Andrea Piccardo: ”2021 di apprendistato, ora penso al 2022”

Reduce dalla sua stagione di debutto nel CIR Junior, abbiamo incontrato Andrea Piccardo (classe 1995). Piccardo muove i primi passi nel 2018 disputando la Ronde Gomitolo di Lana, navigato da Andrea Ferrari al volante di una Fiat Panda Kit Car, gara conclusasi anzitempo a causa di una noia meccanica. Dopo una stagione di stop (2019), lo scorso anno disputa tre gare da prima al volante di una Suzuki Swift 1000 Turbo (classe R1) e successivamente fa il suo debutto al Rally di Torino con la rally4 di casa M-Sport.

In questa annata decide di disputare come detto il CIR Junior al volante delle Fiesta Rally4 di casa Motorsport Italia e più recentemente a Tandalò debutta al volante di una vettura di classe rally2, la Citroen C3. “La mia passione per i rally è nata dopo aver visto alcuni passaggi del mondiale in una videocassetta che aveva mio padre, vedere quelle auto prendere le curve di traverso mi ha completamente stregato. Del mio debutto ho un ricordo “breve” perché purtroppo la macchina ha dato problemi meccanici fin da subito, ma salire sul palco per la prima volta è stata una vera emozione, qualcosa che non si scorda facilmente”.

Come è maturata la scelta di disputare il CIR Junior in questa stagione?

“Da diverso tempo avevo intenzione di fare una stagione con un programma preciso e ben definito, lo Junior era un occasione e appena mi si è presentata l’ho colta al volo”.

Una stagione di apprendistato la tua, con tre arrivi e purtroppo tre ritiri. C’è la racconti?

“Apprendistato è la parola giusta, l’idea era proprio quella di imparare il più possibile, purtroppo i ritiri hanno penalizzato parecchio questo aspetto. Una volta mi sono fermato a causa di un errore e va bene, perché sbagliare fa parte del processo di crescita, le altre due volte i problemi sono stati meccanici e ammetto che mi hanno buttato giù di morale, specialmente a Roma, dove c’erano tanti chilometri da fare e concorrenti con cui misurarsi. Il risultato è stato tenere un passo che mi permettesse di arrivare in fondo alle rimanenti gare senza prendere rischi che non mi potevo più permettere.

Hai debuttato al volante di una vettura Rally2 a Tandalò in Sardegna. Com’è stato l’impatto con una vettura a quattro ruote motrici?

“Prima di tutto riguardo a questo devo ringraziare Daniele Pellegrineschi di Prt, è stato un fuoriprogramma al quale non avrei pensato se lui non mi avesse coinvolto. Ho avuto qualche piccola esperienza sulle quattro ruote motrici in passato, ma le Rally2 sono davvero un altro pianeta, tutto è calibrato perfettamente, assetto, freni, cambio ecc. Sta solo a chi guida fare un buon lavoro, personalmente, in preda all’estasi ho fatto traversi ovunque, anche sul dritto, godendomi ogni dettaglio della macchina e assaporando ogni centimetro della terra sarda che adoro, perciò direi che è stato un ottimo impatto”.

Nel 2022 la federazione ha deciso per una riforma dei campionati, escludendo la terra dal CIR assoluto. Come valuti da pilota questa scelta?

“Penso che sia una cosa “facile” da valutare agli occhi esterni, fa strano non vedere la terra in un Campionato Rally… Per quanto mi riguarda mi mancherà, ma sicuramente c’è un valido motivo per cui è stata scelta questa opzione”.

Progetti e programmi per la prossima stagione?

“In questo momento i progetti sono tanti, bisogna vedere nella pratica quale di questi sarà poi fattibile tramutare in un programma vero e proprio. C’è ancora tempo, ma sono già al lavoro per questo, ogni secondo dev’essere sfruttato per organizzare al meglio il futuro”.