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Buon compleanno RS: i retroscena della nascita del giornale

Ci si incontra in pizzeria a Savona, io, Valter, Adelchi, Valeria e un altro giornalista locale. La nuova rivista ha già un nome “RallySlalom e…”. Trascorriamo la serata a confrontarci sul progetto: io e Valter saremmo stati gli inviati in prova speciale della rivista. Adelchi si sarebbe occupato della realizzazione di un depliant da distribuire alle verifiche del Rallye Sanremo, che in quegli anni si disputa ad ottobre.

Spesso mi sento dire: “Ma tu, tra le tante cose che fai, scrivi anche per RS? Non ti sembra di esagerare?”. E rispondo sempre: “RS? Certo, l’ho inventato io!”. Mettiamo subito in chiaro una cosa: non è presunzione e c’è un fondo di verità. Vi racconto la storia, di modo che sappiate come è nata questa rivista, che da mensile di due regioni, poi di quattro, oggi se la gioca al vertice con le principali riviste nazionali. Era il 2006, settembre. All’epoca gestivo il mio portale Liguriamotori e collaboravo con la carta stampata di settore e con le pagine genovesi del quotidiano Il Giornale. È sera e ricevo una telefonata da Adelchi Capriotti, dell’hinterland savonese, ex-pilota e dirigente di scuderia, che insieme alla consorte, la compianta Valeria Rossi, in quel periodo si adopera in iniziative editoriali. Dice: “Ora che non esce più Rally&Motori (un quindicinale di successo inventato e diretto dal compianto Nanni Barbero, ndr) i piloti “minori” liguri e piemontesi, gli slalom e le altre manifestazioni non hanno più voce: si potrebbe pensare di fare una nuova rivista, potremmo vederci e parlarne un po’. Dillo anche a Valter Leverone”.

Detto fatto. Ci si incontra in pizzeria a Savona, io, Valter, Adelchi, Valeria e un altro giornalista locale. La nuova rivista ha già un nome “RallySlalom e…”. Trascorriamo la serata a confrontarci sul progetto: io e Valter saremmo stati gli inviati in prova speciale della rivista. Adelchi si sarebbe occupato della realizzazione di un depliant da distribuire alle verifiche del Rallye Sanremo, che in quegli anni si disputa ad ottobre. Valter ed io gli chiediamo cautela sui nostri nomi in quanto avremmo prima dovuto informare le rispettive società editrici con cui è in atto un rapporto di collaborazione. Torno a casa e passo la notte a pensare alla nuova rivista, alle varie sezioni, dai rally, agli slalom, personaggi e notizie in breve… Getto giù un progetto, lo condivido con Valter, che lo approva con entusiasmo e lo gira ad Adelchi, al quale piace molto. Seguono giorni di silenzio, poi Adelchi mi informa che il depliant è pronto. Arriva il Sanremo, dove viene distribuito alle verifiche: è accattivante, ma riportava che Valter Leverone ed Emilio Burlando sono gli inviati speciali della rivista sulle prove speciali. Peccato che i nostri rispettivi editori non lo sappiano ancora. Ci arrabbiamo non poco con Adelchi, che minimizza la cosa. E infatti, una delle prime persone che incrocio è Nanni Barbero, il mio direttore. “Potevi dirmelo” dice da buon padre ma con lo sguardo severo. “Scusami, Nanni – la mia risposta – sapevo che ci saremmo visti qui, te lo avrei detto a voce, non mi sembrava bello spiegarti per telefono”. Avevo fatto una brutta figura, mi ero comportato male nei confronti di una persona che mi aveva sempre considerato con riguardo. “Sei un ragazzo serio, scegli tu cosa fare – la sua conclusione da gran signore quale era – per me, in ogni caso, puoi continuare a fare parte della nostra famiglia”.

Ad ottobre, la nuova rivista approda in edicola. Ricalca per sommi capi il mio progetto iniziale. Valeria, il direttore, le dà una grafica gradevole. Tra le varie firme, ovviamente, non figuro né io e né Valter, che con Autosprint, intanto è arrivato addirittura ad un corposo scambio di raccomandate per questa vicenda. Adelchi ha capito e non ha più insistito. Da parte mia, acquisto ogni mese RallySlalom, lo sento un po’ mio: ero partito (eravamo partiti?) col piede sbagliato ed era giusto che fosse finita così. Continuo a seguire la rivista negli anni a venire, la vedo crescere nei contenuti, fino ad annoverare buoni collaboratori, e infine andare in sofferenza, per problemi di distribuzione che si riflettono sulle vendite. Per fortuna, Luciano Chiaramello, amministratore della Meteco Corse, è ormai un imprenditore maturo, stanco del monopolio informativo, e decide di acquistare e rilanciare il giornale, dando ossigeno e continuità alla pubblicazione. Quindi, un giorno ricevo una telefonata dall’amico e collega Guido Rancati. “Ciao, Burlandino (mi chiama così perché tra i giornalisti di rally c’è stato un altro Burlando, il mitico e compianto Carlo, ndr), volevo informarti che RallySlalom ha una nuova proprietà e che io sono il direttore responsabile: mi farebbe piacere che tu collaborassi con noi”. La mia risposta è sintetica: “Volentieri, grazie. Ma prima fammi sentire Nanni Barbero”. Chiamo il direttore, gli parlo della nuova proposta di collaborazione ho ricevuto e gli chiedo se mi autorizza ad accettarla. “Posso dirti di no? Sei con noi da un sacco di anni, hai sempre lavorato bene e ci terrei che restassi nella nostra famiglia e continuassi a scrivere anche per noi”. Quell’“anche” lo tradì. Alla direzione di Rancati seguì quella di Gianni Cogni e poi quella di Marco Cariati, gli anni divennero 16 e ora conoscete il dietro le quinte della nascita di RS.

Questo articolo è tratto da RS di ottobre 2022

Copertina ottobre 2022