare tutti assieme. Grazie alla mia famiglia e ai miei amici che mi hanno aiutato in una delle settimane più emozionanti della mia vita. Questa mattina prima di ripartire sono tornato e ho festeggiato il risultato ottenuto in gara con Jaffa. Ho lasciato lì il mio trofeo, assicurandomi che ci fosse spazio per il trofeo dei vincitori, che porterò quanto tornerò. Italia, Sicilia… Ti voglio bene.

Grazie a te, caro Craig, per le grandi emozioni che ci hai fatto vivere in questo week-end.

Rally Targa Florio: Paolo Andreucci e il record di vittorie

Il prossimo weekend parte l’edizione 2021 del Rally Targa Florio (qui i dettagli), con al via nuovi e “vecchi” protagonisti del CIR. La vittoria della gara siciliana è molto ambita e lo stesso calore del pubblico l’ha resa il sogno di molti equipaggi. Ma nel 2021 il pubblico non ci sarà. O meglio ci sarà ma non ci sarà. Nel senso che gli organizzatori, in ossequio al DPCM Draghi, non hanno previsto zone per il pubblico. Ma come fai a chiedere ad un appassionato siciliano di non andare a vedere il Rally Targa Florio?

Per entrare in atmosfera, ripercorriamo il Rally Targa Florio del 2011, quando proprio Paolo Andreucci (oggi uomo Renault, Michelin ed MRF Tyres) ed Anna Andreussi, sulla Peugeot 207 S2000 ufficiale della Racing Lions, si aggiudicavano l’edizione numero 95 del Rally Targa Florio, quarta prova del Campionato Italiano Rally. Il pilota toscano con i suoi sei successi conquistava il primo record di vittorie nella gara automobilistica siciliana, cinque volte vinta con la navigatrice friulana Anna Andreussi.

L’equipaggio ufficiale Peugeot è balzato in testa alla corsa dalla prova speciale 7, che ha concluso la prima tappa, quando è finito il duello con i friulani della Abarth Grande Punto, precedenti leader e vincitori di quattro crono, Luca Rossetti e Matteo Chiarcossi, costretti al ritiro per un guasto. I vincitori si sono imposti in 3 dei 12 crono in programma. Seconda posizione a favore del veronese Umberto Scandola navigato da Guido D’Amore sulla Ford Fiesta S2000-A Style, che con una bella prestazione si è confermato a suo agio anche sui difficili asfalti siciliani, sui quali ha vinto il primo ed il decimo crono.

Luca Rossetti, Rally Targa Florio 2011
Luca Rossetti, Rally Targa Florio 2011

Scandola è sempre rimasto nelle parti alte della classifica assoluta, grazie al proficuo lavoro effettuato dal team ad ogni assistenza. Sul terzo gradino del podio un particolarmente brillante giovane cefaludese Marco Runfola navigato da Giovanni Lo Neri sulla Pugeot 207 S2000 – Friulmotors. I portacolori Island Motorsport hanno vinto l’ultima prova della gara, rimanendo sempre nelle parti alte della classifica, nonostante un problema ad un passaruota nella seconda prova della 2^ tappa. Runfola, tra gli altri ha duellato con l’inossidabile vicentino Gianfranco Cunico, anche lui su Peugeot 207 S2000, con la quale ha concluso a ridosso del podio di gara e terzo tra gli iscritti al CIR, ottimo conoscitore delle insidie della “Targa”.

Quinto posto per l’aostano Elwis Chentre navigato da Carlo Canova sulla Peugeot 207 S2000, vincitore della PS “Gibilmanna” trasmessa in diretta su RAI Sport2. Il portacolori dell’Autosport Valle D’Aosta ha pagato la poca familiarità con le prove alle quali ha cercato di adeguarsi al meglio. Sesta posizione per il bergamasco Alessandro Perico, che ha ammesso di non essere mai entrato in sintonia con la gara siciliana, per la quale non è riuscito a trovare un buon set up per la sua Peugot 207 S2000.

Settima piazza sicuramente stretta per il pilota di Cerda Totò Riolo affiancato da Maurizio Marin sulla Peugeot 207 S2000, vincitore della prima prova della seconda tappa, sul quale ha pesato troppo la penalità sulla seconda prova della gara. Ottavo un altro esperto delle prove sulle Madonie come Antonio Stagno, anche lui sulla 207 del Leone. Nono il vincitore della classifica Junior Nucita su Renault New Clio, che sul finale ha scavalcato il ligure Alessio Pisi in difficoltà soprattutto nella prima tappa di gara.

Il giovane messinese Andrea Nucita che per l’occasione è stato navigato dalla piemontese Sara Cotone sulla sempre perfetta Renault New Clio R3 PA Racing, ha dominato la classifica junior del Campionato Italiano Rally, quella del due ruote motrici, unitamente a quella delle Renault New Clio, per le quali gli organizzatori del Trofeo Top hanno istituito un apposito monte premi extra per la gara non inserita nel monomarca, dove al secondo posto si è piazzato il trapanese Mistretta; seguito dal piacentino Andrea Carella, rallentato da una foratura ad inizio giornata.

Soddisfatto dei progressi suoi e della giovane Citroen DS3 ufficiale è Simone Campedelli navigato da Danilo Fappani, alla fine buon secondo tra gli junior, seguito dal compagno di squadra Andrea Crugnola con Roberto Mometti alle note. Il pilota il romagnolo e quello varesino della casa francese, hanno iniziato un attento studio delle difficili prove siciliane, che affrontavano per la prima volta, riuscendo a trovare una regolazione efficace, che ha molto ridotto il gap iniziale, indovinando le modifiche necessarie, immediatamente effettuate dalla squadra.

Nel Campionato Italiano Rally Produzione successo del napoletano Fabio Gianfico al volante della Mitsubishi EVO X – Rubicone Corse, passato al comando dopo l’uscita di strada del corregionale Angrisani su vettura gemella, durante la 1^ tappa. Gianfico ha duellato con un altro campano, Antonio Pascale, anche lui sulla EVO X di casa Mitsubishi – Vomero Racing, che nel finale si è pericolosamente avvicinato al vincitore, registrando un eccellente terzo tempo assoluto sulla PS 11.

Classifica assoluta Rally Targa Florio 2011

1. Andreucci – Andreussi (Peugeot 207 S2000) in 1.37’47”9; 2. Scandola – D’Amore (Ford Fiesta S2000) a 37”8; 3. Runfola – Lo Neri (Peugeot 207 S2000) a 48”8; 4. Cunico – Pollet (Peugeot 207 S2000) a 56”2; 5. Chentre – Canova (Peugeot 207 S2000) a 1’10”9; 6. Perico – Carrara (Peugeot 207 S2000) a 1’29”7; 7. Riolo – Marin (Peugeot 207 S2000) a 1’36”9; 8. Stagno – Palazzolo (Peugeot 207 S2000) a 3’24”7; 9. Nucita – Cotone (Renault New Clio R3) a 3’32”5; 10. Pisi – Cadore (Peugeot 207 S2000) a 3’35”7.

Campionato Italiano Rally dopo 4 prove

Conduttori: 1. Andreucci, punti 100; 2. Rossetti 51, 3. Scandola, 48; 4. Perico, 45 ; 5. Chentre 37.

Costruttori: 1. Peugeot, 154; 2. Ford, 54; 3. Abarth.
Campionato Italiano Rally Junior: 1. Nucita, 143; 2. Carella 93; 3. Campedelli 68; 5. Signor 55; 5.Andolfi, 50.

Campionato Italiano Rally Produzione: 1. Angrisani 68 ; 2.Gianfico, 62; 3. Rendina 33 ; 4. Griotti 27; 5. Vallario, 25.
Campionato Italiano Rally Produzione Costruttori: 1. Mitsubishi 166; 2. Renauot 84; 3. Subaru, 25.

IRC, Rally Sanremo 2011: Thierry Neuville in Paradiso per 1″5

Un secondo e mezzo, poca roba. Ma molto di più dei tre decimi di vantaggio che separavano i due di testa prima dell’ultima prova speciale del rally Sanremo 2011. Un secondo e mezzo, la distanza fra il paradiso e non proprio l’inferno, ma qualcosa che gli somiglia. Ride Thierry Neuville, grandissimo, che ha vinto al Rally di Sanremo 2011 e sorride amaro Andreas Mikkelsen che ha perso. Non sorride proprio Freddy Loix che ha perso tutto nel terz’ultimo impegno, il primo della seconda boucle, andando a sbattere. Capita, ma il veterano aveva veramente fatto un pensierino all’attico più alto del podio.

Dopo le vittorie di Kris Meeke e Paolo Andreucci, la Peugeot 207 Super2000 torna a trionfare a Rally Sanremo 2011 con Therry Neuville, che conquista la sua seconda vittoria stagionale. In seconda posizione un Andres Mikkelsen in gran forma sugli asfalti italiani, che torna ad utilizzare la testa e porta a casa 18 punti molto importanti. Ultimo gradino del podio per il pilota di Peugeot Sport Bryan Bouffier. Infine quarto Jan kopecky, che consolida la sua leadership in campionato.

La chiave di Volta della gara sono stati ancora una volta i quarantaquattro chilometri della “ronde” notturna del Sanremo si sono rivelati decisivi per la classifica. Il belga Freddy Loix ha attaccato fin dai primi metri, infliggendo 7”2 al compagno di squadra Andreas Mikkelsen, che ora si trova al secondo posto con un distacco di 2”7.

Il giovane norvegese Mikkelsen si è dovuto arrendere all’esperienza del rivale e nonostante abbia comandato la classifica dalla prima alla sesta prova speciale ha concluso la giornata alle spalle del Belga che lo ha inseguito a pochi secondi fino all’attacco finale che gli permetterà di partire leader il giorno dopo. La ronde è stata sospesa dopo il passaggio dell’equipaggio Basso-Dotta che, usciti di strada dopo il fine prova, hanno colpito due auto del pubblico.

Per sicurezza la direzione gara ha inviato un’ambulanza per controllare le condizioni delle persone coinvolte, che non hanno riportato conseguenze. Verrà assegnato un tempo imposto che verrà calcolato per ogni singolo pilota sulla base della media dei tempi di ciascuno.

Quindi, Andreas Mikkelsen, ancora in testa alla corsa prima delle ultime due speciali, ha visto sfumare l’opportunità di incassare il massimo dei punti. Il pilota della Skoda ha infatti perso lo scontro diretto, arrivando al traguardo 1 secondo e mezzo dopo Neuville. Ennesima beffa per lui, dopo l’errore in Ungheria, e tanta delusione. Terzo posto per Marc Bouffier, seguito dal leader della classifica piloti Jan Kopecky, autore di una gara regolare e priva di rischi.

Fuori dai giochi invece il secondo in classifica Freddy Loix, dopo un incidente durante la PS11 che lo ha costretto al ritiro ed annullato la speciale, perchè la sua vettura bloccava la sede stradale. Il divario tra Kopecky e Loix si allunga: il pilota ceco (132 punti) vede avvicinarsi sempre di più il titolo 2011, mentre il diretto inseguitore perde l’occasione di chiudere in vittoria una gara ben giocata (almeno fino al momento dell’incidente) e viene raggiunto a quota 103 punti da Neuville.

Da segnalare infine il sesto e il settimo posto dei due italiani, Alex Perico su Peugeot e Umberto Scandola su Ford Fiesta.

Rally Valle d’Aosta 2005: l’ultima di Frank Pozzi e Lele Curto

A Charrere de Verrayes, in provincia di Aosta, il 24 aprile 2005 alle 13.02 di domenica, prende regolarmente il via la quinta prova speciale del 35° Rally Valle d’Aosta-Saint Vincent: la PS Saint Denis, 17,31 chilometri. Il primo pilota ad affrontarla è Felice Re, al volante della Ford Focus WRC numero 1. Alle 13.10 è il momento della Fiat Punto Super 1600 numero 9 di Frank Pozzi ed Emanuele Curto: quattordicesimi assoluti e quinti di classe Super 1600, staccati di 3’15″8 dal leader della gara.

La Punto Super 1600 addenta l’asfalto della salita che porta in località Loson con tutta la potenza che ha. Da lì inizia la discesa verso il fine prova. Alle 13.18, Pozzo-Curti stanno per arrivare a Charrere de Verrayes, poche case nei prati poste al chilometro 14,840. C’è una lunga destra da affrontare in sesta piena. La strada è ancora umida, con alcune chiazze di asciutto, l’asfalto leggermente sconnesso.

Pozzi, pilota di grande esperienza (nel suo palmares anche due vittorie assolute in Valle d’Aosta, nel 1998 e 1999, oltre ad un secondo posto l’anno successivo e due secondi posti nel Trofeo Fiat Cinquecento nel 1994 e 1995) tornato a correre a tempo pieno dopo tre anni di apparizioni saltuarie nelle gare di casa (111 Minuti e Ossolane), lascia scorrere la macchina. Così si fa. E lui lo sa bene.

La Fiat va oltre traiettoria, scarta a bordo strada, mette due ruote (sinistra) nell’erba, poi anche quelle di destra. Bisogna continuare a tenere giù per fare rientrare in traiettoria la vettura. Il problema è che sul loro cammino (a oltre 160 km/h), precisamente a bordo strada, c’è una costruzione in blocchi di cemento con tetto in lose di pietra sostenuto da una struttura in legno. L’unica maledetta costruzione su questo prato.

La Punto Super 1600 la sfonda. Entra come un proiettile. Anzi, come un missile. Il primo muro di blocchi di cemento cede. Lo abbatte, poi si crea un varco anche nel secondo. Si ferma qualche metro fuori. In pratica, entra da una parte ed esce dall’altra. La costruzione è distrutta. Il tetto cede. Il commissario che si trova nelle vicinanze (la zona è giudicata pericolosa per il pubblico e quindi sottoposta a sorveglianza) dà l’allarme al capo prova che, intuendo la situazione attiva i soccorsi.

Parte l’ambulanza più vicina (che parte dal km 14,210, quindi appena 600 metri dal luogo dell’incidente) mossa dal direttore di gara, Alfredo Delleani. Sul luogo dell’incidente transitano Andrea Zivian e Martin Marrone (Renault Clio Super 1600 numero 11) ed Elwis Chentre e Maurizio Goi (Renault Clio Super 1600 numero 12): vedono il botto, ma probabilmente non ne percepiscono la gravità, anche perché si è in un tratto veloce e tutta la concentrazione è sulla strada, mentre la Punto di Frank Pozzi e Lele Curto è fuori traiettoria sulla sinistra.

Alle 13.21, comunque, la prima ambulanza è già sul posto. Alle 13.25 arriva la seconda, partita dal chilometro 9,840. A bordo c’è il medico rianimatore Franco Abrate, uno specialista del 118 di Aosta. Nel frattempo arrivano sul luogo dell’incidente Savio Longagnani e Gabriele Romei (anche loro su Fiat Punto Super 1600 della Vedovati Corse), rallentati dai commissari di percorso, seguiti da Mauro Durante e Attilio Rossi.

I commissari sono operativi e Nicola Stefani, affiancato da Marco Grande viene fermato prima del luogo dell’impatto con la bandiera rossa, preceduta dalle segnalazione delle altre postazioni. Altrettanto accade a Luca Gulfi e Max Migarone, Devid Oldrati e Tania Canton, Franco Uzzeni e Danilo Fappani e Matteo Musti e Alessandro Bisterzo, Tobia Cavallini e Fabio Zanella, con il numero 26 vengono bloccati in partenza.

Alle 13.30 il dottor Abrate gela la direzione gara. Comunica al medico di gara, dottor Claudio Protettì, che per Francesco Pozzi, nato a Milano il 7 marzo del 1970, e per il suo navigatore, Emanuele Curto, nato ad Asti il 15 febbraio 1974, purtroppo non c’è più alcuna speranza. Sono morti sul colpo per l’impatto. Cala il silenzio e il gelo sul parco assistenza e pian piano su tutta la gara. Incredulità, lacrime, sguardi attoniti.

I concorrenti vengono inviati alla spicciolata (non viene più assegnato loro nessun tempo di percorrenza) verso il parco assistenza di Aosta. Il primo ad arrivare (siamo attorno alle 13,50) è Francesco Laganà, Mitsubishi Lancer numero 7, seguito da Felice Re, Ford Focus WRC numero 1, visibilmente sconvolto: la sua profonda amicizia con Francesco Pozzi arriva da lunga data.

Via via arrivano tutti gli altri, poi Zivian e Chentre che sono transitati ancora in prova sul luogo dell’incidente, quindi chi è stato fermato in prova. Dalla direzione gara (totalmente impegnata con i commissari sportivi e gli organizzatori a gestire l’incidente) non arrivano informazioni in merito al prosieguo della gara, ma è chiaro a tutti che il rally è finito lì.

Qualcuno si stringe alle mogli e alle fidanzate. La gravità della situazione è chiara a tutti e nessuno più s’interessa alla classifica. Quando giunge l’ufficializzazione che il rally è sospeso i navigatori consegnano le tabelle ai commissari senza quasi una parola. Mauro Allemani e Luca Bartolini preparano una conferenza stampa, tenuta da Fausto Serra, presidente dell’Automobile Club Aosta, Alfredo Delleani, direttore di gara, e Franco Abrate. La dinamica dei fatti viene ribadita.

“La cellula della vettura ha resistito benissimo all’impatto. Il rollbar non ha minimamente ceduto, la pedaliera del navigatore e il piantone dello sterzo non si sono spostati. Addirittura la gomma anteriore destra non si è afflosciata nell’impatto”, conferma Delleani, che aggiunge “La Punto di Pozzi-Curto montava quattro gomme da bagnato, che era la scelta ottimale e più conservativa per quelle condizioni di strada. Nel baule c’erano due gomme di scorta nuove, che non sono state cambiate dall’equipaggio nel trasferimento fra la prova 4 e la 5, a dimostrazione che l’equipaggio riteneva che le gomme fossero ancora in perfetta efficienza, in grado di affrontare i 17,310 chilometri di gara”.

Non è escluso che a tradire il pilota siano state le gomme da bagnato montate che non hanno fatto presa sull’asfalto in quel tratto quasi asciutto, ma questo non ha più importanza. Il destino ha voluto che l’auto di Pozzi e Curto trovasse sulla sua via di fuga l’unica costruzione presente nel raggio di un centinaio di metri. Dopo l’incidente del Rally di Aosta, gli organizzatori del Rally Internazionale del Taro hanno accolto la richiesta dei piloti di sospendere la gara per solidarietà nei confronti dell’equipaggio che ha perso la vita nella gara aostana.

IRC, Rally di Sanremo 2012: Basso gioca al gatto col ”topo”

Avanti adagio, quasi indietro. Con una classifica scolpita nel granito ancor prima della fine della boucle del mattino del Rally di Sanremo 2012, le ultime tre prove non regalano emozioni. Non si può chiedere a Giandomenico Basso di rischiare una vittoria importante per allungare la sua serie di successi parziali e nemmeno a Paolo Andreucci di mettere a repentaglio il titolo italiano per arrampicarsi sul podio.

Insomma, nel finale di gara nessuno ci dà veramente dentro e finisce che Jan Kopecky si illude e ne approfitta per ridurre il suo svantaggio su Basso, che gli concede gli ultimi tre parziali. Ma va a vincere il rally. Da grande, perché lui è un grande vero. Avete presente quando il gatto gioca col topo come finisce, no?

Il pilota veneto su Ford Fiesta RRC vince il 54° Rally di Sanremo, gara valida per l’Intercontinental Rally Challenge e per il Campionato Italiano, precedendo il ceco Jan Kopecky su Skoda Fabia e Alessandro Perico su Peugeot 207. Basso domina questa edizione del Sanremo, sempre primo nella graduatoria generale dalla prima all’ultima speciale, vincendo 5 prove speciali su 10.

Il veneto, che aveva già vinto nel 2008, ha percorso i 200 km circa delle 10 speciali in 2 ore, 20 minuti e 37 secondi, precedendo di 35.7 secondi Kopecky-Dresler, e di 2 minuti e 13 secondi Perico-Carrara. Il giorno prima ha vinto la mitica Ronde Notturna (lunga 53,76 km) ed in totale 3 delle 4 speciali disputate (una è stata vinta da Kopeky). Oggi ha controllato gli inseguitori, si è imposto in 2 speciali su 6, lasciando 3 vittorie parziali a Kopecky e una a Perico.

Paolo Andreucci, grazie al quinto posto finale, ha conquistato il suo settimo titolo Tricolore con una gara d’anticipo. Il 54° Rally Sanremo era, infatti, la settima delle otto prove del Campionato Italiano Rally e la dodicesima delle tredici prove dell’Intercontinental Rally Challenge. Kopecky, con questo piazzamento si è guadagnato il secondo posto nella classifica del campionato IRC, scavalcando il compagno Juho Hanninen, costretto al ritiro.

I titoli del Trofeo Renault Gordini Top e del Citroen Racing Trophy Italia, sono andati a Fabrizio Andolfi e ad Andrea Crugnola. Sono stati 50 gli equipaggi partecipanti al rally provenienti, da tredici diverse nazioni. La parte del leone l’hanno fatta gli equipaggi italiani, ma sono stati ben 23 i piloti stranieri iscritti alla gara della Città dei fiori. Al “Sanremo” hanno gareggiato equipaggi di Australia, Austria, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Inghilterra, Irlanda, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Russia, Svizzera, Ucraina, Ungheria e Italia.

Classifica assoluta Rally di Sanremo 2012

1. Basso- Dotta (Ford Fiesta RRC) in 2:19´03.6 ; 2. Kopecky – Dresler (Skoda Fabia Super 2000) a 35.7 ; 3. Perico – Carrara (Peugeot 207 Super 2000) a 2’13.7 ; 4. Albertini – Scattolini (Peugeot 207 Super 2000) a 3’08.3 ; 5. Andreucci – Andreussi (Peugeot 207 Super 2000) a 3’55.5 ; 6. Breen – Nagle (Peugeot 207 Super 2000) a5’00 ; 7. Turan – Zsiros ( Ford Fiesta Super 2000) a 6’50.8; 8. Campedelli – Fappani (Citroen Ds3 R3) a 7’20.5 ; 9. P. Campana – S. De Castelli( Peugeot 207 Super2000)a 8’07.0 10.Vescovi – Guzzi (Renault Clio R3 C) a 8’18.9.

Classifica CIR Conduttori

Punteggio CIR: 1. Andreucci 138; 2. Scandola 112; 3. Basso 75; 4. Perico 66; 5. Albertini 64; 6. Gamba 63; 7. Campedelli 52; 8. Nucita 20; 9. Rendina 18; 10. Pajunen 14.

Classifica CIR Junior: 1. Campedelli (Citroen DS3); 2. Andolfi (Renault New Twingo)a 8’16.5 ; 3. Nucita (Citroen C2) a 10’33.3; 4. Tassone (Renault Twingo)a 10’44.4.

IRC 2011: il colpaccio di Andreas Mikkelsen in Scozia

La fortuna è una ruota che gira. È così da sempre e dal 9 ottobre 2011 anche Mikkelsen lo ha capito bene. Persa una gara che pareva vinta in Ungheria, e perso il Sanremo per poco più di un secondo, con l’urlo strozzato in gola al termine dell’ultima PS, il ventiduenne norvegese con le stimmate del campione in Scozia ha finalmente raggiunto il traguardo prestigioso della prima vittoria nell’IRC. Un piccolo record perché nessuno vi era riuscito prima di lui alla stessa età.

Ma certo non è stata una vittoria facile. E questo se possibile non fa che aumentare i meriti di questo ragazzone del nord. La pioggia del sabato ha infatti reso delle strade già di loro difficili al limite dell’impraticabile. Difficoltà quindi aumentate in maniera esponenziale e che, in diverse occasioni, hanno costretto piloti anche più esperti a gettare la spugna o portato ad errori che li hanno messi fuori classifica.

Ad emergere quindi non potevano essere che i più bravi come, per esempio, Juho Hanninen che, nell’anonimato fino al riordino di metà giornata del sabato, è poi riuscito a cambiare completamente la sua guida arrivando a metà della tappa conclusiva a insidiare la leadership del pilota norvegese.

Il secondo posto conclusivo rimane comunque un bel punto esclamativo per il campione in carica che ha fatto un bel bottino di punti in un a gara dal coefficiente 1,5, e ora sarà interessante vedere la decisione dei vertici della Skoda in vista dell’ultima gara a Cipro, visto che Jan Kopecky non è andato più in là di un anonimo quinto posto.

Rally San Martino 2011: festa per Andreucci, Cunico e Campedelli

Secondi che vanno e secondi che vengono. Quel 17 settembre 2011, dieci anni fa, non si risparmiano, Paolo Andreucci e Luca Rossetti, nelle cinque prove speciali della frazione conclusiva dell’ultimo appuntamento della serie Tricolore, il Rally San Martino di Castrozza. Forse giocano, ma lo fanno troppo bene e, perciò, meritano comunque i complimenti di appassionati e addetti ai lavori.

Così, la Peugeot 207 Super 2000, con dentro Paolo Andreucci ed Anna Andreussi, vince anche il 31° Rallye Internazionale San Martino di Castrozza e Primiero, ultima prova del Campionato Italiano Rally 2011, consegna definitivamente ad Ucci-Ussi il sesto titolo in carriera, oltre che settimo successo stagionale su otto gare disputate.

Il friulano con l’Abarth Punto firma i primi tre tratti della giornata e si avvicina al toscano con la Peugeot 207. Abbastanza da convincerlo a rimboccarsi un po’ le maniche e aggiungere altre due perline alla sua collana di successi parziali. Al secondo posto chiude, dunque, la Abarth Grande Punto dei due friulani Luca Rossetti e Matteo Chiarcossi che sono rimasti in lotta per la vittoria fino all’ultima prova speciale, dovendosi poi arrendere per soli 4”7.

“Abbiamo terminato con una vittoria – ragionava a fine gara Paolo Andreucci –. Si è trattato di un campionato straordinario per me, per Anna e per la Peugeot. Il punteggio, il numero dei successi possono trarre in inganno. E’ stata dura dall’inizio alla fine ed i miei avversari sono sempre stati molto bravi”.

Luca Rossetti, Rally San Martino di Castrozza 2011
Luca Rossetti, Rally San Martino di Castrozza 2011

Terzo importantissimo posto per il vicentino Franco Cunico, insieme a Rudy Pollet su una Peugeot 207 Super 2000. Con questo risultato Cunico si aggiudica il Trofeo Csai Indipendenti, riservato ai piloti privati, e per i migliori piazzamenti anche il terzo posto nella classifica assoluta della serie, nei confronti di Alessandro Perico qui solamente quinto alle spalle anche del ligure Alessio Pisi. Ma non solo. Il San Martino di Castrozza, che Cunico adora, è la sua trecentesima gara, festeggiata quindi sul podio e col titolo.

“E’ il mio dodicesimo titolo – spiegava quasi commosso ma sempre col sorriso Franco Cunico – ed è quello più sofferto perché ottenuto con tanta grinta ma anche con tanta esperienza. E’ stato un campionato bello e combattuto, molto difficile per noi privati”.

Simone Campedelli, Rally San Martino 2011
Simone Campedelli, Rally San Martino 2011

La corsa ha assegnato il Campionato Italiano Rally Junior. Il Tricolore è andato al romagnolo Simone Campedelli che, con la sua DS3 dl Citroen Team Italia, ha vinto in gara e ha conquistato il prestigioso titolo riservato ai piloti più giovani. Al termine di una stagione straordinaria che ha visto lui, il suo navigatore Danilo Fappani e la Citroen, conquistare anche la Coppa Csai 2RM, il romagnolo ha alla fine prevalso sul siciliano Andrea Nucita, Renault, qui ritiratosi per problemi al motore.

Se Campedelli ha sofferto per vincere, a soffrire di più è stato Andrea Crugnola che ha un po’ appannato una prestazione finalmente ad alto livello tagliando una gomma nel terzultimo impegno cronometrato.

“E’ un risultato straordinario per me e per il team – erano le parole di Simone Campedelli – che premia la grande professionalità di Citroen e la volontà di lottare fino in fondo per un risultato che sembrava ad un certo momento della stagione irraggiungibile. Non va infatti dimenticato che siamo partiti con una gara di ritardo rispetto ai nostri avversari. Devo ringraziare tutti a partire da Citroen che ha creduto in me, per proseguire con la Procar e con Andrea Crugnola, grande professionista e compagno di squadra leale”.

La Mitsubishi Castrol Evo Cup premiava Antonio Pascale, in coppia con Tiziana Biondi, mentre per quanto riguarda il Trofeo Clio R3 Top, monomarca di casa Renault, successo meritato in gara per Andrea Carella e nella classifica generale per Ivan Ferrarotti, pilota di Castlenuovo Monti in provincia di Reggio Emilia.

Così la prima tappa

Paolo Andreucci ed Anna Andreussi sulla Peugeot 207 Super 2000 hanno chiuso al comando la prima tappa del 31° Rallye Internazionale San Martino di Castrozza e Primiero, ultima prova del Campionato Italiano Rally. Il toscano dopo avere lottato nella prima parte della tappa soprattutto con il veronese Umberto Scandola, al comando con la sua Ford Fiesta Super 2000 fino alla quarta prova, e con il friulano Luca Rossetti, Abarth Grande Punto Super 2000, ha poi attaccato decisamente nel secondo giro dove il solo Rossetti è riuscito a mantenere il passo.

Problemi tecnici hanno infatti arrestato la corsa di Umberto Scandola e rallentato pesantemente quella di Perico. A trarre vantaggio da questi problemi sono stati il ligure Alessio Pisi e il vicentino Franco Cunico, entrambi su Peugeot, che hanno chiuso oggi al terzo e quarto posto dell’assoluta. Cunico è ancora in gioco per la conquista del Trofeo Indipendenti.

La prima tappa potrebbe è stata decisiva per l’assegnazione del Campionato Italiano Junior. La sfortuna che ha accompagnato Andrea Nucita, Renault Clio R3C, in questa ultima parte della serie Tricolore, ha toccato infatti l’apice proprio qui a San Martino. Prima un problema elettrico e poi un principio di incendio hanno definitivamente arrestato la corsa del siciliano dando via libera a Simone Campedelli ed alla sua Citroen DS3. Il romagnolo, che ora è dietro al compagno di colori, il lombardo Andrea Crugnola, dovrà però assolutamente vincere il gruppo e la classe per aggiudicarsi il titolo.

Classifica 31° Rally San Martino di Castrozza e Primiero

1. Andreucci – Andreussi ( Peugeot 207 Super 2000) in 1h 11’25” 3 ; 2 Rossetti- Chiarcossi (Abarth Grande Punto Super 2000) a 4”7 ; 3. Cunico – Pollet ( Peugeto 207 Super 2000) a 2’56”8; 4. Pisi – Florean (Peugeto 207 Super 2000) a 2’59”2; 5. Perico –Carrara (Peugeot 207 Super 2000) a 3’49”3; 6. Campedelli – Fappani ( Citroen DS3 R3T) a 4’51”9 ; 7 .Taddei – Gaspari ( Peugeot 207 Super 2000) a 5’47”4; 8. Bresolin – Zortea (Peugeto 207 Super 2000) a 5’49”3 ; 9. Crugnola – Monetti (Citroen Ds3 ) a 2’12”5 ; 9. Carella – Riolfo (Renault Clio R3C) a 5’50”7; 10. Ferrarotti – Fenoli (Renault Clio R3C) a 6’08”9

Classifiche Campionato Italiano Rally 2011

  • Conduttori: 1. Andreucci, punti 175 ( 193) ; 2. Rossetti 106; 3 Cunico e Perico 78; 5. Scandola 63.
  • Costruttori: 1. Peugeot, 313; 2. Abarth 110; 3. Ford, 75; 4. Citroen 47; 5. Renault 35; 6. Skoda 17.
  • Campionato Italiano Rally Junior: 1. Campedelli 193; 2. Nucita 192 ; 3. Signor 168; 4. Carella 136 ;5. Andolfi, 77.
  • Campionato Italiano Rally Produzione: 1. Gianfico 130; 2. Angrisani 93 ; 3. Vallario 76; 4. Pascale 61.
  • Trofeo Indipendenti: 1. Cunico 64; 2. Scandola 61; 3. Perico 57; 4. Pisi 53.
  • Campionato Femminile: 1. Penserini 39; 2. Zupanc 35; Mainiero 18.

Folle burocrazia: Enrico Oldrati è negativo e in quarantena

La burocrazia in Italia, si sa, è un cancro difficilissimo da eradicare. Spesso e volentieri, l’eccesso di regole, scoordinate fra loro, sono il maggiore ostacolo verso aziende e cittadini, alle prese con oltre 136 mila norme, che costano all’Italia che lavora (secondo una ricerca Tecnè) 60 miliardi di euro l’anno, come somma di risorse finanziarie, personale dedicato e tempo sottratto alla produzione.

La burocrazia, insomma, è il freno del sistema. Sempre e ovunque. E nella storia che vi raccontiamo nega ad Enrico Oldrati la partecipazione al primo round del Campionato Italiano Rally Terra, che si svolgerà questo fine settimana a Cingoli, base del Rally Adriatico. E’ lo stesso pilota a spiegare i motivi della sua assenza.

Purtroppo non potrò partecipare questo weekend al 28° Rally Adriatico, prima gara di Campionato Italiano Rally Terra per questioni legate ad una falla nel nostro sistema sanitario! Ecco la mia storia: lunedì per precauzione personale e come prassi io e la mia famiglia, prima di una gara facciamo sempre il tampone molecolare, purtroppo per me l’esito è stato “debolmente positivo”, mentre per i miei genitori e la mia ragazza gli esiti sono stati tutti negativi….”.

“Successivamente sono andato a ripetere il test in quanto mi sembrava alquanto strano che fossi l’unico con questo risultato. L’esito del secondo tampone è stato negativo, così ho voluto anche eseguire un test sierologico con prelievo del sangue per vedere se per caso avessi traccia nel sangue del Covid-19, ma niente anche questo con esito negativo… Riassumendo tra lunedì ed oggi ho fatto 4 tamponi molecolari (1 tampone “debolmente positivo”, e 3 tamponi negativi e 1 test sierologico negativo) per l’ATS io sono in quarantena e sono positivo senza considerare gli altri tamponi… Non vogliono saperne di ammettere che c’è stata un anomalia (falso positivo) con il primo tampone. Ergo mi faccio 15 giorni rinchiuso in casa come se fossi realmente ammalato… Mi spiace per tutto il team Munaretto MS Munaretto“.

Dio vede e provvede: Sébastien Ogier firma con VW

Il 23 novembre 2011 il mondo inizia a cambiare per sempre in seguito all’attentato delle Torri Gemelle, datato 11 settembre. Le tensioni internazionali salgono, l’ambasciata americana in Siria dà l’allarme, invitando tutti gli americani a lasciare immediatamente il Paese. Il Milan si piega alla furia del Barca, perdendo 3-2 al Meazza.

La procura di Milano chiede il processo per l’immobiliarista Vittorio Casale e altri due imprenditori, Francesco Vizzari e Gianguido Bonatti, accusati di bancarotta fraudolenta e Il “padrino” della mafia, Bernardo Provenzano, torna alle cronache perché, durante una lite con il direttore del carcere di Parma, gli ha risposto: “Dio vede e provvede”.

Se per il direttore del carcere italiano la frase “Dio vede e provvede” può rappresentare una minaccia, per Sébastien Ogier quel “Dio vede e provvede” è il proverbio del giorno per festeggiare, sempre in quel 23 novembre, l’ufficializzazione della firma dell’accordo con Volkswagen Motorsport. Il francese è, ora, destinato a diventare il secondo francese più titolato del primo millennio e oltre. E il suo coequipier sarà Julien Ingrassia. Contratto pluriennale.

Il pilota francese entra nel nuovo team con effetto immediato ed ha, quindi, la possibilità di cominciare sin da subito a fare la conoscenza con la nuova arma uscita dall’atelier di Wolfsburg, la Polo RS WRC. Nominato primo pilota, avrà come scudiero prima Jari-Matti Latvala e poi il bravo Andreas Mikkelsen, che nel 2012 è però destinato a disputare gare iridate con la Skoda Fabia Super2000 insieme a Juho Hanninen.

Sébastien Ogier va in Volkswagen con Julien Ingrassia
Sébastien Ogier va in Volkswagen con Julien Ingrassia

L’attacco di Sébastien Ogier al WRC

Cominciato il WRC 2013 alla guida della sua Polo R WRC, Ogier arriva secondo nel rally d’apertura a Monte Carlo, alle spalle di Sébastien Loeb. Nelle due gare successive centra due trionfi, sulla neve della Svezia e sulla terra del Messico, conquistando il primo posto in classifica a quota 74 punti. In Portogallo la lotta si fa serrata con Mads Østberg e Dani Sordo, ma a causa di un errore del primo e di problemi tecnici del secondo, Ogier conquista la sua terza vittoria di fila, portandosi in vantaggio di 54 punti sul secondo in classifica, Mikko Hirvonen.

Vince il mondiale con 290 punti, davanti a Thierry Neuville e al suo compagno di squadra Jari-Matti Latvala, rispettivamente a quota 176 e 162 punti. In tutta la stagione conquista ben 11 podi su 13 appuntamenti (9 vittorie e 2 secondi posti) e con la vittoria in Svezia diventa il secondo pilota non scandinavo a vincere tale rally, dopo Sébastien Loeb.

La stagione 2014 inizia nel segno della sfida tra Sébastien Ogier e Jari-Matti Latvala: dopo i primi cinque appuntamenti, il francese ha conquistato 3 vittorie contro le 2 del compagno. Nelle tre gare successive, Ogier domina in Sardegna e in Polonia, mentre in Finlandia perde il confronto con Latvala per soli 3″6 secondi. Conquista il suo secondo titolo iridato alla penultima gara in Spagna con 267 punti alla guida della sua Polo R WRC. Anche in questa stagione il bottino è stato piuttosto ricco, con 8 vittorie e due secondi posti su 13 appuntamenti.

Nonostante i miglioramenti di Citröen e Hyundai e la crescita di giovani piloti come Thierry Neuville e Andreas Mikkelsen, la prima metà della stagione 2015 è un monologo del campione francese. Vince i primi tre appuntamenti del mondiale (Monte Carlo, Svezia e Messico), ottiene uno 0-3 in Argentina, un secondo posto in Portogallo, dopo di che torna alla vittoria in Sardegna, davanti alle Hyundai di un sorprendente Hayden Paddon (tuttavia staccato di oltre 3 minuti) e di Thierry Neuville.

Grazie a queste 4 vittorie, che lo portano a 28 successi in carriera, sorpassa per numero di vittorie Colin McRae e Carlos Sainz, rispettivamente a 25 e 26 rally vinti, diventando il terzo pilota più vincente della storia del WRC, dietro a Sébastien Loeb (78) e a Marcus Grönholm (30). Inoltre, con la vittoria in Svezia, diventa l’unico pilota non scandinavo ad aver vinto più di una volta tale rally.

Arrivato a questo punto della stagione, Ogier doppia il suo diretto inseguitore in classifica generale con 133 punti contro i 67 di Mads Østberg. Vince in Polonia, arriva secondo in Finlandia per tornare poi alla vittoria in Germania, dove è costretto a rimandare la festa per il terzo titolo iridato per un solo punto. Con la vittoria in Australia si laurea per la terza volta consecutiva campione del mondo. Questo successo (numero 31) lo porta ad essere anche il secondo pilota più vincente della storia del WRC. Conclude la stagione con un quindicesimo posto in Francia, un ritiro in Spagna e una vittoria nell’ultimo appuntamento in Galles.

La stagione 2016 di Ogier inizia con due vittorie consecutive a Monte Carlo e in Svezia e un secondo posto in Messico. In Portogallo si aggiudica il terzo posto. Dopo un terzo posto in Italia, un sesto posto in Polonia e un ventiquattresimo posto in Finlandia, nelle ultime cinque gare conquista quattro vittorie e un secondo posto, conquistando il quarto titolo iridato consecutivo in Spagna con due gare di anticipo.

Nello stesso periodo, viene annunciato l’addio ai rally da parte della Volkswagen Motorsport, a causa soprattutto dello scandalo del “Diesel Gate” che coinvolse la squadra madre. A fine anno, dopo aver effettuato dei test sia con Toyota che M-Sport, arriva l’annuncio del accordo con il team britannico.