Carlos Sainz in testa alla Dakar Rally

Carlos Sainz Re della Dakar Rally a 57 anni suonati

A testimonianza che per certi campioni l’età è spesso un dettaglio, a 57 anni Carlos Sainz ha vinto l’edizione numero 42 (la prima disputata in Arabia Saudita) della Dakar Rally nella categoria auto, al volante di una Buggy Mini.

Per il pilota spagnolo, primo in classifica dopo dodici giorni di gara e 9.000 chilometri di sabbia rovente percorsa, si tratta del terzo successo in carriera, ottenuto con la terza vettura di marche diverse. Una Mini, come detto, mentre nel 2010 trionfò su Volkswagen e due anni fa su Peugeot.

Al secondo posto nonostante la vittoria nell’ultima tappa, la Haradh-Qiddiya di soli 167 chilometri, si è piazzato il vincitore uscente: il principe qatariota Nasser Al-Attiyah, staccato di 6’21”, a bordo di una Toyota Hilux. Ultimo gradino del podio per il francese Stephane Peterhansel, sempre su Mini, con un ritardo di quasi 10 minuti (9’58”).

C’era attesa per la prima partecipazione ad una Dakar di Fernando Alonso. L’ex ferrarista, due volte campione del mondo di F1, complici una serie di incidenti e prblemi tecnici alla sua Toyota si è piazzato solo tredicesimo, con un ritardo di oltre 4 ore.

Cronaca di un successo annunciato

El Matador ha matato tutti per la terza volta: dopo i successi nel 2010 e nel 2018, Carlos Sainz fa sua anche la Dakar 2020, corsa in Arabia Saudita. Non che ci fossero molti dubbi alla vigilia, soprattutto dopo l’accorciamento della 12esima e ultima tappa ai soli 167 km di prova speciale.

Il pilota della Mini ha gioco facile a gestire i 10′ di vantaggio in classifica generale e può permettersi di non spingere nella Haradh-Qiddiya. Arriverà a 3’56” dal leader di giornata, quel Nasser Al-Attiyah che l’anno scorso festeggiava e che invece deve cedere lo scettro al veterano spagnolo, con cui si congratula al traguardo.

Il qatariota si deve accontentare della seconda piazza (+6’21”), avendo dato 3’31” a Stephane Peterhansel: Mr. Dakar finisce dunque terzo in classifica generale (+9’58”). La tappa vede le ottime prestazioni di Yasir Seaidan, secondo a 1’32”, Orlando Terranova, terzo a 3’16” e soprattutto di Fernando Alonso.

L’asturiano è quarto al traguardo con 3’25” di ritardo, chiudendo al 13esimo posto una corsa che lo ha visto protagonista nel bene e nel male, tra ottimi piazzamenti e qualche episodio sfortunato di troppo, come la rottura della sospensione nella seconda tappa o il capottamento nella decima.