La nuovissima Jeep Gladiator 2020

Anteprima mondiale: nuova Jeep Gladiator 2020

Il marchio Jeep presenta al Salone di Los Angeles l’anteprima mondiale della nuova Jeep Gladiator 2020, il pick-up di medie dimensioni con capacità off-road migliori di sempre. Il nuovo modello si ispira alla lunga tradizione di robusti e affidabili pick-up del marchio americano e offre funzionalità, autentico design Jeep, libertà di guida open-air, dotazioni e versatilità, capacità di carico e di traino ai vertici della categoria, efficienti ed avanzati motopropulsori, dinamica di guida su strada e in fuoristrada di livello superiore e innovative dotazioni tecnologiche e di sicurezza.

“La nuova Jeep Gladiator 2020 è un pick-up immediatamente riconoscibile come una vera Jeep. Si tratta del compagno ideale per qualsiasi avventura” ha dichiarato Tim Kuniskis, Head of Jeep Brand – North America. “I clienti Jeep e gli acquirenti di pick-up di tutto il mondo ci chiedevano da tempo un veicolo con queste caratteristiche. La Gladiator, nasce dalla ricca e fiera tradizione di robusti e affidabili pick-up Jeep, e combina funzionalità, robustezza e versatilità affermandosi come il pick-up di medie dimensioni più abile nella guida off-road mai prodotto”.

La Jeep Gladiator offre performance di riferimento abbinate a capacità di traino e di carico ai vertici della categoria, oltre ad eccellenti caratteristiche di maneggevolezza su strada e sicurezza per i passeggeri. Inoltre, leggendarie doti off-road sono garantite da due avanzati sistemi 4×4  – Command-Trac e Rock-Trac, assali Dana 44 di terza generazione, bloccaggi elettrici degli assali anteriore e posteriore Tru-Lock, differenziale a slittamento limitato Trac-Lok, barra stabilizzatrice a scollegamento elettronico – una novità assoluta nel segmento – e pneumatici off-road da 33″. La Jeep Gladiator 2020 sarà disponibile negli allestimenti Sport, Sport S, Overland e Rubicon. Prodotta a Toledo (Ohio, USA),  arriverà nei concessionari Jeep americani nel secondo trimestre del 2019.

Autentico design Jeep, con modernità

La nuova Jeep Gladiator 2020 presenta un design robusto e distintivo, immediatamente riconoscibile grazie all’inserimento di elementi stilistici tipici del marchio. Il team di design Jeep ha mantenuto la leggendaria griglia a sette feritoie della Wrangler, ma ha allargato lo spazio tra ciascuna feritoia per migliorare il processo di aspirazione a vantaggio della capacità di traino. La parte superiore della griglia è stata leggermente inclinata all’indietro per migliorare l’aerodinamica complessiva.

Gli allestimenti Overland e Rubicon della Gladiator presentano fari anteriori e fendinebbia a led (a  richiesta) e sono dotati di una luce bianca estremamente nitida che conferisce modernità al look frontale del nuovo pick-up. Sui modelli dotati di fari a led, inoltre, le luci diurne (DRL) presentano una cornice luminosa intorno al perimetro esterno dei fari. Gli indicatori di direzione sono posizionati  sulla parte anteriore dei passaruota trapezoidali.

Anche i tradizionali fari dalla forma quadrata sono a led (a richiesta) e lasciano spazio all’ampio spazio di apertura del comodo portellone posteriore che consente di caricare tutta l’attrezzatura di cui si ha bisogno sul cassone. Il portellone posteriore è ammortizzato ed è dotato di tre diverse posizioni di arresto; il carico sarà sempre al sicuro grazie a un sistema di chiusura  elettrica di facile attivazione.

Funzionalità e versatilità sono stati al centro della progettazione del robusto cassone della Gladiator. Un sistema di illuminazione under-rail per il cassone, una fonte di alimentazione esterna coperta da 400 W, 115 V a tre poli (disponibile a richiesta) e i robusti fermi integrati garantiscono resistenza e versatilità. Il sistema di gestione del carico Trail Rail, disponibile a richiesta, fornisce ulteriori opzioni aggiuntive per il trasporto e l’organizzazione del carico. Il supporto della ruota di scorta, è ubicato sotto il cassone (dietro all’assale posteriore) ed è in grado di allocare pneumatici fino a 35″.

Il rivestimento protettivo del cassone, la divisoria e la copertura in tela disponibili su richiesta forniscono ulteriori possibilità di stoccaggio del carico. L’allestimento Rubicon della Gladiator è dotato di protezioni cassone e griglie parasassi per il pianale di carico. Grazie al design a quattro bulloni posti nella parte superiore del telaio, il parabrezza può essere ripiegato in modo semplice e veloce. La barra superiore trasversale collega i montanti anteriori e resta al suo posto anche quando il parabrezza viene ripiegato consentendo altresì l’utilizzo dello specchietto retrovisore.

I passaruota in tinta carrozzeria a due sezioni, con inserto nero nella parte inferiore, sono di serie sull’allestimento Overland e a richiesta su Rubicon. Le porte in alluminio altoresistenziale sono estremamente leggere e riportano sul cardine, la dimensione della chiave a punta Torx necessaria per le operazioni di smontaggio. Viene fornito di serie un kit utile a ripiegare il parabrezza e rimuovere le porte. Tutte le versioni della Gladiator hanno la sport bar in tinta, saldata alla carrozzeria e con maniglie di sostegno integrate. Il soft-top premium Sunrider per la configurazione open-air, è una novità assoluta nel segmento, e contribuisce a ridurre la rumorosità del vento, consentendo di aprire più facilmente la copertura in posizione parziale o completa. Grazie a fermi che scorrono su una slitta, questa soluzione di copertura consente di smontare il finestrino posteriore con la massima semplicità.

Per conferire alla Gladiator un look premium, è disponibile a richiesta sugli allestimenti Overland e Rubicon l’hard-top a tre pannelli in tinta carrozzeria. L’hard-top a tre pannelli di colore nero è invece disponibile su tutti i modelli della gamma Gladiator. I pannelli Freedom e i fermi a rilascio rapido facilitano le operazioni di montaggio e smontaggio. L’hard-top è inoltre dotato di finestrino posteriore a scorrimento manuale. Sono disponibili numerose combinazioni, come dimostrano le diverse soluzioni tra porte, parabrezza e copertura superiore che consentono al cliente infinite possibilità di configurazione.

Interni premium all’insegna della tecnologia

Gli interni della nuova Jeep Gladiator 2020 offrono uno stile autentico, versatilità, comfort e una serie di funzionalità intuitive. Nell’abitacolo spiccano cura artigianale e utilizzo di materiali di qualità superiore. In dettaglio, la plancia, fedele alla tradizione del marchio, presenta forme pulite e linee scolpite che si abbinano perfettamente al design orizzontale del cruscotto con finiture che variano in base all’allestimento. Il quadro strumenti rifinito a mano propone una superficie morbida al tatto, con cuciture a vista, di serie sull’allestimento Overland e disponibile a richiesta per il Rubicon. Gli elementi funzionali, tra cui le manopole del volume e del climatizzatore, le prese di ricarica e connettività multimediale e i comandi del sistema Engine Stop-Start (ESS), sono stati progettati per essere intuitivi e a portata di mano dei passeggeri del sedili anteriori. Così come le bocchette di ventilazione arrotondate che sono impreziosite da una cornice cromata color platino.

La funzionalità e la versatilità del marchio Jeep contraddistinguono la consolle centrale, impreziosita da finiture placcate in metallo dove trovano posto il cambio, il ripartitore e il freno di stazionamento. I bulloni sul pomello del cambio, le maniglie di sostegno e la cornice del sistema di infotainment richiamano metodologie costruttive d’altri tempi. Il pulsante di avviamento, dotato di involucro impermeabile e posizionato a portata di mano del guidatore, è di serie sulla Gladiator 2020. I sedili in tessuto (o in pelle) presentano cuciture a vista, braccioli e supporto lombare regolabili. Tra le dotazioni per il comfort sono disponibili a richiesta sedili anteriori e sterzo riscaldabili.

I sedili posteriori sono realizzati con materiali di alta qualità per conferire un look sportivo in grado di garantire allo stesso tempo comfort e tutto il supporto necessario agli occupanti. I sedili posteriori, una caratteristica esclusiva della Gladiator, assicurano uno spazio per le gambe ai vertici della categoria; il design esclusivo consente di bloccarli per mettere in sicurezza il carico dietro lo schienale. I sedili posteriori possono essere ripiegati per consentire l’accesso all’area di carico sul retro della cabina e per ampliare lo spazio per il trasporto di oggetti ingombranti.

Con i sedili posteriori ripiegati completamente, le luci a led poste sui pannelli interni consentono di illuminare lo spazio di carico alle loro spalle. Due retine portaoggetti nella parete posteriore della cabina forniscono spazi ancora più sicuri per lo stoccaggio di oggetti. Sulla Gladiator 2020 sono disponibili soluzioni di carico smart, tra cui le robuste tasche a rete che si estendono per tutta la lunghezza delle porte e numerosi vani per alloggiare telefoni cellulari. Il rivestimento dei sedili posteriori può essere sollevato per consentire l’accesso ad un ulteriore vano portaoggetti. Un vano con chiusura, disponibile a richiesta, fornisce ulteriore spazio per custodire oggetti in sicurezza quando si viaggia senza tetto o con le porte rimosse. Questo vano è dotato di due sportelli laterali in corrispondenza della suddivisione 60/40 del rivestimento del sedile posteriore. Divisori amovibili possono creare fino a cinque vani portaoggetti, utilizzando la stessa serratura della plancia centrale e del cassettino portaoggetti.

Una piccola scatola rimuovibile sotto il sedile permette di riporre viti e bulloni quando vengono rimosse le porte e le coperture, oppure quando viene ripiegato il parabrezza. Sul coperchio della scatola sono riportati il numero di bulloni e la loro corretta posizione di conservazione all’interno. I pannelli di rivestimento delle porte lato guidatore e passeggero anteriore in vinile sono realizzati con materiali morbidi al tatto. Le maniglie Lift-Assist poste al di sotto di ogni bracciolo presentano un design specifico che semplifica e velocizza la rimozione delle porte. Le funzionalità dedicate al comfort comprendono il sistema d’apertura senza chiavi Keyless Go.

Il quadro strumenti è dotato di un display a LED TFT da 3,5″ o 7″. Quest’ultimo è disponibile a richiesta e consente di scegliere tra oltre 100 modalità di configurazione e visualizzazione dei dati comprese le informazioni relative ai file multimediali in riproduzione, la pressione degli pneumatici, il sistema Tire-Fill alert che segnala la quantità d’aria all’interno delle gomme o il contachilometri digitale. Comandi integrati al volante consentono di controllare le funzionalità legate all’audio, ai comandi vocali e alla velocità del veicolo, permettendo al guidatore di non perdere mai la concentrazione sulla strada.

Il touchscreen da 7″ (o da 8,4″ disponibile su richiesta), situato nella porzione superiore della consolle centrale, è dotato del sistema Uconnect di quarta generazione, e dispone di tempi di avviamento più rapidi e di una migliore risoluzione dello schermo. Sull’allestimento Sport della Gladiator è di serie lo schermo  touchscreen da 5″. Nella parte inferiore del touchscreen sono alloggiati i comandi del climatizzatore e del volume, oltre alle prese di connettività multimediali.

La telecamera anteriore per l’off-road, esclusiva dell’allestimento Rubicon, consente di rilevare in tutta semplicità gli ostacoli sul percorso. La telecamera anteriore si trova dietro alla feritoia centrale della griglia anteriore della Gladiator ed è attivabile attraverso il sistema Off-road Pages (a richiesta). Due porte USB e una USB-C sull’anteriore (e altre due a disposizione degli occupanti del sedile posteriore) consentono di collegarsi comodamente all’impianto multimediale della Gladiator. Una presa da 115 VCA è disponibile per l’alimentazione di dispositivi elettronici con spina a tre poli. Tra gli optional disponibili per l’impianto audio, spiccano  il subwoofer e le casse wireless portatili disposte dietro il sedile posteriore. Le luci a LED sui pannelli posteriori illuminano il vano di carico e la docking station degli altoparlanti wireless. Una rete posta sul lato sinistro della parete del cassone fornisce spazio aggiuntivo in caso il veicolo sia equipaggiato con subwoofer e altoparlanti wireless.

Avanzati motopropulsori dai consumi efficienti

Al lancio, la nuova Jeep Gladiator sarà equipaggiata con l’affidabile motore Pentastar V6 da 3,6 litri, mentre il motore EcoDiesel V6 da 3,0 litri sarà disponibile a partire dal 2020. Il motore Pentastar V6 da 3,6 litri di FCA US, dotato di serie del sistema Engine Stop-Start (ESS), eroga 285 CV di potenza e 352 Nm di coppia. È progettato per fornire una curva di coppia molto ampia con migliorata disponibilità ai bassi regimi, parametro fondamentale per chi intende cimentarsi nei percorsi off-road più estremi. Su tutti gli allestimenti Gladiator spinti dal motore Pentastar V6 da 3,6 litri è disponibile di serie il cambio manuale a sei marce, mentre è offerto a richiesta un cambio automatico a otto marce.

Noto per la raffinatezza, la potenza, l’efficacia e l’affidabilità, il motore Pentastar V6 da 3,6 litri è stato prodotto in oltre 8,6 milioni di esemplari dal 2010. Questa pluripremiata gamma di motori viene attualmente fabbricata negli stabilimenti di Trenton (Michigan, USA), Mack Avenue (Detroit, USA) e Saltillo (Messico). La Jeep Gladiator 2020 beneficia della coppia ai bassi regimi di questo motore V6, un parametro fondamentale per avventurarsi su percorsi off-road o affrontare le condizioni più difficili, come ad esempio il traino di un rimorchio o il trasporto di un carico eccezionalmente pesante. Il motore EcoDiesel V6 da 3,0 litri sarà disponibile a partire dal 2020. Sui modelli Gladiator verrà montato un motore EcoDiesel V6 da 3,0 litri (dotato di serie del sistema ESS Engine Stop-Start) in grado di erogare 260 CV di potenza e 600 Nm di coppia. Sarà offerto di serie in abbinamento a un cambio automatico a 8 marce, progettato specificamente per la gestione della maggiore coppia erogata.

Il motore EcoDiesel V6 è dotato di un’avanzata tecnologia turbo con cuscinetti a basso attrito progettati per aumentare la risposta transitoria e la prestazione ai bassi regimi. Il motore EcoDiesel V6 è inoltre dotato di pistoni a basso attrito che riducono consumi ed emissioni, oltre a un sistema di combustione (con ugello degli iniettori, camera dei pistoni e candele muniti di sensori di pressione di combustione integrati) potenziato e ottimizzato. Il sistema EGR con raffreddamento a bassa pressione si combina alla perfezione con il sistema ad alta pressione per ampliare la gamma di utilizzo dell’EGR, riducendo così ulteriormente i consumi.

Cambio automatico a otto marce e non solo

La nuova Jeep Gladiator 2020 può essere equipaggiata con un cambio automatico a 8 marce che consente al veicolo di ottimizzare la potenza del motore sui percorsi off-road, mantenendo comunque un’erogazione fluida ed efficiente alle velocità autostradali. Il cambio automatico a 8 marce è disponibile a richiesta sulla nuova Jeep Gladiator. Il cambio automatico a 8 marce offre un’esperienza di guida dinamica, sia durante il tragitto quotidiano casa-lavoro sia quando si trasportano carichi importanti o si affrontano ostacoli in off-road nel fine settimana: i clienti godranno comunque di un’erogazione di potenza fluida e lineare, e beneficeranno di consumi contenuti. Due rapporti di overdrive consentono di ridurre i consumi e i livelli di rumorosità e vibrazioni (NVH) alle velocità autostradali.

Il cambio automatico a 8 marce, progettato specificamente per adattarsi ai requisiti della versione Rubicon della Gladiator, può vantare un rapporto massimo di riduzione di 77,2:1. La capacità di traino e le prestazioni 4×4 beneficiano di un primo rapporto di trasmissione pari a 4,7:1, abbinato a un rapporto finale al ponte di 4,1:1 che garantisce capacità off-road senza pari. La gamma Jeep Gladiator 2020 è equipaggiata di serie con un cambio manuale a sei marce. Questa raffinata trasmissione utilizza rapporti ottimizzati per consentire ottime prestazioni anche in off-road ed è azionata via cavo, per eliminare le vibrazioni sulla leva del cambio e aumentare l’isolamento acustico. La posizione del cambio è comoda e favorisce la precisione in fase di cambiata; il differenziale dei rapporti pari a 4,41 garantisce efficienza nei consumi alle alte velocità e un’ottima accelerazione grazie alla qualità e alla precisione della cambiata.

Medie dimensioni con le migliori capacità off-road

La nuova Jeep Gladiator 2020 garantisce leggendarie capacità off-road grazie a due avanzati sistemi 4×4. Il sistema 4×4 Command-Trac, di serie sugli allestimenti Sport e Overland, è dotato di scatola di rinvio a due velocità con rapporto delle marce ridotte pari a 2,72:1, assali anteriore e posteriore Dana 44 heavy-duty di terza generazione con rapporto posteriore al ponte pari a 3,73. Nell’allestimento Rubicon, invece, il sistema 4×4 Rock-Trac è dotato di assali anteriori e posteriori Dana 44 di terza generazione con rapporto “4LO” pari a 4:1. Il rapporto al ponte anteriore e posteriore di serie è di 4,10, come di serie sono i differenziali autobloccanti Tru-Lock.

I modelli Rubicon offrono inoltre una maggiore articolazione e corsa complessiva delle sospensioni grazie al sistema di disconnessione elettronica della barra stabilizzatrice – una caratteristica unica nella categoria. Se allestita con il cambio manuale a 6 marce di serie, la Gladiator Rubicon ha un rapporto massimo di riduzione pari a 84,2:1 (77,2:1 sui modelli con cambio automatico a 8 marce) che rende la scalata di ogni ostacolo un gioco da ragazzi.

I sistemi Command-Trac e Rock-Trac offrono una gestione continua della coppia, garantendo un grip ottimale anche in condizioni di scarsa aderenza. Inoltre, il differenziale posteriore a slittamento limitato Trac-Lok, disponibile a richiesta sugli allestimenti Sport e Overland, fornisce maggiore trazione e coppia in condizioni di scarsa aderenza – ovvero se si viaggia su sabbia, ghiaia, neve o ghiaccio. Gli allestimenti Sport, Overland e Rubicon della Gladiator sono contraddistinti dal badge Trail Rated che attesta la leggendaria capacità 4×4 grazie ad una serie di caratteristiche tra cui:

  • Sistema 4×4 Command-Trac con rapporto massimo di riduzione pari a 2,72:1, di serie sugli allestimenti Sport e Overland;
  • Sistema 4×4 Rock-Trac con rapporto “4LO” pari a 4:1 e bloccaggi elettronici dei differenziali Tru-Lok di serie sull’allestimento Rubicon;
  • Piastre di protezione e ganci di traino anteriori e posteriori;
  • Paraurti posteriore da off-road heavy-duty in acciaio (di serie sull’allestimento Rubicon) e paraurti anteriore in acciaio compatibile con verricello e tappi terminali rimuovibili disponibile a richiesta;
  • Angolo di attacco pari a 43,6 gradi, angolo di dosso pari a 20,3 gradi, angolo di uscita pari a 26 gradi e altezza da terra di 28,2 cm;
  • Cerchi da off-road estremo da 17″ disponibili a richiesta; sull’allestimento Rubicon, pneumatici da 33″ di serie;
  • Capacità di guado di 76 cm:
  • Capacità di traino massima di 3470 kg e carico utile massimo in 4×4 pari a 725 kg.

Design body-on-frame per durevolezza e versatilità

La Jeep Gladiator 2020 è stata dotata di numerose funzionalità che le consentono di ottimizzare le proprie caratteristiche di guida, maneggevolezza e rumorosità, riducendo al contempo i consumi persino durante le operazioni di carico e traino. Grazie al suo design body-on-frame e alle ottime sospensioni a cinque punti di ancoraggio, la Gladiator non è seconda a nessuno in termini di capacità, guidabilità su strada, sicurezza dei passeggeri, carico e capacità di carico.

Il design body-on-frame della Gladiator utilizza materiali e tecniche ingegneristiche avanzatissime per risultare leggerissimo e al contempo rigido e resistente, tra cui spicca il nuovo telaio in acciaio altoresistenziale. Il telaio della Gladiator è 78 cm più lungo di quello di una Jeep Wrangler a 5 porte, mentre il passo è più lungo di 48 cm; quest’ultima caratteristica, unita al posizionamento del cassone in posizione arretrata rispetto alla linea di mezzeria dell’assale posteriore, consente di ottenere una migliore distribuzione del peso e una guida più fluida durante il trasporto di carico. Gli impianti di accelerazione, frenata, alimentazione e scarico sono stati allungati per ricalcare le modifiche che si sono rese necessarie al fine di adattare l’affidabile design body-on-frame al pick-up di medie dimensioni più abile in off-road di sempre.

Il tradizionale cassone in acciaio utilizza quattro traversine, anch’esse in acciaio, per rinforzare il piano di carico; il portellone posteriore in alluminio è invece ammortizzato. La fruibilità e la versatilità raggiungono nuovi livelli grazie ai punti di ancoraggio integrati, all’illuminazione under-rail per il cassone e alla fonte di alimentazione esterna coperta disponibile a richiesta. Inoltre, la Gladiator è dotata di quattro piastre e barre di protezione che salvaguardano alcuni componenti fondamentali del veicolo quando si percorrono percorsi off-road estremi, come il serbatoio del carburante, la scatola di rinvio e la coppa dell’olio della trasmissione automatica. In più, l’allestimento Rubicon è equipaggiato con griglie parasassi in acciaio tubolare, che proteggono la carrozzeria da eventuali danni nella guida in fuoristrada. I modelli Rubicon sono anche dotati di griglie parasassi, esclusive per la categoria, sui quattro angoli del cassone.

L’utilizzo di porte, cofano, cardini, paraurti, telaio del parabrezza e portellone posteriore in leggero alluminio altoresistenziale, aiuta a ridurre il peso e a contenere consumi ed emissioni. Inoltre, gli ingegneri Jeep hanno ridotto ulteriormente il peso del veicolo grazie a elementi quali barre stabilizzatrici e Panhard cave, oltre a supporti e ingranaggi del volante in alluminio. La Gladiator utilizza l’affidabile configurazione delle sospensioni con molle elicoidali a cinque punti di ancoraggio. quella anteriore ha un braccio di controllo laterale e quattro bracci di controllo longitudinali. Le barre Panhard a tutta larghezza, composte di acciaio fucinato, controllano gli spostamenti laterali dell’assale consentendo solamente un cambiamento minimo dell’angolazione durante la corsa delle sospensioni.

Il design delle sospensioni posteriori con molle elicoidali a cinque punti, esclusiva della Gladiator, comprende due bracci di controllo fucinati in acciaio superiori e due inferiori per il controllo longitudinale, oltre a una barra Panhard per il controllo laterale dell’assale. I bracci di controllo sono posti al di sotto dei rail del telaio, mentre gli ammortizzatori posteriori sono orientati in avanti per fornire una maggior capacità ammortizzante, aumentando così il comfort di guida e l’equilibrio del carico.

Le molle sono state regolate al fine di ottenere l’equilibrio perfetto tra la maneggevolezza su strada durante le sessioni di guida più tranquille (con o senza carico) e la leggendaria capacità off-road propria di tutti i modelli Jeep. Il comfort di guida, la funzionalità antirollio, la maneggevolezza, il carico utile e la capacità di traino vengono notevolmente potenziate dalla strategia di ammortizzazione, di disposizione dei punti rigidi e di supporto alla carrozzeria. L’angolo di attacco pari a 43,6 gradi, quello di dosso pari a 20,3 gradi, quello di uscita pari a 26 gradi e un’ altezza da terra di 28,2 cm consentono davvero alla Gladiator di raggiungere qualsiasi destinazione. La Jeep Gladiator è inoltre dotata di una capacità di guado massima di 76 cm, di un carico utile massimo di 725 kg e di una capacità massima di traino pari a 3470 kg grazie alla funzionalità Max Towing Package disponibile a richiesta.

La nuova Porsche 911 Carrera

La nuova Porsche 911 Carrera S spinge fino a 308 km/h

Porsche ha presentato l’ottava generazione della 911 alla Petree Hall durante il Salone dell’Automobile di Los Angeles. “La California è il luogo ideale per presentare la nuova 911. Da tantissimi anni la California è come una seconda casa per Porsche”, commenta Oliver Blume, Ceo di Porsche AG. “L’ottava generazione della 911 è ancora più potente, ancora più emozionante e ancora più efficiente del modello precedente e offre tantissime funzioni digitali. Nonostante tutte le innovazioni, la 911 resta quello che è sempre stata: una sportiva pura e il cuore pulsante di Porsche: la nostra icona”.

Inequivocabilmente caratterizzata dal dna stilistico Porsche, con una carrozzeria molto più muscolosa e un abitacolo dove troneggia un monitor touch da 10,9 pollici, la nuova 911 si distingue per lo stile senza tempo ma estremamente moderno. L’intelligenza di comandi e telaio e la presenza di sistemi di assistenza innovativi consentono di abbinare le fantastiche caratteristiche dinamiche senza compromessi che hanno reso famosa questa classica vettura sportiva con motore posteriore e i vantaggi del mondo digitale.

La prossima generazione di motori turbo flat-six è stata ulteriormente sviluppata ed è più potente che mai, con ben 331 kW (450 CV) nei modelli S. L’efficienza è stata incrementata migliorando il processo di iniezione e grazie alla nuova disposizione dei turbocompressori e del sistema di raffreddamento dell’aria di sovralimentazione. La potenza del motore viene convogliata dalla nuovissima trasmissione a doppia frizione a otto velocità. Le velocità massime sono di 308 chilometri orari (911 Carrera S*) e 306 km/h per la Carrera 4S a trazione integrale. Tra le novità spiccano la modalità Porsche Wet che rende ancora più sicura la guida sulle strade bagnate, il Night Vision Assist con termocamera, e una connettività completa, che utilizza la swarm intelligence. L’offerta è completata da tre servizi digitali esclusivi, perfetti per lo stile di vita californiano: la app Porsche Road Trip per fare viaggi straordinari, l’assistente personale Porsche 360+ e il calcolatore di emissioni Porsche Impact basato sul web per compensare la propria impronta di CO2.

Detlev von Platen, membro del comitato esecutivo e responsabile vendite e marketing di Porsche AG, sottolinea l’importanza del mercato americano per la Casa, specializzata in auto sportive: “Nel 2017 abbiamo consegnato più di 55.000 Porsche negli Stati Uniti e la nostra società di vendita americana, Porsche Cars North America, sta battendo tutti i record anche nel 2018. Dopo tutto la 911 è il simbolo della storia d’amore tra gli americani e Porsche. Una Porsche 911 su tre costruite a Zuffenhausen va a finire negli USA”.

Una carrozzeria ispirata alle precedenti generazioni di 911

Il primo modello di Porsche 911

Il primo modello di Porsche 911.

Il design della carrozzeria è familiare e allo stesso tempo inconfondibilmente nuovo. L’ottava generazione della 911 è più larga, più sicura e più avanzata. Passaruota più larghi ospitano le grandi ruote anteriori da 20 pollici e le ruote posteriori da 21 pollici. Anche i modelli a trazione posteriore adesso montano una carrozzeria che ha la stessa larghezza dei precedenti modelli a trazione integrale. Il posteriore è più largo di 44 mm. L’anteriore di tutti i modelli – adesso più largo di 45 mm – fa rivivere una caratteristica tradizionale delle precedenti generazioni di 911: un cofano assai allungato con l’originale rientranza proprio davanti al parabrezza. Questi elementi allungano l’anteriore della vettura, rendendola ancora più dinamica. I nuovissimi gruppi ottici anteriori con LED dimostrano i progressi tecnologici della 911. I fari anteriori sono completamente integrati negli elementi laterali e assumono la forma tondeggiante e verticale tipica della 911. Le maniglie elettriche a scomparsa sono integrate a filo nelle portiere, a sottolineare il profilo della fiancata, rastremato e fluido. Anche gli specchietti retrovisori esterni sono stati ridisegnati e ora riducono al minimo il rumore del vento. Gli specchietti retrovisori esterni sono ripiegabili elettronicamente.

Il posteriore è dominato su tutti i modelli dallo spoiler a regolazione variabile, significativamente più largo, e dalla elegante barra luminosa continua. Le lamelle verticali della presa d’aria richiamano il profilo del finestrino posteriore. Nella presa d’aria è stata integrata anche la terza luce di frenata, posizionata al centro. Dato che essa rimane nascosta quando lo spoiler posteriore raggiunge la massima estensione, è stata inserita una seconda luce di frenata nello spoiler stesso. I modelli a trazione posteriore si distinguono per la presenza di lamelle nere, mentre i modelli a trazione integrale presentano degli elementi cromati nella griglia posteriore. A parte le sezioni anteriori e posteriori, l’intera carrozzeria è realizzata in alluminio.

Un nuovo abitacolo per la Porsche con linee nette

L’abitacolo è molto originale e si caratterizza per le linee nette e tese del cruscotto con la strumentazione incassata. Anche in questo caso, i modelli 911 degli anni Settanta del secolo scorso sono stati la principale fonte di ispirazione. Come avviene anche nella 911 originale, il nuovo cruscotto copre l’intera larghezza tra le due ali orizzontali. Accanto al contagiri centrale, due sottili schermi senza cornice forniscono le informazioni al guidatore. Lo schermo centrale del Porsche Communication Management (PCM), ora di ben 10,9 pollici, può essere gestito velocemente e senza distrarsi. Al di sotto si trova una centralina compatta con cinque tasti che hanno l’aspetto dei classici interruttori a levetta e che conduce alla console centrale dotata di touchpad. Anche i sedili sono stati profondamente modificati e permettono di ridurre il peso del veicolo di circa tre chilogrammi, mentre il nuovo profilo offre un sostegno laterale significativamente superiore nella zona delle spalle. I sedili sono posizionati cinque millimetri più in basso e hanno un cuscino della seduta appena più sottile, il comfort generale è stato migliorato.

Dal punto di vista della digitalizzazione, la 911 fa un passo verso il futuro con la connettività permanente, nuove funzioni e nuovi servizi. Il PCM di serie comprende il navigatore online basato su dati di tipo swarm e il sistema Porsche Connect Plus.

I nuovi sistemi aumentano sicurezza e comfort

In anteprima mondiale, Porsche ha sviluppato la modalità Wet, che fa parte della dotazione di serie. Questa funzione rileva la quantità di acqua sulla strada, predispone di conseguenza i sistemi di controllo e avvisa il guidatore, che può impostare il veicolo in modo da dare particolare rilievo alla sicurezza, semplicemente premendo un tasto o utilizzando il selettore sul volante (Sport Chrono Package a richiesta). Il sistema di allerta e di assistenza alla frenata basato su telecamera, anch’esso montato di serie, rileva il rischio di urti con oggetti in movimento e inizia la frenata di emergenza se necessario. Il sistema Night Vision Assist con termocamera è disponibile per la prima volta a richiesta sulla 911. Il cruise control adattivo a richiesta comprende il controllo automatico della distanza, la funzione stop-and-go, la protezione dei passeggeri e l’innovativa funzione autonoma Emergency Assist.

La prossima generazione di motori flat-six

Anche i motori turbo flat-six entrano in una nuova dimensione con la nuova 911. Oltre al rispetto delle più recenti norme sulle emissioni grazie al filtro antiparticolato per motori a benzina, l’obiettivo principale dello sviluppo in questo caso è stato l’ulteriore incremento delle performance. I nuovi turbocompressori sono più grandi, sono disposti simmetricamente e sono dotati di valvole wastegate a controllo elettrico, di un sistema di raffreddamento dell’area di sovralimentazione e di iniettori piezoelettrici, presenti per la prima volta. Nell’insieme, tutti questi interventi consentono di registrare miglioramenti in tutte le aree più importanti: reattività, potenza, caratteristiche della coppia, resistenza e capacità di salire rapidamente di giri. Accanto a un aumento della potenza di 22 kW (30 CV), che porta il propulsore a raggiungere 331 kW (450 CV) a 6.500 giri, il motore della 911 Carrera S aggiunge altri 30 Nm di coppia, per un totale di 530 Nm, disponibile a un’ampia gamma di regimi, da 2.300 a 5.000 giri.

La 911 Carrera S è disponibile a partire da 123.999 euro in Italia e la 911 Carrera 4S a partire da 132.051 euro, inclusa IVA e dotazioni specifiche. I nuovi modelli sono già ordinabili.

Il mito della Porsche 911 a portata di polso

Porsche Design celebra la nuova generazione di 911 con un orologio in edizione speciale limitata a 911 pezzi: il “911 Chronograph Timeless Machine Limited Edition.” L’inconfondibile stile di questa icona del mondo dell’automobile si ritrova nel design puro di questo orologio e nel profilo della cassa in titanio. Anche il quadrante nero, dalle dimensioni generose, deriva dal suo antenato a motore. Le lancette e gli indicatori bianchi garantiscono la massima leggibilità sul cruscotto e sul polso. Il contatore posto a ore 6 fa riferimento all’icona delle auto sportive con le indicazioni a 3/6/9 e 11. Lo stesso vale per la silhouette della fly-line della 911 sul quadrante, mentre il cinturino è stato prodotto utilizzando la pelle originale dell’abitacolo Porsche. Questa edizione speciale sarà disponibile a partire dall’aprile 2019 in una confezione esclusiva che comprende anche un badge speciale.

Il bozzetto originale della Cistroen 2CV

Curiosità: per la Citroen 2 CV c’era la lista d’attesa

La 2CV fu presentata al mondo il 6 ottobre 1948 al Salone dell’Auto di Parigi. Per quell’epoca, era una vettura senza dubbio originale: il suo aspetto generale oltre ai suoi incredibili contenuti tecnici sconcertarono tutti, compresa la stampa specializzata che inizialmente non le riservò un’accoglienza entusiasta. Ciò nonostante, la trazione anteriore, la grande abitabilità, l’economia di esercizio ed i costi di manutenzione prossimi a zero, uniti all’interessante prezzo di vendita ne fecero un successo praticamente da subito. I concessionari Citroën furono presi letteralmente d’assalto da numerosi clienti intenzionati ad acquistare una (o addirittura due!) 2CV. Il prezzo di vendita annunciato, pari a 185.000 franchi, era certamente allettante e lo erano ancora di più le caratteristiche della vettura. Ma la produzione non era ancora partita ed i Concessionari l’avevano venduta sino a quel momento col solo ausilio di un piccolissimo dépliant.

Nel luglio del 1949 fu diramata una circolare ai concessionari Citroën per informarli che presto avrebbero ricevuto le prime 2CV di serie, ma la stessa circolare precisava che non era ancora il momento del lancio commerciale: il prezzo finale infatti non era ancora stato calcolato né era disponibile una previsione sulle date di consegna delle vetture. La circolare successiva, del 22 settembre del ‘49, fissava (finalmente) il prezzo di vendita a 228.000 franchi. Nella stessa circolare inoltre veniva indicato che in seguito all’incredibile numero di richieste già pervenute la priorità andava data a coloro “che per lavoro sono obbligati a spostarsi in auto e che non possono permettersi una vettura differente per costo, consumi o manutenzione”. Per questo venne allegato un questionario molto dettagliato da far compilare all’aspirante cliente di una 2CV.

Il criterio di assegnazione delle richiestissime vetture veniva definito direttamente dalla Marca tramite un suo ispettore che aveva l’incarico di intervistare i clienti selezionati dal concessionario per stabilire a chi “avrebbe assegnato in anima e coscienza una delle cinque vetture prodotte quotidianamente dalla fabbrica di Javel”. Le grandi aziende invece potevano acquistare dei lotti da dieci 2CV: tra queste c’erano molti quotidiani come France Soir o Le Parisien che affidarono le 2CV ai propri giornalisti e fotografi.

La lista d’attesa per ordinare una 2CV crebbe sino a poterla misurare in anni. La sede di Citroën al quai de Javel fu subissata di lettere che imploravano la possibilità di comprarne una o di veder consegnata la propria prima delle altre. La situazione era così seria che ogni pubblicità fu sospesa e non se ne riparlò per tre anni, il tempo minimo per incrementare la produzione e poter così soddisfare le richieste arretrate. La situazione si normalizzò solo nella seconda metà degli anni ‘50, ma ottenere una 2CV in tempi brevi (e del colore desiderato), per molti, rimase un sogno ancora per diversi anni.

Alfa Romeo Giulia Sport Auto Award

Alla Alfa Romeo Giulia gli Sport Auto Award

Una volta all’anno, il noto magazine tedesco di automobilismo Sport Auto chiede ai propri lettori, da sempre particolarmente attenti alle prestazioni, quali siano i loro modelli preferiti. L’esito degli Sport Auto Award, che tengono primariamente conto delle caratteristiche dinamiche dei partecipanti, è considerata la cartina di tornasole per il settore di veicoli sportivi. Per la seconda volta consecutiva Alfa Romeo Giulia ha ottenuto risultati eccellenti. Già nel 2017 Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio, modello di punta della gamma con motore a benzina 2.9 V6 turbo da 375 kW (510 CV), ha vinto tra i veicoli di importazione nella categoria “Berline/Station Wagon di serie fino a 100.000 euro”.

Alfa Romeo Giulia Veloce turbo 2.0, motorizzata con un benzina da 206 kW (280 CV), è stata eletta miglior veicolo di importazione nella categoria “Berline/Station Wagon di serie fino a 50.000 euro”. I due modelli di Alfa Romeo Giulia si sono distinti anche nella classifica generale delle rispettive categorie, affrontando le rivali tedesche. Ancora una volta i lettori di Sport Auto hanno dato prova del loro buon gusto per il design, lo stile e la performance made in Italy. Hanno assegnato il terzo posto generale alla Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio nella categoria “Berline/Station Wagon di serie fino a 100.000 euro” e lo stesso posizionamento è stato conquistato da Alfa Romeo Giulia Veloce turbo 2.0 per la categoria “Berline/Station Wagon di serie fino a 50.000 euro”.

“Siamo molto orgogliosi che Alfa Romeo Giulia abbia vinto per il secondo anno di fila nelle due categorie di importazione agli Sport Auto Award,” ha dichiarato Roberta Zerbi, Emea Region Head of Alfa Romeo Brand, durante la cerimonia di premiazione a Stoccarda. “Un ottimo risultato è rappresentato anche dai due terzi posti nella classifica generale contro le agguerrite concorrenti locali. Continueremo anche in futuro a fare tutto il possibile per conquistare i lettori di ‘sport auto’, e non solo, con i nostri veicoli ad alte prestazioni.”

Anche l’Alfa Romeo 4C Spider ha conquistato un fantastico terzo posto nella classifica della categoria “Standard Roadster fino a 100.000 Euro” e si impone ancora una volta entro le prime tre della sua categoria. Gli “sport auto AWARD” sono giunti al 26° appuntamento. Un totale di 238 modelli ha gareggiato in 25 categorie, 15 delle quali prevedevano una classe aggiuntiva per i veicoli di importazione, sottoponendosi al giudizio dei lettori esperti. Evidentemente, tra gli oltre 11.000 lettori votanti c’era un buon numero di fan di Alfa Romeo Giulia.

Citroen DS 7 Auto Europa

DS 7 Crossback eletta Auto d’Europa

DS 7 Crossback, il Suv che ha inaugurato la seconda generazione dei prodotti del giovane brand DS Automobiles, ha vinto il premio “Auto d’Europa”, superando le 20 rivali selezionate per la fase finale. Il primo prodotto lanciato nel marzo del 2018 dal marchio premium francese ha vinto il premio, confermando il grande successo che DS 7 Crossback sta riscuotendo tra i clienti, grazie all’unione perfetta di design esclusivo e tecnologie d’avanguardia. Il premio è stato consegnato dal presidente Uiga, Marina Terpolilli, a Carlo Leoni, Direttore Comunicazione e Relazioni Esterne di Groupe PSA Italia e a Giorgio Contu, Responsabile Comunicazione di DS Automobiles Italia.

DS 7 Crossback inserisce il Marchio in una dinamica nuova, alzando decisamente gli standard di comfort e tecnologia e contiene tutte le caratteristiche di stile e i tratti distintivi sui quali i designer DS lavorano da anni. Questo modello di nuova generazione contiene tutto il savoir-faire e i codici stilistici delle future produzioni del Marchio. Il frontale afferma l’identità del Marchio, la raffinatezza e la tecnologia, così come le sue forme, scultoree e sensuali propongono le caratteristiche proprie di un SUV, trasmettendo sensazioni di potenza e grande carisma. DS 7 Crossback offre i migliori dispositivi di comfort e sicurezza disponibili sul mercato, grazie a un equipaggiamento estremamente completo che rappresenta un’esclusiva nel segmento: DS Connected Pilot, il primo passo verso la guida autonoma di secondo livello, DS Night Vision, che garantisce una visibilità notturna senza paragoni e DS Active Scan Suspension, le sospensioni attive pilotate da una telecamera che offrono il massimo del comfort.

DS Automobiles guarda già al futuro commercializzando (a partire dal secondo semestre 2019) DS 7 Crossback e-tense, l’ibrido secondo DS. Sotto il cofano, un motore benzina da 200 cv (147 kW) è abbinato a due motori elettrici da 109 cv (80 kW) e al cambio automatico a 8 rapporti elettrico EAT8. La potenza combinata raggiunge 300 cv con una coppia di 450 Nm, che dà il massimo nella versione 4 ruote motrici. In modalità 100% elettrica, DS 7 Crossback e-tense 4×4 percorre fino a 50 chilometri calcolati secondo il ciclo WLTP, grazie a una batteria da 13,2 kWh: un’autonomia sufficiente a coprire i tragitti quotidiani casa-lavoro in città o su autostrada, fino a 135 km/h. Quando la batteria è scarica o la motricità lo richiede, interviene il motore termico.

Frutto del savoir-faire acquisito in Formula E, DS 7 Crossback e-tense 4×4 recupera l’energia elettrica in decelerazione e in frenata grazie alla funzione brake, per prolungare l’autonomia. La funzione e-save, invece, permette di conservare energia sufficiente a guidare in modalità 100 % elettrica per 10 o 20 chilometri. La batteria si ricarica in 2 ore con una presa a muro dedicata 32A e un caricatore da 6,6 kW oppure in 8 ore con una presa classica da 8A.