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Lo staff del Rally dei Laghi replica a Federica Mauri

Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’auspicata replica dello staff del Rally dei Laghi in merito alle dettagliate accuse lanciate dalla copilota Federica Mauri, che era a bordo della Renault Clio R3 andata a fuoco e guidata da Michel Della Maddalena.

Alla luce delle pesanti accuse di responsabilità riportate dalla navigatrice Federica Mauri sul suo profilo Facebook, ci sembra doveroso dare alcune spiegazioni volte a chiarire i fatti accaduti onde evitare di fomentare inutili polemiche. A seguito dell’uscita di strada della vettura n.34 dell’equipaggio Della Maddalena-Mauri durante la prova speciale numero 3 del Rally Internazionale dei Laghi svoltosi domenica 28 febbraio, la direzione gara riceve subito informazioni rassicuranti circa le condizioni di salute dell’equipaggio che è fuori dall’abitacolo ed in sicurezza: sono illesi; la vettura è fuori dalla sede stradale e non comporta pericolo alcuno per gli equipaggi che devono sopraggiungere.

Subito dopo il commissario presente sul posto prova a comunicare qualcosa alla direzione gara ma, chiaramente agitato, non riesce a dare informazioni comprensibili. Così accade per altre due volte per un totale di tre tentativi di comunicazione. Alla quarta volta, a messaggio più chiaro, viene dato ordine dalla Direzione di Gara di far entrare la squadra di Decarcerazione-Anticendio che si trova ad inizio prova.

Per agevolare l’arrivo del mezzo, viene deciso di sospendere le partenze e non la prova così da garantire che le vetture ancora in strada possano liberare la sede il più velocemente possibile. Nello stesso momento la Protezione Civile in servizio lungo il percorso, comunica alla direzione gara di essere presente con un un’autopompa (cosa non prevista dal piano sicurezza).

La direzione gara, chiede così a quella squadra di intervenire con il suo mezzo onde accelerare le operazioni e siccome la camionetta deve percorrere un tratto di controprova, viene ordinato solo in quel momento di bloccare la PS. Questo mezzo è sul posto in soli 7’. Purtroppo però, una volta sopraggiunto, ha la pompa non funzionante e non gli è possibile operare per spegnere le fiamme che riguardano solo l’auto e pochi pressi attorno. La Protezione Civile comunque constata e conferma che non vi sono pericoli ma che è comunque necessario l’intervento dei VVFF per spegnere la vettura che ormai è già bruciata; i VVFF vengono chiamati direttamente dalla stessa P.C.

Altro fatto contestato è il mancato stop degli avversari. Sono stati convocati gli equipaggi in questione e visionati attentamente i loro cameracar rivedendoli più volte anche attraverso fermo-immagine. Nessuno degli equipaggi ha notato la navigatrice con il segnale di soccorso. La Mauri non si trova in mezzo alla strada come da lei dichiarato bensì in una posizione effettivamente difficile da notare specie se si considera che quel punto di speciale è formato da un tratto molto veloce dove gli equipaggi arrivano in quinta marcia e affrontano il dosso sinistro tagliando la curva: ergo, lo sguardo dei concorrenti è focalizzato sul punto di corda in basso a sinistra e non in alto a destra dove lei, in mezzo ad altre persone, si è posizionata.

La direzione gara ha fatto fatica a scorgere il cartello SOS nonostante i video rallentati. A tal proposito è bene sottolineare come i regolamenti vadano conosciuti prima ancora di esser invocati. Premettendo che in Italia vige il reato di procurato allarme oltre a quello di omissione di soccorso, la stessa navigatrice al posto della “ramanzina” avrebbe potuto incorrere in una pesante ammenda visto che il cartello SOS da lei esposto implica una precisa serie di procedure di intervento volte a salvare la vita di persone in pericolo e non a spegnere una vettura che è fuori dalla sede stradale per via di un incidente e per la quale, verosimilmente, nessun brandeggiabile di altre vetture avrebbe comunque potuto fare un granché.

Chiudiamo con una considerazione: a più riprese, anche nelle dichiarazioni del collegio, lo stato della navigatrice è stato definito emotivamente alterato anche una volta chiamata a colloquio in direzione gara. Questo, sebbene comprensibile, è uno degli elementi che insieme all’adrenalina della corsa, ha probabilmente privato della razionalità necessaria per analizzare la situazione, la navigatrice Federica Mauri.

Abbiamo altresì constatato la pacatezza – oltre alla giustificata tristezza e rassegnazione- che il suo pilota Michel Della Maddalena, ha mostrato nell’affrontare la situazione e nel prendere atto del fatto che, nel mondo delle corse sono cose che possono purtroppo capitare. Siamo dispiaciuti per quanto accaduto: auguriamo all’equipaggio di poter riprendere a gareggiare quanto prima onde lasciarsi alle spalle questa spiacevole esperienza per la quale – ci teniamo a sottolineare e ribadire- né la direzione gara né l’organizzatore del Rally Internazionale dei Laghi, hanno alcuna responsabilità!

Allenamento vincente per De Tommaso al Laghi

Un vittoria varesina in chiave nazionale. Damiano De Tommaso vince per la prima volta la corsa di casa, il Rally Internazionale dei Laghi, al debutto con la Citroen C3 R5 del team FPF che solo pochi mesi fa ha regalato il tricolore all’altro astro varesino, Andrea Crugnola. I vincitori assoluti si sono aggiudicati anche il Memorial Cesare Sabella, padre di Andrea a capo dell’organizzazione della gara da trent’anni, il Memorial Ernesto Redaelli ed il Angelo Siccardi. Insieme al sammarinese Massimo Bizzocchi, De Tommaso ha avuto la meglio per 9”6 sul malnatese Dipalma, tornato in odore di professionismo nel motocross e ottimo interprete- dopo due anni di assenza- della VW Polo R5.

Sono questi due giovani talenti di casa ad aver monopolizzato il duello per la vittoria con gli altri avversari mai nel vivo della battaglia per una manifesta superiorità dei primi due. Quattro scratch per De Tommaso ed uno –la Ps4 Sette Termini- per Dipalma: il puzzle è completo. Anche quando le gomme non sono state uguali- nel secondo giro De Tommaso ha tenuto pneumatici più morbidi mentre il rivale ha indurito la mescola- la sostanza non è praticamente cambiata ed il successo è meritato con il distacco che nell’ultima prova è aumentato.

“Era una gara test in vista del CIR con la FPF con la quale ho appena firmato – ha detto il pilota della C3 R5 classe ’96 -ma ci tenevo a vincere sulle strade di casa nonostante l’assenza del pubblico. Ora pensiamo al Ciocco: qui abbiamo svolto un ottimo lavoro!”.

Anche Dipalma (Polo HK) può essere soddisfatto per avere tenuto spesso il passo del “prof” De Tommaso con una gara notevole vista l’assenza da due anni. Pure i terzi, Andrea Spataro e Gabriele Falzone, non sono meno contenti: per loro tenere un ottimo ritmo dietro a due big simili è un gran risultato e “con tutte queste R5 avrei messo la firma per il podio” ha detto il pilota della Skoda Free Rally Service. Sorprende positivamente il quarto tempo del comasco Stefano Baccega con Luca Oberti (Skoda Ferrari Motors), anch’essi lontani dalle piesse da un paio di anni ma bravi nel tenere ritmi migliori dei locali. Il distacco di 53”7 tutto sommato non è male.

Per le R5 Hotz ha portato la C3 GCar in quinta posizione mentre il valtellinese Varisto ha preceduto i locali Pensotti, Potente, Toia, l’elvetico Puricelli e il valligiano Bizzozzero. Vanno segnalate le uscite di strada di Scattolon (VW Polo) e Meli (Skoda) e la foratura di Laurini (VW Polo) che ha compromesso fin dai primi metri la sua gara.

Uscita di strada per Daverio, bravo fino a metà gara con la Skoda. Non partito Ferrarotti per problemi famigliari. Primo di 2 Ruote Motrici e di R3C è il pilota ticinese Kim Daldini in coppia col cittigliese Daniele Rocca (Clio GIMA); i due hanno tenuto ritmi elevati riuscendo a staccare con costanza i rivali sia della classe che delle S1600.

Out Bosetti per la rottura del semiasse mentre l’incidente di Della Maddalena, senza conseguenze per l’equipaggio, ha però avuto come risultato l’incendio della vettura che ha causato l’interruzione della speciale numero 4; Guzzi-Buffon sono secondi mentre Battistelli-Dal Santo terzi. In S1600 i coniugi valcuviani Barsanofio Re -Monica Luca hanno vinto l’ennesima categoria con una Renault Clio. Il duello con gli amici Maran-Maran si è interrotto dopo l’uscita di strada di questi ultimi.

Bene l’ossolano Fradelizio che conclude secondo (Clio Twister) mentre il cambio rovina il rientro alle corse del malnatese Manera. In R2B il podio è corrisposto al Trofeo Saredi: bella affermazione di Luca Fredducci, ligure trapiantato a Varese per questioni di cuore (la sua compagna e navigatrice è Clarissa De Rosa) capace di ben interpretare le sue nuove strade. Alle sue spalle di 19” ci sono Vagliani-Bertagnon mentre il giovane ossolano Di Pietro è a chiudere il podio.

A7 da dimenticare per il valtellinese Gianesini mentre il piemontese Martinelli ha di che festeggiare con la sua intramontabile Opel Astra: è primo insieme a Bagolin! La categoria N2 assegnava anche il trofeo intitolato a Luca Montesano: ancora una volta ha prevalso il valcuviano Matteo Marignan che, passato alla Citroen Saxo, ha ancora monopolizzato col suo talento la classe fino a 1600cc.

Insieme a lui l’amico Luca Marchesi. De Nunzio-Nico sono secondi su Peugeot 106 mentre Matteo Fortunato e la figlia Rebecca terminano terzi con la loro Peugeot curata dalla struttura di famiglia, la MT Sport. Bravo pur mancando di poco il podio, il valtellinese Formolli con la Duico. Il Trofeo CFB2 Race Tech ha avuto il suo epilogo sulle strade varesine le BMW della classe Racing Start Plus 2.0 hanno visto l’affermazione della coppia De Antoni-Musiari che ha prevalso su Alfano-Barbaraschi alla fine secondo per 19”, e sul friulano Biondo-Croce per 1’12”3.

In N3 il duo valcuviano Ciconte-Premoselli ha vinto al fotofinish con la Clio Rs Light sui comaschi Soldati-Biacchi: la rimonta nell’ultima prova li premia per soli 0”6! Terzi i valtellinesi Nussio-Fancoli a meno di dieci secondi e sempre su Clio. Vittoria di Zizza-Bassi in A5, Ciotti-Spagnolo in RS1.6 Plus, Fusetti-Fusetti in RSTB 1.6 Plus, Cominelli-Vitali in R1, Broggi-Chinaglia in R2C, Vittalini-Zambetti in R3T, Rosano-Meitre in A6, Messori-Pulici in S2000 e Bernardi-Battistelli in K10.

Subito out Musti per un guasto, Pagella ha menato le danze con la Porsche Gruppo B insieme a Brea. Dopo la sfuriata iniziale di Bertinotti, poi fuori dai giochi anch’esso con la Opel Manta, Pagella ha monopolizzato la parte centrale della gara accumulando il necessario vantaggio per andare a vincere sui comaschi Corbellini-Bozzo (Ford Sierra Csw) per 13”3 e i novaresi Vicario-Bondesan (Ford Escort MKII) per 34”1. Quest’ultimi hanno vinto il 3° Raggruppamento mentre Patrone-Miretti, su Opel Kadett, si sono aggiudicati il 2° per solo un decimo su Magistro (Talbot).

La Coppa 127 Energy è stata vinta da Pasetto-Frasson che hanno staccato Gandolfo-Torterolo di 35” e Margarito-Accaroli di 4’21”8; tutti erano al via su Fiat 127. Gara notevole quella degli specialisti Luca Monti e Roberta Ballerio che hanno portato in alto la bellissima Peugeot 304 (18 p.); seconda posizione per Viganò-Giacobino (Fiat 850 Sport Coupé con 53p.) e podio finale per Zanini-Adami su Alfa Romeo Alfetta (66p.). Monti e Zanini hanno ottenuto rispettivamente il primo ed il secondo posto anche della Coppa Pro Energy mentre il terzo gradino del podio va a Alberti-Segala.

A Signor-Pezzoli la Ronde del Canavese

A Mattia Pizio e Davide Cecchetto serviva ormai soltanto un ultimo deciso ma piccolissimo sforzo per concretizzare una prestazione che rimarrà comunque esaltante. Il pilota novarese, in gara sulla Skoda Fabia R5 dopo aver vinto il primo e il terzo passaggio, si era presentato sull’ultima prova impegnato a difendere un vantaggio di oltre cinque secondi dal veneto Marco Signor che lo aveva tallonato per tutta la gara e pur vincendo la seconda prova, non era riuscito ad acciuffarlo.

Signor, al via insieme a Francesco Pezzoli sulla Polo per una gara test in vista della partecipazione al Campionato Italiano, dal canto suo ha sfruttato la maggior esperienza e proprio sullo scratch finale ha piazzato l’attacco decisivo che gli è valso il sorpasso, la conquista della vittoria assoluta e del trofeo intitolato a Livio Bausano.

Il secondo posto finale non cancella tuttavia una prestazione di alto livello sfoderata dal giovane novarese Pizio il quale ha forse pagato eccessivamente un errato set-up sulla seconda prova. In terza posizione hanno concluso il valdostano Elwis Chentre in gara sulla nuovissima Skoda Fabia del Team D’Ambra insieme a Fulvio Florean costantemente a ridosso dei migliori.

Quarto posto finale per i biellesi Corrado Pinzano e Marco Zegna su una Skoda Fabia i quali hanno approfittato dello stop dei francesi Michel e Meryl Girlado avvenuto sul parziale finale. Quinta posizione finale per il cuneese Alessandro Gino al via su una Skoda protagonisti di un testa – coda sul primo screec ma successivamente capaci di risalire facendo segnare per ben tre volte il secondo tempo assoluto.

Sesta posizione finale per Patrick Gagliasso e Marco Ravera al via su una Skoda Fabia forse meno incisivi che in altre occasioni. Alle spalle del torinese concludono i lombardi Loris Ghelfi e Gianluca Marchioni su una delle numerose Skoda Fabia presenti. Identica a quella che ha permesso a Marcello Razzini e Rudy Pollet di chiudere in ottava posizione assoluta dopo aver fatto segnare il secondo tempo assoluto sul parziale iniziale.

Al nono posto finale il locale Cristian Milano insieme a Gloria Andreis anche loro su una Skoda Fabia. Concludono nella Top ten finale Angelo Morino e Elena Giovenale su Skoda Fabia R5. Buono l’esordio del torinese Mario Trolese sulla Volskwagen Polo proposta nella nuova classe N5 con la quale il driver- Istruttore era in gara con Emilio Martinotti ed ha concluso in 18° posizione assoluta.

Il Trofeo intitolato a Gino Bellan e riservato al primo equipaggio canavesano è andato a Gianluca Tavelli e Nicolò Cottellero in gara su una Peugeot 208 R4. Poca fortuna per la classe rosa con la Francese Pauline Dalmasso costretta allo stop proprio sull’ultimo impegno.

Rally dei Laghi: esce di strada e va a fuoco la vettura

Una delle auto in gara al Rally dei Laghi numero 29, che si disputava nella provincia di Varese, è uscita di strada verso 13.30 ed ha preso fuoco, incendiando un pezzo di bosco. L’incidente si è verificato in località Boarezzo in Valganna.

Durante una delle prove speciali del rally, il conducente di una delle auto in corsa ha perso il controllo del veicolo finendo fuori dalla sede stradale in un area boschiva.

A seguito del contatto tra catalizzatore, foglie secche e rami, dopo aver urtato un albero, la vettura ha preso immediatamente fuoco. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Varese con un’autopompa e un fuoristrada. Gli operatori hanno spento le fiamme, che oltre al all’automezzo avevano interessato il sottobosco circostante. Per fortuna illeso l’equipaggio, Della Maddalena-Mauri.

Marchioro-Marchetti firmano il Rally Valle del Tevere

Vittoria per Nicolò Marchioro e Marco Marchetti (Skoda Fabia R5) al 1° Rally Terra Valle del Tevere, disputato oggi sulla lunghezza di sei prove speciali, con l’organizzazione curata da Valtiberina Motorsport, “promo event” della serie internazionale Tour European Rally Series e seconda prova del Challenge Raceday Rally Terra, la fortunata serie promossa da Alberto Pirelli che si svolge a cavallo delle due stagioni rallistiche.

Oltre cento iscritti, grandi “nomi” e vetture di livello, sono stati i primattori dell’evento che ha inaugurato al meglio possibile la stagione sterrata in Italia, regalando emozioni a non finire, con la leadership passata di mano diverse volte, una gara corsa costantemente sul filo dei decimi di secondo. Le due prove speciali in programma, di caratura “mondiale”, la loro relativa lunghezza ed il fatto di ripartire in ordine di classifica dopo ogni due prove hanno reso l’atmosfera decisamente “da thrilling”, con duelli alla distanza, che hanno portato in diversi a giocarsi l’attico della classifica sino all’ultimo appuntamento con il cronometro.

La vittoria di Marchioro, un podio tutto marchiato Skoda, è maturata dalla quarta prova speciale, dopo un avvio sofferto (in sesta posizione dopo due prove) dovuto soprattutto al fatto di partire per primo sulla strada, quindi “spazzando” la via agli avversari. Dal secondo giro, il padovano ha poi operato una progressione decisa che lo ha portato al comando dalla quarta “chorno” per poi riuscire ad allungare quel poco che è bastato per trionfare, comunque riuscendo anche a tenere alla frusta i diversi che volevano metterlo in crisi.

La seconda posizione alla fine l’ha fatta sua il bergamasco Matteo Gamba (Skoda Fabia R5), con alle note Gonella, partito al comando e rimastoci sino a metà gara, per poi incappare in un lieve “lungo”, nonostante il quale è comunque riuscito a rimanere sopra il podio, per andare a prendersi poi un ampiamente meritato “argento”.

Bruno Bulacia

Gradino più basso del podio per il 18enne boliviano Bruno Bulacia (Skoda Fabia R5) al suo esordio sulle strade italiane. Affiancato dallo spagnolo Penate, il giovane sudamericano si è subito ben adattato alle strade italiane, andando così a ripercorrere la storia tracciata dal fratello maggiore Marco, già Campione Italiano su Terra 2020 e protagonista adesso del mondiale WRC-2.

Hanno da recriminare assai in due: l’umbro Francesco Fanari ed il vicentino figlio d’arte Alberto Battistolli (con Ometto alle note su Skoda Fabia R5). Fanari (suo il miglior tempo nello “shakedown della vigilia), visto in grande forma pur se al debutto con la VolksWagen Polo R5 (affiancato da Castiglioni), costantemente sopra al podio assoluto, è stato rallentato pesantemente in chiusura da problemi alla trasmissione, quelli che lo hanno relegato in una non certo premiante ottava posizione finale da terzo che era mentre Battistolli, che era riuscito a salire sino al secondo posto, durante la quinta “piesse” è stato tradito da un testacoda e messo ancor più in crisi dalla retromarcia che non entrava per poter riprendere la gara, poi finita in nona posizione.

Quarta piazza all’epilogo per il sanremese Andrea Maselli, affiancato da Milena Danese su una Hyundai i 20 R5. Una partenza di gara in sordina, per loro ed una notevole progressione avvita dal secondo giro sono stati i caratteri della loro prestazione che ha certamente un sapore forte. Come di sapore forte si parla delle prestazioni complessive da parte di Simone Romagna, quinto con una Fabia pure lui, del sammarinese Jader Vagnini e del veneto Tullio Versace, rispettivamente sesto e settimo anche in questo caso con una vettura boema. Seguono poi i già nominato Fanari e Battistolli e la top ten è stata chiusa dal trentino Luciano Cobbe, Skoda Fabia R5, con solo sette decimi davanti al debuttante sulla terra Cristiano Bianucci (Skoda), da Lucca, affiancato per l’occasione dall’esperto Sauro Farnocchia.

Vittoria marchiata aretina tra le “due ruote motrici”, con il successo andato a Luigi Caneschi, con una Peugeot 208 R2, tra le gruppo N “tradizionali” ha primeggiato il veloce romano Emanuele Silvestri, con una Mitsubishi Lancer Evolution, dopo aver avuto ragione dello sloveno Darko Peljhan (Mitusbishi Lancer Evo IX) e tra le nuove “N5” ha vinto – al ritorno dopo dieci anni di assenza – il sammarinese Alex Broccoli, con una Citroen DS3 ed in questa categoria aveva ben impressionato, sino al ritiro per noie meccaniche il lituano Samsonas (Ford Fiesta), anche lui al debutto in Valle del Tevere.

Movimentata anche la disputa tra le vetture storiche. Il successo è andato al sammarinese Bruno Pelliccioni (Ford Escort RS), passato a condurre da metà gara, quando cioè si è fermata la Lancia Delta Integrale dei francesi Vivier-Finidori. Seconda posizione per Pellegrini-Cavalli (for Escort RS) e terzi Tonelli-Debbi, finalmente sorridenti con la loro Ford Escort RS, riscattando così in buona parte il loro 2020 assai amaro.

Nel nome alla gara “Valle del Tevere” si è voluto contribuire ad incentivare l’immagine dei territori che ospitano l’evento, per dare immagine ed a dare sostegno all’economia del settore turismo, con la collaborazione dell’Automobile Club Arezzo e con il convinto sostegno delle Amministrazioni locali, le “tre perle” della Valtiberina, vale a dire i comuni di Anghiari, Pieve Santo Stefano e Sansepolcro. Tre luoghi di rara bellezza paesaggistica ed anche di grandi ricordi storico-culturali, i quali per due giorni diverranno palcoscenico per un evento destinato a tracciare una nuova storia di grande sport e di passione per il motorsport, soprattutto per le corse su strada. Oltre che dare un segnale propositivo in un momento certamente ancora non facile a causa dell’emergenza sanitaria.

Il Rally Valle d’Aosta rinviato: rischio annullamento

Dopo l’ultima edizione svoltasi nel 2012, è tornato nel calendario nazionale il Rally Valle d’Aosta, appuntamento molto apprezzato da tifosi ed equipaggi del nord Italia, ma con una lunga storia e tradizione nelle massime serie Tricolore. I problemi per il Valle, nonostante la buona volontà degli organizzatori, c’erano stati già all’atto del trovare una data utile durante la composizione dei calendari gare 2021.

Dopo un balletto di date e nonostante le perplessità espresse dagli organizzatori era passata la data del 27 e 28 marzo, adesso scartata. Infatti, il presidente dell’Automobile Club Valle d’Aosta, Ettore Viérin, ha chiesto ufficialmente lo spostamento dell’evento in autunno. Viérin ha spiegato che i tempi per organizzare l’evento a marzo sono troppo stretti. Ma come prevedibile al momento non ci sono disponibilità di date nel calendario.

Gli organizzatori dell’evento, anche per la questione Covid-19, devono ancora approfondire diversi temi con la Regione, il Comune e la Questura. Il rischio è che, se non si dovessero liberare date, la gara valdostana verrebbe annullata. E sarebbe un vero peccato. La 42° edizione, come scritto in precedenza, fu svolta nel 2012 ed era valida per il Trofeo Rally Asfalto, per la Coppa Rally di Zona 2 e per la Suzuki Cup. La vittoria assoluta andò meritatamente a Felice Re e Mara Bariano con la Citroën C4 WRC gestita dalla Scuderia Etruria.

Il Rally dei Laghi in mano a De Tommaso dopo due PS

Damiano De Tommaso è il primo leader del Rally dei Laghi 2021. Il pilota di Ispra, affiancato dal sammarinese Massimo Bizzocchi, ha siglato due scratch importanti che non solo valgono la leadership provvisoria ma che sono indicativi del livello messo in campo – o meglio su strada- dal pilota della Citroen C3 del team FPF: entrambi i tempi realizzati su Alpe-Valganna e Sette Termini sono migliori rispetto al record segnato da Crugnola nel 2017 su Ford Fiesta Wrc.

Se n’è accorto il malnatese Giuseppe Diplama che insieme a “Cobra” sta debuttando sulla VW Polo R5; il loro distacco è di 4”5 dalla vetta e sono gli unici che paiono tenere botta a parità d pneumatici (tutti i primi hanno montato Pirelli RA7A). Andrea Spataro e Gabriele Falzone (Skoda R5) sono terzi a 25”9 mentre quarti a 29”8 i sorprendenti Baccega-Oberti (Skoda R5) che, assenti da un paio d’anni dalle prove, riescono a tenere lontani piloti che ci si aspettava più vicini alla vetta.

L’elvetico Hotz, su Citroen C3 R5 è quinto ma il suo distacco 45”7 mentre è di 51” quello del lavenese Pensotti (Skoda). Pederzani è decimo e primo di S2000 (Peugeot 207) mentre lo svizzero Daldini comanda tra le 2Ruote Motrici su Clio R3C: alla sue spalle il locale Bosetti promette una gara tutta scintille. Re Barsanofio è primo tra le S1600.

Alcuni equipaggi hanno già iscritto il proprio nome nell’elenco dei ritirati: se il reggiano Ferrarotti è dovuto tornare a casa nel pomeriggio di ieri per un problema famigliare, il pavese Scattolon è stato il primo ad uscire di strada: un urto subito dopo lo start della PS1 ha già messo fuori causa il pilota della VW Polo R5.

L’ossolano Laurini ha forato nella Ps1 mentre il locale Brusa (Peugeot 207) ha alzato bandiera bianca: a causa del suo urto contro un terrapieno (nessuna conseguenza per l’equipaggio), la vettura ha perso olio sulla carreggiata costringendo la direzione a bloccare le partenze e ad assegnare il tempo imposto agli equipaggi dal numero 22 al 26. A seguito di un altro incidente accorso a Pistoletti-Daldini (n.46) anche gli equipaggi dal 47 al 49 hanno subito lo stop con conseguente tempo imposto. Tra i ritirati figurano anche due finalisti del monomarca CFB2 Race Tech: Ardigò ha rotto un tubo dell’acqua mentre Lamanna il differenziale.

SM OK Auto-Ralli: Ken Torn debutta con la Fiesta Rally3

Avverrà in Finlandia è più precisamente al SM OK Auto-Ralli, il debutto ufficiale della nuova Ford Fiesta Rally3. Le neonata vettura dell’Ovale Blu sarà omologata il primo marzo per debuttare pochissimi giorni dopo nel secondo round del Campionato Finlandese Rally.

La gara finlandese si disputerà attorno a Kouvola, su prove speciali che, con ogni probabilità, saranno ancora innevate e piene di fango e di altri mille trabocchetti. Sarà l’estone Ken Torn navigato da Sander Pruul a portare al debutto la Fiesta Rally3, che gareggerà nella categoria EK6. Molto interessante si annuncia il confronto con le “vecchie” N4, presenti in massa alla gara finnica, tra i nomi più importanti al via c’è quello di Ville Hautamaki (Mitsubishi Lancer EVO IX) e Kristian Kiviniermi (Mitsubishi Lancer Evo X).

Le iscrizioni alla gara chiuderanno nei prossimi giorni, ma ad oggi si registrano già 159 adesioni, con i primi attori del campionato finnico presenti al via. La scelta di affidare a Ken Torn il debutto della nuova Fiesta Rally3 non è casuale. Infatti, il neo-campione ERC3 e ERC3 Junior, in questo 2021 disputerà tutto l’Europeo Rally al volante della vettura dell’ovale blu.

Trofeo 600 per un Sorriso: la primavera porta solidarietà

Il Rally dei Vigneti Monferrini che si correrà a porte chiuse nei giorni 20 e 21 marzo, ospiterà per il nono anno la competizione che vede protagoniste le Fiat 600 kit. Una gara nella gara, che prende il nome di Trofeo 600 per un Sorriso. Un’iniziativa benefica, ideata e organizzata da Mattia Casarone, che ha da sempre un unico e nobile obiettivo: aiutare le persone bisognose.

Anche quest’anno, infatti, il ricavato, proveniente da una quota dell’iscrizione e dalla vendita dei gadget marchiati Trofeo 600 per un Sorriso, sarà devoluto a SOS Diabete, associazione astigiana da anni coinvolta nell’attività di beneficienza del Trofeo 600 per un Sorriso, e all’Associazione Amici dei Vigili del Fuoco di Canelli.

“Spero che questo 2021 sia di buon auspicio e che, nonostante le difficoltà, si possa ritornare a correre con allegria e sportività, coinvolgendo un gran numero di equipaggi – dice Mattia Casarone -. Un grande grazie va, come sempre, a Moreno Voltan, organizzatore del rally, che ogni anno ospita il Trofeo 600 per un Sorriso con entusiasmo e collaborazione”.

“Ringrazio, inoltre, gli sponsor che anche quest’anno partecipano attivamente all’iniziativa benefica e tutti i sostenitori che mettono in palio importanti premi per i partecipanti. Oltre all’indimenticato Fabio Roero, il cui ricordo viene celebrato attraverso una coppa assegnata al vincitore del Trofeo, quest’anno non potevamo non ricordare Michele Bertero e Bruno Banaudi, due giovani amici da poco scomparsi, con due importanti premi a loro dedicati: un corso da pilota presso la Rally Driving Academy del Gino WRC Team e un corso avanzato dal co-driver con Daniele Michi, fortemente voluti da Alessandro Gino e Manuel Villa”.

Numeri record per il Rally Terra Valle del Tevere: 112 iscritti

In molti avevano segnato nella propria agenda il 27 e 28 febbraio, per gustarsi il 1° Rally Terra Valle del Tevere, ed avevano visto giusto. La gara, in programma quindi questo fine settimana, l’ultimo di febbraio, con l’organizzazione curata da Valtiberina Motorsport, ha riscontrato difatti un notevole interesse sino ed ha espresso numeri a tre cifre sulle adesioni.

Sono infatti ben oltre 100, gli iscritti alla gara, che già alla sua prima edizione ha trovato collocazioni e designazioni importanti, come l’essere “promo event” della serie internazionale Tour European Rally Series, e come l’essere stata chiamata a far parte del calendario del Challenge Raceday Rally Terra, la fortunata serie promossa da Alberto Pirelli che si svolge a cavallo delle due stagioni rallistiche. Sotto l’aspetto tecnico-sportivo la gara vuole infatti tornare a sposare la filosofia originaria dei rallies che caratterizzano la serie “Raceday”, percorso e programma estremamente snelli, costi di partecipazione contenuti e tanto, tanto agonismo, tant’è che della serie sarà la seconda prova.

Una gara che identifica il territorio

Poi vi è il nome, “Valle del Tevere” con il quale si vuole contribuire ad incentivare l’immagine dei territori che ospitano l’evento, per i quali si vuole contribuire a dare immagine ed a dare sostegno all’economia del settore turismo, con la collaborazione dell’Automobile Club Arezzo e con il convinto sostegno delle Amministrazioni locali,  le “tre perle” della Valtiberina, vale a dire i comuni di Anghiari, Pieve Santo Stefano e Sansepolcro. Tre luoghi di rara bellezza paesaggistica ed anche di grandi ricordi storico-culturali, i quali per due giorni diverranno palcoscenico per un evento destinato a tracciare una nuova storia di grande sport e di passione per il motorsport, soprattutto per le corse su strada.Oltre che dare un segnale propositivo in un momento certamente ancora non facile a causa dell’emergenza sanitaria.

L’organizzazione, in concerto con le Autorità preposte e con le Amministrazioni locali comunica che il rally sarà “a porte chiuse”, nel rispetto delle normative in vigore in materia di contenimento della diffusione del virus SARS-Cov2. Pertanto, si invitano appassionati e potenziali interessati al rispetto delle normative, con l’accesso alle prove speciali che sarà consentito esclusivamente agli addetti ai lavori, quindi presidiato e controllato. Anche il poter accedere ai luoghi di gara (partenza/arrivo, riordinamenti e parco assistenza) sarà consentito nelle misure e nei criteri espressi dal protocollo sanitario vigente al fine di evitare assembramenti di persone.

In ragione di questo, l’organizzazione ha previsto un forte impegno mediatico, con una diretta “streaming” a cura di Epic Rally Tribe. Sarà sulla piattaforma Facebook alla pagina riferita al Campionato Raceday, all’indirizzo https://www.facebook.com/racedayrally.

Questi gli orari delle dirette Shakedown dalle 14:00 alle 15:00; PS1 “Cerbaiolo” con  2 telecamere a 2 km. dallo start prova speciale, dalle 08:15 alle 9:15; PS3 “Cerbaiolo” con 2 telecamere a 2,6 km. dallo start prova speciale, dalle 11:20 alle 12:20.

I motivi sportivi del Rally Terra Valle del Tevere

Un plateau di iscritti di alto profilo, con “nomi” e macchine promettono sfide accese, adrenalina alle stelle ed incertezza sul risultato finale, per la prima gara su sterrato in Italia nel 2021. Molti i concorrenti stranieri iscritti, e tra gli equipaggi ben 35 sono quelli “marchiati Raceday”, coloro cioè che prederanno punti per il campionato, poi vi sono 23 vetture top car di classe R5 ed anche la risposta “storica”, con 9 adesioni, non sarà da meno. Le partenze saranno aperte dal padovano Nicolò Marchioro, con la Skoda Fabia R5, anche leader della classifica Raceday. Proverà ad allungare sul diretto inseguitore, l’umbro Francesco Fanari, che si presenta al via con la novità del cambio macchina, scendendo dalla Skoda e salendo su una VolksWagen Polo R5 e tra i due, nell’ordine di partenza, ci sarà Alberto Battistolli. Il figlio del grande “Lucky”, anche lui con una Fabia R5, sarà in training per arrivare pronto all’impegno del Campionato Europeo cui parteciperà con i colori di Aci Team Italia. Tutti e tre possono aspirare al successo, ma non ci sono soltanto loro: dal sammarinese Jader Vagnini (Skoda Fabia R5) a Simone Romagna (Skoda Fabia R5), da Luciano Cobbe (Skoda Fabia R5), a Tullio Versace (Skoda Fabia R5), al francese Paul Alerini (Skoda Fabia R5), al sanremese Andrea Maselli (Hyundai i 20), al bergamasco Matteo Gamba (Skoda Fabia R5) sono tutti in grado di scalare la classifica e presentarsi sul podio senza troppi indugi. Da vedere con attenzione anche Bruno Bulacia, il 18enne boliviano fratello di Marco, il Campione italiano Terra del 2020 (protagonista quest’anno del mondiale WRC-2), che con la Skoda Fabia assaggerà per la prima volta gli sterrati italiani prima del suo impegno tricolore sulle strade bianche.

Pure i fratelli aretini Squarcialupi (Ford Fiesta R5), protagonisti di una notevole progressione nelle ultime due stagioni cercheranno di fare bella figura “in casa”, come il piemontese Donetto (Skoda Fabia R5), il giovane veneto Andrea Cazzaro (Skoda Fabia R5) o come anche l’argentino Biondi, innamorato della “terra” italiana, al debutto con una Fabia R5.  Gioca “in casa” anche Stefano Marrini, al via con una Fiesta R5, ma tanti degli occhi puntati saranno per due grandi rallisti che non corrono da tempo e che hanno scelto le strade “mondiali” della Valle del Tevere per fare il loro ritorno: Alessandro Broccoli, che torna alle corse dopo ben nove anni di astinenza con una Citroen DS3 N5, ed il versiliese Emanuele Dati, che in pausa c’è stato invece per cinque anni, rientrando per l’occasione con una Ford Fiesta R5 con la quale vorrebbe partecipare a tutta la serie tricolore su terra. Mentre di vero e proprio debutto su strada bianca si parla per il lucchese Cristiano Bianucci, con una Skoda Fabia R5. Scintille anche nel Gruppo N con le tradizionali “mitsu” Evolution: si rinnoverà la sfida tra il veloce romano Silvestri ed il coriaceo sloveno Peljhan e tra loro cercherà di inserirsi il pratese Bolognesi.

Spettacolo e performance si attendono pure tra le vetture a due ruote motrici, con ben otto nuove Peugeot 208 Rally4 al via, guidate da alcuni piloti di livello, come il friulano Martinis, ma anche come i varii Baruffa, Trevisani, Battilani, Nicola Cazzaro, ai quali si vanno ad aggiungere anche Matteo Daprà (Ford Fiesta R2) e l’altro aretino Caneschi, con la “vecchia” versione della 208.

Si segnala anche il ritorno sulla terra dopo oltre trenta anni del sempreverde pistoiese Piergiorgio Barsanti, peraltro debuttando con una Renault Clio R1, e notevole la presenza femminile, a partire dalla lombarda Rachele Somaschini, con una Citroen C3 R5, con la quale si allenerà in vista della sua partecipazione al Campionato Italiano Rally Terra dove porterà forte attività di sensibilizzazione sulla fibrosi cistica da cui sono affetta oltre alla pratese Susanna Mazzetti con una Opel Corsa, alla sua terza gara su terra.

Sarà accesa anche la disputa tra le vetture storiche. Si attendono duelli infuocati tra il Campione Italiano Rally Terra Autostoriche Bruno Pelliccioni (Ford Escort RS) e “Lupo” Giuliano Calzolari, fermo da un anno e mezzo (stessa vettura per lui) e pronto a entusiasmare come solo lui sa fare. Ci riprova l’emiliano Andrea Tonelli, anche lui con una Escort, deciso ad iniziare il riscatto da un 2020 amaro.

Ostberg nel Campionato Ungherese con Tagai Racing

Per la stagione 2021 il Citroen Team Hungary punta in alto e lo fa schierando il campione del mondo WRC2, Mads Ostberg. Il norvegese sarà navigato dal connazionale Torstein Eriksen è porterà in gara la Citroen C3 Rally2 del team Tagai Racing Technology. Il team principal di Citroen Hungary, György Balkányi si è detto emozionato ed orgoglioso di questo importante accordo, che porterà l’ex pilota Citroen e M-Sport nel campionato.

“Sono orgoglioso di poter annunciare che Mads Ostberg correrà nel Campionato Ungherese Rally 2021. Il pilota scandinavo, correrà con la Citroen C3 rally2 del team TRT è rappresenterà il marchio Citroen nel campionato nazionale e allo stesso tempo sarà ambasciatore per la crescita del nostro Campionato”, ha spiegato il manager della Tagai Racing.

Soddisfazione che arriva anche da Mads Ostberg, che si è detto onorato di questo accordo. Ostberg conosce già il team TRT in quanto nello scorso autunno, aveva effettuato una sessione di test con il team magiaro. “Sono felice di questo accordo con Citroen Hungary e TRT, sono molto fiducioso del loro lavoro e non vedo l’ora di affrontare le strade del campionato ungherese con Tagai Racing”.

Grandi numeri per la Ronde del Canavese 2021

Inizia ufficialmente il conto alla rovescia per la 15° Ronde del Canavese, in programma questo fine settimana (27-28 febbraio). La gara farà il suo ritorno dopo un anno di stop a causa della pandemia da Covid-19 e vedrà come teatro di battaglia la celebre prova di “Pratiglione”, definita da molti l’Università dei rally piemontesi.

Saranno oltre 100 gli equipaggi che prenderanno il via da Rivarolo Canavese e tra questi spicca la presenza di ben 15 vetture della categoria R5. Luci puntate sulla Volkswagen Polo di Marco Signor e Francesco Pezzoli, i quali useranno la gara canavesana come test in vista dei loro futuri impegni nel Campionato Italiano Rally.

Il pilota veneto, vincitore del CIWRC 2016, dovrà vedersela contro una nutrita pattuglia di pretendi alla vittoria finale a cominciare dal cuneese Alessandro Gino, navigato da Daniele Michi, su Skoda Fabia R5, vincitore da queste parti nel 2017 e nel 2018. A lui si aggiungono Elwis Chentre, il quale proverà a vincere per la seconda volta in carriera la gara, Corrado Pinzano, Mattia Pizio, Patrick Gagliasso e Gianfranco Vedelago.

Ricordiamo che quest’anno la gara avrà un’impronta internazionale vista la presenza degli svizzeri Olivier Burri (Volkswagen Polo R5), Paolo e Aline Sulmoni (Ford Fiesta WRC) e “Il Valli” (Volkswagen Polo), mentre dalla Francia arriveranno Michel e Meryl Giraldo (Volkswagen Polo R5). Nella classe S2000 troviamo un altro equipaggio transalpino composto da Christophe Magnou e Antony Vilanova. Tra le vetture Rally4 spicca il nome della francese Pauline Dalmasso, mentre tra le R2 la Peugeot 208 del polacco Piotr Ilnicki.

In conclusione, non possiamo dimenticare la Volkswagen Polo N5 di Mario Trolese e Emilio Marinotti, mentre tra i piloti locali da segnalare Christian Milano, Elwis Grosso e Fabio Gaudina sulle Skoda. Fulvio Calvetti e Giulia Conti saranno della partita a bordo di una Peugeot 207 S2000. Non potevano mancare le nuove Peugeot 208 Rally4 affidate a Gianluca Tavelli e Nicolò Cottellero, Filippo Serena e Luca Pieri. Su una piccola Fiat 600 prenderà il via alla gara di casa Giovanni Bausano, navigato da Riccardo Perono. L’edizione del 2019 della Ronde del Canavese vide andare il successo alla Skoda Fabia R5 di Marco Colombi e Angelica Rivoir.

Miele e Ogliari svelano il Rally dei Laghi

Mentre nei giorni scorsi i concorrenti ritardatari si affrettavano a formalizzare le ultime iscrizioni, la segreteria del Rally Internazionale dei Laghi si apprestava ad iniziare il corposo lavoro consistente nell’elaborazione dell’elenco iscritti, uno degli ultimi passaggi fondamentali prima della gara che, va ricordato, si svolgerà nelle giornate di sabato 27 e domenica 28 febbraio in provincia di Varese.

L’Asd Rally dei Laghi conferma che la gara si terrà a porte chiuse e quindi non vi sarà modo, per gli spettatori, di assistere dal vivo allo shake down su San Michele al sabato e ai passaggi delle vetture sulle due prove di Sette Termini e Valganna individuate per la giornata di domenica. Abbiamo scelto di farci descrivere le speciali del Rally dei Laghi da due protagonisti della corsa che, per diverse ragioni, non saranno al via dell’edizione 2021. Giacomo Ogliari, vincitore di ben cinque edizioni (1994-1997-2000-2001-2002) e Simone Miele (primo nel 2016 e in cover nella foto di Mattia Ozbot) ci accompagnano sul Sette Termini e sull’Alpe-Valganna.

PS1-3-5 Alpe-Valganna (13,70 km)

“E’ la prova più lunga delle due presenti quest’anno e sarà la più decisiva – spiega Simone Miele, pilota classe 1988 vincitore cinque anni fa insieme a Mometti- anche perché storicamente sul Sette Termini le prestazioni a parità di vettura sono sostanzialmente simili. La prova la si potrebbe suddividere in due macro blocchi distinti tra di loro; dallo start di Cuasso al Monte fino alla compressione di Ganna e da lì sino al fine prova posto prima delle case di Ghirla: del resto anche in passato erano due stage slegati l’uno dall’altro e solo in tempi recenti hanno formato un unico tratto. Le caratteristiche tra questi due pezzi di prova sono assai differenti e a loro volta potrebbero essere ancora suddivise in altre due parti; tutta questa varietà di condizioni è l’elemento estremamente affascinante dell’Alpe-Valganna. I primi due chilometri di speciale iniziano con una salita stretta e guidata ma con alcuni punti insidiosi come il passaggio nella frazione di Cavagnano; dopo i tanti “dentro-fuori” con una velocità non elevata, dall’abitato si aumenta il ritmo. Dal “cucuzzolo” dell’Alpe ci si immette in una discesa molto ripida e veloce in cui si usano marce alte: conterà il coraggio perché la strada è farcita di rettilinei, curve veloci e tornanti; il grip è abbastanza buono ma nei pressi delle staccate si scivolerà molto; importante è affrontare bene i tornanti in quanto si rischia di perdere troppo tempo nel fare le derapate specie con le vetture 4×4. Al km 5 vi è una chicane ed un successivo rallentamento: siamo alla celebre compressione di Ganna che invita alla salita; già da qui, scrutando gli intermedi, si potrà vedere chi ha fatto la differenza in discesa. La ripartenza è fulminea perché si tirano tutte le marce; ci sono curve molto veloci quasi tutte da fare in pieno. Si arriva alle famose “colonne” di Boarezzo dove una volta partiva la prova Valganna; si trovano diversi tornanti in salita; non sono troppo impegnativi se non l’ultimo tornante sinistro che è un po’ più stretto degli altri. Subito dopo si arriva al famoso dosso di Boarezzo: chi ha pelo riesce quasi a farlo pieno! Giunti nei pressi del ristorante “Ai Panigacci” c’è un accenno destro molto veloce in cui affiorano alcuni sassi; pizzicarli vuol dire forare e dire anche addio ai sogni di gloria. Si passa sulla temibile griglia -tende a portare all’esterno- e da lì si viaggia ad altissime velocità e quindi serve molto coraggio. Il primo dosso sinistro è da fare pieno mentre nel piano attenzione ai buchi e ai tagli: il grip è assai precario. Se il tempo fosse brutto è quasi certo trovare fango e nebbia! Il tratto pianeggiante è importante: chi entra senza ritegno nelle curve farà la differenza; si arriva a ritmi sostenuti fino al bivio di Marzio, altro punto significativo: non si può più tagliare a sinistra come un tempo: al mio primo Laghi nel 2008 finii sul terrapieno senza grosse conseguenze! La discesa in cui ci si immette è abbastanza larga e divertente sebbene abbia cappottato nel 2018 sotto il diluvio. Il tratto è velocissimo ed… elettrizzante: bisognerà curare le traiettorie vista la larghezza della strada; prima del fine prova ci sarà una curva “balorda”: si arriva in quinta e si trova un accenno sinistro cieco e poi subito una destra che va segnata bene nelle note. In questa prova sarà determinante la scelta delle gomme che non sarà per nulla facile: anche se asciutta ci sarà scarsa aderenza a causa del freddo o del sale gettato per il ghiaccio. Il primo passaggio farà la differenza specie nella prima discesa; è’ una prova in cui non è importante il modello di vettura che si ha quanto il “pelo” dei piloti. Le difficoltà stanno nell’adattarsi a cambiare il ritmo per quattro volte; concentrazione, coraggio, precisione e azzardo: questi i quattro elementi fondamentali per i quattro segmenti che ho descritto. Buon rally a tutti!”.

PS2-4 Sette Termini (9,750 km)

“Parliamo di una “classica” prova speciale sia del Rally dei Laghi che, solo per quanto riguarda la salita, anche del Rally Aci Varese. Anni fa infatti, la prova speciale del Sette Termini riguardava solo il tratto da Cugliate Fabiasco al Ristorante posto sulla sommità della salita in cui convergono ben sette comuni, da cui deriva il nome della località e di conseguenza anche della prova speciale. Vi era un trasferimento attraverso una “mulattiera” diventata successivamente – una volta asfaltata e allargata- la continuazione della prova speciale come la conosciamo oggi e cioè lunga fino a Montegrino.
Fin dai tempi in cui gareggiavo con le Lancia, le Toyota e le Renault, ho percorso centinaia di volte questo tratto perché è una strada particolarmente efficace per effettuare test e per sviluppare gli assetti e la motricità delle auto da gara. La partenza, all’altezza dell’acquedotto di Cugliate Fabiasco, è in salita e i primi chilometri sono guidati, con numerosi tornanti e allunghi con curve medio-veloci; durante la salita vi è spesso un cambio di aderenza in quanto l’asfalto non è sempre uguale e, in questo periodo dell’anno, presenta molti tratti umidi. Una volta giunti alla “sinistra lunga” nel territorio denominato Nave, ove sempre vi è molto fango, ricomincia la salita un po’ più ripida con tratti veloci intervallati dagli ultimi tornanti ampi.
Da alcuni anni, sulla sommità, per motivi di sicurezza, viene creata una chicane artificiale per rallentare in quanto il dosso risulterebbe eccessivamente veloce. Da lì, comincia una discesa molto veloce da “pelo sullo stomaco” intervallata sempre da tornanti e da curve che cambiano in modo repentino il proprio raggio. Vi sono dei tratti di sottobosco che presentano spessissimo umidità, fogliame e viscido che possono creare difficoltà nella guida. Verso la fine della prova, che è lunga quasi 10 km, vi sono alcuni “tagli obbligatori” e quindi vi sarà notevole sporco, terriccio o fango sulla strada specie per gli equipaggi con numeri alti: senza tagliare diventerebbe impossibile rimanere in strada o si dovrebbe percorrere in modo molto lento tali curve. La speciale si conclude poco prima del laghetto di Montegrino Valtravaglia, storico luogo dove partiva la “piesse” nel senso opposto fino al 2016.
Scorrendo la “tabella distanze e tempi” si può notare come il primo passaggio avverrà alle 8:41 e quindi si andrà incontro ad una scarsa aderenza viste le probabili basse temperature. Il secondo passaggio, che avverrà alle ore 12:42, dovrebbe essere, da un lato, un po’ più semplice, essendoci meno viscido ma la strada sarà sicuramente più “segnata” dal passaggio delle altre autovetture. Visto il grande lavoro di coinvolgimento coi media nazionali e locali da parte dell’organizzazione, chiedo con il cuore a tutti gli appassionati di restare a casa e di seguire via internet e sui social i tempi in prova speciale dei propri beniamini con la speranza che, il prossimo anno, si possa ritornare ad un Rally dei Laghi aperto a tutti con tanto tifo, elemento importantissimo per la nostra disciplina”.

CRZ2: pronto il debutto rallystico di Fiore-Meloni

Hanno 41 anni in due, Fiore-Meloni, ma sono già “vecchi” appassionati. Tanto “vecchi” e appassionati che hanno deciso di uscire dalle chat, mollare macchine fotografiche altro e gustarsi il rally dall’abitacolo della propria vettura. Il loro rally, ovviamente. Sono Alessandro Fiore (pilota debuttante di 22 anni) e Gabriele Meloni (navigatore debuttante di 19 anni).

Fiore-Meloni hanno deciso: dopo anni trascorsi a bordo prova, è finalmente arrivato il momento di mettersi alla prova. Così, con la scusa che nel periodo del Covid-19 i rally in Italia sono più corti e quindi più economici, i due giovanissimi hanno pianificato l’intera stagione nella Coppa Rally di Zona 2. Correranno con la Peugeot 106 in classe N2 per i colori della Biella Corse, sotto la gestione tecnica della WorldMotors.

Non hanno obiettivi precisi, oltre a divertirsi e imparare. Alessandro Fiore e Gabriele Meloni faranno coppia fissa a partire dal Rally dei Laghi di Varese, che per loro è la gara di casa. A loro vanno le nostre congratulazioni per la scelta coraggiosa con l’auspicio di ritrovarli anche nel 2022, ma questa volta pronti a vincere…

Paolo Andreucci con MRF Tyres nel CIRT

Il team MRF Tyres sbarca nel Campionato Italiano Rally Terra e lo fa in grande stile, schierando l’11 volte campione Italiano Rally Paolo Andreucci, ex uomo Pirelli in Italia, con la Citroen C3. Una scelta importante, quella del produttore di pneumatici indiano, che sottolinea l’impegno di MRF per arrivare al vertice del mercato europeo e mondiale.

Il CIRT 2021 sarà strutturato su sei gare, si parte da aprile con il classico appuntamento del Rally Adriatico e si termina ad inizio novembre con il Liburna Terra. In mezzo gli appuntamenti del Rally Italia Sardegna, San Marino, Arezzo-Valtiberina e Rally dei Nuraghi e del Vermentino.

Di nuove ed importanti sfide parla Paolo Andreucci, che si occuperà anche dello sviluppo dei pneumatici indiani nel corso della stagione: “MRF Tyres è un’azienda molto importante nel settore automobilistico, negli ultimi anni ha investito tantissimo nel motorsport. Abbiamo obiettivi comuni, motivo per cui ho voluto sposare il loro progetto”.

“Amo le sfide, mi piace mettermi in gioco e questa per me sarà una nuova sfida e l’ha affronto con molto entusiasmo. Son sicuro che faremmo un’ottimo lavoro, questo grazie alle conoscenze, alle competenze e alla grande passione dei ragazzi di MRF Tyres. Nel 2021 vorremmo essere altamente competitivi nel CIRT e cosa più importante aiutare MRF nello sviluppo dei pneumatici da gara. Il potenziale è molto alto, così come è alta la voglia di far bene in questa stagione. Vogliamo raggiungere traguardi importanti e ambiziosi”.

Entusiasmo che trapela anche dalle parole di Mr. Arun Mammen, vicepresidente e amministratore delegato del gruppo MRF Tyres. “Siamo orgogliosi di quanto fatto nel 2020, il team MRF Tyres si è ben comportato nel Campionato Europeo Rally. All’interno del nostro Team si sta lavorando duramente e siamo felici di annunciare la nostra presenza nel Campionato Italiano Terra per la stagione 2021 con Paolo Andreucci”.

“Avere un’undici volte campione Italiano con noi è un’orgoglio e allo stesso è un chiaro intento che vogliamo continuare il nostro percorso di crescita in ambito Europeo e Internazionale. Non vediamo l’ora di iniziare questo 2021, voglio dare a nome dell’azienda il benvenuto a Paolo è augurargli le migliori fortune per la stagione che sta per partire”.

Calendario Campionato Italiano Terra Rally 2021

  • Rally Adriatico 2021 (24-25 aprile)
  • Rally Italia Sardegna 2021 (3-6 giugno)
  • Rally San Marino 2021 (26-27 giugno)
  • Rally Città di Arezzo – Valtiberina 2021 (30 luglio – 1 agosto)
  • Rally dei Nuraghi e del Vermentino 2021 ( 11-12 settembre)
  • Liburna Rally Terra 2021 (6-7 novembre)