Andrea Dalmazzini e Giacomo Ciucci saranno al via del RIS 2019

Andrea Dalmazzini: la stagione del riscatto?

Se non fosse per quei tre, striminziti punticini che lo pongono in coda alla classifica del Campionato, l’attesa rimpatriata di Andrea Dalmazzini nel CIRT avrebbe assunto le sembianze della Minima di Timisoara ai tempi del mitico Bernacca: non pervenuta.

Fiasco inaudito, dacché stiamo parlando di uno dei migliori talenti italiani emersi nel decennio appena concluso. Ancora più sorprendente quando si pensa che il pilota di Pavullo aveva lasciato il tricolore terra, nell’ottobre 2017, con uno strameritato scudetto cucito sul petto.

Eppure, questa è la realtà con quale Dalmazzini sta facendo i conti in questo inverno di transizione verso una stagione che dovrà per forza di cose essere quella del riscatto o, quantomeno, dell’inversione di tendenza: con lui, ora, ripercorriamo l’odissea sportiva che il portacolori di X-Race Sport si è lasciato alle spalle lo scorso novembre, cercando di comprenderne le cause.

Il 2019 si è rivelata una stagione da incubo. Cos’è successo, Andrea?

“Penso vi siano diverse ragioni. In termini di guida, mi sono trovato quasi sempre bene. Non sono contento per come sono andate le singole gare: tra problemi ed errori, non sono riuscito a fare un rally ‘pulito’, senza intoppi. Personalmente, sono convinto che, se avessi potuto finire le gare e se lo avessi potuto fare senza problemi, non sarei stato così indietro. Un altro aspetto che ritengo abbia pesato è il mancato allenamento: dopo il titolo 2017 ho corso poco, avrei avuto bisogno di fare più test, di stare decisamente più tempo in macchina”.

E dire che le aspettative della vigilia ti proiettavano, ovviamente, tra i big di un campionato che avevi vinto solo due anni prima.

“Vero, anche se non pensavo di potermi riproporre tra i candidati al titolo, perché da troppo tempo non correvo sulla terra. Però sapevo di poterci stare anche io, tra quelli di vetta, pur se immaginavo che ci avrei dovuto lavorare un po’ su”.

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