Antonio Lavieri vince la Coppa del Chianti Classico 2019

Antonio Lavieri si candida e attacca: ”Cosa c’è che non va in Aci Sport”

Il 14 ottobre 2020 si terranno nelle sedi Ac provinciali le elezioni dei rappresentanti degli organi sportivi Aci Sport per il quadriennio 2021-2024. Candidato alla rappresentanza dei piloti auto storiche è il lucano: Antonio Lavieri. Ha debuttato in gara ancora senza patente nel 2000,  da allora si cimenta ogni anno alla guida delle più diverse vetture da corsa in tante specialità, passando dalla sua Ralt RT 32, monoposto storica, alle Fiat 500 Assominicar, alla Elia Avrio ST09, non disdegnano partecipazioni negli slalom, formula challenge, gare su terra, sia rallycross che autocross, dalle cronoscalate alla pista. L’ultimo anno ha intensificato la sua attività in pista questa volta, per provarle tutte, alla guida di una piccola Smart Elettrica… iniziando ad accarezzare l’idea per il 2021 di qualche apparizione nelle cronoscalate in moto.

“Più che un idea, la mia candidatura è una conseguenza dettata dalla voglia di cambiare ciò che non è andato nel migliore dei modi negli ultimi anni – afferma il pilota lucano -. Voglio raccontarvi, o meglio ricordarvi cosa è successo nel recente passato in relazione al mondo delle Autostoriche: il 23 Dicembre Acisport, sanciva che a far data dal 1 Gennaio 2020 tutte le Formula storiche dovevano essere escluse dalle Cronoscalate del panorama nazionale. Io con altri piloti, addetti ai lavori e rappresentanti di scuderie ci siamo consorziati in un’associazione: Associazione Piloti Auto. Da subito si è creato un bel gruppo supportato da numeri importanti, abbiamo iniziato a confrontarci evidenziando problemi comuni,  tirando fuori alcune importanti idee e proposte di correttivi”.

“Abbiamo da subito ottenuto risultati,  riuscendo a farci ascoltare, magari in parte aiutati da fortuite coincidenze, chi lo sa. Può essere, ma alcune retromarce da parte della federazione sono avvenute! In verità piu’ d’una. Poi tutto è finito…non mi va di aggiungere altro, ma in sostanza l’ APA si è sciolta. Con grande dispiacere e delusione da parte mia. Da ciò mi sono reso conto che i Piloti e gli addetti ai lavori hanno bisogno di sentirsi rappresentati, di far sentire la propria voce e vogliono che ci sia chi non ha paura di farsi sentire, non sia legato, non si faccia comprare o corrompere dai poteri, conosca l’ambiente, abbia esperienza con le auto da corsa, appartenga veramente al mondo di chi vuole divertirsi e non ambisca a fare il campione del mondo do classe con un solo partente, una persona che non faccia il fighetto , il raccomandato, ma soprattutto sia schietto, senza fronzoli, non le mandi a dire…insomma uno “pericolo”, come tutte le persone oneste”.

“Ciò che mi prefiggo di perseguire come obbiettivo principale è l’ingiustificata escalation di costi che si è avuta a tutti i livelli. A mio avviso il motorsport della domenica deve restare lo sport dell’appassionato, del meccanico che sistema la sua vettura e quella dell’amico, di chi lavora la notte vicino ad un motore con passione, di chi porta la macchina con il carrello. Il Motorsport della domenica deve essere lo sport per tutti. Oggi vediamo Bilici, gomme sostituite ad ogni salita, costi esorbitanti dalla Tassa di iscrizione alla licenza, passaporti che scadono prima delle Brioche, ma soprattutto impossibili o difficili da richiedere, vuoi per indisponibilità dell’ unico verificatore designato per area geografica…  vuoi per burocrazia piu’ contorta di quella dello stato italiano”, afferma ancora Lavieri.

“Abbiamo costi di richiesta HTP inavvicinabili, per non parlare dell’omologazione dei tracciati e tanto altro ancora. Vogliamo scimmiottare i professionisti, ma in tanti casi facciamo ridere! Molta gente a volte chiede: ma cosa si vince? La risposta quale è? Niente. Quindi, ciò che si spende è davvero ingiustificato. E’ divertimento, puro divertimento, sfogo domenicale, passione! Correre in una gara di slalom non può costare 2.000 euro, ancora più una cronoscalata. Fare una garetta in pista con la propria vettura, la più sfigata, non può costare tra gomme, iscrizione, trasferta, turni in pista oltre 3.000-4000 euro (salvo danni). Neanche da paragonare se la vettura va presa a noleggio”.

“Uno sport di appassionati è stato portato a costi da professionisti! La domanda è: chi può permetterselo? Che lavoro deve fare una persona per poter disputare 8/10 gare in un anno? Rischiamo di perdere la vera essenza del motor sport. Tanti si sono stancati ed hanno mollato tutto! C’è chi combatte perché vuole che non finisca tutto. Costi e burocrazia sono diventati insostenibili, tutto difficile ed ingarbugliato… Se non si tira il freno rischiamo di far morire tutto, di far scomparire il motorsport e di renderlo sempre più uno sport di nicchia, uno sport per pochi! Urge una decisa marcia indietro”, denuncia Antonio Lavieri da candidato alla rappresentanza dei piloti auto storiche in seno ad Aci Sport.

Lavieri aggiunge: “Altro obbiettivo che mi prefiggo è quello di spingere a creare un campionato  simile al vecchio V.S.O.S. (Velocità Scaduta Omologazione Salita) categoria classic, dove far confluire le vetture troppo vecchie e poco competitive per correre nelle moderne e troppo moderne per essere ammesse nelle storiche, auto costruite tra il ‘90 ed il 2000 che attualmente sono ferme nei garage. Parallelamente spingerei alla creazione di un campionato che era l’idea d’origine, o un ritorno alla vera essenza di cio’ che doveva essere la Racing Start, in cui bisogna che le vetture siano davvero serie. Intensificherei i controlli con l’introduzione di un banco prova a rulli dove provare i primi tre di classe ad ogni gara ed obbligo a pesare tutte le vetture dopo aver tagliato il traguardo”.

E poi, il pilota lucano conclude spiegando: “Qualora dovessi diventare responsabile autostoriche in Aci Sport spero di riuscire a farmi ascoltare ed a far valere delle proposte che in tanti reputiamo sensate. Farò da trait d’union tra i piloti e la federazione.  Spero in un tavolo di confronto in cui si possa esprimere un parere ed anche il proprio dissenso portando avanti richieste, proposte ed esigenze dei piloti. Grazie ad un’ esperienza ben diversificata in tutti gli ambiti del motorsport, fatta esclusione per i rally, spero di dare il mio contributo per il bene dello sport”.