Miki Biasion al via della Mille Miglia

La Scuderia Club Italia alla Mille Miglia

Ci siamo. Parte oggi la trentasettesima rievocazione della Mille Miglia e per quattro giorni – dal 15 al 18 maggio – 430 vetture sfileranno lungo la classica direttrice Brescia-Roma-Brescia, testimoni della storia e del design e dell’automobile. Tra i partecipanti alla corsa che si svolge in quattro tappe lungo oltre 1800 chilometri di strade che attraversano le città, i borghi e le piazze immersi in paesaggi unici al mondo, tre gli equipaggi portacolori della Scuderia Club Italia.

Il primo in ordine cronologico a lasciare il palco di viale Venezia, a Brescia, sarà il numero 136, quello composto da Antonio Rossi e Rudy Briani su SIATA 1100 MM Berlinetta Viotti del 1940. Dopo di loro, con il numero 239, occhi del pubblico e obiettivi delle macchine fotografiche puntati verso Miki Biasion e Silvia Settembrini. Il due volte Campione del Mondo Rally prenderà il via al volante di una splendida Ferrari 250 MM Spider carrozzata Vignale del 1953 che su queste strade corse l’anno successivo. Completano il terzetto “Club Italia” Giustino e Alessandro De Sanctis su una Fiat 8V berlinetta del 1954 in gara con il numero 319.

Con la presenza alla Mille Miglia, ideale luogo su cui si mettono in scena i valori e si rendono evidenti gli scopi con cui la scuderia è stata fondata, ovvero promuovere, valorizzare, conservare le automobili italiane e diffondere il patrimonio di cultura e di etica tecnico-sportiva a queste legato, il Club Italia celebra i suoi trent’anni. Tanti, infatti, gli anni della “casa” di tutti i veri appassionati di un certo modo di vivere l’automobilismo da collezione.

A custodirne le chiavi, insieme ai membri della giovane “squadra di governo” del club da poco insediatasi, è da quest’anno Umberto Rossi di Montelera. Il neo presidente saluta tutti i partecipanti alla Mille Miglia e, in particolare, stringe la mano a Miki Biasion che trent’anni fa vinceva il suo secondo mondiale al volante di una Lancia Delta Integrale con i colori Martini Racing. Tra le innumerevoli pagine che raccontano il Club Italia ci sono anche fatti come questo: per gli altri sono solo coincidenze; per il Club Italia e i suoi soci, l’ennesimo capitolo di una storia che non ha eguali.

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