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Babbuini, giraffe e zebre: la magia del Safari nei tweet dei piloti

Non sarà il Safari Kenya degli anni ’80 e ’90, ma la gara africana mantiene intatta il suo fascino, insidiosa e misteriosa. Sarà una prima volta per tutti i protagonisti del WRC, quella nelle selvagge strade keniote dove gli incontri con gli animali e la fauna tipica dell’Africa sono all’ordine del giorno.

Gli organizzatori si sono impegnati a controllare accuratamente il percorso per evitare che gli animali, possano creare situazioni di pericolo per loro stessi e anche per gli equipaggi impegnati in gara. Il primo a postare un tweet è stato il francese Adrien Fourmaux: un video dove si nota un babbuino maschio che gioca e passeggia sul cofano della vettura utilizzata dal francese per compiere le ricognizioni del percorso.

Prima giornata di ricognizioni incredibile, guarda cosa abbiamo incontranti durante le reco del percorso! – questo il tweet del pilota transalpino

Strani incontri anche per Ott Tanak, che è stato fotografato vicino ad un bellissimo esemplare di giraffa

Chiudiamo questa simpatica carrellata di tweet con quello del giovane Solberg

Addio al Rally Monte Caio: non ci sarà un seguito

E poi ci sono quelle notizie che non vorremmo mai darvi. Quelle notizie che ci raccontano di una piccola ma luminosa stella nel firmamento dei rally italiani che si spegne. Tocca al Rally Monte Caio, competizione andata in scena sulle strade dell’Alta Val Parma dal 2010 al 2019 e che quest’anno avrebbe dovuto riproporsi in una veste rinnovata (da ‘ronde’ a ‘rally day’) nel fine settimana del 9 e 10 ottobre prossimi.

“Pur se a malincuore, la Scuderia Jolli Corse, l’ASD Monte Caio e la Scuderia San Michele – le tre entità che hanno creato e cresciuto la manifestazione – hanno infatti deciso di non dare seguito a quello che, da quest’anno, si sarebbe dovuto chiamare Rally Day Monte Caio. A portarli a questa sofferta decisione, le tante difficoltà ed incertezze innescate dalla pandemia che sta tenendo in scacco il mondo intero da oltre un anno: lo scenario attuale non consente infatti di porre le necessarie fondamenta sulle quali pianificare il futuro della manifestazione, troppo alti sarebbero i rischi di dar vita ad un evento che, al contrario di quanto avvenuto sinora, finirebbe per portare alcun beneficio al proprio territorio”. Così è scritto in un comunicato stampa.

Gli organizzatori della competizione si congedano tracciando un bilancio della loro esperienza decennale. Partiamo con Andrea Galeazzi: “E’ un momento molto particolare, contraddistinto da sentimenti tanto forti quanto contrapposti – spiega il portacolori di Jolli Corse -. Da un lato, ovviamente, c’è il dispiacere per questa scelta che, tuttavia, riteniamo essere la più corretta e razionale sotto ogni profilo. Per contro, ci sono la soddisfazione e la gioia per tutto quello che abbiamo vissuto sinora. La creazione della gara, nel 2010, fu un’autentica scommessa nella quale credettero con fermezza mio padre Franco, Loris Mercadanti e Michele Tedaldi; organizzare un rally sulle strade di casa nostra era un sogno ma anche un’impresa per via delle tante difficoltà logistiche, ma dopo la prima edizione, nella quale il mondo dei rally ci ‘prese le misure’, la manifestazione decollò alla grande, collezionando numeri importanti e divenendo in breve un appuntamento di riferimento nel programma stagionale di tanti concorrenti”.

“Chiudiamo questa bellissima parentesi con l’orgoglio di essere riusciti a portare sulle strade tizzanesi le più importanti auto da rally, ma anche di aver dato vita ad un evento molto apprezzato da tutti: piloti e navigatori venivano attratti da quel clima accogliente, caldo e familiare, che solo qui trovavano; la nostra comunità apprezzava la manifestazione, vivendola con spirito di condivisione e massima apertura nei confronti degli sportivi. Insomma, la Ronde Monte Caio è stata un’autentica festa sportiva che ha saputo unire la popolazione locale, i concorrenti e gli appassionati che venivano a seguirla. Vorrei poi ricordare che la Ronde Monte Caio, nel suo piccolo, ha permesso di raccogliere fondi destinati in beneficenza di anno in anno ad associazioni ed enti locali: anche questo aspetto ha contribuito a consolidare il forte legame tra la nostra cittadinanza e la manifestazione. Non finirò mai di ringraziare tutti coloro che, in questi anni, hanno contribuito alla riuscita della competizione: dai concorrenti ai residenti, dai volontari alle amministrazioni locali senza dimenticare i nostri preziosi sponsor”.

A Galeazzi fa eco Loris Mercadanti: “Dover arrestare la splendida avventura del ‘Rally Ronde del Monte Caio’ è per me un grande rammarico – sospira il presidente dell’ASD Monte Caio. E’ stata un’esperienza molto bella ed appagante per quanto, è ovvio, anche molto impegnativa; aver condiviso questo percorso con l’amico Franco Galeazzi e con suo figlio Andrea ha reso il tutto ancora più bello. Si chiude, anche per eventi al di sopra della nostra volontà, una parentesi significativa, della quale serberò ricordi indelebili, il più forte dei quali è la simbiosi che si era creata tra la manifestazione sportiva ed il nostro territorio: questo era il nostro scopo primario, quando nel 2010 decidemmo di dare vita alla gara. Sapere di aver pienamente centrato l’obiettivo è stato, ed è, motivo di grande orgoglio e soddisfazione; e se questo si è potuto ottenere, merito va dato a tutticoloro che ci hanno affiancato e supportata in questa esperienza decennale: la Provincia, la Prefettura di Parma, l’ACI Parma, i Comuni coinvolti, primo fra tutti, ovviamente, quello di Tizzano, che ci è sempre stato molto vicino: fondamentale la collaborazione delle forze dell’ordine, in particolare quella dei Carabinieri Tizzanesi, della Questura, dei Vigili Urbani, delle Guardie Forestali, della Protezione Civile, ma principalmente dei tanti amici volontari che ci hanno affiancato con passione, dedizione e competenza. Ancora più fondamentale è stato l’apporto dato dalla Scuderia San Michele di Bedonia, ed i partner commerciali che hanno creduto nella nostra iniziativa, sostenendola sempre con calorosa convinzione. A tutti loro va il mio più sentito ringraziamento”.

I numeri del Rally Monte Caio

La Ronde del Monte Caio ha vissuto 10 edizioni. In totale, gli iscritti sono stati 811, gli equipaggi che hanno preso effettivamente il via sono stati 804, mentre 629 sono state le vetture giunte al traguardo e 174 gli abbandoni. L’edizione con il maggior numero d’iscritti è stata quella del 2012, con 119 vetture. Due i piloti sempre presenti: sono i parmensi Andrea Galeazzi e Gabriele Frazzani. Lo stesso Andrea Galeazzi e l’altro locale Simome Rabaglia sono i conduttori con il maggior numero di arrivi (9).

Il record di successi assoluti è del varesino Mauro Miele e del suo navigatore alessandrino Luca Beltrame, con 4 sigilli. Invece, in testa alla graduatoria del maggior numero di successi di classe c’è ancora Andrea Galeazzi, con 8 vittorie. La gara del 2011 sarà ricordata per essere stata quella con il minor distacco tra i primi due equipaggi: 3″6, mentre il Monte Caio 2016 ha visto concretizzarsi il divario maggiore fra primo e secondo classificato (31″5).

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La Peugeot 208 Rally4 ufficiale si rifà il look

Due gare vinte su due disputate in questo Campionato Italiano Rally 2 ruote motrici 2021; la nuova Peugeot 208 Rally4 è la degna erede della gloriosa 208 R2B che ha fatto divertire e vincere tanti piloti italiani e non solo. Oggi la 208 Rally4 in vista del suo terzo appuntamento nel CIR si veste con una nuova livrea che esalta ancor più le sue linee dinamiche e valorizza i tanti partner che accompagnano l’avventura ufficiale della 208 nel Tricolore 2021.

Infatti, al San Marino, del 25 e 26 giugno prossimi, la 208 Rally4 dell’equipaggio ufficiale sfoggerà una livrea totalmente inedita, caratterizzata da tre colori base: il bianco, il grigio ed il blu. Sul frontale e sul posteriore il tricolore italiano, a conferma dell’importanza dell’Italia nel palmares delle vittorie della Casa del Leone.

Andrea Nucita: “Correre da ufficiale è stato un grande traguardo per la mia carriera. Vincere subito le prime due gare disputate è stata la conferma che siamo il team da battere in questa stagione, grazie anche alla grandiosa 208 Rally4. Il team ufficiale gestito dalla F.P.F. Sport di Fabrizio e Michele Fabbri non ha bisogno di tante presentazioni, ritengo sia quanto di meglio si possa desiderare. Correre a fine giugno il San Marino con una nuova ed inedita livrea mi fa oggi ben sperare per il prosieguo del campionato. Abbiamo investito tanto tempo ed energie in questa stagione e vogliamo continuare ad esser protagonisti nel CIR 2021. Forse qualcuno per scaramanzia non avrebbe mai accettato di cambiare colori e livrea, ma siamo convinti che gli elementi che ci hanno finora portato sul gradino più alto del podio siano ben più solidi e resistenti.”

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Test in Finlndia per la nuova Hyundai I20 Rally1

Seconda sessione di test per la nuovissima Hyundai I20 Rally1, che dopo i test svolti un mese fa in Francia, torna in strada in Finlandia. La vettura, rispetto ai precedenti test svolti in Francia presenta alcune importanti novità, la più importante riguarda il sistema di raffreddamento posteriore con due “aperture”.

Questo elemento è sicuramente la grande novità a livello aerodinamico presente sulle nuove vetture Rally1, l’interesse è quello di raffreddare le batterie poste nella parte posteriore cella vettura. A condurre la vettura in questa sessione di test è stato l’estone Ott Tanak, reduce da un’importante allenamento su asfalto in Italia, dove lo scorso week-end ha disputato il Rally Alba e poi disertato il podio.

Ricordiamo che l’estone assieme a Thierry Neuville, farà parte della line-up 2022 della casa coreana, assieme a loro con molta probabilità sulla terza I20 rally1 dovrebbe esserci Oliver Solberg.

Video e foto copertina Jari Pekanpalo

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Rally della Carnia 2019: Lorenzo Luches meglio di Fantozzi

Due settimane al Rally Valli della Carnia 2021 e intanto riavvolgiamo il nastro a due anni fa per dare spazio alla piccola, intensa storia dell’ultimo arrivato, Lorenzo Luches in coppia con Alessio Colombo su Renault Clio RS di Classe N3. “Guarda, ad essere sincero – racconta il driver triestino – non avevo neanche idea di essere arrivato ultimo, so solo che l’importante era portare a termine un rally così speciale da meritare ogni sforzo per arrivare al traguardo, conquistato al termine di mille peripezie”.

Partito il sabato sera, l’equipaggio Mrc Sport si è ritrovato sulla prova di Feltrone decisamente sporca, finendo per picchiare contro un sasso e rompere la coppa dell’olio. “Facendo un giro enorme di chiamate siamo riusciti a trovare un artigiano gentilissimo che abita vicino a Villa Santina, il quale in men che non si dica ci ha saldato e riparato la coppa dell’olio”.

Di nuovo in gara la domenica, grazie al super rally. Obiettivo fare km ed esperienza, ma con la nuvola di Fantozzi stabile sopra l’abitacolo. “Nella speciale di Invillino, appena poco dopo la partenza, ci siamo ritrovati l’auto che partiva davanti a noi incidentata. Risultato, prova abortita. Nella successiva di Fusea-Lauco, un capriolo ci ha attraversato la strada, mentre durante il trasferimento verso quella del Passo Pura abbiamo bucato”.

Tutto qui? Macché: “Ci siamo fermati lungo la strada per sostituire la ruota, ma alzando la macchina ha ceduto il cric, quindi siamo andati in cerca di un altro, che gentilmente un signore ci ha prestato direttamente dal suo garage”. Luches riesce persino a ricordare che “le prove che siamo riusciti a fare senza intoppi sono andate molto bene, per esempio la seconda di Fusea-Lauco dove abbiamo firmato un 22. assoluto niente male, considerata la nostra macchina”.

E può così concludere: “Esperienza comunque super positiva. Io e Alessio ci siamo divertiti, abbiamo vissuto un’avventura unica e imparato un sacco di cose. È chiaro che tutti ci mettiamo in testa di vincere, ma tante volte bisogna saper affrontare i problemi e risolverli, usando la testa e mantenendo la calma in modo tale da portar a casa un importante bagaglio d’informazioni per le gare future”.

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Monica Caramellino racconta il suo debutto in R5 ad Alba

Ci sono appuntamenti che non si possono mancare. Per Monica Caramellino uno di questi è il Rally di Alba che la rallista di Nole Canavese ha affrontato domenica scorsa per la settima volta in carriera.

“Non c’è dubbio che il Rally di Alba mi piaccia moltissimo. E, nonostante i miei impegni di famiglia e di lavoro, faccio sempre l’impossibile per metterla nel mio programma stagionale e sono felice che dal 2015 (anno in cui il Rally di Alba è tornato in calendario dopo un’assenza di alcune stagioni) io sia sempre riuscita a schierarmi al via, vedendo sempre la pedana di arrivo” afferma con giusto orgoglio Monica Caramellino che nelle scorse stagioni ha sempre partecipato alla gara delle Langhe al volante di una Peugeot 208 VTI di Classe R2B; mentre quest’anno si è presentata per la prima volta al via di un rally con una Škoda Fabia di Classe R5.

“Credo che il Rally di Alba sia la gara giusta per compiere dei grandi salti di qualità, per dare una svolta alla propria vita. E non perché le prove speciali della gara albese siano più facili delle altre. Proprio no, anzi il contrario. Sono prove velocissime, dove il cuore pulsa a mille, impegnative, con la strada sporca per la polvere che scivola dalla collina o il fango portato sull’asfalto dai ruscelletti in caso di pioggia (e ne abbiamo avuto una dimostrazione due anni fa). E poi c’è il dosso di Somano, che non importa in quale verso lo si faccia, si vola e basta. Ma tutto questo è lo stimolo per essere presente a una gara, che coinvolge 186 equipaggi, che evidentemente apprezzano come me queste prove speciali”.

Ovviamente una persona competitiva come Monica Caramellino non poteva certo facilitarsi le cose scegliendo una classe poco affollata. “Salvo nelle annate di inizio carriera, nelle quali ho corso con la Mini Cooper S, mi sono sempre confrontata in Classe R2B, una delle più affollate degli elenchi iscritti delle gare. Ora sono finita in una Classe R5 che ad Alba proponeva 37 iscritti. Mi risulta che ci siano rally che non raggiungono un simile numero fra tutti i partecipanti. E in questo sta il bello, perché la Classe R5 è, se possibile, ancora più accesa e incandescente della R2B” sottolinea Monica Caramellino che all’esordio con la berlinetta boema ha disputato una gara molto attenta e precisa; in costante crescita, migliorando continuamente i tempi a ogni passaggio sulle prove speciali, nonostante il fondo stradale fosse decisamente più sporco e la stanchezza che toglieva le energie, complice il gran caldo, con temperature sahariane mai mitigate dal venticello che dovrebbe soffiare sulle colline albesi.

“Mi sono divertita moltissimo; sono felice come se avessi vinto il mondiale. Ho dovuto cambiare impostazione di guida rispetto alla Peugeot di Classe R2B. La Škoda Fabia frena più forte accelera più forte, le quattro ruote motrici percorrono le curve in modo diverso. Bisogna imparare a conoscerla e non lo si può fare in una sola gara. E soprattutto bisogna crederci, mai demoralizzarsi se qualcosa non riesce alla perfezione. Nella prima prova speciale ho compiuto un testacoda di 360° e mi sono fermata con il muso che puntava esattamente nella direzione giusta. In quei pochi istanti, che durano un’eternità, sentivo i paletti del bordo strada sbattere contro la carrozzeria e li vedevo negli specchietti volare via da tutte le parti. Appena mi sono fermata non sono stata a pensarci su e ho ripreso la gara. Non avevamo danni ed era urgente ripartire” dice Monica Caramellino che prosegue “Questa è la mia 46esima gara. Se mi volto indietro non mi sembra possibile aver percorso tanta strada in prova speciale, anche se rimango la Monica di sempre, soprattutto appassionata di corse. Vorrei ringraziare chi mi ha supportato in questi anni: innanzi tutto la mia famiglia. Gli sponsor, ma anche coloro che mi sono stati vicino con i loro consigli, aiutandomi nelle scelte, insegnandomi moltissimo di questo mondo. E anche gli organizzatori, che nessuno ricorda mai, che sono capaci di mettere in piedi manifestazioni meravigliose come questo Rally di Alba, che è bello non solo in prova speciale, ma per tutto il contorno e il folklore che esprime. In questa gara ho finalmente rivisto il pubblico, grazie al fatto che si è allentata, ma non finita l’emergenza Covid. Vedere la gente a bordo strada aiuta noi che siamo in macchina, quindi mi sembra giusto rivolgere un ringraziamento anche a loro” riflette la rallista canavesana.

Per la prima volta affiancata da Lorena Boero, Monica Caramellino ha subito instaurato un ottimo feeling con la navigatrice ligure. “Lorena è una grande professionista, che ha corso decine di gare sulle vetture di Classe R5, vincendo il suo ultimo rally meno di due mesi fa. Una sicurezza e proprio grazie al fatto che mi infondesse serenità in tutti i momenti della gara mi ha aiutato ad affrontare questa che per me è stata una meravigliosa avventura, che non volevo finisse mai”.

Ma si sa, anche i sogni più belli svaniscono all’alba, come il Rally di Alba che dopo nove prove speciali ha posto davanti ai concorrenti la pedana di arrivo che Monica Caramellino e Lorena Boero hanno scalato in 69esima posizione assoluta. Ma come torna la notte per permetterci di sognare, anche il Rally di Alba tornerà il prossimo anno. Nel frattempo Monica Caramellino sta già pensando a un’altra gara da affrontare con la Škoda Fabia R5 di cui, ormai, è pazzamente innamorata.

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Curiosità: Fabrizia Pons dona un trofeo al San Bortolo

Chi ha l’animo buono, chi è in grado di provare gratitudine e di dare il giusto valore ai gesti di solidarietà, di carità, di assistenza, è in possesso di qualità che probabilmente non perderà mai. E così, la copilota torinese Fabrizia Pons – non più giovane ventenne – non perde occasione per stupire per gesti semplici di gratitudine e di disponibilità.

Gesti tanto semplici quanto importanti, perché la Pons, oltre ad essere una Signora, è principalmente una grande campionessa ammirata e stimata in ogni angolo del Pianeta e sa che uno sportivo dà l’esempio perché è giusto e perché in tanti faranno come lui (lo sportivo) e lei (la Pons). Succede che Fabrizia ha donato un trofeo per ringraziare il reparto di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale San Bortolo e l’11 giugno lo ha consegnato al suo direttore, il dottor Alberto Momoli, insieme al suo pilota, l’imprenditore vicentino Lucky Battistolli, presidente del Gruppo Battistolli nonché dell’Ac Vicenza e campione rally, con cui corre abitualmente.

“La storia dietro a questo dono così particolare inizia un anno fa, quando Fabrizia Pons, mentre effettuava un test di rally con Alberto Battistolli, figlio di “Lucky” e anche lui promettente pilota, è vittima di un incidente riportando la frattura di una clavicola e di una caviglia”, rende noto l’ufficio comunicazione della Ulls 8. Proprio su consiglio di Luigi Battistolli, Fabrizia Pons – che vive a Torino – viene operata al San Bortolo dal dottor Momoli”.

Ma perché? “L’anestesia, che temevo per precedenti esperienze, andò veramente benissimo e le due operazioni, eseguite in contemporanea, sulla scapola sinistra e sulla caviglia destra furono perfette – ha dichiarato Fabrizia Pons -. Essere in reparto al San Bortolo fu piacevole e il personale infermieristico gentilissimo e paziente. Le mie compagne di stanza parlavano tutte in dialetto veneto, che io adoro, il che mi aiutò a ritrovare un po’ di morale nei primi giorni dopo l’intervento. Ci tengo a ringraziare di cuore tutta l’equipe medica del dottor Momoli e tutto il personale infermieristico del reparto di Ortopedia”.

Per la navigatrice piemontese il ritorno alle gare avveniva meno di due mesi dopo l’incidente, al rally Vallate Aretine, disputato questa volta insieme a Luigi Battistolli e concluso nel migliore dei modi, con una vittoria assoluta. Una vittoria che è anche un successo dell’equipe di Ortopedia e Traumatologia del San Bortolo: da qui l’idea di donare al dott. Momoli un trofeo con incisi i titoli assoluti conquistati dall’equipaggio Battistolli-Pons e la vittoria della prima gara del 2020, subito dopo l’incidente.

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La bella sinergia tra il Rally Italia Sardegna e l’Olbia Calcio

Chi l’ha detto che rally e calcio non posso coesistere o andare, persino, a braccetto? Il chiaro esempio di collaborazione tra i due sport è arrivato al Rally Italia Sardegna, dove la locale squadra di calcio militante in Lega Pro (la terza serie nazionale) è stata coinvolta a 360° nel rally. Le strutture della società sono state messe a disposizione degli organizzatori, con lo spazio sotto la “Curva Mare” sede del tifo più caldo dei “bianchi di Gallura” che è stato adibito a refueling delle vetture P1, P2, P3 del Mondiale.

Le foto di Dani Sordo che fa rifornimento all’interno dello stadio intitolato a Bruno Nespoli, hanno fatto il giro dei social. Mentre il campo di allenamento, situato in località “Basa” è stato utilizzato per ospitare gli elicotteri al seguito della gara.

Nella giornata di sabato, due calciatori tesserati con l’Olbia Calcio sono saliti come co-driver con le vetture elettriche guidate dall’esperto Manfred Stohl. A dettare simbolicamente le note all’austriaco sono stati l’esperto brasiliano, ma con cuore sardo Emerson e la giovane speranza locale Secci. Il test si è svolto nell’incantevole area del Parco di Porto Conte, nel territorio di Alghero.

Le vetture messe a disposizione erano la nuova Citroen C3 Rally2 ERX e le piccole Smart. Entusiasti i due calciatori: “Neanche l’esordio in serie A contro la Roma è stato così bello, è stata un’esperienza veramente unica”, così Emerson al termine del giro sullo sterrato di Porto Conte. Sulla stessa linea d’onda anche il giovane Secci: “Abbiamo fatto una curva in maniera assurda è stato veramente bello”.

Ma non finisce qua, infatti la società ha voluto omaggiare con una maglietta “home” i vincitori della gara valida per il Campionato Italiano Rally Terra, ovvero Paolo Andreucci e Rudy Briani. I due hanno ricevuto due magliette celebrative con il loro cognome e il numero 103 che era anche il loro numero di gara
Una sinergia importantissima e vincente, che va vista come un piccolo grande segno di ripartenza e come segnale importantissimo che rally e calcio possono fare squadra per portare in giro i territori, la storia e le tradizioni delle località ospitanti.

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Riconoscimento alla carriera per Gelsomino e Arena

In questi ultimi anni il movimento rallystico italiano è ancora alla ricerca dell’erede di Miki Biasion, campione del mondo nel 1988 e 1989, e di Piero Liatti, vincitore nel 1997 del mitico Rally di Monte Carlo, al volante della Subaru Impreza WRC. Il successo del “biellese volante” è tutt’ora l’ultimo di un pilota italiano nel Mondiale Rally. Per fortuna, dopo 32 anni senza un titolo mondiale e 24 senza vittorie, a tenere alto il Tricolore sulla scena internazionale ci hanno pensato diversi navigatori, i quali hanno raggiunto traguardi di assoluto valore. Tra questi ci sono sicuramente Alex Gelsomino e Nicola Arena.

IMG 20210508 WA0020 Riconoscimento alla carriera per Gelsomino e Arena
Alex Gelsomino

Il primo, nato a Palermo ma residente negli Stati Uniti, ha legato a doppio filo il suo nome con quello del funambolico Ken Block, con il quale collabora dal lontano 2005. In questi 16 anni al fianco dello “show man” del controsterzo, il navigatore siciliano ha avuto modo di disputare diverse gare del Mondiale Rally a bordo, prima di Ford Focus WRC, e poi di Ford Fiesta WRC e WRC Plus, raccogliendo come miglior risultato un settimo posto al Rally Mexico del 2013.

Oltre a Block, Gelsomino ha affiancato in alcune gare, sempre del WRC, l’attuale capitano del team Ford, ovvero Gus Greensmith, cogliendo un ottimo terzo posto nel WRC2 in occasione del Wales Rally GB 2018. Inoltre, dopo una collaborazione decennale con la Ford, a partire da quest’anno è passato a correre, sempre al fianco di Block, per la Subaru nel Campionato Americano. Infine, grazie alla sua esperienza, ha corso con diversi giovani piloti americani con l’intento di farli crescere anche Oltre Oceano, come nel caso della giovane Keanna Erickson-Chang, con la quale ha preso parte ad alcune gare del Campionato Francese.

IMG 20210508 WA0021 Riconoscimento alla carriera per Gelsomino e Arena
Nicola Arena

Per quanto riguarda il navigatore ligure, il suo debutto risale al 1988 quando prese parte al Rally della Lanterna al fianco di Pino Spagnolo su A112 Abarth. Da lì in avanti non si è più fermato, raggiungendo quest’anno il traguardo delle 500 gare in carriera, nelle quali ha saputo conquistare 19 vittorie assolute (13 con Corrado Fontana, 2 con Khalid Mohammad Al-Suwaidi e le restanti 4 divise equamente tra Enrico Bertone, Abdullah Al-Kuwari, Andrea Zivian e Amjad Farrah), un Campionato Italiano WRC (2020), quattro titoli nell’ambito dell’International Rally Cup (2005,2006,2013,2015) e il mondiale produzione nel 2015 con Gianluca Linari. Infine, può vantare una grande esperienza a livello internazionale avendo preso parte a diversi appuntamenti del Campionato Medio Orientale, del Mondiale Rally e del Campionato Asia-Pacifico.

Ovviamente i risultati ottenuti da questi due navigatori nel corso delle rispettive carriere non potevano passare inosservati, ed infatti la Mercurio Squadra Navigatori Rally (squadra sportiva creata con l’obiettivo di raccogliere sotto lo stesso emblema i migliori co-drivers presenti sul territorio nazionale.) ha deciso di premiarli conferendogli il premio di membri onorari.

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Addio a Giovanni Fenoglio, patron di Nordauto

Una notizia che gela il sangue nelle vene. E’ morto un gentiluomo, conosciuto e apprezzato in tutto il Piemonte imprenditoriale e sportivo. Giovanni Fenoglio, per tutti da decenni era Vanni, era lo storico titolare del salone Nordauto a Beinette ed era un rallysta, che non aveva mai perso la passione e che nonostante l’evoluzione dei tempi era rimasto legato ai “vecchi” amori.

Giovanni Fenoglio è deceduto la notte scorsa, a causa della rapidissima evoluzione di una malattia che non gli ha lasciato scampo. Se n’è andato tra l’affetto dei familiari, che lo hanno accudito in casa fino all’ultimo momento. Aveva 78 anni. A Villanova d’Asti aveva avuto per oltre vent’anni la pista di car cross Rio Cheroso, dove in tanti si sono divertiti, ma soprattutto era un grande appassionato di auto da corsa. La sua seconda moglie era una Lancia Stratos Gruppo 4 che spesso portava a rally e raduni.

Giovanni Fenoglio
Giovanni Fenoglio

Lascia la moglie Marilena, i figli Cristiano e Giorgia, i nipotini, la sorella Marita, che lo ha supportato durante tutta la carriera in concessionaria, e il fratello Edo, con il quale ha condiviso la realizzazione del sogno e il dolore della perdita del nipote Beppe. I funerali sono previsti lunedì 7 giugno alle 15 nella chiesa di Villavecchia.

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Rally Italia Sardegna sostiene la giornata Mondiale dell’ambiente

Anche il WRC ha celebrato la giornata Mondiale dell’ambiente a Olbia. Alla cerimonia erano presenti il campione del mondo in carica e portacolori di Toyota Sébastien Ogier, il belga Thierry Neuville per Hyundai Motorsport e il finnico Teemu Suninen per Ford. I tre piloti del WRC, hanno piantato un albero ciascuno nella zona del museo Archeologico di Olbia, situato nel cuore della città a pochi passi dal parco assistenza del rally. Assieme a loro erano presenti i ragazzi della Cooperativa di Villa Chiara.

La piantumazione di alberi è un’ulteriore riconoscimento delle attività ambientali e di sostenibilità intraprese ormai da diversi anni da ACI Italia, AC Sassari e dalla Regione Autonoma della Sardegna, per garantire la consapevolezza per la promozione della protezione per l’ambiente.

Piccoli tifosi crescono: i bimbi di Telti incontrano Marcelo Der Ohannesian

I rally in Sardegna e in particolar modo nella fascia nord dell’Isola sono una religione, fin dai tempi del Rally Costa Smeralda e dell’Asinara. Tanti bambini sono cresciuti col mito di Alén, Biasion, Toivonen, Mouton, Verini e Bettega solo per citarne alcuni e crescendo hanno trasmesso questa sana passione ai loro figli e nipoti, che col passare degli anni hanno cambiato idoli, mantenendo però immutata la passione per questo magnifico sport.

Girovagando per test e per i social in questi giorni caldissimi in Sardegna, ci siamo imbattuti in un bellissimo video dove Marcelo Der Ohannesian, co-equiper di Marquito Bulacia nel WRC2 si intrattiene a chiacchierare con alcuni bimbi di Telti che attratti da queste “macchine colorate” si sono avvicinati al piccolo service park installato dal team Toksport alla periferia del piccolo borgo gallurese, situato ad appena 10′ di strada da Olbia.

Marcelo ha risposto a tutte le curiosità dei giovani appassionati con dolcezza e sensibilità dimostrando ancora una volta, se mai c’è né fosse bisogno che il rally è uno sport del popolo e che avvicinarsi alla gente, soprattutto alle nuove leve può solo che portare buoni e positivi frutti.

Dal 5 giugno in edicola. Prenotalo dal tuo edicolante di fiducia!

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WRC, RIS 2018: Ogier vs Neuville, il peso di 7 decimi di secondo

Il RIS 2018 sarà ricordato, tra le tante cose, per la battaglia all’ultimo respiro tra Sébastien Ogier Thierry Neuville. Il francese, all’epoca prima guida del WRC del team M-Sport, arriva sull’ultima prova del Rally Italia Sardegna, che si disputa sull’incantevole scenario dell’Argentiera, con un vantaggio di appena 0”8 sull’alfiere di casa Hyundai Motorsport e i due si giocano la gara negli ultimi chilometri in riva al mare tra due ali di folla e con milioni di persone incollate agli schermi di TV, PC e Tablet per sapere come terminerà il duello rusticano tra i due.

Ma prima di scoprire come è andata l’ultima prova esaminiamo la gara dei due nostri protagonisti. Il primo duello va in scena sulla PS1 Ittiri Arena Show, dove i due piloti si affrontano in un’emozionante duello 1 a 1 sotto la pioggia, ha spuntarla è il francese per soli sette decimi sul belga.

Il Day 2 vede 8 prove speciali (quattro da ripetersi per due volte) che si disputano sotto un meteo estremamente variabile con pioggia e sole che si alternano per l’intera giornata. Questo fattore è tecnicamente un vantaggio per i due, visto che sono loro ad aprire le strade. Sulla speciale di Tula-Erula sembra di essere in Galles, con nebbia e pioggia che si abbattono sui 22 km di prova. Ed è proprio sul secondo passaggio su questa speciale che Ogier piazza una zampata pazzesca al gruppo, staccando il belga di ben 18” e balzando in testa alla gara. Vantaggio che aumenta nel corso delle altre prove, corse con condizioni meteo variabili, e alla fine della giornata Sébastien Ogier comanda le operazioni con 18”9 su Thierry Neuville e con quasi 40” sul finnico Jari-Matti Latvala terzo assoluto.

Il Day 3 che si disputa sulle classiche prove del Monte Lerno vede un sostanziale equilibrio tra i due nostri protagonisti nelle prime due speciali, mentre sulla lunga Monte Lerno di quasi 30 km, il belga Neuville tira fuori il classico coniglio dal cilindro e fa segnare un tempo monstre che gli permette in un solo colpo di rosicchiare 15” sul rivale e porta il suo svantaggio a soli 4”9. Si torna ad Alghero per il service di mezza giornata e si riparte per il secondo giro di prove sulle speciali del Monte Acuto e del Lerno, alle quali si aggiunge un passaggio sulla Ittiri Arena. Ed è proprio sulla prova “spettacolo” che Neuville rosicchia altri 2” al francese. Adesso il distacco tra i due è di soli 2”9.

Sulla Coiluna-Loelle 2 prova di forza del campione del mondo che vince la prova e guadagna 3”9 sul belga, riportando il vantaggio a 6”8. Sui 29 km della Monti di Ala’ Neuville restituisce il favore al francese, vincendo la prova e recuperando 2”5 al pilota M-Sport. Si arriva quindi sui quasi 30 km della Monte Lerno 2 con i due separati da soli 4”3. Entrambi sanno che su questa prova ci si gioca tanto ed entrambi affrontano la Monte Lerno in modalità full-attack, 30 km vissuti col cuore in gola, il tempo a fine prova è praticamente uguale. Thierry riesce a rosicchiare appena 4” decimi di secondo al francese.

La tensione in quel di Alghero si taglia a fette, tutti sanno che quello che sta andando in scena è un duello stupendo tra due grandi Campioni e due grandissimi team. Gli occhi di tutti gli appassionati e media di tutto il mondo, sono su questi due ragazzi che si stanno apprestando a scrivere una bellissima pagina di storia del RIS e non solo.

Il Day 4 prevede solamente quattro prove “corte”, diverse tra loro, ma ugualmente impegnative. La Cala Flumini prova di media velocità tra muretti a secco, mentre l’Argentiera è una prova sabbiosa e un po’ “bastarda” (tecnicamente parlando), incastonata in uno scenario unico al mondo. Parte fortissimo Thierry Neuville che vince le prime tre prove di giornata è riduce il suo gap dal transalpino a soli cinque decimi di secondo. La tensione alle stelle. Sarà la prova Argentiera a decretare il vincitore di questo Sardegna 2018. La prova è affollatissima, i fans club delle due squadre aspettano all’arrivo i due contendenti, mentre ad Alghero nei service park dei due team non vola una mosca, si trattiene il respiro.

Ore 12.18 del 10 giugno 2018, parte la power-stage. Scende in prova Jan Kopecky che porta a casa la vittoria nel WRC2 con la Skoda Fabia R5. Via via percorrono i 6,96 chilometri di prova tutti i piloti con le WRC+. Prima che i due contendenti scendano sull’arena, il più veloce è Ott Tanak con la Toyota Yaris WRC+. Ore 13.12 parte Thierry Neuville. Il belga vola sulle “dune” dell’Argentiera appoggiandosi su ogni terrapieno possibile e segnando un crono di 4’52”9. La tensione ora è tutta sulla testa di Sèbastien Ogier, che parte alle ore 13.06. Il francese spinge come un matto, ma commette una piccola sbavatura sul tratto centrale della prova, che gli farà perdere la gara per soli sette decimi di secondo.

Una gara pazzesca conclusa nella maniera più clamorosa. Una vittoria, quella di Thierry Neuville, importantissima in ottica campionato, replicata subito dopo da quella in Finlandia. In quel momento il Mondiale era nelle mani di Thierry e Nicolas, ma la pressione di portare a casa il titolo unita alla tensione mandano in tilt il belga, che viene beffato da Ogier che porta a casa l’ennessimo titolo mondiale.

Rivediamo il video della strepitosa battaglia finale.

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Aci Pistoia festeggia i campioni 2020: ecco i premiati

Con un pomeriggio all’insegna dello sport e dei suoi valori, l’Automobile Club Pistoia, mercoledì 26 maggio, ha premiato i propri campioni 2020. La premiazione, nel pieno rispetto delle norme sanitarie vigenti, si è svolta alla “Fortezza 59” in Piazza della Resistenza a Pistoia, l’ACI Provinciale ha chiamato a raccolta la parte sportiva dei propri affiliati, coloro che nel 2020, nonostante le tante difficoltà date dall’emergenza sanitaria, si sono cimentati nelle competizioni motoristiche regionali e nazionali.

Presenti, oltre alle varie cariche sociali di Aci Pistoia, anche le massime autorità cittadine e della provincia, segno del forte legame che intercorre e certamente sinonimo di interesse anche per le vicende sportive che portano lustro alla città della “Giostra dell’Orso”, e ad un territorio che ha dato tanto al motorsport.

Riflettori puntati su Daniele Campanaro e Irene Porcu, da alcune stagioni protagonisti nel Campionato Italiano Rally, nel quale lo scorso anno hanno nuovamente primeggiato tra le vetture a due ruote motrici e della classe R2B a bordo di una Ford Fiesta.

Poi, via via sul palco si sono succeduti tutti gli altri premiati: Thomas Paperini e Simone Fruini, i vincitori della Coppa Rally di VI zona (Paperini anche primo “under 25”), poi Emanuele Corti e Arianna Catalano, vincitori della classe N3 nella finale della Coppa Italia, Emanuele Danesi e Andrea Sarti (vincitori della classe R2B in 6^ zona), Federico Gasperetti e Federico Ferrari (primi di classe R3C in 6^ zona), Marco Vettori e Jasmine Morelli (primi di classe RS1.6 plus in 6^ zona), Paolo Lulli ed Elisa De Rosa (vincitori del 4° raggruppamento autostoriche nel Trofeo di 3^ zona), Marco Naldini (vincitore della classe G2-H1 nel tricolore di salita autostoriche), Giuseppe Aiello (vincitore della classe H2-I del terzo raggruppamento nel tricolore di salita autostoriche), Mattia Giannini, vincitore del Campionato regionale toscano di Karting “junior”ed infine la Pistoia Corse quale scuderia vincitrice del Trofeo di 3^ Zona per autostoriche.

Da quest’anno ACI PISTOIA ha alzato l’asticella, istituendo il proprio Campionato Sociale (riservato ai propri soci sportivi) strutturato sulle tre gare di rally che hanno svolgimento in provincia, vale a dire il “Valdinievole-Montalbano”, svolto ad inizio maggio, poi il Rally “Abeti”, prossimo ad accendere i motori, ed il “Città di Pistoia” previsto per il prossimo ottobre.

Foto: Campanaro-Porcu premiati dal presidente ACI Antonio Breschi e dal Vice presidente della Provincia di Pistoia. 

Come seguire il Rally Italia Sardegna da casa

Mario Draghi ti ha avvisato troppo tardi del fatto che il Rally Italia Sardegna sarebbe stato il primo rally d’Italia a porte aperte e, quindi, non riesci ad andare sull’Isola dei Quattro Mori per seguirlo? Non preoccuparti. La tappa italiana del Mondiale Rally sarà visibile a tutti su RAI Sport. Grande copertura dell’emittente nazionale con le dirette delle prove speciali, i collegamenti sui TG di RAI 2, oltre a numerosi servizi ed approfondimenti. Importante vetrina per la Regione Sardegna.

Tutte le quattro prove realizzate da WRC+ – la piattaforma “all live” ufficiale che offrirà anche altri numerosi contributi, come fa per ogni round iridato – verranno quindi proposte anche in chiaro sulla RAI per l’Italia. Assolutamente da non perdere i quattro appuntamenti in diretta fissati nelle due decisive giornate del weekend. Sabato 5 giugno alle ore 8.00 e di nuovo alle ore 10.30 i due passaggi sulla prova speciale “Coiluna Loelle”. Domenica 6 alle ore 8.30 per la prima “Aglientu Santa Teresa” e di nuovo lo stesso tratto alle ore 12.00 per l’attesissima Power Stage “Aglientu Santa Teresa – Wolf” di chiusura.

Non finisce qui. ACI Sport garantirà anche un supporto tecnico alla RAI per la realizzazione di una serie di collegamenti per i vari TG su RAI 2, in programma per ognuna delle quattro giornate di gara. Numerosi anche i servizi e gli approfondimenti messi in onda nelle diverse trasmissioni della tv nazionale, da “La Domenica Sportiva” a “Reparto Corse”, oltre alle repliche.

Per quanto riguarda invece ACI Sport TV sarà garantita la classica copertura televisiva per i campionati nazionali. Per il Campionato Italiano Rally Terra e il Campionato Italiano Rally Junior, in gara nel RIS al fianco dei protagonisti mondiali nelle giornate di giovedì 3 e venerdì 4 giugno, sono in programma diversi appuntamenti visibili sui canali ufficiali della Federazione – ch. 228 della piattaforma Sky, www.acisport.it, Facebook ACI Sport TV Campionato Italiano Rally Terra. La copertura televisiva è stata possibile grazie all’accordo tra WRC Promoter e Automobile Club d’Italia, che ha acquisito i diritti per il round italiano della serie iridata.

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