Raceday Rally Terra, il Liburna chiude la stagione

Il titolo in tasca, o quasi, già dalla pubblicazione dell’elenco iscritti alla Liburna Terra ed una chiacchierata a  Radio Rally che ha portato fortuna. La Toscana ha sorriso a Francesco Fanari incoronandolo nuovo campione della serie Raceday. Secondo nelle Marche, medesima posizione in Valdorcia e terzo al Valtiberina, a premiarlo è stata la costanza ed il harakiri di Andrea Smiderle, assente proprio in quell’appuntamento che avrebbe garantito agli appassionati un confronto da dentro o fuori, fino all’ultimo chilometro, in barba a quelle logiche di cavalleria divenute dettaglio in occasione della penultima manche di Arezzo, con la WRC del pilota di Schio appesantita da problemi di setup.

Una condizione di partenza che ha cambiato anche le aspettative di Christian Marchioro, partito con poche chance di spodestare Fanari e tutte legate ad un eventuale ritiro del folignate, variabile che – con la vittoria alla Liburna – gli avrebbe garantito la palma di campione raceday.

In verità, continuando a tirare in ballo ipotesi che sono rimaste tali, Christian Marchioro avrebbe affiancato in vetta alla classifica Andrea Smiderle, premiato però dalla discriminante relativa alle prove speciali vinte. Un campionato, quello di Marchioro, contraddistinto da una prima parte di campionato affrontata al volante della Peugeot 207 Super2000 e dall’esordio, sulle strade della Valtiberina, sul sedile della Skoda Fabia R5. Andiamo a sentire cosa aveva detto davanti al nostro microfono a due speciali dal termine della Liburna Terra.

Con Tullio Versace ridimensionato da una foratura nell’ultima speciale della programmazione 2018/2019 di Raceday ed Andrea Smiderle a precederlo in terza piazza assoluta finale, i riflettori si sono spostati in quella che, in Piazza dei Priori, è diventata ufficialità: Jader Vagnini vincitore, su Renault Clio R3, della classifica dedicata alle due ruote motrici.

Soltanto una formalità, con un campionato onorato nel migliore dei modi dal punteggio pieno conquistato in ben quattro appuntamenti. Chilometri, quelli della Liburna, che hanno raccontato molto, dalle conferme – in primis quella di Alberto Battistolli alle prese, per la prima volta in carriera, con una vettura moderna – agli altri interpreti, protagonisti di una serie che ha avuto il grande merito di riportare gli sterrati che hanno fatto la storia sul palcoscenico che conta.

Radio Rally, Simone Baroncelli: ‘Ho scelto il Cirt…’

I Londonbeat a fare da colonna sonora alla conferma di una programmazione a tinte tricolore. Sonorità ideali ad accompagnare le ambizioni di un giovane che – dal 2019 – si aspetta grandi cose. Simone Baroncelli si racconta davanti alla telecamera di Radio Rally, confermando le proprie intenzioni ad un mese dall’inizio del Tricolore su terra. Ventiquattro anni e tre stagioni alle spalle, con i primi passi mossi sulle speciale griffate Raceday Rally Terra a bordo della Renault Clio RS.

L’approccio vero, il primo, è stato contraddistinto dalla didattica su una Rover MG. Il prosieguo, sempre sulle strade bianche, sulla “enne” francese. Il tennis, grande passione quando i motori erano esclusività dei genitori e la richiesta fatta al padre Riccardo, pilota, al conseguimento della patente: “Voglio correre”. Da quel momento, per Simone Baroncelli – o Barone Jr come ha voluto scrivere sui finestrini – si sono aperte le porte del motorsport. Da spettatore “Sì, mio padre ha voluto che prima imparassi tutto dei questo mondo, dai parchi assistenza alla tabella di marcia” e poi, poco dopo i venti anni, sul sedile nel ruolo di pilota.

Con la madre impegnata a tutto tondo nelle dinamiche di scuderia – è presidente del Jolly Racing Team – ed il padre ad agognare il volante della Fiat Panda, quella che l’ha reso protagonista negli anni passati, le discussioni in famiglia sono tutte incentrate in quello che sarà il programma 2019 di Barone Jr. “No, di tennis non ne parliamo più” sintetizza il giovane pistoiese. Buona musica, immagini aeree ed una grande ambizione: quella di crescere sulle strade del Tricolore Terra“.

Radio Rally incontra Francesco Fanari, che racconta il suo amore per gli sterrati

A pochi giorni dall’ultimo appuntamento Raceday, quello che sugli sterrati della Liburna assegnerà il calice più ambito dai partecipanti alla serie, Radio Rally incontra Francesco Fanari. Lo fa durante una delle gare più impegnative, a conclusione di un Day 1 che richiederebbe il meritato riposo. Il quotidiano, da tester Pirelli e le aspettative per una fase della stagione fin troppo calda. Davanti al nostro microfono, il pilota folignate racconta dell’amore per la terra e di quanto sia stato amaro sfiorare la vittoria nella gara di casa, mancandola per un solo decimo sulle strade del Nido dell’Aquila.

La Skoda, vettura che lo ha portato per ben tre volte sul secondo gradino del podio nella stagione 2018 e sui fondi della Valdorcia e la curiosità verso gli esemplari più freschi, la Polo e la C3. A precisa domanda, Francesco Fanari risponde senza troppi giri di parole, replicando con i sorrisi quando la goliardia prende il sopravvento. A pochi giorni dalla Coppa Liburna, appuntamento che consegnerà il calice più ambito della serie Raceday, va in onda un’intervista dove la passione incontra il lavoro, quello che molti protagonisti del motorsport sognano ma che – per Fanari – è oramai routine.

Una piacevole routine dove, comunque, si avverte la necessità di staccare la spina, almeno nei fine settimana esenti da impegni sportivi. “A Foligno siamo ben attrezzati per volare in aliante, quando sali in quota, ti sembra di essere all’interno di un documentario”. L’aliante, ovvero l’aereo privo di motore che sfrutta le correnti in quota, è il giusto compromesso per uno stile di vita dove il rumore la fa da padrone. Una delle tante particolarità di una chiacchierata dai contenuti tutt’altro che scontati.

Cir 2019, Rally del Ciocco: il reportage di Radio Rally

Mai così combattuto. Tre parole, scomodate già da tempo sulle riviste di settore. Alla resa dei conti, il Rally del Ciocco si è confermato così. Con tanti primattori e molta suspence. Dalla lotta sul filo dei decimi tra Andrea Crugnola e Giandomenico Basso, alle sgomitate per le restanti posizioni della top ten.

A fare la voce grossa, alla fine della fiera, è stato proprio il portacolori di Loran, vincitore insieme a Lorenzo Granai del primo appuntamento tricolore, contesto risolto soltanto a conclusione degli ultimi venti chilometri di Careggine. In seconda posizione la Ford Fiesta di Simone Campedelli e Tania Canton, limitati nelle prime prove del sabato da una condizione di assetto troppo morbida, con Luca Rossetti ed Eleonora Mori – su Citroen C3 – a completare il podio assoluto grazie ad una condotta che ha visto la francese regolare la Skoda di Craig Been, quarto ad un paio di secondi dal diretto avversario.

Una performance crescente, quella del pilota irlandese, al debutto sulle speciali di Media Valle e Garfagnana ed alle prese, nella fase centrale di gara, con una scelta di gomme troppo morbida. A chiudere la top five ed a prevalere tra gli sfidanti della serie asfalto è la Skoda Fabia di Stefano Albertini e Danilo Fappani, in sofferenza sulle prove più corte, con Rudy Michelini e Michele Perna ad occupare la sesta posizione assoluta su Skoda, al centro di una condotta tutt’altro che brillante in avvio ma garante di una seconda piazza nel confronto dell’Italiano Asfalto.

Alle spalle della boema del pilota lucchese la Polo R5 di Antonio Rusce e Sauro Farnocchia, attardata dallo spegnimento all’interno della speciale “Il Ciocco” ma davanti alla Hyundai I20 di Emil Lindholm, limitato dal contatto con una pietra che – nella fase finale di gara – ha fatto pensare ad una foratura appesantendone il riscontro.

Nei dieci assoluti la Hyundai I20 di Kevin Gilardoni e Corrado Bonato, ai primi chilometri con coperture Michelin e la Skoda Fabia Fabia di Gianluca Tosi ed Alessandro Del Barba, all’esordio sulla vettura. Nella cornice proposta dal Campionato Italiano 2 ruote motrici, ad avere la meglio sono stati Tommaso Ciuffi e Nicolò Gonella, sulla Peugeot 208 R2B ufficiale, trenta secondi più veloce della Ford Fiesta R2 di Luca Panzani e Francesco Pinelli. Per raccontarvi tutto questo, Radio Rally ha puntato sulla musica italiana: Vasco Rossi, grintoso come non mai nella sua “Blasco”, è parso l’ideale.

Battistolli vs Riolo: a Radio Rally memorie di Historic Rally Vallate Aretine

Di tutto e di più nell’appuntamento inaugurale del Campionato Italiano Rally Auto Storiche. La cavalcata di Lucky, le sgomitate degli inseguitori, la soddisfazione, nonostante tutto, di poter gioire della prestazione del figlio lasciando un ruolo decisamente marginale alle recriminazioni. L’Historic Rally Vallate Aretine – primo appuntamento del Tricolore storico – ha riservato agli appassionati un finale al cardiopalma. Bellezza all’ennesima potenza, con i Depeche Mode a fare da colonna sonora ad esemplari che continuano a scrivere storia e che hanno amplificato le caratteristiche di uno scenario da favola.

Arezzo e le sue vallate hanno accolto nel modo migliore l’appuntamento più sentito dagli amanti del vintage. Lucky, Totò Riolo ed Alberto Battistolli. Rigorosamente nell’ordine a sole due speciali dai saluti. A tradire il leader è stata l’idroguida della sua Lancia Delta Integrale, appesantita fino alla resa nei confronti di Totò Riolo, fin troppo arrendevole nelle dichiarazioni rilasciate nel corso del riordinamento di Castiglion Fiorentino ma divenuto “primattore” nei chilometri conclusivi della gara, con la sua Subaru Legacy a conquistare la palma nel 4° Raggruppamento ed a regalarsi la “Prima” tricolore.

A sorprendere, è stato Alberto Battistolli. Perché, oltre a garantire al marchio di famiglia il podio, con il padre sul secondo gradino, al volante della Lancia Delta Integrale il ragazzo ha regalato diversi acuti, uno servito a regolare – in una prova speciale – persino il padre. Una cronaca che ha puntato i riflettori sulle sensazioni espresse dai protagonisti a due speciali dall’ultima fotocellula, dove la logica è stata ben presto accantonata dalle variabili dei chilometri conclusivi. Alla fine, è cambiato l’ordine di arrivo dei due protagonisti principali, con il pilota siciliano a gioire in terra toscana.