Ecco come potrebbero cambiare WRC, CIR e CIWRC

Ecco come potrebbero cambiare WRC, CIR e CIWRC

Come cambieranno i calendari rally di WRC, CIR e CIWRC? Tutto dipenderà dall’evoluzione di eventuali nuovi focolai di coronavirus o dalle involuzioni dei vecchi focolai virali, ma soprattutto dai conseguenti orientamenti dei Paesi che ospitano le varie competizioni sportive. L’orientamento attualmente più attendibile vede un WRC eurocentrico, mentre il CIR dovrebbe articolarsi su un totale di sei prove, escluso eventualmente il Rally Italia Sardegna.

Le prime tre tappe del WRC si sono svolte regolarmente nel Principato di Monaco, in Svezia e in Messico, proprio nel periodo in cui il Covid-19 iniziava a diffondersi in Europa e anche in America centrale. Per concludere la stagione interrotta, adesso gli orientamenti del promoter sono quelli di un WRC “vecchio stile” (epoca Max Mosley, per intenderci) racchiuso tutto o quasi in Europa.

Il problema maggiore per i team che partecipano al Campionato del Mondo Rally è quello economico. Le squadre essendo emanazioni sportive dei Costruttori di auto stradali, sono in difficoltà per la crisi che sta coinvolgendo il settore automotive. Questo nonostante i budget siano stati interamente stanziati. Inevitabilmente si pensa anche al 2021, anno in cui inizieranno i test di sviluppo della nuova generazione di vettura da rally ibride, le Rally1. Poi, c’è un problema sanitario: le quarantene previste dai Paesi ospitanti e nei Paesi in cui si fa ritorno.

L’obiettivo della Federazione Internazionale dell’Automobile sarebbe quello di riuscire a concludere la stagione con almeno otto o nove rally disputati in totale, compresi i tre di inizio stagione. Per questo motivo FIA e Promoter WRC vorrebbero organizzare ancora cinque o sei gare entro la fine dell’anno in Europa, cominciando già da questa estate.

La scelta più accreditata al momento sembra quella che vuole un calendario rally 2020 nel WRC con Turchia, Germania, Gran Bretagna e Italia. In coda c’è il Finlandia, che è in programma ad agosto, ma che nelle ultime ore sembra destinato ad essere rinviato in autunno. Il condizionale è d’obbligo, visto che non c’è ancora nessuna certezza.

I rally come Giappone, Nuova Zelanda e Argentina sembrano destinati a restare fuori dal nuovo calendario rally del WRC 2020, ma più per una questione di previsione di costi per i team. Gli argentini, ovviamente, non sono molto d’accordo con questa eventuale decisione e fanno le dovute pressioni per essere inclusi nella rivisitazione della serie iridata.

Come potrebbero cambiare i calendari rally CIR e CIWRC

Come va, invece, in Italia? A che punto sono i calendari rally? Ancora non sono pronti? Ah, lo saranno nei primissimi giorni di giugno? In Italia sta accadendo quello che accade in tutto il mondo. Nulla di più e nulla di meno. Molti organizzatori di gare titolate hanno rinunciato, per vari motivi, a organizzare il proprio rally in questa stagione condizionata dal Covid-19.

Basterà guardare alle gare del CIR. Attualmente, la previsione è che si possa disputare il 24-26 luglio il Rally Roma Capitale, 29-31 agosto il Rallye di Sanremo (se gli organizzatori liguri dovessero accettare di cambiare data) il 25-26 settembre il Rally Italia Sardegna, il 23-24 ottobre il Rally Due Valli e il 20-22 novembre il Tuscan Rewind. In cerca di data restano il Targa Florio e il Ciocco (rinviato due volte fino ad ora). Quest’ultimo potrebbe disputarsi alla data del Ciocchetto a dicembre, dando vita ad una bella festa di fine anno.

E il CIWRC come sta? Cerca di cavarsela, ma fa molta fatica. Sono stati annullati Rally 1000 Miglia e Salento. In teoria, si dovrebbe partire il 2 agosto con il Rally di Alba e proseguire poi il 13 settembre con il San Martino di Castrozza e il recupero dell’Elba. Le gare CIR avranno validità per il CIWRC e compenseranno gli annullamenti di Marca Trevigiana, Salento ed Alpi Orientali. Una buona idea per portare più equipaggi in una gara del Campionato Italiano Rally.

Ma non si doveva correre anche il Campionato Italiano Rally Terra, vinto lo scorso anno da un velocissimo pilota francese che risponde al nome di Stephane Consani? Il CIRT è messo male, inutile negarlo. Ma c’è qualche flebile speranza. Per adesso è rimasto in piedi solo il Tuscan Rewind. La gara toscana prevista il 22 novembre doveva chiudere la stagione. Adriatico e Sardegna hanno chiesto una nuova data, mentre il Vermentino, il San Marino e il Liburna hanno deciso di aspettare il ritorno nel 2021. Dunque, si rischia di avere sole tre gare al massimo. E si richia anche che l’edizione 2020 del CIRT venga annullata.