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CIRAS: all’Elba Salvini vince col coltello fra i denti

Parla di nuovo senese, il XXXII Rallye Elba Storico-Trofeo Locman Italy, seconda prova del Campionato Italiano Rally Autostoriche (CIRAS), svolto tra la serata di giovedì ed oggi pomeriggio sulla lunghezza di nove prove speciali e caratterizzato da tanto agonismo e duelli serrati per le posizioni di vertice. Il successo assoluto è arrivato con il bis dei senesi Alberto Salvini e Davide Tagliaferri, con la loro verde Porsche 911 RS, passati al comando della gara dalla settima prova (la terza odierna), ricevendo il testimonio dai blasonati “Lucky”-Pons, con la Lancia Delta integrale 16V. A loro volta avevano rilevato la leadership dai valtellinesi Lucio Da Zanche-Daniele De Luis, traditi dalla rottura del cambio alla loro Porsche 911 SC, dopo che avevano comandato la prima tappa.

Una volta assurto a leader, Salvini ha cercato di arginare i ripetuti attacchi di “Lucky”, riuscendo a tenere la mente ferma verso l’obiettivo della conquista di un nuovo alloro all’Elba, per lui gara sempre dal significato particolare. Alla fine “Lucky”, al secolo Luigi Battistolli, ha chiuso con ampio merito sopra il secondo gradino del podio sfruttando al meglio possibile la sua Delta, con terzo arrivato il siciliano, estimatore dell’Elba ed il suo rallye, Salvatore “Totò” Riolo, in coppia con Alessandro Floris con la Subaru Legacy RS.

La top five assoluta si è esaurita con un altro senese di livello, Valter Pierangioli da Montalcino, affiancato dal lucchese Celli, quarto assoluto sulla Ford Sierra Cosworth, e dall’acclamatissimo locale Francesco Bettini, in coppia con Acri, al debutto con la non certo facile Porsche 911 SC. Pierangioli è sempre stato a ridosso dell’attico della classifica con grande merito, costantemente firmando riscontri cronometrici d’effetto, e la stessa lunghezza d’onda l’ha fornita Bettini, lottando ad armi pari con piloti blasonati, seppur con l’incognita di non conoscere la vettura di Stoccarda affidatagli. Punti interrogativi importanti, per il pilota di Portoferraio, che ha comunque messo la firma sulla miglior prestazione tra i piloti locali.

Tutte le lotte nei raggruppamenti

Il quarto raggruppamento è stato appannaggio di “Lucky”, davanti a Riolo, e terzo Pierangioli. Riolo ha invece lamentato il fatto di essere rimasto attardato nella prima prova di Capoliveri del giovedì da problemi di natura elettrica, cosa che li ha costretti a fare i classici “straordinari” per risalire posizioni in classifica ed anche per rimanerci, visto che la sua rombante boxer giapponese ha spesso palesato difficoltà anche alla turbina. Quarto poi Bettini e prestazioni di spessore anche per il livornese Giovanni Galleni, con la Opel Ascona 400, affiancato dal giovane Niccolò Gonnella. Per loro costante presenza nei quartieri alti della classifica, cosa che li ha portati alla quinta posizione, decisamente meritata.

Il terzo raggruppamento, è stato piuttosto movimentato: dopo la disavventura di uno dei “big”, Angelo Lombardo con la foratura iniziale, ha conosciuto il ritiro di un altro “nome”, Luca Ambrosoli, uscito di strada durante la terza prova speciale con la sua Porsche 911 quando era al comando. Nonostante il notevole tempo perso, Lombardo era riuscito comunque ad andare al comando e rimanerci in scioltezza sino alla penultima chrono per poi rovinare tutto con un’uscita di strada, con la quale ha consegnato il successo ai locali Giudicelli-Ferrari, su una VolksWagen Golf GTI. Al secondo posto sono finiti i pisani Fantei-Grechi (Alfa Romeo Alfasud) e podio completato da Costa-Lazzeroni, su una Fiat 127. Sfortuna anche per Questi-Morina e la loro Opel Ascona, secondi in classifica sino alla quinta prova e poi traditi dal motore nella successiva.

Il secondo raggruppamento ha sorriso ad Alberto Salvini, con quasi 7’ su Vicario-Frasson ( ord Escort RS1.6) i quali, dalla quinta prova, hanno sopravanzato Pagella-Brea (Porsche 911), finti poi terzi.

Nel primo raggruppamento, sino alla quinta prova speciale ha comandato con agilità Antonio Parisi, su una Porsche 911S, con D’Angelo alle note, per poi uscire di scena per un incidente. Leadership quindi passata in mano a Salin-Trotta (Porsche 911S), i quali non si sono fatti scappare l’alloro davanti a Fiorito-Bertonasco (BMW 2002 Ti), finiti lontani, ma comunque andati a segno con soddisfazione. Terza piazza per la Ford Escort Twin Cam di Canzian-Franchi.

Duelli di alto contenuto adrenalinico tra le A112 del Trofeo omonimo (caratterizzato su due gare distinte, ogni tappa è stata dunque un rally a se stante). Al termine della Gara-1 hanno vinto Domenighini-Torricelli, risultati i più veloci in tutti i tratti cronometrati, su Bartoloni-Leporatti e terzi i fiorentini Fognani-Sammicheli. Di altra faccia la Gara-2: a parte la vittoria-bis di Domenighini, sono usciti di scena in questa seconda sfida sia Bartoloni (rottura della batteria, PS 7) che Fognani (rottura staffa del cambio, PS5), entrambi quando erano ai vertici ed anche un altro “nome” del celebre monomarca, l’aretino Orazio Droandi, è uscito di scena per incidente a fine della sesta prova. Alla fine, sotto bandiera a scacchi, dietro a Domenighini, sono transitati il sempreverde, aretino pure lui, Francesco Mearini (con Acciai alle note), “argento” con il classico colpo di reni finale, e Cazziolato-Nolfi, terzi.

La daga dei ”ritiri di lusso”

La gara ha riservato diversi “colpi di scena” già dalla prima tappa, con la foratura di Lombardo già sulla seconda prova (la prima odierna), per la cui causa ha lasciato circa 2’ e la conseguente perdita della leadership provvisoria nel 3° raggruppamento. L’Elba ha detto male pure all’attesissimo veneto Matteo Luise, tradito dal motore della sua Fiat Ritmo al termine della terza prova ed anche per il forte locale Andrea Volpi c’è stata poca gloria, con la Lancia Delta Integrale 16V condivisa con Maffoni. Dopo un avvio confortante, il migliore degli elbani, già dalla seconda prova ha sofferto per noie all’idroguida, dovendo giocoforza ritirarsi, dalla settima posizione che occupava. Riammesso in gara per la seconda tappa, si è di nuovo ritirato (PS(8) per noie al motore.

Anche Andrea “Zippo” Zivian, ha versato lacrime: è stato tradito già allo start della prima prova per la rottura della molla di una valvola alla sua Audi Quattro e pur finendo l’impegno ha poi alzato bandiera bianca. Sfortunato anche il sammarinese Marco Bianchini, con al fianco Giulia Paganoni. Sono stati attardati da problemi meccanici alla loro Lancia Rally 037 durante la prima tappa, il motivo del loro essere affondati in classifica e ripartiti nella seconda con la riammissione in gara, con la quale hanno firmato alcuni tempi da assoluto.

CIRAS: all'Elba da Zanche fa la voce grossa
CIRAS: all’Elba da Zanche fa la voce grossa all’inizio, ma poi si ritira

Da Zanche comanda la prima giornata

Il Rally Elba Storico-Trofeo Locman Italy è arrivato all’intervallo alla fine della 1° Tappa lunga dove è Lucio Da Zanche e Daniele De Luis su Porsche 911 SC. Dopo lo show ieri sera a Capoliveri e lo scratch questa mattina sulla Volterraio, il driver valtellinese termina la tappa 1 primo fra gli sfidanti del 4°Raggruppamento e con 24’’6 di vantaggio su Luigi “Lucky” Battistolli e Fabrizia Pons sulla Lancia Delta Integrale. Il campione vicentino ha provato ad attaccare, ma di fatto Da Zanche è sempre stato più veloce. Terzi assoluti, a +28’’6 dal leader, sono Alberto Salvini e Davide Tagliaferri con la Porsche 911 RS.

Il senese, sempre costante e veloce, in testa al 2°Raggruppamento, ha realizzato i migliori sulla prova di “Bagnaia” e di “Nisportino-Cavo” e cercherà di dare la caccia alla piazza d’onore occupata da Lucky, dalla quale lo separano solo 3’’7.
Al Rallye Elba Storico non sono mancati i colpi di scena dalle prime battute del mattino con ritiri importanti, primo fra tutti quello di Marco Bianchini. Il sammarinese con Giulia Paganoni alla sua destra è stato fermato da problemi meccanici alla Lancia 037 gruppo B ma ripartirà domani per il Day 2. Attardato sempre sulla lunga Volterraio anche Angelo Lombardo.

Il pilota di Cefalù affiancato a Hars Ratnayake incappa in una foratura alla Porsche 911 SC che gli ha fatto perdere oltre due minuti, lasciando posto nel 3°Raggruppamento a Luca Ambrosoli. Lombardo è comunque riuscito a prendersi la leadership nel 3°Raggruppamento dopo il cappottamento dell’avversario comasco con Rolando Bozzo su Porsche 911 SC. Fuori dai giochi anche il veneto Matteo Luise, con Melissa Ferro, riuscito a rimanere tra i primi dieci fino alla prova numero 3. Luise è stato costretto a ritirarsi per problemi al motore della sua Fiat Ritmo 130.

Tra i migliori del “quarto” il toscano Valter Pierangioli, su Ford Sierra con Giancarla Guzzi, rimasto costantemente nella top fine assoluta di gara. Pierangioli, ora terzo nel 4°Raggruppamento, ha sorpassato proprio sulla prova numero 4 Totò Riolo. Il pilota di Cerda, insieme ad Alessandro Floris, ha combattuto con delle noie di corrente riscontrate già ieri sera alla sua Subaru Legacy Turbo, scende quindi al quinto posto.

Sesto assoluto e primo degli equipaggi elbani è Francesco Bettini al suo debutto con la Porsche 911 condivisa con Luca Acri. Una corsa difficile per l’altro pilota locale Andrea Volpi. L’elbano con Michele Maffoni ha riscontrato problemi all’idroguida della Lancia Delta che lo hanno messo ko dopo tre prove. Settimo della generale dunque Angelo Lombardo, seguito in ottava posizione dalla BMW M3 di Giovanni Galleni e Nicolò Gonella.

Sempre nel 3°Raggruppamento, gara sfortunata anche per “Zippo” Andrea Zivian insieme a Denis Piceno sulla Audi Quattro ritiratosi al termine della prima prova di oggi per la rottura della molla di una valvola già nella prova d’apertura inaugurale. Chiudono la top ten di questa prima tappa elbana, i due equipaggi in lotta anche per il 2°Raggruppamento in ordine Maurizio Pagella con Roberto Brea su 911 RS, e Dino Vicario assieme a Marina Frasson su Ford Escort RS 1.6.

Parlando degli altri protagonisti di Raggruppamento nel 3° molto dietro a Lombardo, secondo nella classifica Giacomo Questi che insieme a Giovanni Morina su Opel Ascona B e terzo Massimo Giudicelli con la Volkswagen Golf GTI. Piuttosto interessante anche la battaglia per il 1°Raggruppamento dove i primi due scratch sono del veneto Nicola Salin con la 911 S ma è poi Antonio Parisi a prendersi la testa con la sua Porsche 911 SC. Nel Trofeo A112 Abarth firmato Yokohama e organizzato dal Team Bassano tra i 13 equipaggi iscritti è Giacomo Domenighini a mantenere la vetta della classifica davanti a Bartoloni e Fognani.

Le sorti del XXXII Rallye Elba Storico si decideranno tutte nella giornata di domani sabato 19 settembre con cinque prove con la “Due Mari” (22,43 km) la “Due Colli”, la sfida di “Lavacchio-San Piero” (14,22 km) e “Perone” (9,26 km). A Capoliveri arrivo finale alle ore 16,45 di sabato 19 settembre.

Anche Vatanen, Delecour, Biasion, Cunico, Lucky a Rallylegend

“Ci siamo, e questo è già un successo!” potrebbe essere il claim di Rallylegend 2020, mentre prende forma l’elenco degli iscritti – che veleggia, ad oggi, verso le centoventi unità – e la lista dei grandi nomi presenti alla edizione numero 18 di Rallylegend. E sarà un parterre di alta qualità, per fuoriclasse, campioni e macchine, nonostante le difficoltà e i disagi causati dalle misure anti Covid19. Oltre alle già annunciate “star” Francois Delecour, Ken Block, Miki Biasion, Franco Cunico , si allunga la lista dei grandi nomi che non hanno voluto rinunciare ad essere al via anche di questo Rallylegend, sempre affascinante e di grande richiamo: quest’anno ci sarà anche Ari Vatanen.

Pilota velocissimo e grande personaggio nella storia dei rally, Ari Vatanen, campione del mondo rally nel 1981, vincitore di quattro Dakar e di una Coppa del Mondo Rally Raid, sarà a Rallylegend 2020. Un grande colpo, per l’organizzazione dell’evento rally più “cool” della stagione. Vatanen ritroverà, a San Marino, il volante della Ford Escort RS Cosworth, con cui si piazzò quinto al rally Acropoli mondiale del 1993, con Fabrizia Pons alle note.

Torna a Rallylegend Francois Delecour, il campione francese già pilota ufficiale Ford e Peugeot, vicecampione del mondo rally nel 1993 con la Escort Cosworth, e otto volte nella top ten finale del Campionato del Mondo Rally tra il 1991 e il 2001. Delecour porterà in gara nella categoria WRC-RGT la nuova e fascinosa Alpine A110 RGT, la versione moderna della mitica vettura da rally prodotta dal 1962 al 1977, che richiama in molti particolari.

Anche per Franco Cunico, che avrà Gigi Pirollo alle note, si tratta di un ritorno a Rallylegend, questa volta con la Ford Sierra Cosworth 4X4. E con una Ford, la Escort Cosworth, Cunico ha lasciato il segno nel 1993, quando vinse il rallye di Sanremo mondiale, impreziosendo una bacheca ricchissima dove brillano tre titoli italiani assoluti, tre in gruppo N ed uno in Gruppo B nel CIR, due nel Trofeo Terra, insieme ad altri titoli e a quel Trofeo A112 del 1979 che diede il via alla sua straordinaria carriera.

Pur stretto fra i due appuntamenti mondiali della Turchia e dell’Italia Sardegna, Rallylegend ha visto comunque confermata la prestigiosa presenza del team M-Sport WRT – con Michelin e Sparco tra i partner tecnici – che porterà nella Repubblica di San Marino la più recente evoluzione della Fiesta WRC. Al volante della splendida “Plus” debutterà Adrien Formaux, navigato dal fido Renaud Jamoul. Francese, classe 1995, il giovane driver transalpino, in soli quattro anni di gare e di ottimi risultati, è entrato nell’orbita del team ufficiale M-Sport per il WRC2.

Impossibile avere al via, quest’anno, Lappi e Suninen, i piloti ufficiali del team M-Sport WRC che, come tutti i loro colleghi, tra una gara e l’altra di un serratissimo mondiale rally, evitano altri impegni, in ottica di tutela dal contagio Covid19 e di possibili quarantene. In una edizione particolare di Rallylegend, dove l’afflusso degli equipaggi dall’estero è resa complicata, quando impossibile, dalla pandemia Covid19, diventa trainante la presenza di campioni e dei rallysti italiani. Che quest’anno superano l’80% delle presenze totali, in un elenco che, fino allo scorso anno, vedeva una sostanziale parità tra equipaggi esteri e italiani.

Punte di diamante dell’Italia vincente nei rally presente a Rallylegend, oltre al già citato Franco Cunico, saranno “Lucky” Battistolli, già pilota ufficiale Opel e Fiat negli anni 70/80, e pluricampione europeo e italiano rally storici ai giorni nostri, Piero Longhi, due volte Campione Italiano Rally nel 2000, su Toyota Corolla WRC, e nel 2005 con la Subaru Impreza WRX STI, nonché campione sloveno nel 2011, sulla cui partecipazione a Rallylegend deve però essere ancora sciolta una piccola riserva, cosi come per quella di Renato Travaglia, uno dei piloti italiani più titolati e tra questi allori spiccano due titoli europei nel 2002 (Peugeot 206 WRC) e nel 2005 (Renault Clio S1600) e un titolo tricolore assoluto rally nel 2002.

Spettacolo a go-go è atteso dal giovane figlio d’arte Alberto Battistolli, pilota inserito nel programma ACI Team Italia, che promette numeri con la Lancia 037 tra le Legend Stars. E parlando di evoluzioni e spettacolo, attesi come sempre dal pubblico e dai loro fans, e presenti anche quest’anno, due funamboli del volante del calibro di Paolo Diana, con la sua Fiat 131 ipervitaminizzata, e dell’inglese Frank Kelly, con la sua Ford Escort MkII.

Per chi ha i capelli spruzzati d’argento e per chi conosce la storia dei rally, leggere, al prossimo Rallylegend, sui vetri di una Ford Sierra Cosworth, la coppia di nomi Ercolani Volta- Roggia non può non può non far venire un tuffo al cuore. Andrea Ercolani Volta, figlio di Massimo, il più grande campione di rally della Repubblica di San Marino, e Matteo Roggia, primogenito di Loris, tra i più grandi navigatori (anche di Ercolani, come la moglie di Roggia, Cristina Larcher) e organizzatori italiani, hanno deciso di indossare tuta e casco e rinnovare, a bordo di una macchina da corsa, il ricordo dei loro indimenticabili papà. Regista e motore dell’operazione Daniele Ceccoli, pilota di vertice sammarinese, che ha avuto proprio in Loris Roggia il primo mentore della sua brillante carriera.

Sparco sarà presente in prima linea al Rallylegend in qualità di main sponsor e partner tecnico ufficiale. In occasione dell’evento, la storica azienda di Volpiano presenterà in anteprima, presso il proprio stand, la prestigiosa capsule line di abbigliamento Sparco-Martini Racing® 2021 che andrà ad arricchire l’attuale offerta di equipaggiamento tecnico racing dal sapore Heritage legata ai colori di Pessione.

Lo stand ospiterà inoltre i prodotti della linea gaming e due automobili che hanno fatto la storia del motorsport: da un lato la Lancia Rally 037 Eminence che farà la sua prima apparizione a 37 anni dalla sua ultima uscita pubblica; dall’altro la Lancia Delta S4 della collezione della Fondazione Gino Macaluso per l’Auto Storica, con cui di recente Sparco ha siglato un accordo di partnership. Nel tardo pomeriggio di giovedi 1 ottobre è prevista l’apertura dello stand Sparco al pubblico con il cocktail party “Back to the Future” alla presenza di piloti del calibro di Miki Biasion, Federico Sceriffo e degli equipaggi M-Sport.

Stefano Peroni e la Martini Mk32 fanno il bis alla Bologna-Raticosa

Miglior tempo in assoluto per il fiorentino della scuderia organizzatrice sulla Martini MK32 di 5° Raggruppamento nella 32^ edizione della gara emiliana sui 6.210 metri della Provinciale della “Futa”. Un bis dopo il successo del 2019. Secondo tempo per il pilota di casa figlio d’arte Filippo Caliceti su Osella Pa9 di 4 raggruppamento, terzo tempo per Matteo Aralla su Reynard 903 F.3.

Detto fatto: Il ritorno al volante dei protagonisti della salita per auto storiche è stato ricco di emozioni alla 32^ Bologna Raticosa, primo dei tre appuntamenti del Campionato Italiano Velocità Salita Auto Storiche CIVSA andato in scena questo fine settimana sui 6.210 metri della Strada Provinciale della “Futa” dove ad ottenere il miglior tempo è stato Stefano Peroni sulla Martini MK32. Il driver e preparatore fiorentino portacolori della Bologna Squadra Corse, ha mostrato le proprie intenzioni sin dalle prove e sulla monoposto con motore BMW ha confermato lo stato di grazia in 5 Raggruppamento, ottenendo il crono finale di 2’53.49 al termine di Gara 2. Peroni vince e fa bis nella gara che vinse anche lo scorso anno.

“E’ stato un bel crescendo – ha spiegato Peroni – a partire dalle prove del sabato fino alla gara di oggi dove abbiamo evitato di strafare. Il percorso è molto divertente e si conferma sempre tecnico e insidioso. Avremmo potuto far di più soprattutto in gara 1 ma abbiamo preferito non prendere rischi e aspettare che il percorso migliorasse. Quest’anno ho un nuovo propulsore cui devo abituarmi soprattutto nella gestione dell’erogazione, ma sono certo che ci darà soddisfazione. Questa è stata però una gara strana perché dall’inizio del weekend ho avuto la sensazione che mancasse qualcosa nel leggere la classifica. Mancava il nome del mio amico e avversario Uberto Bonucci”.

Secondo sul podio dell’ipotetica classifica generale è stato il portacolori di AB Motorsport Filippo Caliceti, sulla redditizia Osella Pa9 che fu del padre Mario. Il giovane bolognese è infatti riuscito a riacquistare la macchina del padre e riportarla alle glorie di un tempo. Per lui oltre alla gioia del podio arriva anche il primato in 4 raggruppamento nonostante una leggera toccata in gara e i problemi al cambio che non gli hanno consentito l’innesto della terza marcia.

A completare il podio di una ipotetica classifica assoluta, è il giovane lecchese Matteo Aralla che ha risolto i problemi al cambio della sua Reynard 903 F.3 della Zero 40 con la quale ha preceduto il padre Emanuele, quarto della classifica generale sulla spettacolare Dallara F390 che fu del pilota di Formula 1 Olivier Panis, oggi un pò ballerina d’assetto. Quinto in classifica generale e secondo di 4 Raggruppamento è il driver del team Di Fulvio Mario Massaglia in apprendistato sulla Osella PA 9/90.

Un raggiante Giuliano Peroni Senior sulla Osella PA/8 preparata in house si piazza in sesta posizione assoluta, conferma la leadership del 3 raggruppamento e il proprio stato di forma completando ambedue le manches di gara in 6’20,42 riuscendo ad abbassare la propria prestazione grazie ad un’azzeccata scelta di gomme e ad una migliore interpretazione del percorso che in ogni caso è andato via via migliorandosi.

Esordio su Porsche 911 di classe Silhouette oltre i 2000 cc altamente soddisfacente per un altro portacolori della Bologna Squadra Corse, ovvero Sergio Galletti, ottavo assoluto, secondo di 3 Raggruppamento e capace di precedere l’esperto mantovano Giuseppe Gallusi che ha centrato l’obiettivo personale di stare sotto i 3 minuti e 20 secondi sia in Gara 1 che in Gara 2 grazie alle regolazioni d’assetto apportate alla sua Porsche 911 SC di Classe GTS oltre i 2500 cc, abbassata rispetto alle prove e con una migliore pressione delle gomme.

Nel 2 Raggruppamento, la vittoria va di diritto a Giuliano Palmieri sulla poderosa De Tomaso Pantera della Bologna Squadra Corse che è riuscito ad effettuare le migliori regolazioni all’assetto, avendo indurito l’avantreno e avendo risolto le noie ai freni che gli sono valsi un ottimo 3’18.82 in gara 1, che lo stesso pilota modenese non è riuscito a migliorare in gara 2. Il podio del secondo raggruppamento è tutto occupato dai concorrenti delle GTS oltre 2500 CC dato che secondo e terzo sono Vincenzo Rossi su Porsche 911 Rs della Scuderia Etruria e Umberto Pizzato della Palladio Historic ancora su Porsche 911 in allestimento Rsr. Si dice soddisfatto della quarta piazza di raggruppamento l’esperiente Vittorio Mandelli, autore di una gara molto regolare sulla redditizia Porsche 911 SC della Bologna Squadra Corse.

Nel 1 raggruppamento, quello delle vetture più anziane costruite cioè entro il 1971 è il ternano Angelo De Angelis sulla sempre fiammante Nerus Silhouette della Valdelsa Classic a conquistare l’alloro grazie ad una guida regolare e senza sbavature, davanti all’esperto Matteo Lupi Grassi che, pur avendo lamentato un fondo un po scivoloso al volante della Lotus Elan 26R, è riuscito ad abbassare il proprio riscontro cronometrico limitando il distacco da De Angelis di soli 4.80 secondi.

Terzo classificato di 1 raggruppamento è stato l’abruzzese Antonio Di Fazio sulla spigolosa NSU Brixner Spyder della Valdesa. La gara organizzata dalla Scuderia Bologna Squadra Corse presieduta da Francesco Amante, si è disputata senza alcun intoppo e in condizioni climatiche eccellenti ed ha visto l’adozione di tutte le misure anticovid in linea con le disposizioni ministeriali e della federazione. La competizione è stata diretta in maniera impeccabile da Mauro Zambelli.