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Babbuini, giraffe e zebre: la magia del Safari nei tweet dei piloti

Non sarà il Safari Kenya degli anni ’80 e ’90, ma la gara africana mantiene intatta il suo fascino, insidiosa e misteriosa. Sarà una prima volta per tutti i protagonisti del WRC, quella nelle selvagge strade keniote dove gli incontri con gli animali e la fauna tipica dell’Africa sono all’ordine del giorno.

Gli organizzatori si sono impegnati a controllare accuratamente il percorso per evitare che gli animali, possano creare situazioni di pericolo per loro stessi e anche per gli equipaggi impegnati in gara. Il primo a postare un tweet è stato il francese Adrien Fourmaux: un video dove si nota un babbuino maschio che gioca e passeggia sul cofano della vettura utilizzata dal francese per compiere le ricognizioni del percorso.

Prima giornata di ricognizioni incredibile, guarda cosa abbiamo incontranti durante le reco del percorso! – questo il tweet del pilota transalpino

Strani incontri anche per Ott Tanak, che è stato fotografato vicino ad un bellissimo esemplare di giraffa

Chiudiamo questa simpatica carrellata di tweet con quello del giovane Solberg

La Peugeot 208 Rally4 ufficiale si rifà il look

Due gare vinte su due disputate in questo Campionato Italiano Rally 2 ruote motrici 2021; la nuova Peugeot 208 Rally4 è la degna erede della gloriosa 208 R2B che ha fatto divertire e vincere tanti piloti italiani e non solo. Oggi la 208 Rally4 in vista del suo terzo appuntamento nel CIR si veste con una nuova livrea che esalta ancor più le sue linee dinamiche e valorizza i tanti partner che accompagnano l’avventura ufficiale della 208 nel Tricolore 2021.

Infatti, al San Marino, del 25 e 26 giugno prossimi, la 208 Rally4 dell’equipaggio ufficiale sfoggerà una livrea totalmente inedita, caratterizzata da tre colori base: il bianco, il grigio ed il blu. Sul frontale e sul posteriore il tricolore italiano, a conferma dell’importanza dell’Italia nel palmares delle vittorie della Casa del Leone.

Andrea Nucita: “Correre da ufficiale è stato un grande traguardo per la mia carriera. Vincere subito le prime due gare disputate è stata la conferma che siamo il team da battere in questa stagione, grazie anche alla grandiosa 208 Rally4. Il team ufficiale gestito dalla F.P.F. Sport di Fabrizio e Michele Fabbri non ha bisogno di tante presentazioni, ritengo sia quanto di meglio si possa desiderare. Correre a fine giugno il San Marino con una nuova ed inedita livrea mi fa oggi ben sperare per il prosieguo del campionato. Abbiamo investito tanto tempo ed energie in questa stagione e vogliamo continuare ad esser protagonisti nel CIR 2021. Forse qualcuno per scaramanzia non avrebbe mai accettato di cambiare colori e livrea, ma siamo convinti che gli elementi che ci hanno finora portato sul gradino più alto del podio siano ben più solidi e resistenti.”

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Monica Caramellino racconta il suo debutto in R5 ad Alba

Ci sono appuntamenti che non si possono mancare. Per Monica Caramellino uno di questi è il Rally di Alba che la rallista di Nole Canavese ha affrontato domenica scorsa per la settima volta in carriera.

“Non c’è dubbio che il Rally di Alba mi piaccia moltissimo. E, nonostante i miei impegni di famiglia e di lavoro, faccio sempre l’impossibile per metterla nel mio programma stagionale e sono felice che dal 2015 (anno in cui il Rally di Alba è tornato in calendario dopo un’assenza di alcune stagioni) io sia sempre riuscita a schierarmi al via, vedendo sempre la pedana di arrivo” afferma con giusto orgoglio Monica Caramellino che nelle scorse stagioni ha sempre partecipato alla gara delle Langhe al volante di una Peugeot 208 VTI di Classe R2B; mentre quest’anno si è presentata per la prima volta al via di un rally con una Škoda Fabia di Classe R5.

“Credo che il Rally di Alba sia la gara giusta per compiere dei grandi salti di qualità, per dare una svolta alla propria vita. E non perché le prove speciali della gara albese siano più facili delle altre. Proprio no, anzi il contrario. Sono prove velocissime, dove il cuore pulsa a mille, impegnative, con la strada sporca per la polvere che scivola dalla collina o il fango portato sull’asfalto dai ruscelletti in caso di pioggia (e ne abbiamo avuto una dimostrazione due anni fa). E poi c’è il dosso di Somano, che non importa in quale verso lo si faccia, si vola e basta. Ma tutto questo è lo stimolo per essere presente a una gara, che coinvolge 186 equipaggi, che evidentemente apprezzano come me queste prove speciali”.

Ovviamente una persona competitiva come Monica Caramellino non poteva certo facilitarsi le cose scegliendo una classe poco affollata. “Salvo nelle annate di inizio carriera, nelle quali ho corso con la Mini Cooper S, mi sono sempre confrontata in Classe R2B, una delle più affollate degli elenchi iscritti delle gare. Ora sono finita in una Classe R5 che ad Alba proponeva 37 iscritti. Mi risulta che ci siano rally che non raggiungono un simile numero fra tutti i partecipanti. E in questo sta il bello, perché la Classe R5 è, se possibile, ancora più accesa e incandescente della R2B” sottolinea Monica Caramellino che all’esordio con la berlinetta boema ha disputato una gara molto attenta e precisa; in costante crescita, migliorando continuamente i tempi a ogni passaggio sulle prove speciali, nonostante il fondo stradale fosse decisamente più sporco e la stanchezza che toglieva le energie, complice il gran caldo, con temperature sahariane mai mitigate dal venticello che dovrebbe soffiare sulle colline albesi.

“Mi sono divertita moltissimo; sono felice come se avessi vinto il mondiale. Ho dovuto cambiare impostazione di guida rispetto alla Peugeot di Classe R2B. La Škoda Fabia frena più forte accelera più forte, le quattro ruote motrici percorrono le curve in modo diverso. Bisogna imparare a conoscerla e non lo si può fare in una sola gara. E soprattutto bisogna crederci, mai demoralizzarsi se qualcosa non riesce alla perfezione. Nella prima prova speciale ho compiuto un testacoda di 360° e mi sono fermata con il muso che puntava esattamente nella direzione giusta. In quei pochi istanti, che durano un’eternità, sentivo i paletti del bordo strada sbattere contro la carrozzeria e li vedevo negli specchietti volare via da tutte le parti. Appena mi sono fermata non sono stata a pensarci su e ho ripreso la gara. Non avevamo danni ed era urgente ripartire” dice Monica Caramellino che prosegue “Questa è la mia 46esima gara. Se mi volto indietro non mi sembra possibile aver percorso tanta strada in prova speciale, anche se rimango la Monica di sempre, soprattutto appassionata di corse. Vorrei ringraziare chi mi ha supportato in questi anni: innanzi tutto la mia famiglia. Gli sponsor, ma anche coloro che mi sono stati vicino con i loro consigli, aiutandomi nelle scelte, insegnandomi moltissimo di questo mondo. E anche gli organizzatori, che nessuno ricorda mai, che sono capaci di mettere in piedi manifestazioni meravigliose come questo Rally di Alba, che è bello non solo in prova speciale, ma per tutto il contorno e il folklore che esprime. In questa gara ho finalmente rivisto il pubblico, grazie al fatto che si è allentata, ma non finita l’emergenza Covid. Vedere la gente a bordo strada aiuta noi che siamo in macchina, quindi mi sembra giusto rivolgere un ringraziamento anche a loro” riflette la rallista canavesana.

Per la prima volta affiancata da Lorena Boero, Monica Caramellino ha subito instaurato un ottimo feeling con la navigatrice ligure. “Lorena è una grande professionista, che ha corso decine di gare sulle vetture di Classe R5, vincendo il suo ultimo rally meno di due mesi fa. Una sicurezza e proprio grazie al fatto che mi infondesse serenità in tutti i momenti della gara mi ha aiutato ad affrontare questa che per me è stata una meravigliosa avventura, che non volevo finisse mai”.

Ma si sa, anche i sogni più belli svaniscono all’alba, come il Rally di Alba che dopo nove prove speciali ha posto davanti ai concorrenti la pedana di arrivo che Monica Caramellino e Lorena Boero hanno scalato in 69esima posizione assoluta. Ma come torna la notte per permetterci di sognare, anche il Rally di Alba tornerà il prossimo anno. Nel frattempo Monica Caramellino sta già pensando a un’altra gara da affrontare con la Škoda Fabia R5 di cui, ormai, è pazzamente innamorata.

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Curiosità: Fabrizia Pons dona un trofeo al San Bortolo

Chi ha l’animo buono, chi è in grado di provare gratitudine e di dare il giusto valore ai gesti di solidarietà, di carità, di assistenza, è in possesso di qualità che probabilmente non perderà mai. E così, la copilota torinese Fabrizia Pons – non più giovane ventenne – non perde occasione per stupire per gesti semplici di gratitudine e di disponibilità.

Gesti tanto semplici quanto importanti, perché la Pons, oltre ad essere una Signora, è principalmente una grande campionessa ammirata e stimata in ogni angolo del Pianeta e sa che uno sportivo dà l’esempio perché è giusto e perché in tanti faranno come lui (lo sportivo) e lei (la Pons). Succede che Fabrizia ha donato un trofeo per ringraziare il reparto di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale San Bortolo e l’11 giugno lo ha consegnato al suo direttore, il dottor Alberto Momoli, insieme al suo pilota, l’imprenditore vicentino Lucky Battistolli, presidente del Gruppo Battistolli nonché dell’Ac Vicenza e campione rally, con cui corre abitualmente.

“La storia dietro a questo dono così particolare inizia un anno fa, quando Fabrizia Pons, mentre effettuava un test di rally con Alberto Battistolli, figlio di “Lucky” e anche lui promettente pilota, è vittima di un incidente riportando la frattura di una clavicola e di una caviglia”, rende noto l’ufficio comunicazione della Ulls 8. Proprio su consiglio di Luigi Battistolli, Fabrizia Pons – che vive a Torino – viene operata al San Bortolo dal dottor Momoli”.

Ma perché? “L’anestesia, che temevo per precedenti esperienze, andò veramente benissimo e le due operazioni, eseguite in contemporanea, sulla scapola sinistra e sulla caviglia destra furono perfette – ha dichiarato Fabrizia Pons -. Essere in reparto al San Bortolo fu piacevole e il personale infermieristico gentilissimo e paziente. Le mie compagne di stanza parlavano tutte in dialetto veneto, che io adoro, il che mi aiutò a ritrovare un po’ di morale nei primi giorni dopo l’intervento. Ci tengo a ringraziare di cuore tutta l’equipe medica del dottor Momoli e tutto il personale infermieristico del reparto di Ortopedia”.

Per la navigatrice piemontese il ritorno alle gare avveniva meno di due mesi dopo l’incidente, al rally Vallate Aretine, disputato questa volta insieme a Luigi Battistolli e concluso nel migliore dei modi, con una vittoria assoluta. Una vittoria che è anche un successo dell’equipe di Ortopedia e Traumatologia del San Bortolo: da qui l’idea di donare al dott. Momoli un trofeo con incisi i titoli assoluti conquistati dall’equipaggio Battistolli-Pons e la vittoria della prima gara del 2020, subito dopo l’incidente.

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La bella sinergia tra il Rally Italia Sardegna e l’Olbia Calcio

Chi l’ha detto che rally e calcio non posso coesistere o andare, persino, a braccetto? Il chiaro esempio di collaborazione tra i due sport è arrivato al Rally Italia Sardegna, dove la locale squadra di calcio militante in Lega Pro (la terza serie nazionale) è stata coinvolta a 360° nel rally. Le strutture della società sono state messe a disposizione degli organizzatori, con lo spazio sotto la “Curva Mare” sede del tifo più caldo dei “bianchi di Gallura” che è stato adibito a refueling delle vetture P1, P2, P3 del Mondiale.

Le foto di Dani Sordo che fa rifornimento all’interno dello stadio intitolato a Bruno Nespoli, hanno fatto il giro dei social. Mentre il campo di allenamento, situato in località “Basa” è stato utilizzato per ospitare gli elicotteri al seguito della gara.

Nella giornata di sabato, due calciatori tesserati con l’Olbia Calcio sono saliti come co-driver con le vetture elettriche guidate dall’esperto Manfred Stohl. A dettare simbolicamente le note all’austriaco sono stati l’esperto brasiliano, ma con cuore sardo Emerson e la giovane speranza locale Secci. Il test si è svolto nell’incantevole area del Parco di Porto Conte, nel territorio di Alghero.

Le vetture messe a disposizione erano la nuova Citroen C3 Rally2 ERX e le piccole Smart. Entusiasti i due calciatori: “Neanche l’esordio in serie A contro la Roma è stato così bello, è stata un’esperienza veramente unica”, così Emerson al termine del giro sullo sterrato di Porto Conte. Sulla stessa linea d’onda anche il giovane Secci: “Abbiamo fatto una curva in maniera assurda è stato veramente bello”.

Ma non finisce qua, infatti la società ha voluto omaggiare con una maglietta “home” i vincitori della gara valida per il Campionato Italiano Rally Terra, ovvero Paolo Andreucci e Rudy Briani. I due hanno ricevuto due magliette celebrative con il loro cognome e il numero 103 che era anche il loro numero di gara
Una sinergia importantissima e vincente, che va vista come un piccolo grande segno di ripartenza e come segnale importantissimo che rally e calcio possono fare squadra per portare in giro i territori, la storia e le tradizioni delle località ospitanti.

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Riconoscimento alla carriera per Gelsomino e Arena

In questi ultimi anni il movimento rallystico italiano è ancora alla ricerca dell’erede di Miki Biasion, campione del mondo nel 1988 e 1989, e di Piero Liatti, vincitore nel 1997 del mitico Rally di Monte Carlo, al volante della Subaru Impreza WRC. Il successo del “biellese volante” è tutt’ora l’ultimo di un pilota italiano nel Mondiale Rally. Per fortuna, dopo 32 anni senza un titolo mondiale e 24 senza vittorie, a tenere alto il Tricolore sulla scena internazionale ci hanno pensato diversi navigatori, i quali hanno raggiunto traguardi di assoluto valore. Tra questi ci sono sicuramente Alex Gelsomino e Nicola Arena.

IMG 20210508 WA0020 Riconoscimento alla carriera per Gelsomino e Arena
Alex Gelsomino

Il primo, nato a Palermo ma residente negli Stati Uniti, ha legato a doppio filo il suo nome con quello del funambolico Ken Block, con il quale collabora dal lontano 2005. In questi 16 anni al fianco dello “show man” del controsterzo, il navigatore siciliano ha avuto modo di disputare diverse gare del Mondiale Rally a bordo, prima di Ford Focus WRC, e poi di Ford Fiesta WRC e WRC Plus, raccogliendo come miglior risultato un settimo posto al Rally Mexico del 2013.

Oltre a Block, Gelsomino ha affiancato in alcune gare, sempre del WRC, l’attuale capitano del team Ford, ovvero Gus Greensmith, cogliendo un ottimo terzo posto nel WRC2 in occasione del Wales Rally GB 2018. Inoltre, dopo una collaborazione decennale con la Ford, a partire da quest’anno è passato a correre, sempre al fianco di Block, per la Subaru nel Campionato Americano. Infine, grazie alla sua esperienza, ha corso con diversi giovani piloti americani con l’intento di farli crescere anche Oltre Oceano, come nel caso della giovane Keanna Erickson-Chang, con la quale ha preso parte ad alcune gare del Campionato Francese.

IMG 20210508 WA0021 Riconoscimento alla carriera per Gelsomino e Arena
Nicola Arena

Per quanto riguarda il navigatore ligure, il suo debutto risale al 1988 quando prese parte al Rally della Lanterna al fianco di Pino Spagnolo su A112 Abarth. Da lì in avanti non si è più fermato, raggiungendo quest’anno il traguardo delle 500 gare in carriera, nelle quali ha saputo conquistare 19 vittorie assolute (13 con Corrado Fontana, 2 con Khalid Mohammad Al-Suwaidi e le restanti 4 divise equamente tra Enrico Bertone, Abdullah Al-Kuwari, Andrea Zivian e Amjad Farrah), un Campionato Italiano WRC (2020), quattro titoli nell’ambito dell’International Rally Cup (2005,2006,2013,2015) e il mondiale produzione nel 2015 con Gianluca Linari. Infine, può vantare una grande esperienza a livello internazionale avendo preso parte a diversi appuntamenti del Campionato Medio Orientale, del Mondiale Rally e del Campionato Asia-Pacifico.

Ovviamente i risultati ottenuti da questi due navigatori nel corso delle rispettive carriere non potevano passare inosservati, ed infatti la Mercurio Squadra Navigatori Rally (squadra sportiva creata con l’obiettivo di raccogliere sotto lo stesso emblema i migliori co-drivers presenti sul territorio nazionale.) ha deciso di premiarli conferendogli il premio di membri onorari.

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Addio a Giovanni Fenoglio, patron di Nordauto

Una notizia che gela il sangue nelle vene. E’ morto un gentiluomo, conosciuto e apprezzato in tutto il Piemonte imprenditoriale e sportivo. Giovanni Fenoglio, per tutti da decenni era Vanni, era lo storico titolare del salone Nordauto a Beinette ed era un rallysta, che non aveva mai perso la passione e che nonostante l’evoluzione dei tempi era rimasto legato ai “vecchi” amori.

Giovanni Fenoglio è deceduto la notte scorsa, a causa della rapidissima evoluzione di una malattia che non gli ha lasciato scampo. Se n’è andato tra l’affetto dei familiari, che lo hanno accudito in casa fino all’ultimo momento. Aveva 78 anni. A Villanova d’Asti aveva avuto per oltre vent’anni la pista di car cross Rio Cheroso, dove in tanti si sono divertiti, ma soprattutto era un grande appassionato di auto da corsa. La sua seconda moglie era una Lancia Stratos Gruppo 4 che spesso portava a rally e raduni.

Giovanni Fenoglio
Giovanni Fenoglio

Lascia la moglie Marilena, i figli Cristiano e Giorgia, i nipotini, la sorella Marita, che lo ha supportato durante tutta la carriera in concessionaria, e il fratello Edo, con il quale ha condiviso la realizzazione del sogno e il dolore della perdita del nipote Beppe. I funerali sono previsti lunedì 7 giugno alle 15 nella chiesa di Villavecchia.

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Rally Italia Sardegna sostiene la giornata Mondiale dell’ambiente

Anche il WRC ha celebrato la giornata Mondiale dell’ambiente a Olbia. Alla cerimonia erano presenti il campione del mondo in carica e portacolori di Toyota Sébastien Ogier, il belga Thierry Neuville per Hyundai Motorsport e il finnico Teemu Suninen per Ford. I tre piloti del WRC, hanno piantato un albero ciascuno nella zona del museo Archeologico di Olbia, situato nel cuore della città a pochi passi dal parco assistenza del rally. Assieme a loro erano presenti i ragazzi della Cooperativa di Villa Chiara.

La piantumazione di alberi è un’ulteriore riconoscimento delle attività ambientali e di sostenibilità intraprese ormai da diversi anni da ACI Italia, AC Sassari e dalla Regione Autonoma della Sardegna, per garantire la consapevolezza per la promozione della protezione per l’ambiente.

Aci Pistoia festeggia i campioni 2020: ecco i premiati

Con un pomeriggio all’insegna dello sport e dei suoi valori, l’Automobile Club Pistoia, mercoledì 26 maggio, ha premiato i propri campioni 2020. La premiazione, nel pieno rispetto delle norme sanitarie vigenti, si è svolta alla “Fortezza 59” in Piazza della Resistenza a Pistoia, l’ACI Provinciale ha chiamato a raccolta la parte sportiva dei propri affiliati, coloro che nel 2020, nonostante le tante difficoltà date dall’emergenza sanitaria, si sono cimentati nelle competizioni motoristiche regionali e nazionali.

Presenti, oltre alle varie cariche sociali di Aci Pistoia, anche le massime autorità cittadine e della provincia, segno del forte legame che intercorre e certamente sinonimo di interesse anche per le vicende sportive che portano lustro alla città della “Giostra dell’Orso”, e ad un territorio che ha dato tanto al motorsport.

Riflettori puntati su Daniele Campanaro e Irene Porcu, da alcune stagioni protagonisti nel Campionato Italiano Rally, nel quale lo scorso anno hanno nuovamente primeggiato tra le vetture a due ruote motrici e della classe R2B a bordo di una Ford Fiesta.

Poi, via via sul palco si sono succeduti tutti gli altri premiati: Thomas Paperini e Simone Fruini, i vincitori della Coppa Rally di VI zona (Paperini anche primo “under 25”), poi Emanuele Corti e Arianna Catalano, vincitori della classe N3 nella finale della Coppa Italia, Emanuele Danesi e Andrea Sarti (vincitori della classe R2B in 6^ zona), Federico Gasperetti e Federico Ferrari (primi di classe R3C in 6^ zona), Marco Vettori e Jasmine Morelli (primi di classe RS1.6 plus in 6^ zona), Paolo Lulli ed Elisa De Rosa (vincitori del 4° raggruppamento autostoriche nel Trofeo di 3^ zona), Marco Naldini (vincitore della classe G2-H1 nel tricolore di salita autostoriche), Giuseppe Aiello (vincitore della classe H2-I del terzo raggruppamento nel tricolore di salita autostoriche), Mattia Giannini, vincitore del Campionato regionale toscano di Karting “junior”ed infine la Pistoia Corse quale scuderia vincitrice del Trofeo di 3^ Zona per autostoriche.

Da quest’anno ACI PISTOIA ha alzato l’asticella, istituendo il proprio Campionato Sociale (riservato ai propri soci sportivi) strutturato sulle tre gare di rally che hanno svolgimento in provincia, vale a dire il “Valdinievole-Montalbano”, svolto ad inizio maggio, poi il Rally “Abeti”, prossimo ad accendere i motori, ed il “Città di Pistoia” previsto per il prossimo ottobre.

Foto: Campanaro-Porcu premiati dal presidente ACI Antonio Breschi e dal Vice presidente della Provincia di Pistoia. 

Come seguire il Rally Italia Sardegna da casa

Mario Draghi ti ha avvisato troppo tardi del fatto che il Rally Italia Sardegna sarebbe stato il primo rally d’Italia a porte aperte e, quindi, non riesci ad andare sull’Isola dei Quattro Mori per seguirlo? Non preoccuparti. La tappa italiana del Mondiale Rally sarà visibile a tutti su RAI Sport. Grande copertura dell’emittente nazionale con le dirette delle prove speciali, i collegamenti sui TG di RAI 2, oltre a numerosi servizi ed approfondimenti. Importante vetrina per la Regione Sardegna.

Tutte le quattro prove realizzate da WRC+ – la piattaforma “all live” ufficiale che offrirà anche altri numerosi contributi, come fa per ogni round iridato – verranno quindi proposte anche in chiaro sulla RAI per l’Italia. Assolutamente da non perdere i quattro appuntamenti in diretta fissati nelle due decisive giornate del weekend. Sabato 5 giugno alle ore 8.00 e di nuovo alle ore 10.30 i due passaggi sulla prova speciale “Coiluna Loelle”. Domenica 6 alle ore 8.30 per la prima “Aglientu Santa Teresa” e di nuovo lo stesso tratto alle ore 12.00 per l’attesissima Power Stage “Aglientu Santa Teresa – Wolf” di chiusura.

Non finisce qui. ACI Sport garantirà anche un supporto tecnico alla RAI per la realizzazione di una serie di collegamenti per i vari TG su RAI 2, in programma per ognuna delle quattro giornate di gara. Numerosi anche i servizi e gli approfondimenti messi in onda nelle diverse trasmissioni della tv nazionale, da “La Domenica Sportiva” a “Reparto Corse”, oltre alle repliche.

Per quanto riguarda invece ACI Sport TV sarà garantita la classica copertura televisiva per i campionati nazionali. Per il Campionato Italiano Rally Terra e il Campionato Italiano Rally Junior, in gara nel RIS al fianco dei protagonisti mondiali nelle giornate di giovedì 3 e venerdì 4 giugno, sono in programma diversi appuntamenti visibili sui canali ufficiali della Federazione – ch. 228 della piattaforma Sky, www.acisport.it, Facebook ACI Sport TV Campionato Italiano Rally Terra. La copertura televisiva è stata possibile grazie all’accordo tra WRC Promoter e Automobile Club d’Italia, che ha acquisito i diritti per il round italiano della serie iridata.

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Kimera EVO37: dal Piemonte con furore rallystico

Albert Einstein diceva che “L’immaginazione stimola il progresso, dando vita all’evoluzione”. E proprio grazie all’immaginazione, ma anche alla conoscenza, alla dedizione e al profondo rispetto, che Kimera Automobili ha dato vita ad “un’Autentica Evoluzione”. Kimera EVO37, infatti, trae le proprie origini dal passato, per far rinascere un’icona dell’automobilismo mondiale, portandola al massimo sviluppo prestazionale possibile, come se la vettura dell’epoca fosse stata concepita oggi, con la conoscenza e le tecnologie dei nostri giorni.

Il risultato di questa fusione crono-culturale è un’autentica “fuoriserie” stradale che si ispira all’antica gloria sportiva italiana, realizzata con un processo progettuale e costruttivo contemporaneo, con metodologie d’eccellenza tipiche dell’industria automotive e quanto di meglio viene offerto dalla moderna tecnologia in campo motoristico: 3D scanning, reverse engineering, CAD, CAE, prototipazione rapida, fresatura in CNC, sinterizzazione, elettronica e il non plus ultra delle soluzioni tecnologiche disponibili.

Un’auto che, ispirandosi alla filosofia del Restomod, porta all’estremo questo concetto, unendo lo stile, il sapore ed il fascino di una delle più leggendarie “regine” da corsa degli anni ’80, con le caratteristiche di una vettura moderna in termini di tecnologia, qualità e prestazioni. Un tributo che vuole rendere omaggio a quelle leggendarie vetture degli anni’80 protagoniste dei Campionati Mondiali Rally, fra cui l’ultima Gruppo B a 2 Ruote motrici a vincere il titolo iridato, battendo le rivali a trazione integrale. Un’icona che ha fatto scuola e che è diventata un modello cult per gli appassionati di automobilismo.

Il progetto è stato concepito nel profondo rispetto per il passato, coinvolgendo da subito il gruppo di lavoro che all’epoca diede vita alle vetture che hanno ispirato la EVO37. Franco “Inox” Innocenti, ha trasmesso a Kimera Automobili l’imprinting del lavoro metodico di officina, l’Ing. Claudio Lombardi ha dunque rivisto completamente il motore, l’Ing. Sergio Limone ha visionato e approvato l’impostazione del telaio e della nuova vettura, che secondo suo consiglio non è stata stravolta, mentre l’Ing. Vittorio Roberti hai considerato corretto il processo costruttivo ed i materiali della vettura. Inoltre è stato coinvolto anche il Campione del Mondo Miki Biasion.

A loro si sono aggiunti altri nomi di spicco del panorama motoristico italiano ed è stato creato un vero e proprio team tecnico con le migliori aziende dell’hinterland torinese, specializzate nella produzione di automobili. Imprese storiche che fanno parte di quella filiera automotive piemontese, che ha ancora molto da dire e da dare!

Nomi molto noti agli addetti ai lavori: Italtecnica, Bonetto CV, Maps, LAM Stile, Bellasi, CiElle Tronics, Sparco. Ai quali si aggiungono quelli di altre eccellenze italiane: Goodwool, Pakelo, Andreani – Ohlins, Brembo e Pirelli. Aziende che rappresentano un patrimonio tecnico e culturale, che merita una grande valorizzazione in questo momento particolare dell’industria automobilistica italiana.

Come è nata la Kimera EVO37

La base di partenza della EVO37, come all’epoca per la vettura originaria, è la cellula centrale del telaio della Lancia Beta Montecarlo di serie, alla quale sono ancorate due strutture tubolari, sull’anteriore e sul posteriore. Su questa struttura telaistica Bonetto CV ha definito il set-up della vettura e la dinamica del veicolo. In questa “evoluzione” la struttura tubolare è portante su se stessa, come per la Delta S4, in cui la cellula è solamente il “guscio” del telaio/roll-bar dell’abitacolo.

L’auto dispone di pneumatici Pirelli “maggiorati”, sia nel raggio che nella misura del battistrada, da 18” per l’anteriore e 19” nel posteriore con spalla ribassata. Le sospensioni sono state riprogettate completamente, anche se mantengono lo stesso schema dell’epoca ma evoluto, e utilizzano componenti ricavati da pieno e ammortizzatori regolabili Öhlins. L’impianto frenante è marchiato Brembo e sono disponibili fasce frenanti tradizionali o carboceramiche.

Con una lunga, rigorosa e dettagliata attività di progettazione ed engineering, Kimera Automobili realizza una fuoriserie completamente nuova, con materiali pregiati e componenti allo stato dell’arte. Il risultato è un prodotto finale che rappresenta la massima espressione di tutte la caratteristiche insite nel DNA della vettura, esponenzialmente ottimizzate e impreziosite dalla tecnologia moderna: carbonio, kevlar, titanio, acciaio e alluminio lavorati dal pieno, trovano la loro sintesi in un bolide da oltre 500 CV e 550 Nm di coppia!

Il motore che Kimera Automobili ha montato su EVO37 ha lo stesso monoblocco quattro cilindri in linea dell’epoca, ma è stato riprogettato, re-ingegnerizzato da zero e costruito da Italtecnica, sotto la geniale leadership dell’Ing. Claudio Lombardi, già padre di tutte le motorizzazioni delle mitiche berlinette del team Martini Racing.

Kimera Automobili ha dunque nobilitato, attraverso i processi tecnologici moderni tutte le componenti meccaniche che hanno decretato i tanti successi del team nei campionati del mondo rally, grazie a un processo di scansione, riprogrettazione, rivisitazione e creazione di nuove matematiche e disegni che hanno reso possibile la costruzione della EVO37.

Il design dell’auto è stato concepito da Luca Betti e rivisitato, ottimizzato e sviluppato, pur rimanendo fortemente fedele alla linea primordiale, da un’équipe di stilisti. La ricerca di stilemi e dettagli che caratterizzano la linea di EVO37, vuole essere un tributo e una celebrazione dei modelli italiani che hanno vinto nei rally degli anni ’80-’90.

I sapienti interventi apportati, vogliono infatti sottolineare e rimodernizzare le linee muscolose dei fianchi, il tipico frontale a quattro fari, i cerchi di ispirazione rallystica e il maggior numero possibile di tratti distintivi che richiamano alla mente sia il carattere dell’ “ultima regina”, sia quello delle sorelle che l’hanno seguita nel tempo, da cui si prende ispirazione. Il tutto è “miscelato” con sapienza e gusto, per creare una vera e propria “scultura” a quattro ruote armoniosa, equilibrata, grintosa ed elegante.

Cosa esprime Kimera EVO37

Kimera EVO37 riassume e sintetizza know-how, gusto ed expertise totalmente italiani, in particolar modo torinesi, che hanno prodotto gli esemplari a quattro ruote entrati nell’Olimpo del motorsport e dell’automotive.

Le potenzialità di competenze che la “automotive-valley” di Torino può offrire al paese Italia, devono solo essere colte, per tornare ad essere protagonisti in un settore dove l’Italia ha sempre primeggiato, ovvero quello del design, della ricerca, della progettazione, della prototipazione e della produzione di vetture sportive stradali e da corsa, fuoriserie performanti e innovative. Questo può avvenire anche con progetti di nicchia ad altissimo contenuto tecnologico, perchè il “rinascimento” del polo dell’auto del terzo millennio passa ora, anche e soprattutto, da queste intuizioni esclusive.

Un polo tecnologico dell’auto, simbolo della capacità, del dinamismo e dell’inventiva italiane già esiste; va solo sostenuto, per poter affrontare le tante sfide che la globalizzazione ha generato anche in questo settore industriale, unitamente a quelle legate all’utilizzo di nuovi sistemi propulsivi.

Kimera Automobili progetta e produce le sue vetture con la stessa metodologia e gli stessi processi industriali dei marchi automobilistici più noti e più grandi, ma con la meticolosità e la cura artigianale dei dettagli e della qualità dei materiali innovativi e, per farlo, ha coinvolto nello stesso progetto EVO37 i migliori specialisti e fornitori in ambito automotive.

Kimera è un marchio automobilistico la cui mission è quella di evolvere auto leggendarie, con il rispetto del passato abbinato all’utilizzo delle tecnologie di oggi.
I valori aziendali si possono riassumere nella passione per le auto e l’eccellenza del lavoro, nel rispetto del patrimonio intellettuale e culturale, nella valorizzazione delle competenze territoriali, nella celebrazione della propria qualità ed originalità.

Kimera Automobili è un solido progetto imprenditoriale che trae fondamento da anni di attività nel settore automobilistico sotto altre vesti, dopo esser già stata protagonista nel motorsport, nell’ambito del Campionato Mondiale Rally e dei principali campionati internazionali e successivamente come realtà specializzata nel lavoro di recupero, restauro e ricostruzione di importanti vetture d’epoca italiane e non.

Cosa è Kimera Automobili

Il nome Kimera Automobili, riprende nel suo simbolo il significato mitologico della leonessa alata, ma è anche una metafora personale del CEO e fondatore Luca Betti, e in questo caso non rimane un sogno utopistico, ma si evolve in realtà, permettendo proprio ai sogni di continuare a vivere e splendere.

La sede aziendale è a Cuneo, presso Villa Kimera, stupendo esempio di sontuosa dimora nobiliare del XVII secolo, immersa nel verde di un giardino all’italiana in un grande parco privato. Una location favolosa e ricca di fascino, dove hanno sede gli uffici e il reparto assemblaggio diviso in singole postazioni, oltre a diverse altre zone dedicate all’ospitalità e all’organizzazione di eventi di altissimo livello. Kimera è una vera dream-factory, connubio di tradizione e alta tecnologia.

CEO di Kimera Automobili è Luca Betti, nato a Cuneo e figlio d’arte, con genitori e parenti piloti e protagonisti delle corse automobilistiche su strada degli anni ’70 e ‘80.
Il giovane Luca Betti si dedica fin dalla tenera età alla sua più grande passione, i motori e diventa pilota professionista di successo. Ottiene tante soddisfazioni in oltre 15 anni di attività, costellata da grandi vittorie in gare e campionati internazionali importanti. In parallelo, Betti non si dedica solamente al lavoro di pilota professionista, ma avvia alcune attività imprenditoriali in diversi ambiti. Nel corso degli anni crea Kimera Motorsport, la propria scuderia, con cui ottiene risultati significativi sia come pilota che come manager, arrivando a gestire in prima persona lo Junior Team del Governo di Abu Dhabi e alcune attività sportive ufficiali di Red Bull, di Ford e di Peugeot Sport nei rally.

Collaudatori/ambassador di Kimera Automobili saranno i campioni del passato che gareggiarono nel Mondiale Rally, proprio con la leggendaria squadra corse Martini Racing. Miki Biasion, in particolare, ha portato avanti sin dall’inizio il lavoro di concezione, progettazione e sviluppo della vettura e affronterà insieme a Luca Betti ed altri validissimi tester di eccezione, i collaudi di delibera della vettura finale. Fedele al suo motto “La cosa più bella che può fare un uomo,

vestito, è guidare di traverso”, il campione veneto ha profuso in questa vettura tutto il suo bagaglio d’esperienza accumulato in tanti anni di competizioni internazionali. C’è molto di lui, in questa Kimera EVO37.

Per i suoi contenuti tecnici, prestazionali e rievocativi, Kimera Automobili ritiene che questa vettura artigianale tailor-made possa suscitare un notevole interesse in ambito internazionale. L’auto, realizzata in soli 37 esemplari di cui 11 già assegnati ad importanti collezionisti, sarà realizzata e consegnata agli acquirenti provenienti da paesi di tutto il mondo ad un prezzo base di 480.000 Euro. La commercializzazione sarà gestita direttamente da Kimera Automobili e da alcuni dealer esclusivi e selezionati.

L’azienda fa sapere inoltre che “Kimera Automobili presenterà ufficialmente EVO37 al prossimo Festival of Speed di Goodwood, nel mese di luglio. La consegna dei primi esemplari, attualmente già in produzione, è prevista a partire da settembre”.

Rally delle Azzorre e Rally Roma Capitale premiati dalla FIA

Un grande riconoscimento ha coinvolto il Rally di Roma Capitale che insieme al Rally delle Azzorre è il primo evento del FIA Europan Rally Championship a meritare le due stelle nell’ambito del FIA Environmental Accreditation Programme, il programma della Federation Internationale de l’Automobile che premia le manifestazioni virtuose dal punto di vista del rispetto e della tutela ambientale.

L’importante attribuzione è stata ottenuta al termine di un’accurata procedura di valutazione e revisione che ha confermato la manifestazione capitolina come un’eccellenza anche sotto questo importante punto di vista. Il programma di accreditamento ambientale della FIA ha infatti lo scopo di aiutare gli attori del motorsport internazionale, in primis gli organizzatori, a misurare e migliorare le loro prestazioni ambientali, introducendo una filosofia organizzativa orientata alla gestione ambientale chiara e coerente nello sport motoristico e nella mobilità in generale.

Il sistema di valutazione tiene conto di numerosi parametri tra cui la presenza di personale dedicato allo studio di pratiche rivolte alla salvaguardia ambientale, obiettivi, comunicazione, uso dell’energia, consumo dell’acqua, gestione nello smistamento e recupero rifiuti, rispetto del territorio, emissioni e non solo. Il Rally di Roma Capitale, che ha avanzato richiesta di certificazione forte di un approccio sempre più orientato alla valorizzazione di questi aspetti, ha rafforzato molto le attenzioni green nel corso delle ultime edizioni. Un esempio sono i ciclomotori elettrici usati al Villaggio di Ostia nel 2019, oppure la raccolta differenziata svolta nei luoghi più importanti del rally oppure ancora il monitoraggio della produzione di rifiuti al parco assistenza.

“Ricevere le due stelle nel FIA Environmental Accreditation Programme in un momento storico in cui motorsport e green stanno avvicinando prepotentemente i loro orizzonti – ha commentato Max Rendina, anima e cuore del Rally di Roma Capitale – è un motivo di orgoglio e di vanto per tutto il nostro staff. Anche una manifestazione di rally ha ampi margini dove implementare comportamenti e buone pratiche atte a migliorare l’impatto ambientale, soprattutto sui territori ospitanti. Non esiste probabilmente pratica sportiva, se non il ciclismo, così a contatto con l’ambiente come i rally. Siamo continuamente circondati dagli scenari che ci ospitano e per questo abbiamo il dovere non solo sportivo, ma anche etico e morale, di prenderci cura di questi fondamentali aspetti. Un ringraziamento a chi ci ha concesso il privilegio di queste due stelle, che non vogliono essere un punto di arrivo, bensì un punto di partenza per far sì che anche il Rally di Roma Capitale possa lasciare la sua impronta green nel futuro”.

Aci Sport Spa: il nuovo presidente è Vincenzo Credi

Cambio alla presidenza di Aci Sport Spa. Il presidente Mario Colelli viene sostituito dal presidente dell’Ac Modena Vincenzo Credi. Confermato Marco Rogano alla direzione generale della società.

Alla fine del mese di aprile 2021, infatti, scadeva il mandato degli attuali vertici, che non sono stati confermati, fatto salvo Marco Rogano, dall’assemblea che doveva rivedere, con elezione, la composizione dell’organigramma di Aci Sport Spa, società dell’Automobile Club d’Italia che svolge attività di promozione, comunicazione, valorizzazione di competizioni e campionati che Aci organizza sul territorio italiano.

Al termine dell’assemblea, il presidente dell’Automobile Club d’Italia Angelo Sticchi Damiani, ha nominato presidente il geminiano Vincenzo Credi e riconfermato l’attuale direttore generale Marco Rogano. Per il presidente dell’Automobile Club Modena Vincenzo Credi e per lo stesso Ac provinciale la presidenza di Aci Sport rappresenta un riconoscimento sportivo che dà prestigio alla città dei motori, accrescendone l’importanza a livello nazionale e rinverdendo i fasti dei tempi d’oro della Modena Terra di Motori.

Istituito dalla Fams il Trofeo Silvio Stefanelli

La Fams istituisce il Trofeo Memorial Silvio Stefanelli, per ricordare il copilota sammarinese prematuramente scomparso lo scorso autunno. Silvio Stefanelli è stato il più grande navigatore che San Marino abbia mai avuto.

In 30 anni di carriera ha partecipato ad oltre 200 gare a livello italiano ed internazionale affiancando piloti quali Massimo Ercolani, Daniele Ceccoli, Paolo Valli, Guliano Calzolari, Jader Vagnini , Loris Baldacci, Filippo Reggini, ed altri ancora.

Il Trofeo Memorial Silvio Stefanelli sarà una sorta di campionato sammarinese per i navigatori. A partire dal prossimo Circuito Rally, verrà premiato il miglior copilota sammarinese presente in ogni rally che si svolge sul Titano ed a fine anno il primo assoluto.

A breve verranno resi noti i criteri che designeranno il vincitore sia delle singole gare sia del Trofeo. Con il Trofeo Memorial Silvio Stefanelli, la Fams rende omaggio ad un ottimo navigatore ma anche ad un grande uomo, insignito della Medaglia d’Oro al Merito Sportivo.

L’appello: AC Lucca contro i test rally abusivi

No ai test rally abusivi. È netta la presa di posizione dell’Automobile Club di Lucca che, attraverso le parole del presidente Luca Gelli, accende un riflettore sulle prove non autorizzate che troppo spesso continuano ad essere organizzate sulle strade della provincia di Lucca. Così come in tutta la Toscana e nel resto d’Italia. E’ importante la posizione dell’Ac Lucca, un monito rivolto anche agli altri Automobile Club. Un invito a collaborare per contrastare questo pericoloso fenomeno: test rally svolti in luoghi e orari noti grazie al tam-tam sui social e nelle chat e in cui, spesso, non ci sono neppure i team di decarcerazione a garantire la sicurezza degli equipaggi. Test organizzati, spesso, con la complicità di amministrazioni comunali compiacenti o ignoranti (nel senso che ignorano esista un obbligo di iscrizione al calendario federale dei test).

“Non organizzate test rally abusivi – incalza il presidente dell’Automobile Club lucchese Gelli -. Questo appello è rivolto a piloti, navigatori e scuderie, ma anche alle stesse amministrazioni comunali, che pensano sia sufficiente pubblicare l’ordinanza di chiusura delle strade interessate dal test per essere a posto con le autorizzazioni. Non è così: l’ordinanza non copre eventuali responsabilità in caso di problematiche o incidenti. I test rally per non essere considerati abusivi devono essere organizzati secondo il regolamento sportivo della Federazione sportiva Aci Sport, l’ente che autorizza e monitora appuntamenti di questo tipo: non solo, quindi, le gare, ma anche le prove. Ecco perché l’ordinanza di chiusura non è sufficiente, perché mancano comunque tutti quei presidi di sicurezza indispensabili quando si corre macchina”.

La presa di posizione non è casuale. L’Automobile Club di Lucca è infatti venuto a conoscenza di un nuovo test abusivo previsto nei prossimi giorni in Valle del Serchio: test già segnalato alla Polizia Municipale, così da intervenire come è opportuno fare.

“Per la sicurezza di tutti, partecipanti e cittadini, e per il corretto svolgimento dell’evento, è infatti necessario il parere della Federazione – continua Massimiliano Bosi, fiduciario sportivo Ac Lucca -. Ma non solo. Come si legge nella normativa vigente, i test possono essere organizzati solo da titolari di licenza di organizzatore o di costruttore Aci Sport in corso di validità, o dai team titolari di licenza che rappresentino ufficialmente una casa automobilistica costruttrice. E ancora: per il corretto svolgimento della prova, devono essere prese precise misure di sicurezza mediche e tecniche, come la presenza di ambulanze e dei team di decarcerazione, per permettere l’intervento medico e paramedico in caso di bisogno. E serve la sottoscrizione di una polizza assicurativa che copra danni a cose e persone. Insomma, ci sono regole e norme da rispettare per organizzare questi eventi, disposizioni che garantiscono la sicurezza di tutti: non possono essere ignorate”.

“C’è poi l’ultimo aspetto, non meno importante – conclude il presidente Gelli -. Il danno di immagine che questi test abusivi fanno nei confronti di uno sport complesso come il rally. Chi tiene al rally, chi corre il rally, chi ama il rally dovrebbe fare di tutto per diffondere nel modo più genuino, più spontaneo, più positivo possibile questo sport. Per questo motivo chiediamo a tutti, alle amministrazioni locali, alle scuderie, ai potenziali organizzatori, di rispettare il regolamento vigente e di porre la giusta e necessaria attenzione. D’altro canto, non possiamo fare altro che prendere una posizione netta: chiunque contravverrà a questa norma e agevolerà un test abusivo, non potrà più far parte del mondo di ACI e sarà deferito alla Procura Federale di ACI Sport. Nell’Automobile Club trovate l’interlocutore giusto: noi siamo a disposizione per supportare gli sportivi, aiutarli nella gestione degli aspetti normativi e burocratici. Proprio per questo motivo stiamo già lavorando con la Federazione per semplificare al massimo le procedure per organizzare test regolari. E, contemporaneamente, abbiamo già preso la decisione, come Ac Lucca, di realizzare almeno quattro test rally l’anno, prima dei quattro eventi rallistici della nostra provincia”.