Il giallo i rally, le targhe dell'est e la lettera al giornale

Auto da rally straniere: si può immatricolare in Italia?

Ferragosto, giorno perfetto per un giallo che ci fa scoprire l’acqua calda e rigira il coltello in una piaga mai chiusa. Una ferita con cui ciascun preparatore e noleggiatore che opera in Italia deve fare i conti per lavorare nel Belpaese: la consapevolezza di non essere completamente in regola se si è acquistata una vettura da rally all’estero. Magari una R5 o una Rally2 di cui sono pieni gli attuali parchi assistenza: se una volta a fronte di 50 vetture disponibili c’erano 100 richieste, oggi a fronte di 50 richieste si hanno 100 vetture della classe regina. Il “giallo di ferragosto 2021”, quello della mail inviata da Mauro Peruzzi (non il presidente della Scuderia Palladio) e pubblicata nella rubrica delle lettere del Giornale di Vicenza, il principale quotidiano locale, in cui si denunciano truffe ed evasioni che verrebbero commesse approfittando di auto con targhe straniere, ha fatto tornare d’attualità una domanda fondamentale per fare il noleggiatore in particolare nei rally. Ma se si compra all’estero, si può reimmatricolare in Italia? Nì. In teoria no, ma in pratica con qualche escamotage e conoscenza sì. E conviene? Assolutamente no. Paradossalmente, conviene mantenere la targa estera e sperare che vada sempre tutto bene.

La lettera-denuncia

Il 15 agosto 2021, Il Giornale di Vicenza pubblica la seguente lettera e più tardi ci confermerà che si tratta di un loro lettore. “Frequento le gare di rally da appassionato e per incarico dell’Aci devo mettere in evidenza alcuni comportamenti anomali, anti sportivi e di danno alle finanze dello Stato – si legge a firma del signor Peruzzi -. Rilevo con disappunto che nelle gare di rally, appunto, si vedono sempre più auto da competizione con targhe straniere e maggiormente dei Paesi dell’est. Queste sono autovetture intestate a prestanome di quei Paesi ma di fatto di proprietà e in piena disponibilità dei preparatori italiani che le noleggiano a piloti italiani. L’escamotage di tenerle intestate a prestanome stranieri consente di affittarle completamente in nero eludendo sia il pagamento delle imposte sui proventi dei noleggi che i bolli di circolazione. Si tratta di giri di affari per centinaia di migliaia di euro che restano totalmente sconosciuti al fisco. Si pensi che il noleggio di una vettura per una gara per le auto più performanti ha costi dell’ordine di parecchie migliaia di euro. Ciascun noleggiatore mediamente ne gestisce più d’una se non una decina e quindi i conti sono presto fatti. Questa tra l’altro è una concorrenza sleale nei confronti di qualche noleggiatore onesto che affitta come giusto solo auto targate in Italia. Le macchine “importanti” che costituiscono almeno il 40% dei partecipanti hanno tutte targhe dell’Est. Va messo fine a questo comportamento scandaloso”.

Necessario immatricolare

Innanzitutto, l’attuale Codice della Strada prevede che una vettura (qualunque) non possa stare sul territorio italiano senza targa italiana oltre un certo periodo di tempo. Trascorsi 12 mesi, la vettura deve essere immatricolata in Italia e quindi deve passare la revisione, a conferma che tutto corrisponda alla fiche di omologazione europea. Come immatricolare? Ci sono due modi o registrando il veicolo presso la Motorizzazione Civile e iscrivendolo poi al Pubblico Registro Automobilistico, oppure facendo una richiesta allo Sportello Telematico dell’Automobilista. Ma ecco il primo scoglio. Bisogna superare la cosiddetta “verifica preliminare”: si procede a valutare l’idoneità del mezzo esaminando tutti i documenti relativi alle caratteristiche tecniche dell’automobile e agli adempimenti IVA. La vettura è da corsa e, quindi, non corrisponde alla fiche europea. Non può essere immatricolata. La Motorizzazione non rilascia la carta di circolazione. E ora? A questo punto si lavora di ingegno. Se è vero che ogni norma è fatta per essere raggirata, allora toccherà inventarsi un escamotage. Borderline, certo, ma non sembra esserci alternativa.

Estratto di una più ampia inchiesta pubblicata sul numero di RS e oltre di settembre 2021

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