Rudy Michelini e Michele Perna sulla Skoda Fabia R5 Movisport

Due spritz, Rudy Michelini e Radio Rally

Metti uno dei locali più esclusivi di Lucca e due spritz. A raccontarsi davanti al microfono di Radio Rally è Rudy Michelini, incalzato in un’intervista tutt’altro che scontata: senza tanti giri di parole, il pilota parla di sé, delle vetture che lo hanno reso celebre sulle piesse dello stivale e del rapporto con Michele Perna, suo fido copilota. Alla fine, salterà fuori anche la programmazione 2019.

Una storia, quella tra i rally ed il pilota lucchese, nata sul sedile destro. Trenta gare da codriver vissute con l’ambizione di stringere tra le mani il volante. Un passaggio concretizzato una manciata d’anni dopo l’esordio e confermatosi tutt’altro che traumatico, cementato dalla conquista di importanti risultati al volante della Rover MG, vettura che ha fatto da trampolino ad una carriera contraddistinta dalla partecipazione al Campionato Italiano Rally ed all’Ircup. La Renault Clio S1600, quella con cui si è imposto anche davanti a vetture a trazione integrale e la Skoda Fabia R5, quella con cui si è guadagnato il secondo gradino del podio tricolore “asfalto” ed il sesto posto nell’assoluta finale.

Una chiacchierata informale, come nella prassi di Radio Rally, dalla quale scaturisce l’immagine di un pilota “acqua e sapone”, critico quanto basta per approfondire e spaziare su vari argomenti. Lucca, i rally e la famiglia, quella impreziosita dall’arrivo del piccolo Lapo. Uno degli ultimi regali è stato un kart e con quello, Michelini jr, sta imparando a dialogare. Un’intervista da godere in tutta tranquillità, dove la bellezza della città toscana e la sua passione per i motori emergono a più riprese.

David Castiglioni e Paolo Andreucci

David Castiglioni si racconta a Radio Rally

“Sono arrivato a 500 gare e, da quel momento, ho smesso di contarle”. La quinta puntata di Radio Rally inizia così, con David Castiglioni entusiasta del ruolo di recordman e delle nuova veste di papà. Anzi, di “babbo”, come usa dire in Toscana. A pochi metri da lui, dietro la telecamera, Matias e Marisol assistono alla chiacchierata in religioso silenzio, salvo poi esprimere eccitazione quando viene toccato l’argomento Rally di Roma Capitale, teatro che ha visto il copilota lucchese dettare le note a Paolo Andreucci. Con il pluridecorato campione garfagnino, David Castiglioni aveva vinto – nel 1994 – il Campionato Italiano 2 litri. La vettura, la Clio Williams dell’Autorel, fa sfoggio in una manciata di fotografie, rispolverate per l’occasione.

La chiamata di “Ucci”, il bagaglio professionale, la vita quotidiana, gli amici… C’è tutto in questa bella chiacchierata con uno degli esponenti del sedile destro: un tuffo in un mondo dove la gavetta, quella vera, ha garantito chiamate su sedili “pesanti” ed amicizie durature. Dagli esordi, anno 1993, sulla Peugeot 309 condivisa alla seconda gara in carriera con Paolo Andreucci al legame instaurato con piloti al centro di programmazioni di alto livello. David Castiglioni, 500 gare all’attivo, si racconta davanti ai microfoni di “RS e oltre” regalando agli spettatori una golosa anteprima: il suo 2019 sarà al fianco di uno dei migliori interpreti del panorama rallistico giovanile.

Un confronto schietto dal quale emerge l’alto profilo di quello che, in Toscana, definiscono un “anti personaggio”. “Il 2019? Negli ultimi anni non sono stato molto fortunato con le programmazioni, per questo non sto lasciando niente al caso” . La stagione prenderà il via sulle strade del Ciocco, orfane da questa stagione di Paolo Andreucci. “Mi spiacerebbe anche dell’assenza di Scandola, spero che a breve possa smuoversi qualcosa. Sarebbe un vero peccato altrimenti”. Venti minuti che fanno leva sull’emozione, elemento distintivo di una puntata da non perdere.

Questa settimana, Radio Rally è con Lorenzo Sardelli

Radio Rally va a trovare Lorenzo Sardelli

Una puntata fuori dall’ordinario, densa di emozioni nel ricordo di uno dei piloti che hanno scritto pagine importanti nel contesto rallistico toscano. Le telecamere di Radio Rally hanno fatto visita a Lorenzo Sardelli, un pilota che non ama definirsi “figlio d’arte” ma che, forte del suo bagaglio genetico, si è presentato al catrame delle “piesse” con l’autorità di un veterano.

L’incontro tra il nostro Gabriele Michi ed il giovane driver è avvenuto all’aria aperta, negli spazi divenuti testimoni della complicità con il padre Nicola. I rally, la Mitsubishi Lancer Evo IX ma anche l’aeromodellismo: questo il collante che ha cementato il rapporto tra padre e figlio portando Lorenzo Sardelli a ritagliarsi – con il radiocomando tra le mani – un ruolo di primo piano a livello mondiale.

Con le vetture da rally ha iniziato invece a dialogare nel 2016. Ad accendere il fuoco della passione è stata una serata condivisa con il padre, su un kart. “Riuscii a tenerlo dietro, di conseguenza si vide costretto ad acconsentire alla mia richiesta di staccare la licenza”. Da quel momento, Lorenzo Sardelli ed i rally non si sono più lasciati.

L’esordio sulla Renault Clio RS e, nel 2018, la scoperta della Peugeot 208 R2, sulle strade che hanno caratterizzato la carriera rallistica di Nicola Sardelli. Conferme, sulla 1600 “erre”, come il quinto posto assoluto al Rally Alta Val di Cecina, teatro che lo ha visto esordire al volante della vettura. Una stagione, l’ultima affrontata, che lo ha portato a “sperare” in una convocazione da parte della scuola federale, prerogativa rimandata a data da destinarsi.

Gli elicotteri radiocomandati – “quelli veri sono a motore, dopo vi faccio vedere di cosa sono capace” – ed i rally, uniti da un filo conduttore chiamato sentimento. Un’intervista ricca di contenuti emotivi, con i trofei conquistati dal padre messi in bella mostra al fianco degli aeromodellini. Parole alle quali ha fatto seguito una vera e propria esibizione con quelli che definisce “i suoi balocchi”. “Sono un ragazzo a cui piace correre in macchina e giocare con gli elicotterini” ha minimizzato, davanti ai microfoni di Radio Rally. Alla fine, ci ha fatto vedere davvero di cosa è capace. Resterete a bocca aperta.

Christopher Lucchesi davanti alle telecamere di Radio Rally

Radio Rally incontra Christopher Lucchesi a casa sua

Le telecamere di Radio Rally entrano in casa di Christopher Lucchesi. Il simpatico e giovane piedone che ha sulle spalle, oltre ad una buona testa, i continui insegnamenti di papà Gabriele Lucchesi e Titti Ghilardi, altri due “matti-per-le-gare” che quando sono al via di un rally in Toscana animano le lotte assolute e di classe come non mai, ha aperto la porta di casa sua alla trasmissione di RS e oltre per annunciare il suo 2019 rallystico, ma anche per farsi conoscere meglio per quello che è fuori dalla tuta ignifuga. Noi lo conosciamo bene, ma spesso molti ci domandano e hanno piacere di sentirsi dire che: Christopher è un bravo ragazzo. Veloce e simpatico”.

Lucchesi junior, ormai a tutti gli effetti “pilota-toscano”, nasce nel 1999 ed è felicemente destinato ai rally. Come fai a crescere in quella casa e a non diventare intrippato? Provateci voi, magari in un’altra vita. Ma provateci. Nel corso della stagione ha disputato il Trofeo Abarth 124 Cup Italia, chiudendo al secondo posto e mettendosi sempre in evidenza. Ha mosso i primi passi nel mondo dei rally nella stagione 2015,al compimento del sedicesimo anno d’età, quando ha fatto il debutto assoluto alla Ronde Vedovati, il cosiddetto Monzino. Risultato: cinquantaseiesimo assoluto e terzo di classe con la Peugeot 208 R2.

Nel 2017 ha disputato le prime tre gare dell’International Rally Cup con la piccola Fiat Seicento con alle note Titti Ghilardi, sì proprio sua madre, e successivamente ha debuttato nel Ciwrc disputando il Rally del Friuli con l’Abarth 124 R-GT e due ronde su asfalto, Biella e Sperlonga, con la 208 R2. nell’ultima gara ha vinto la classe. “Fin da piccolo ho seguito il mondo del rally dietro ai miei genitori per poi, all’età di sedici anni, provare delle esperienze rallystiche in pista e a diciotto iniziare questo fantastico sport”, conferma. Adesso basta: godetevi la trasmissione.

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La terza puntata di Radio Rally con Christopher Lucchesi

Federico Santini è l'ospite della prima puntata di Radio Rally, la trasmissione in WebTV di RS e oltre

Federico Santini a Radio Rally: simpatia e trasparenza

La goliardia più assoluta ed il ricordo, profondo, espresso nel momento in cui viene chiamato a ricordare il padre. A cuore aperto, Federico Santini si racconta davanti alla telecamera di Radio Rally con assoluta trasparenza, tracciando la strada che lo porterà ad affrontare la programmazione 2019. Una chiacchierata fuori dall’ordinario e ricca di colpi di scena. L’altra dote di Federico Santini, oltre al piede alla contagiosa simpatia, è l’umiltà. Ci piace l’idea di riproporre una sua frase, che segnava il passaggio all’agonismo semi-professionistico.

“Dopo anni di partecipazioni nelle gare di zona anche con lo stimolo di mio padre, ex rallysta, ho deciso di provare qualcosa di più impegnativo, mi voglio rimettere in gioco, senza dire che voglio spaccare il mondo, ma per fare nuove esperienze che a livello sia sportivo che formativo saranno certamente molto importanti. Abbiamo scelto una vettura non certo tra le più recenti, ma sicuramente molto professionale gestita da una squadra che è di alto livello ed anche questo ci potrà solo che portare benefici. Sarà tutto nuovo, per noi, ci affacciamo quindi in punta di piedi, per fare bella figura in un contesto competitivo e professionale”. E infatti, ci ha fatto divertire tantissimo.

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La seconda puntata di Radio Rally con Federico Santini