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Stefano Peroni e la Martini Mk32 fanno il bis alla Bologna-Raticosa

Miglior tempo in assoluto per il fiorentino della scuderia organizzatrice sulla Martini MK32 di 5° Raggruppamento nella 32^ edizione della gara emiliana sui 6.210 metri della Provinciale della “Futa”. Un bis dopo il successo del 2019. Secondo tempo per il pilota di casa figlio d’arte Filippo Caliceti su Osella Pa9 di 4 raggruppamento, terzo tempo per Matteo Aralla su Reynard 903 F.3.

Detto fatto: Il ritorno al volante dei protagonisti della salita per auto storiche è stato ricco di emozioni alla 32^ Bologna Raticosa, primo dei tre appuntamenti del Campionato Italiano Velocità Salita Auto Storiche CIVSA andato in scena questo fine settimana sui 6.210 metri della Strada Provinciale della “Futa” dove ad ottenere il miglior tempo è stato Stefano Peroni sulla Martini MK32. Il driver e preparatore fiorentino portacolori della Bologna Squadra Corse, ha mostrato le proprie intenzioni sin dalle prove e sulla monoposto con motore BMW ha confermato lo stato di grazia in 5 Raggruppamento, ottenendo il crono finale di 2’53.49 al termine di Gara 2. Peroni vince e fa bis nella gara che vinse anche lo scorso anno.

“E’ stato un bel crescendo – ha spiegato Peroni – a partire dalle prove del sabato fino alla gara di oggi dove abbiamo evitato di strafare. Il percorso è molto divertente e si conferma sempre tecnico e insidioso. Avremmo potuto far di più soprattutto in gara 1 ma abbiamo preferito non prendere rischi e aspettare che il percorso migliorasse. Quest’anno ho un nuovo propulsore cui devo abituarmi soprattutto nella gestione dell’erogazione, ma sono certo che ci darà soddisfazione. Questa è stata però una gara strana perché dall’inizio del weekend ho avuto la sensazione che mancasse qualcosa nel leggere la classifica. Mancava il nome del mio amico e avversario Uberto Bonucci”.

Secondo sul podio dell’ipotetica classifica generale è stato il portacolori di AB Motorsport Filippo Caliceti, sulla redditizia Osella Pa9 che fu del padre Mario. Il giovane bolognese è infatti riuscito a riacquistare la macchina del padre e riportarla alle glorie di un tempo. Per lui oltre alla gioia del podio arriva anche il primato in 4 raggruppamento nonostante una leggera toccata in gara e i problemi al cambio che non gli hanno consentito l’innesto della terza marcia.

A completare il podio di una ipotetica classifica assoluta, è il giovane lecchese Matteo Aralla che ha risolto i problemi al cambio della sua Reynard 903 F.3 della Zero 40 con la quale ha preceduto il padre Emanuele, quarto della classifica generale sulla spettacolare Dallara F390 che fu del pilota di Formula 1 Olivier Panis, oggi un pò ballerina d’assetto. Quinto in classifica generale e secondo di 4 Raggruppamento è il driver del team Di Fulvio Mario Massaglia in apprendistato sulla Osella PA 9/90.

Un raggiante Giuliano Peroni Senior sulla Osella PA/8 preparata in house si piazza in sesta posizione assoluta, conferma la leadership del 3 raggruppamento e il proprio stato di forma completando ambedue le manches di gara in 6’20,42 riuscendo ad abbassare la propria prestazione grazie ad un’azzeccata scelta di gomme e ad una migliore interpretazione del percorso che in ogni caso è andato via via migliorandosi.

Esordio su Porsche 911 di classe Silhouette oltre i 2000 cc altamente soddisfacente per un altro portacolori della Bologna Squadra Corse, ovvero Sergio Galletti, ottavo assoluto, secondo di 3 Raggruppamento e capace di precedere l’esperto mantovano Giuseppe Gallusi che ha centrato l’obiettivo personale di stare sotto i 3 minuti e 20 secondi sia in Gara 1 che in Gara 2 grazie alle regolazioni d’assetto apportate alla sua Porsche 911 SC di Classe GTS oltre i 2500 cc, abbassata rispetto alle prove e con una migliore pressione delle gomme.

Nel 2 Raggruppamento, la vittoria va di diritto a Giuliano Palmieri sulla poderosa De Tomaso Pantera della Bologna Squadra Corse che è riuscito ad effettuare le migliori regolazioni all’assetto, avendo indurito l’avantreno e avendo risolto le noie ai freni che gli sono valsi un ottimo 3’18.82 in gara 1, che lo stesso pilota modenese non è riuscito a migliorare in gara 2. Il podio del secondo raggruppamento è tutto occupato dai concorrenti delle GTS oltre 2500 CC dato che secondo e terzo sono Vincenzo Rossi su Porsche 911 Rs della Scuderia Etruria e Umberto Pizzato della Palladio Historic ancora su Porsche 911 in allestimento Rsr. Si dice soddisfatto della quarta piazza di raggruppamento l’esperiente Vittorio Mandelli, autore di una gara molto regolare sulla redditizia Porsche 911 SC della Bologna Squadra Corse.

Nel 1 raggruppamento, quello delle vetture più anziane costruite cioè entro il 1971 è il ternano Angelo De Angelis sulla sempre fiammante Nerus Silhouette della Valdelsa Classic a conquistare l’alloro grazie ad una guida regolare e senza sbavature, davanti all’esperto Matteo Lupi Grassi che, pur avendo lamentato un fondo un po scivoloso al volante della Lotus Elan 26R, è riuscito ad abbassare il proprio riscontro cronometrico limitando il distacco da De Angelis di soli 4.80 secondi.

Terzo classificato di 1 raggruppamento è stato l’abruzzese Antonio Di Fazio sulla spigolosa NSU Brixner Spyder della Valdesa. La gara organizzata dalla Scuderia Bologna Squadra Corse presieduta da Francesco Amante, si è disputata senza alcun intoppo e in condizioni climatiche eccellenti ed ha visto l’adozione di tutte le misure anticovid in linea con le disposizioni ministeriali e della federazione. La competizione è stata diretta in maniera impeccabile da Mauro Zambelli.

La Coppa del Chianti Classico sarà dedicata a Uberto Bonucci

La Coppa del Chianti Classico aggiunge al suo nome quello di Uberto Bonucci per il legame alla gara che lo ha visto protagonista in tante sue edizioni e per la quale aveva un rapporto che andava oltre la sua veste di pilota e organizzatore. Gli otto chilometri dal Molino di Quercegrossa a Castellina in Chianti ricorderanno così oggi e nel futuro il suo nome e, come spesso accade in altri sport, il numero 1 non sarà più assegnato.

La Coppa del Chianti Classico Uberto Bonucci continua la sua fase organizzativa in questo frenetico conto alla rovescia accentuato dal particolare momento che stiamo vivendo ma la voglia di andare avanti e la passione che ci lega a questo sport certamente non fermano il nostro convinto spirito di giungere all’abbassarsi della bandiera tricolore che darà il via alla 41^ edizione di questa gara.

Morto Uberto Bonucci, protagonista assoluto delle cronoscalate

Il mondo dell’automobilismo piange Uberto Bonucci, vincitore di oltre centocinquanta gare, tra cui sette titoli nel Campionato Europeo della Montagna Autostoriche e dieci titoli assoluti nel Campionato Italiano della Montagna. Al volante della sua Osella Pa 9/90 Bmw ha scritto pagine stupende dell’automobilismo in Italia e all’estero. È stato stroncato dal male incurabile che lo aveva colpito negli ultimi tempi e che non gli ha dato scampo.

Ha trionfato in più circostanze, fra le storiche, anche al trofeo Luigi Fagioli di Gubbio (ben 10 volte), alla Camucia-Cortona (5 volte) e allo Spino, dove nel 2011 ha vinto la categoria e nel 2016 ha realizzato l’assoluto, non dimenticando il secondo posto del 2019 alle spalle di Stefano Peroni. A proposito del rapporto di particolare amicizia che lo legava a Pieve Santo Stefano (vi aveva esordito nel 1976 alla guida di una A112), la Pro Spino Team lo aveva nominato suo socio onorario: più volte era venuto alle iniziative organizzate dal team e chiamava affettuosamente “Spinotti” i suoi componenti.

Bonucci, nato a Castelnuovo Berardenga ma residente a Colle Val d’Elsa, aveva 68 anni, compiuti lo scorso 13 maggio. È deceduto a causa di un male incurabile. Tra i vari successi figurano ben quattro trionfi alla cronoscalata Lago – Montefiascone. Successi ottenuti nel 2011, 2012, 2013 e 2017. A ricordare Uberto Bonucci è l’Automobile club Viterbo in un post su Facebook.

“Ci ha lasciati un grande amico – si legge nel post –, un grande protagonista della Lago Montefiascone, un grande pilota, un grande uomo. Ciao Uberto continua a vincere trofei nel cielo. Rip”.Il post dell’Automobile Club Viterbo ripercorre i grandi successi del pilota senese.

“Uberto Bandino Antonio Bonucci Ugurgeri della Berardenga – continua il post – tanto importante il suo nome, tanto importanti i titoli vinti nella sua carriera di pilota. 153 vittorie assolute nelle gare disputate in Italia e all’estero, sette titoli nel Fia campionato europeo della montagna, dieci titoli assoluti nel campionato italiano salita autostoriche”.

“Non lo vedremo più al volante della sua la sua Osella – conclude il post dell’Automobile club di Viterbo – con la quale aveva raggiunto il perfetto equilibrio tra auto e pilota e quando il semaforo segnava cinque secondi alla partenza chiudeva la visiera del casco pronto ad affrontare la strada e poi il via. Ci mancheranno i sui modi spicci con quel suo carattere che poteva sembrare brusco e forte ma allo stesso tempo aperto e buono, una persona di poche parole ma quando uscivano erano consigli e insegnamenti, dati dalla sua grande esperienza. Addio amico”.

“Uberto è stato un appassionato, un campione e un uomo per bene che mancherà alla Commissione Autostoriche e al mondo delle gare in salita. Per me è stato di grande amicizia ed aiuto nell’inserirmi così tardi nella mia vita nell’affascinante mondo delle gare in salita di autostoriche. Un abbraccio a sua moglie Marta e a suo fratello Andrea. Paolo Cantarella”, ha detto Paolo Cantarella presidente della Commissione Autostoriche dell’Aci.